la mattanza (o è una guerra civile?)

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la mattanza (o è una guerra civile?)
« il: 18 Nov 2023, 18:00 »
103 donne uccise dal compagno, marito, fidanzato, amante, innamorato, presente o ex che fosse.

in 11 mesi. è insostenibile questa cosa.

è anche assurdo che questo forum così sensibile a tanti argomenti non abbia nulla dedicato al recente rapimento e quindi assassinio di Giulia Cecchettin.

mi sento inerme e corresponsabile di tanto linguaggio e pensiero sbagliato. che fare?


Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #1 il: 18 Nov 2023, 18:15 »
La domanda giusta sarebbe :

Cosa possono fare amici , parenti per evitare che si arrivi a questo ?
Intendo alla PRIMA avvisaglia .

E qui , su LN , piu' direttamente cosa fare se tuo figlio si comporta cosi' ?

Perche' io da padre di due donne , saprei cosa fare .

Prima del casino , altrimenti si aspetta la giustizia dello stato .
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #2 il: 18 Nov 2023, 18:17 »
L'ultima storia e' impressionante .

Molti sapevano e nessuno ha fatto niente .

Guardate il particolare descritto dal ristoratore sulla prenotazione per la festa di laurea .

Offline LaFonte

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #3 il: 18 Nov 2023, 18:32 »
Che fare? Magari lo sapessi. Anch'io sono senza parole e mi sento impotente davanti a quel che vedo.
Non trovo ragioni di fondo costanti su cui si possa intervenire.
Quanto al 'patriarcato' e alla cultura del maschio padrone della sua donna, in molti casi non lo vedo tra le possibili concause. Nel senso, a volte l'assassino effettivamente viene da un'etnia o una subcultura o un'estrazione socioculturale che possono avergli dato quell'impronta nefasta, ma sono molti di più i casi in cui chi uccide non viene da aree geografiche/religioni/famiglie in cui è dominante questa visione della famiglia. Sono moltissimi gli assassini italiani 'bravi ragazzi' cresciuti in famiglie senza problemi di maltrattamenti o alcolismo, per dire. Non è (solo) questione di aver visto il padre menare la madre o sentito a catechismo che l'uomo è il capofamiglia e la donna deve fare quel che dice lui.
Non mi pare che la determinante siano i messaggi lanciati dai media. E' vero che molti trapper hanno nei testi delle loro canzoni (che fatica chiamarle così) versi allucinanti, ma moltissimi omicidi sono gente di mezza età che quei testi mai li ha ascoltati. E film e tv presentano sempre più protagoniste femminili forti e protagonisti maschili non 'machi' rispetto a un tempo, eppure ci sono più femminicidi oggi di un tempo.
Non è decisivo neanche il fattore economico. Potrei capire se sempre l'uomo uccidesse la compagna che so, per timore di restare senza casa. Ma si vedono fior di femminicidi tra fidanzati o in famiglie in cui non ci sono figli quindi la casa non andrebbe in automatico alla donna.
Non mi pare che possa incidere lo stigma sociale. Sono talmente tanti i casi di famiglie separate per decisione di lei, che ormai non c'è proprio nessuno stigma sociale nell'essere lasciati dalla compagna.
Non c'entra l'onore, perchè da quel che si legge l'omicidio non avviene quasi mai per vendicare un precedente tradimento, anzi a volte a uccidere è proprio l'uomo che tradisce.
Posso solo ipotizzare che ci sia una specie di cortocircuito che scatta nella testa dei maschi quando la relazione finisce, che li porta a non riuscire ad accettarlo. Insicurezza e paura? Forse, ma è questo il caso sempre? Rabbia? Incapacità di vedere che non è la fine del mondo? Incapacità di immaginarsi con un'altra mentre si immagina lei con un altro? Non lo so. Forse perchè sti uomini sviluppano una vera dipendenza dalla loro donna e quando questa tronca la relazione vanno in crisi come i drogati? Boh.
E perchè adesso così spesso e un tempo meno? Non lo so. Forse perchè un tempo le donne stavano lo stesso con l'uomo che non amavano più e lo tradivano di nascosto mentre adesso troncano? Boh. Ma sarebbe ora che sociologi e psicologi dessero qualche risposta.
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #4 il: 18 Nov 2023, 19:08 »
Disagio psicologico che le famiglie non vogliono vedere .

Le malattie della mente sono ancora un tabù .

Il padre del ragazzo , ancora oggi , intervistati , ha detto che il figlio voleva bene a quella ragazza .

Offline Warp

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #5 il: 18 Nov 2023, 19:19 »
Premesso che ogni vicenda è  specifica e quindi non bisogna fare generalizzazioni o sommare storie e situazioni diverse e al netto di vicende criminali e disagi vari che avvengono un po ovunque, credo che il problema italiano sia dovuto principalmente ad una tara culturale.
In larghi tratti della società  italiana la donna viene vista ancora come una proprietà dell'uomo. Retaggi antichi che generano  un problema culturale Penso che l'italia sia l'unico paese dell'europa occidentale dove in tv appaiono ragazze seminude in qualsiasi occasione a fare tappezzeria. Vergognoso.
Questo genere di cose alimentano l'immagine della donna oggetto/proprietà

Offline pan

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #6 il: 18 Nov 2023, 19:42 »
non è che non se ne voglia parlare purple. ma siccome in passato, durante il lockdown nello specifico, mi è capitato di esprimere opinioni che per forza di cose coinvolgevano i figli e molti se ne sono sentiti urtati, diciamo che ci si pensa un po' di più prima di scrivere. parlo per me ovviamente.

Offline mr_steed

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #7 il: 18 Nov 2023, 20:04 »
non voglio affatto generalizzare e non faccio lo psicologo ma, oltre magari a qualche lacerto di retaggio culturale, secondo me il più delle volte si tratta quasi sempre di soggetti "latentemente sociopatici" di fondo, che però magari non hanno mai dato segni di questo tipo di disturbo, nei quali scatta qualcosa dopo un rapporto burrascoso o comunque finito con "unə compagnə".

Secondo me infatti il famoso "attimo di follia" non esiste se non hai già una qualche "tara psicologica" latente.

Il guaio è che spesso si suicidano quindi, a posteriori, è impossibile fare una diagnosi che possa elaborare una statistica sull'incidenza di questo tipo di soggetti negli omicidi all'interno della coppia.

Qualcuno sa quale nazione al mondo ha la minore percentuale per questo tipo di reati?
E quali sono invece i Paesi in cui si verificano con più frequenza?

Offline vaz

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #8 il: 18 Nov 2023, 21:59 »
Vicenda Portanova, Vicenda La Russa, il dover ascoltare il battito del feto prima di effettuare l’aborto. Questo virus è endemico

Offline mr_steed

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #9 il: 18 Nov 2023, 22:25 »
[...]

Qualcuno sa quale nazione al mondo ha la minore percentuale per questo tipo di reati?
E quali sono invece i Paesi in cui si verificano con più frequenza?

Mi rispondo da solo, anche se non sono riuscito a trovare statistiche sulle singole nazioni.

https://www.lasvolta.it/4613/i-numeri-dei-femminicidi#capitolo-1

Comunque pare che il continente con più femminicidi sia l'Asia, anche se l'Africa, pur essendo seconda per numero, sembra sia più a rischio per gli omicidi compiuti da parte degli stessi parenti della vittima

Offline Fiammetta

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #10 il: 18 Nov 2023, 22:52 »
Ho solo una cosa da dire, poi credo che su questo e sul resto degli argomenti non interverrò più. Sono orgogliosamente figlia di una cultura che ha cambiato tante donne. Ho sempre creduto che potesse cambiare anche gli uomini, ma mi sono sempre sbagliata. Tocca a voi uomini, cambiare gli uomini. E' una battaglia vostra e dovete farla.

Offline Aquila1979

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #11 il: 18 Nov 2023, 23:54 »
Ho solo una cosa da dire, poi credo che su questo e sul resto degli argomenti non interverrò più. Sono orgogliosamente figlia di una cultura che ha cambiato tante donne. Ho sempre creduto che potesse cambiare anche gli uomini, ma mi sono sempre sbagliata. Tocca a voi uomini, cambiare gli uomini. E' una battaglia vostra e dovete farla.

Sì, ma come?
Io ho due bambine e le martello continuamente dicendole che se un uomo dovesse solo dire “non puoi andare lì” bisogna lasciarlo immediatamente.

Ma non saprei come cambiare gli uomini.

Offline Fiammetta

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #12 il: 19 Nov 2023, 00:24 »
E' semplice, ma molto faticoso, perché diventa un impegno quotidiano. Il femminismo non ha scardinato il teorema della superiorità maschile a partire dagli uomini. Lo ha fatto a partire dalle donne. E' nato come consapevolezza di poche, ma ciò che lo ha fatto deflagrare è stato scardinare nelle donne quell'indotto senso di inferiorità mentale, istituzionale e sociale. Se abbiamo ottenuto vittorie storiche, lo dobbiamo al profondo lavoro che il femminismo ha fatto sulla donna.
Dovete fare lo stesso: scardinare quel senso di superiorità mentale, anche se molto meno istituzionale e sociale (apparentemente, perché poi dovrei elencare tutti i gap che esistono nella realtà, ma anche nella rappresentazione della realtà). Potete partire dal criticare le rappresentazioni della stampa, dai discorsi al bar, da quelli tra amici. Potete partire dal protestare perché questo governo ha tagliato i fondi destinati al contrasto della violenza contro le donne del 70%. Potete partire dal criticare questo governo perché non ha aderito alla Convenzione di Istanbul. Avere in odio la narrazione della donna come fosse un ammennicolo, un succedaneo, un surrogato, un culo che viene portato a spasso da due gambe, e attaccarla, contrastarla, inibirla. Iniziare a indurre vergogna in certi interlocutori, quelli che insultano, detraggono, deridono.
Ce ne sono così tante di cose da fare e potreste cominciare dal non lasciarci sole alle manifestazioni, quando urliamo tutta la nostra rabbia perché ne hanno ammazzata un'altra.
Potreste e dovreste non lasciarci più sole, se non sapete cos'altro fare.

Offline SSL

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Offline SSL

Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #13 il: 19 Nov 2023, 00:27 »
Ho solo una cosa da dire, poi credo che su questo e sul resto degli argomenti non interverrò più. Sono orgogliosamente figlia di una cultura che ha cambiato tante donne. Ho sempre creduto che potesse cambiare anche gli uomini, ma mi sono sempre sbagliata. Tocca a voi uomini, cambiare gli uomini. E' una battaglia vostra e dovete farla.
Questa può essere una considerazione corretta.

L'esempio penso sia alla base di tutto nella crescita di un figlio.
Poi magari cade lo stesso in problemi personali, ma certi limiti restano invalicabili.

Purtroppo ognuna di queste tristissime vicende ha un suo substrato che la determina.

L'esito è però lo stesso, è un esito di sopraffazione fisica del più forte tra i due sessi, al quale si arriva passando anche attraverso una sopraffazione psicologica.

Ci sono migliaia di influenze esterne.

Serve insegnare il rispetto come ideale massimo.

Offline Emanuele

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #14 il: 19 Nov 2023, 06:51 »
verissimo quello che dice Fiammetta

nel mio piccolo penso che ci sia bisogno di educare ad avere relazioni sane
diamo per scontato che si sappiano riconoscere comportamenti che nascondono un disturbo, ma spesso non è così, sia in chi li attua che in chi li subisce

tutte le persone devono essere consapevoli di ciò che è sano e ciò che non lo è

educare, educare, educare
mostrare, spiegare, offrire strumenti e possibili soluzioni

facile a dirsi, ovviamente, ma non so quanto ciò venga fatto attualmente in molte famiglie e nelle scuole

Offline Tarallo

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #15 il: 19 Nov 2023, 08:14 »
Io non sono sicuro di capire bene cosa significhi “educare” nel quotidiano.
Non c’è un manuale.
Le persone, i papà che sono cresciuti in ambienti in cui c’era anche la minima violenza verbale, hanno buone possibilità di fare lo stesso.

L’unica via è l’esempio. I bambini assorbono quello che vedono, quello che li circonda ogni giorno, non quello che gli si intima di fare.
Io ho due maschi di 20 e 23 anni, entrambi in relazioni, e quando vi leggo mi chiedo ma quando erano piccoli, cosa avrei dovuto fare mentre li portavo a fare sport, mentre cenavamo insieme, mentre giocavano con gli amici?
Il trucco non è educare, che poi significa insegnare. Io non posso insegnare a giocare a Ping-pong se non sono capace.
La via sarebbe quella di assicurarsi che tutti crescano immersi nella gentilezza, nella cortesia, nel rispetto.
Ma se tu non li hai, non credo si possano insegnare perché me lo dice qualcuno.
È per questo che la catena fa fatica a spezzarsi.
È un serpente che si morde la coda.

Personalmente ritengo la gentilezza il valore più alto.
Ma non saprei come insegnarla.

Offline Emanuele

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8363
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #16 il: 19 Nov 2023, 09:05 »
Tarallo, non sono in disaccordo con quello che dici

ma e' li' che deve intervenire la scuola, secondo me
insegnare ad esempio a riconoscere le emozioni, a esprimerle, a gestirle

so che ci sono progetti di questo tipo nelle scuole su un piano teorico (ricordo un esame fatto all'universita' di psicologia dello sviluppo e dell'educazione che ne parlava), ma non so quanto poi viene fatto concretamente

e' vero poi che si impara vedendo e anche laddove interviene la scuola, se in famiglia ci sono comportamenti disfunzionali, si corre il rischio che vengano assorbiti e riprodotti

ma infatti le soluzioni semplici e immediate purtroppo non esistono, sono processi lunghi

Offline genesis

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Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #17 il: 19 Nov 2023, 10:14 »
Noi uomini dobbiamo essere educati.
Tanti sono i temi: il rispetto, i sentimenti, il considerare l'altro una persona e non una proprietà.
C'è molto da fare.
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #18 il: 19 Nov 2023, 10:29 »
Ho solo una cosa da dire, poi credo che su questo e sul resto degli argomenti non interverrò più. Sono orgogliosamente figlia di una cultura che ha cambiato tante donne. Ho sempre creduto che potesse cambiare anche gli uomini, ma mi sono sempre sbagliata. Tocca a voi uomini, cambiare gli uomini. E' una battaglia vostra e dovete farla.

Stavo rispondendoti che sono d'accordo su tutto ma che comunque sono battaglie che dobbiamo fare insieme.
Ma poi ho visto che in realtà siamo d'accordo anche su questo:

E' semplice, ma molto faticoso, perché diventa un impegno quotidiano. Il femminismo non ha scardinato il teorema della superiorità maschile a partire dagli uomini. Lo ha fatto a partire dalle donne. E' nato come consapevolezza di poche, ma ciò che lo ha fatto deflagrare è stato scardinare nelle donne quell'indotto senso di inferiorità mentale, istituzionale e sociale. Se abbiamo ottenuto vittorie storiche, lo dobbiamo al profondo lavoro che il femminismo ha fatto sulla donna.
Dovete fare lo stesso: scardinare quel senso di superiorità mentale, anche se molto meno istituzionale e sociale (apparentemente, perché poi dovrei elencare tutti i gap che esistono nella realtà, ma anche nella rappresentazione della realtà). Potete partire dal criticare le rappresentazioni della stampa, dai discorsi al bar, da quelli tra amici. Potete partire dal protestare perché questo governo ha tagliato i fondi destinati al contrasto della violenza contro le donne del 70%. Potete partire dal criticare questo governo perché non ha aderito alla Convenzione di Istanbul. Avere in odio la narrazione della donna come fosse un ammennicolo, un succedaneo, un surrogato, un culo che viene portato a spasso da due gambe, e attaccarla, contrastarla, inibirla. Iniziare a indurre vergogna in certi interlocutori, quelli che insultano, detraggono, deridono.
Ce ne sono così tante di cose da fare e potreste cominciare dal non lasciarci sole alle manifestazioni, quando urliamo tutta la nostra rabbia perché ne hanno ammazzata un'altra.
Potreste e dovreste non lasciarci più sole, se non sapete cos'altro fare.


Grazie delle testimonianze e delle sollecitazioni
Re:la mattanza (o è una guerra civile?)
« Risposta #19 il: 19 Nov 2023, 10:31 »
Sì, ma come?
Io ho due bambine e le martello continuamente dicendole che se un uomo dovesse solo dire “non puoi andare lì” bisogna lasciarlo immediatamente.

Ma non saprei come cambiare gli uomini.

Io io due figli, faranno 22 e 20 anni a marzo, "il grande" uomo, "la piccola" donna.

Alla donna ho fatto capire fin da piccola che doveva pretendere un rapporto paritario, che al fidanzato di turno neanche in buona fede doveva permettere di acquisire crediti che la potevano mettere in condizione di sentirsi in inferiorità (penso ad esempio a quando a quattordici anni stava con ragazzetto di un anno più grande a cui i genitori davano una buona disponibilità economica, quando andavano a prendersi un gelato, un panino, qualsiasi cosa, dovevano comunque pagare una volta per uno). E mai accettare sensi di colpa, a mia nipote a diciassette anni il ragazzetto le diceva che se lo lasciava si sarebbe suicidato ho detto che le aveva dato proprio il motivo per lasciarlo, che non si trattava di cinismo ma di amore verso se stessa (e anche rispetto per l'altro!)

A mio figlio ho più volte fatto notare come il fatto di essere due anni più grande, di essere stato in qualche modo un modello, di pesare il doppio, di essere alto 1.80 vs 1.60, porta a volte la sorella a reagire "esageratamente" per ottenere di essere ascoltata. Che deve lavorare su se stesso per non usare quegli "argomenti" per ottenere una pseudo autorevolezza. Con la sorella, ma poi nei rapporti affettivi, con le amiche, al lavoro, eccetera.

Poi so di aver fatto e di fare anche tanti errori, sono del 1968 e secoli di cultura patriarcale non si dimenticano facilmente. Quando me ne accorgo ci lavoro e cerco di rimediare, spero che le volte che non me ne accorgo siano in numero ridotto e che le persone che mi stanno vicino tengano conto del tutto che mi appartiene e che mi rappresenta

 

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