Nucleare

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Online ES

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Re:Nucleare
« Risposta #20 il: 12 Gen 2022, 16:29 »
Pubblicità.


Problema che analizzai e risolsi una decina di anni fa.
Fusione.
Fusione.
Creai un gioco per preparare il mondo.
Ma il mondo non era pronto.













Una trentina di pagine perfettamente collegate.
Costi di estrazione, tempi, aree,  manodopera.
Il mondo non era pronto.

Fine Pubblicità.

Vi leggo con interesse

 :chap:
Re:Nucleare
« Risposta #21 il: 12 Gen 2022, 17:28 »
Il nucleare è una polpetta avvelenata che ci viene riproprinata, per l'ennesima volta, ora, dal vate Draghi che è bravo, ci capisce, è stimato in europa, conosce le lingue, ecc. ecc..
Abbiamo iniziato con l'aumento senza senso di gas e luce per far dire al popolo bue "ma possibile non ci sia altro modo per fornire energia?".
Ecchitelo, il nucleare di quinta generazione (che cazzovordi'), green, tipo aerosol, 'na favola.
C'è solo da costruire, trovando il sito, tre/quattro centrali, per il resto se ne parla a babbomorto (cioè la sicurezza, le scorie, ecc.).
Italiani, gente senza memoria (Mussolini, Craxi, Berlusca), ci meritiamo questo e peggio di questo... :x :x :x :x :x

Offline Aquila1979

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Re:Nucleare
« Risposta #22 il: 12 Gen 2022, 17:49 »
Il nucleare è una polpetta avvelenata che ci viene riproprinata, per l'ennesima volta, ora, dal vate Draghi che è bravo, ci capisce, è stimato in europa, conosce le lingue, ecc. ecc..
Abbiamo iniziato con l'aumento senza senso di gas e luce per far dire al popolo bue "ma possibile non ci sia altro modo per fornire energia?".
Ecchitelo, il nucleare di quinta generazione (che cazzovordi'), green, tipo aerosol, 'na favola.
C'è solo da costruire, trovando il sito, tre/quattro centrali, per il resto se ne parla a babbomorto (cioè la sicurezza, le scorie, ecc.).
Italiani, gente senza memoria (Mussolini, Craxi, Berlusca), ci meritiamo questo e peggio di questo... :x :x :x :x :x

mamma mia ragazzi.

Offline Laziolubov

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Re:Nucleare
« Risposta #23 il: 12 Gen 2022, 17:55 »

Il nucleare è, visto che hai fatto l'esempio filmico, l'idea di far esplodere la cometa a pochi km dalla terra per recuperare il preziosissimo materiale all'interno.

no, neanche lontanamente, il nucleare è preoccuparsi dei costi e dell'inquinamento prodotto dai razzi che devono deviare la cometa

Offline LaFonte

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Re:Nucleare
« Risposta #24 il: 12 Gen 2022, 19:44 »
Il mio primo ricordo relativo al nucleare è delle elementari/medie, non sono sicurissima in che classe ero. Annunciandolo prima, ci proiettarono a scuola The day after e dopo ci fu una psicologa per aiutarci ad affrontare il senso del film. Roba che oggi sbatterebbero in galera preside e insegnanti e brucerebbero la scuola per il trauma provocato ai pargoli. Io però lo ricordo come esperienza molto istruttiva, sia sulle implicazioni della corsa agli armamenti e l'importanza della pace nel mondo, sia sul fatto che non bisogna fermarsi a guardarsi l'ombelico perchè se qualcuno spinge un bottone dall'altra parte del mondo può capitare qualcosa anche a me. E anche ovviamente su questa cosa misteriosa e tanto potente quanto pericolosa, il 'nucleare'.

Da allora il tema mi ha sempre incuriosito e ho sempre letto di tutto sulla questione energia in generale e nucleare in particolare. Al referendum ero agnostica, ma alla fine ho votato per non chiudere la porta a questa fonte di energia, più per spirito di opposizione che per altro.
La questione energetica è troppo seria per affrontarla come è stato fatto, all'italiana ossia con la classica reazione NIMBY. Noi vogliamo la moglie ubriaca e la botte piena. Nel mondo reale non si può.
Visto che una fonte di energia perfetta non esiste, per me bisogna scegliere quella che ha il miglior rapporto costi-benefici.

Gli idrocarburi sono facili da trovare (ricordo le previsioni catastrofiche degli ambientalisti sull'esaurimento del petrolio per il 2000) e ormai hanno un'infrastruttura di distribuzione e utilizzo ultradecennale in funzione, ma inquinano e ci pongono alla mercè degli Stati produttori.
Le energie rinnovabili sono un pò più pulite (perchè c'è la questione della realizzazione delle centrali idroelettriche, dell'estrazione del silicio e dello smaltimento dei panneli ecc.) ma non sono continue e non sono così efficienti (da sole non bastano).
Il nucleare ha un elevato costo di partenza ma poi non subisce le fluttuazioni del mercato o del clima, ma è pericoloso e produce scorie.
Tutto il resto al momento è fuffa.

L'Italia ai tempi ha scelto di pancia, vuoi mettere dire di no al nucleare e scegliere un mondo pulito? Peccato che da allora ipocritamente compri energia elettrica straniera prodotta col nucleare, strapagandola, semplicemente perchè ne ha bisogno. Di fatto ha pagato le centrali francesi e slovene che se avranno incidenti rovineranno il territorio italiano, mica quello estero (mica sono scemi come noi gli altri, le hanno messe in punti ben pensati).
Può cambiare modello di sviluppo? No, da sola assolutamente no, perchè se gli altri continuano su quella strada abbandonarla da soli significa restare tagliati fuori da tutto. Allora che fare?
Per me:
1) porre il problema dello sviluppo sostenibile. Ma non alla maniera tafazziana dell'EU, che vuole fare la rivoluzione verde da sola mentre il resto del mondo se ne sbatte. Col risultato che le industrie europee andranno a inquinare più di prima in Turchia Cina e Brasile, chiudendo le fabbriche qua.
2) non chiudere a nessuna potenziale fonte di energia. La nuova generazione di nucleare non è quello di Chernobyl, ma quanto costa? Servono studi indipendenti, numeri e proiezioni, non slogan.
3) smetterla di dire no a qualunque infrastruttura energetica (e no al nucleare, no al rigassificatore, no al metanodotto, no alla centrale a biomassa...) perchè stiamo a ZERO perchè lo abbiamo voluto, e perchè l'energia ci serve, pochi cazzi. I giacimenti di gas li abbiamo, abbiamo scelto di non toccarli noi (in Adriatico per la subsidenza, peccato che li sfrutteranno i Paesi dellà, e la subsidenza ci sarà uguale!).
4) fare tanta informazione
5) fare tanta ricerca, specie sulla fonte di energia che sola potrebbe risolvere i nostri guai: il (micro)GEOTERMICO.

Offline FatDanny

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Re:Nucleare
« Risposta #25 il: 12 Gen 2022, 20:27 »
no, neanche lontanamente, il nucleare è preoccuparsi dei costi e dell'inquinamento prodotto dai razzi che devono deviare la cometa

Per capire che il tuo paragone è improprio occorre partire da una domanda.
Qual'è il problema? Davvero è la semplice emissione di CO2?
Il problema che affrontiamo col cambiamento climatico è un ormai complessivo squilibrio tra ciò che l'essere umano consuma nel contesto generale dell'equilibrio del pianeta, affermatosi dall'era moderna in avanti.
L'essere umano si è "allargato" ben oltre il metabolismo che, attraverso le interdipendenze biologiche, consentono i cicli vitali e il rigenerarsi delle condizioni che li rendono possibili.
QUESTO è il problema, non le semplici emissioni. Le emissioni sono UNO dei mezzi, il principale forse, attraverso cui il problema si presenta.

I razzi per deviare la cometa in don't look up RISOLVONO il problema, il nucleare non lo risolve, lo sposta di 3 cm più in là.
E attenzione, bada bene, io sto dicendo proprio per non farla facile che non lo risolve nemmeno il solare, nemmeno l'eolico, nemmeno diventare vegani e nemmeno socializzare i mezzi di produzione se il progresso umano continuerà a misurarsi in disponibilità individuali di consumabili.
La decrescita felice è una cazzata perché trasforma un mezzo in un fine.
Non dobbiamo puntare a decrescere, noi dobbiamo puntare a ristabilire un equilibrio dinamico del pianeta. Decrescere sarebbe un mezzo, o meglio un'implicazione implicita, in una diversa concezione di progresso.

Finché la concezione di progresso resta la stessa passerai dalle troppe emissioni a troppi pannelli da smaltire (o troppe scorie), dalla troppa plastica alla troppa bioplastica e domani al troppo materiale X, dai costi indiretti degli allevamenti intensivi ai costi indiretti delle colture intensive.

Per questo ho postato quel contributo del ricercatore ENEA Agostinelli.
Perché descrive più chiaramente il problema, invece di sostituirlo con un feticcio.
Per questo il nucleare è come i robot da mandare sulla cometa.
Perché è l'illusione di poter risolvere il problema senza rinunciare alla logica che ha portato il problema a divenire tale.

E altrettanto illusiorio è pensare che possa essere la scienza e la tecnologia a farlo (come infatti non riesce nel film).
Perché il problema non è tecnologico, ma di scelta. Siamo di fronte ad una scelta.
La scienza e la tecnologia possono suggerirci un'alternativa e gli strumenti per praticarla, ma il compito di fare una scelta (diversa) è e sarà sempre tutto nostro.

Sono molto scettico che la faremo, perché non ci manca la soluzione concreta, ma l'intelligenza - intesa come capacità concettuale - per concepirla.

EDIT:

L'Italia ai tempi ha scelto di pancia, vuoi mettere dire di no al nucleare e scegliere un mondo pulito? Peccato che da allora ipocritamente compri energia elettrica straniera prodotta col nucleare, strapagandola, semplicemente perchè ne ha bisogno. Di fatto ha pagato le centrali francesi e slovene che se avranno incidenti rovineranno il territorio italiano, mica quello estero (mica sono scemi come noi gli altri, le hanno messe in punti ben pensati).


al di là del resto questo è falso. è esattamente l'opposto.
Noi non compriamo energia nucleare strapagandola, al contrario la compriamo sotto costo ed è esattamente il motivo per cui la compriamo.
Non ne abbiamo bisogno, ma pagandola meno ci conviene - ah che bello il mercato libero dell'energia - comprare l'energia nucleare sottocosto che tenere aperti i nostri impianti.

Perché sottocosto?
Perché non potendosi spegnere le centrali nucleari producono energia superflua, non utilizzata.
Alla francia a quel punto piuttosto che ricavarci zero conviene venderla sotto costo e ammortizzare parte dei costi. E questo genera per noi convenienza.
Falso dunque che la strapaghiamo.
Falso che ne abbiamo bisogno.
Re:Nucleare
« Risposta #26 il: 12 Gen 2022, 20:35 »
Io, senza giri di parola, vi dico che, abitando tra due centrali nucleari (Borgo Sabotino (LT) e Garigliano (LT), da queste parti l'incidenza dei tumori è 4 (quattro) volte la media nazionale. Chiedete negli ospedali da Roma a Napoli e poi mi dite.
NO A QUALSIASI TIPO DI NUCLEARE![/glow]

Offline trax_2400

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Re:Nucleare
« Risposta #27 il: 12 Gen 2022, 20:38 »
E altrettanto illusorio è pensare che possa essere la scienza e la tecnologia a farlo (come infatti non riesce nel film).
Non ne sarei così sicuro. Hai visto in che tempi rapidi hanno realizzato i vaccini quando ce n'è stata la necessità e ci hanno messo i soldi?

Offline Laziolubov

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Re:Nucleare
« Risposta #28 il: 12 Gen 2022, 20:43 »
Per capire che il tuo paragone è improprio occorre partire da una domanda.
Qual'è il problema? Davvero è la semplice emissione di CO2?
Il problema che affrontiamo col cambiamento climatico è un ormai complessivo squilibrio tra ciò che l'essere umano consuma nel contesto generale dell'equilibrio del pianeta, affermatosi dall'era moderna in avanti.
L'essere umano si è "allargato" ben oltre il metabolismo che, attraverso le interdipendenze biologiche, consentono i cicli vitali e il rigenerarsi delle condizioni che li rendono possibili.
QUESTO è il problema, non le semplici emissioni. Le emissioni sono UNO dei mezzi, il principale forse, attraverso cui il problema si presenta.

I razzi per deviare la cometa in don't look up RISOLVONO il problema, il nucleare non lo risolve, lo sposta di 3 cm più in là.
E attenzione, bada bene, io sto dicendo proprio per non farla facile che non lo risolve nemmeno il solare, nemmeno l'eolico, nemmeno diventare vegani e nemmeno socializzare i mezzi di produzione se il progresso umano continuerà a misurarsi in disponibilità individuali di consumabili.
La decrescita felice è una cazzata perché trasforma un mezzo in un fine.
Non dobbiamo puntare a decrescere, noi dobbiamo puntare a ristabilire un equilibrio dinamico del pianeta. Decrescere sarebbe un mezzo, o meglio un'implicazione implicita, in una diversa concezione di progresso.

Finché la concezione di progresso resta la stessa passerai dalle troppe emissioni a troppi pannelli da smaltire (o troppe scorie), dalla troppa plastica alla troppa bioplastica e domani al troppo materiale X, dai costi indiretti degli allevamenti intensivi ai costi indiretti delle colture intensive.

Per questo ho postato quel contributo del ricercatore ENEA Agostinelli.
Perché descrive più chiaramente il problema, invece di sostituirlo con un feticcio.
Per questo il nucleare è come i robot da mandare sulla cometa.
Perché è l'illusione di poter risolvere il problema senza rinunciare alla logica che ha portato il problema a divenire tale.

E altrettanto illusiorio è pensare che possa essere la scienza e la tecnologia a farlo (come infatti non riesce nel film).
Perché il problema non è tecnologico, ma di scelta. Siamo di fronte ad una scelta.
La scienza e la tecnologia possono suggerirci un'alternativa e gli strumenti per praticarla, ma il compito di fare una scelta (diversa) è e sarà sempre tutto nostro.

Sono molto scettico che la faremo, perché non ci manca la soluzione concreta, ma l'intelligenza - intesa come capacità concettuale - per concepirla.
Il tuo problema riguarda decenni e riguarda magari inquinamento, ingiustizie, non equa distribuzione delel risorse e tante belle (o brutte cose) la CO2 è chimica e quello che farà al pianeta è fisica. E quello che farà, neanche uno che si informa come sei tu ancora l'ha percepito bene. Qualunque disastro della storia mondiale dall'asteroide in poi sembrerà uno scherzo. Dobbiamo ORA spegnere queste cazzo di centrali e siccome non abbiamo tempo per cambiare un sistema di 7 miliardi di persone e non mi sembra che altri sistemi che vanno per la maggiore abbiano sfruttato meno il territorio, le risorse, le persone o prodotto di meno, l'unica soluzione disponibile ORA in attesa magari della fusione o dello sviluppo maggiore delle rinnovabili o dell'intervento dell'Arcangelo Gabriele è riempirci di centrali moderne e ragionevolmente sicure a fissione perché quelle abbiamo. Tenerle in piedi per una cinquantina d'anni, il tempo forse alle altre risorse nominate di diventare fonti uniche e poi smantellarle una per una. Il costo economico è irrilevante perché la posta in gioco è il pianeta e l'innalzamento dei mari di decine e decine di metri in un secolo

Offline pentiux

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Re:Nucleare
« Risposta #29 il: 12 Gen 2022, 23:20 »
Però il tema è sempre lo stesso, come le varie nazioni del mondo approcciano al tema dell'energia e del cambiamento climatico. Perché il pianeta è uno e la competizione globale.
E' come se corressimo una gara di formula uno dove l'Europa è costretta a guidare delle panda ibride con massimo 40kw, mentre Russia, Cina, USA e mezzo mondo possono correre con delle Ferrari senza limiti di cavalli ed emissioni.
Il problema non è solo che perdi la corsa, è che più corse perdi più gli altri crescono nella competizione, nella concorrenza, e anche militarmente. Ed è inutile far finta di niente, la Storia insegna che prima o poi questi squilibri si pagano pesantemente.

Per cui tutto bello e tutto giusto. Ma il tema è come immaginare un "equilibrio dinamico del pianeta" in questo contesto, quando tu puoi porti certi obiettivi ma mezzo mondo non ci sente da quell'orecchio.
E cosa fare se o fino a che non riesci a "convincere" tutti.

Offline trax_2400

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Re:Nucleare
« Risposta #30 il: 13 Gen 2022, 08:51 »
La soluzione al problema del cambiamento climatico è semplice ed è stata anche a portata di mano.
La prossima volta che un virus letale si presenta al mondo evitiamo di produrre in tempi rapidissimi vaccini che servono solo ad arricchire le multinazionali.
Evitiamo di andare in giro mascherati come a carnevale.
Evitiamo di condividere i dati sulla pandemia che creano solo inutile allarmismo.
Evitiamo inutili lockdown che bloccano l'economia.
Famose i caxxi nostri e il problema è risolto!
 :)

Offline Aquila1979

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Re:Nucleare
« Risposta #31 il: 13 Gen 2022, 10:41 »
Però il tema è sempre lo stesso, come le varie nazioni del mondo approcciano al tema dell'energia e del cambiamento climatico.

ritengo quanto sostenuto da FD utopistico anche per questo.
non si tratta di mettere d'accordo una comunità: quello che auspica è un grande reset (direbbe un complottista) a livello mondiale.

a livello geopolitico è una posizione insostenibile.
mi sembra che ci stiamo indirizzando verso una soluzione malthusiana.

Offline Laziolubov

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Re:Nucleare
« Risposta #32 il: 13 Gen 2022, 13:44 »
Piccolo stralcio di uno dei mille aspetti del riscaldamento. Il fatto è che misure e modelli stanno andando fuori scala anno dopo anno per eventi che hanno in genere ritmi come minimo misurabili sulle migliaia di anni. Non c'è più tempo per il dibattito se non vogliamo vivere in diretta un disaster movie planetario

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista "Advances in Atmospheric Sciences", nel 2021 le temperature dell'Oceano hanno segnato un nuovo record, raggiungendo i valori più caldi mai misurati per il sesto anno consecutivo; e, ancor più allarmante è la situazione del Mediterraneo che si conferma il bacino che si scalda più velocemente. L’articolo Another record: Ocean warming continues through 2021 Despite La Niña Conditions è firmato da un team internazionale di 23 ricercatori di 14 istituzioni (tra i quali Simona Simoncelli dell’INGV, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, e Franco Reseghetti di ENEA, l'Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile) ed è stato realizzato utilizzando i dati disponibili al 31 dicembre 2021, ma contiene anche una revisione degli anni precedenti, sulla base delle nuove conoscenze acquisite nel frattempo.

I ricercatori evidenziano che la variazione del contenuto termico degli oceani nel 2021 è equivalente all'energia che si otterrebbe facendo esplodere 7 bombe atomiche ogni secondo per tutta la durata dell’anno. E il nuovo record, avvertono, è stato toccato nonostante nel 2021 si sia manifestato il fenomeno conosciuto come La Niña che ha contribuito a limitare il riscaldamento nell’oceano Pacifico.

Per il Mediterraneo, ai dati risultati allarmanti illustrati nello studio, si affiancano quelli del monitoraggio della temperatura nei mari Ligure e Tirreno, ripreso nel 2021, nell'ambito del progetto MACMAP dell’INGV, cui partecipa ENEA. Dal 1999, sfruttando navi commerciali che percorrono la rotta tra Genova e Palermo, sono stati acquisiti dati di temperatura che hanno consentito di analizzare le variazioni termiche nel tempo.  Partner fondamentale di questa attività è la compagnia di navigazione italiana GNV S.p.A. (Grandi Navi Veloci) dalle cui navi vengono lanciate le sonde che misurano la temperatura.

“E’ molto importante sottolineare che l’Oceano assorbe poco meno di un terzo della CO2 emessa dall’uomo, ma il riscaldamento delle acque riduce l'efficienza di questo processo, lasciandone una percentuale maggiore in atmosfera. Il monitoraggio e la comprensione di come evolvono nelle acque oceaniche la componente termica e quella legata alla CO2, sia individualmente che in sinergia, sono molto importanti per giungere ad un piano di mitigazione che rispetti gli obbiettivi approvati per limitare gli effetti del cambiamento climatico –sottolinea Simona Simoncelli dell’INGV - Ad esempio, in conseguenza del riscaldamento delle acque degli oceani (tralasciando l’apporto dell’acqua di fusione dei ghiacciai), sta aumentando il volume e quindi il livello del mare con ripercussioni drammatiche per gli atolli del Pacifico e stati insulari come le isole Maldive ma anche per le nostre aree costiere. Inoltre, acque degli oceani sempre più calde creano le condizioni per tempeste e uragani sempre più violenti e numerosi, abbinati a periodi di caldo esasperato in zone sempre più estese.  E, tutto questo, senza considerare gli effetti biologici: l'acqua più calda è meno ricca in ossigeno influisce sulla catena alimentare, così come acqua con acidità più elevata ha effetti anche pesanti sulle forme viventi.”

“Durante l'ultima campagna di rilevamento dati, a metà dicembre 2021, sono rimasto prima sconcertato e poi sempre più sconfortato dai dati che comparivano sul monitor del sistema di acquisizione – afferma Franco Reseghetti dell’ENEA.  Nel mar Tirreno trovavo l’isoterma T = 14°C quasi sempre sotto i 700 m, talvolta anche intorno a 800 m, valori di profondità che mi hanno sorpreso. In pratica ha iniziato a scaldarsi in modo evidente anche una zona più profonda rispetto al passato. Ho ricontrollato a lungo questi dati di dicembre con Simona Simoncelli, cercando conferme anche in dataset ottenuti da altri strumenti di misura nella medesima area e nel medesimo periodo. Ma purtroppo i nostri risultati erano in buon accordo con gli altri e l'unica conclusione è stata: c’è un nuovo record (anche se ne avremmo fatto volentieri a meno).”

Offline pentiux

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Re:Nucleare
« Risposta #33 il: 13 Gen 2022, 14:23 »
[...]
Però mi sembra siamo leggermente off topic, di topic dove discutere di riscaldamento globale ve ne sono diversi.
Oltretutto qui nessuno in nessun modo lo nega, anzi.

Qui si prova a capire se, stante la situazione attuale del mercato globale relativo alle fonti energetiche in termini di disponibilità, costi ed anche emissioni, il nucleare possa essere o meno una soluzione (ed in caso se di breve/medio/lungo periodo) per l'Italia.

Offline Laziolubov

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Re:Nucleare
« Risposta #34 il: 13 Gen 2022, 15:13 »
Però mi sembra siamo leggermente off topic, di topic dove discutere di riscaldamento globale ve ne sono diversi.
Oltretutto qui nessuno in nessun modo lo nega, anzi.

Qui si prova a capire se, stante la situazione attuale del mercato globale relativo alle fonti energetiche in termini di disponibilità, costi ed anche emissioni, il nucleare possa essere o meno una soluzione (ed in caso se di breve/medio/lungo periodo) per l'Italia.
è perfettamente in topic perché dimostra che è impossibile paragonare i costi non tenendo conto dei danni che stanno creando, danni non solo economici ma di sopravvivenza stessa delle persone quindi incalcolabili e senza prezzo. Le tabelle che girano contano solo il prezzo momentaneo finanziario. E' come scegliere nel deserto a parità di costo un chilo di caviale invece di 10 litri di acqua perché si risparmia molto di più. Aggiungerei che deve essere una soluzione mondiale immediata, temporanea nel senso finché non sarà rimpiazzata da fonti senza o con bassissime emissioni di CO2, a qualsiasi costo.

Offline pentiux

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Re:Nucleare
« Risposta #35 il: 13 Gen 2022, 15:16 »
è perfettamente in topic perché dimostra che è impossibile paragonare i costi non tenendo conto dei danni che stanno creando, danni non solo economici ma di sopravvivenza stessa delle persone quindi incalcolabili e senza prezzo. Le tabelle che girano contano solo il prezzo momentaneo finanziario. E' come scegliere nel deserto a parità di costo un chilo di caviale invece di 10 litri di acqua perché si risparmia molto di più. Aggiungerei che deve essere una soluzione mondiale immediata, temporanea nel senso finché non sarà rimpiazzata da fonti senza o con bassissime emissioni di CO2, a qualsiasi costo.
Si, ok siamo d'accordo, abbiamo bisogno di una soluzione mondiale immediata.
Tre quarti di mondo ad essere buoni non ci vogliono sentire da quell'orecchio, che facciamo?
Re:Nucleare
« Risposta #36 il: 13 Gen 2022, 18:34 »
Nel nucleare il breve/medio termine non esiste, ammesso che sia la strada da percorrere anche per le giuste ragioni che scrive Pentiux, prima di 20 anni non ci sarebbe in funzione nessuna centrale.
I costi sarebbero tutti a carico nostro come ha specificato FD, 10/20 miliardi di euro senza un governo dietro non li caccia nessuno.
Tenendo presente che si parte con le ultime tecnologie che prevedono ancora le scorie, quindi dove le mettiamo? Nella terra dei fuochi? Le spediamo in Africa tanto che ce frega? Le interriamo a Milano per Salvini?
Battute a parte oggi siamo incastrati tra un mondo che va da una parte con il consumo forsennato e chi vorrebbe fermarsi o almeno rallentare, rimane alla fine sempre un dubbio e cioè che mondo vogliamo e soprattutto che mondo lasciamo ai nostri figli.

Offline FatDanny

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Re:Nucleare
« Risposta #37 il: 13 Gen 2022, 18:55 »
Laziolubov stai mischiando i piani per il semplice fatto che le centrali emettono circa il 25% della CO2, per come scrivi te pare che rappresentino l'80% delle emissioni e dunque il nucleare sia la soluzione generale.
Anche spegnendole proprio tutte non risolveresti il problema e per le ragioni che dice pentiux la cosa è altrettanto utopistica di quanto vado dicendo io (che infatti non dico "tocca fare così", ma "al 99% ci schianteremo sul muro").
Ossia anche spegnessimo tutte quelle della UE non ti avvicineresti manco lontanamente a quel 25%.
E anche se ti ci avvicinassi è appena un quarto delle emissioni totali, dunque è chiaro che non basta per impattare sul cambiamento climatico, servirebbero scelte ben più radicali, è un dato di fatto.
Scelte più radicali coinvolgono le scelte industriali, i trasporti, dunque i modelli di sviluppo.

Non capisco per quale ragione se io parlo di un cambio concettuale seguito ad un cambio concreto è utopistico, invece spegnere tutte le centrali a idrocarburi no.
Sono ambedue obiettivi, ad oggi, utopistici, per ragioni nemmeno troppo diverse.
La differenza è che io prendo in considerazione il problema complessivo, tu - come cingolani - solo una parte per spingere sul nucleare.
Così, a mio avviso, è un mero pretesto di "shock economy", un po' come chernobyl usato come argomento anti  ;) .

Detto questo tornando alla domanda di pentiux per me non è nemmeno conveniente e la ragione è quella che dicevo in precedenza a LaFonte.
La convenienza, o meglio la perdita ammortizzata, delle centrali francesi sta proprio nella possibilità di vendere energia sotto costo a noi durante la notte.
Ma se noi costruiamo centrali nucleari non possiamo fare lo stesso discorso con loro, semplicemente diventerebbero più sconvenienti anche le loro non vendendo più a noi!
Senza contare numerosi impianti nostri di altro tipo su cui già hai investito dandogli un ciclo vitale X e che resterebbero a questo punto perennemente spenti, uno spreco immenso di denaro.

Questo è un problema che riguarda la politica industriale in termini più generali: spesso si sente dire "dovremmo fare come..." nel settore X o Y.
Quello che non si considera è che la politica industriale (e l'energia come industria) è dentro un quadro che ha già una sua storia. La specificità di uno sviluppo molto spesso non è replicabile.
Ritengo che il nucleare abbia problemi di questo tipo su un piano economico. Cioè partendo adesso non avresti quei vantaggi che ipotizzi ad inizio topic rispetto ad energia a basso costo e competitività internazionale.

A questo punto avrebbe più senso investire sulle rinnovabili con l'idea di divenire leader mondiale in tecnologie innovative per il semplice fatto che l'Italia è GIA' tra i primi paesi in questo (anzi negli ultimi 3-4 anni abbiamo perso posizioni proprio perché non abbiamo una politica industriale decisa, mirata, almeno da un quarantennio).
Ha più senso concentrare i capitali su questo sviluppando un vantaggio comparato, che rincorrere in un settore dove hai già un ritardo e non lo colmeresti di certo nei prossimi dieci anni, anzi.

Offline cartesio

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Re:Nucleare
« Risposta #38 il: 13 Gen 2022, 21:07 »
Qualche dato interessante.

L'andamento del prezzo dell'uranio negli ultimi 25 anni.

https://tradingeconomics.com/commodity/uranium

+++++

Un confronto tra i costi di produzione di nucleare et al. Da https://www.ansa.it/canale_ambiente/notizie/energia/2021/03/29/rinnovabili-1-kwh-solare-costa-37-dollari-nucleare-163_2deab495-c50c-406a-97f4-90cae57e2257.html

Produrre 1 kilowattora (kWh) di elettricità con il fotovoltaico nel 2020 è costato in media nel mondo 3,7 dollari, con l'eolico 4,0 dollari.

Produrre lo stesso kilowattora con il gas è costato 5,9 dollari, con il carbone 11,2 dollari e con il nucleare 16,3 dollari. Lo rivela il World Nuclear Industry Status Report (WNISR), un rapporto annuale prodotto da un gruppo di esperti internazionali indipendenti, guidati dal tedesco Mycle Schneider.


Occhio, il WNISR è prodotto da un gruppo di antinuclearisti, ma credo che le loro stime abbiano un fondamento. Bisognerebbe comunque esaminare la metodologia applicata.

+++++

Dati Terna sulla produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili. Da https://www.terna.it/it/media/comunicati-stampa/dettaglio/consumi-elettrici-crescita-giugno:

Nel mese di giugno 2021 la domanda di energia elettrica in Italia è stata di 27,4 miliardi di kWh, coperta per il 42% dalle fonti rinnovabili.

+++++

Recentissima presa di posizione del nuovo cancelliere tedesco su nucleare ed energie rinnovabili:

https://www.ansa.it/sito/notizie/topnews/2022/01/12/scholz-giusta-uscita-dal-nucleare-puntiamo-su-rinnovabili_dc61711a-324f-42bb-92b4-5d58f9df2332.html

(ANSA) - BERLINO, 12 GEN - "L'uscita dal nucleare (da parte della Germania) è giusta e noi abbiamo scelto altre strade, e spingeremo sulle energie rinnovabili", ha detto Olaf Scholz, rispondendo alle domande dei parlamentari al Bundestag, per la prima volta da cancelliere.

Offline mazzok

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6021
Re:Nucleare
« Risposta #39 il: 13 Gen 2022, 22:33 »
Cosa succede quando un impianto nucleare arriva a fine ciclo di vita, va presidiato comunque per decenni/secoli ? Quanto costerà ? È calcolato tutto questo ?
 

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