Io continuo a sottoscrivere il post di Tarallo. Inoltre, credo che "la ragione" si perda per cose ben più serie. Fra l'altro, Carib, disgraziatamente, il "raptus" lo hanno sdoganato i primi psichiatri mediatici. Questa è meramente una questione di possesso e non riguarda i maschi alfa. Riguarda la fragilità maschile legata ad un senso di lesa maestà che non è un retaggio millenario, purtroppo. E' la realtà attuale. E' formalmente diverso da quando le donne erano considerate un "bene" del marito, del padre, dei fratelli, perfino dei figli. Oppure "tentatrici" "creature del demonio" "corruttrici" "stupide" "deboli". (AL, stai ribadendo concetti medievali, ne sono fortemente scossa. Davvero non me lo aspettavo) Nella sostanza è uguale. Gli uomini non perdono la ragione, gli uomini che ammazzano credono fortemente di avere ragione. Di avere un diritto inalienabile verso le donne e anche i figli (questa è un altro grandissimo abisso). La tragedia è tutta qui. La figura del Pater Familias che resuscita come un mostro ancora più terribile, perché anacronistico e pur essendo stato depennato dai codici, è vivente, schiaccia, condanna e uccide. Diritto di vita e di morte. Poi mi chiedono pure perché amo gli Etruschi, l'unica civiltà avanzatissima sulla parità dei diritti.
Credevamo di essere cambiati, credevamo di essere sulla strada della civiltà. Credevamo. Sinceramente, dopo anni di osservazione, posso ragionevolmente affermare che forse occorreranno millenni per uscire da questo inferno. O forse ci estingueremo senza mai conoscere qualcosa di meglio del prevedere pene, inasprirle, ma non riuscire mai a impedire che certe cose accadano. La sconfitta è totale. E' collettiva e totale.
Scusate il calderone, ma non posso rispondere a tutto ciò che ho letto, altrimenti mi ricoverano.
Vi abbraccio.
(AL, a te un calcione quando ti rivedo non te lo toglie nemmeno l'ONU. Se mai riuscirò a tornare a Roma)