io penso che noi in questa faccenda non contiamo un beneamato, nemmeno la germania. ne pagheremo le conseguenze ma non avremo ruoli rilevanti. la russia e gli usa possono decidere quasi da sole dove si andra' a parare e, che piaccia o meno, gli altri dovranno adattarsi. a monaco l'unica cosa chiara che e' venuta fuori e' che l'occidente ha di fatto ammesso che la russia sta attaccando anche IS, cosa che finora ci avevano sempre detto non essere vera. il ministro degli esteri inglese era perfino arrivato a monaco dicendo esplicitamente che la russia "non sta attaccando Daesh"... insomma e' arrivato il momento che l'occidente si dia una strategia ragionevole e solo gli usa possono coordinarla. se obama continua a non fare nulla (cosa per altro ragionevole sul piano politico), quando gli usa decideranno di agire i costi saranno molto piu' alti.
un problema e' assad. la russia non accettera' una sconfitta di assad e gli usa non accetteranno che assad esca vincitore. appena saranno d'accordo su cosa fare di lui ci sara' una schiarita. io penso che gli americani partono da una situazione di debolezza perche' i russi si sono mossi prima e meglio e perche' i loro alleati (iran in primis) gli stanno completamente a ruota, mentre gli alleati degli usa sono i peggiori che si possano avere. quindi gli americani dovranno come al solito "imporsi" facendo grosse concessioni alla russia. detto diversamente, i russi potrebbero perfino lasciar cadere assad in cambio di qualcosa che li radichi per bene in quella zona, fermo restando che il regime de facto in siria non cambiera' (al massimo cambiera' il capo).
d'altra parte ogni giorno che passa la situazione sul campo diventa sempre piu' pesante per gli alleati degli usa. questi discutono se/come entrare. e intanto i russi hanno praticamente isolato il confine turco-siriano. IS in siria sta perdendo forza a velocita' supersonica. i curdi ormai sono nella posizione di farsi uno stato vero. i turchi e i sauditi non hanno concretizzato alcunche' dei loro obiettivi iniziali ne' sul piano militare ne' su quello politico. ed entrambe avranno grossi problemi interni, chiarissimi per i turchi, ma secondo me potenzialmente pesantissimi anche per i sauditi, che dovranno giostrarsi con meno soldi di prima in una mappa regionale la cui politica sara' dominata dalle componenti sciite (per la gioia di israele, per inciso il problema dei problemi a mio avviso).
IS io lo vedo male, ma magari sbaglio, quindi mi aspetto purtroppo che ricominceranno a mettere bombe da noi. in siria secondo me sono proprio finiti o quasi. in iraq no, ma li' la cosa e' un po' diversa perche', tanto per cominciare, IS ha la sua base in iraq, i capi sono tutti iraqeni, molti curdi iraqeni sono filo-IS. magari in iraq potranno rientrare in gioco sul piano politico. non so. il loro teatro #1 diventera' secondo me la libia. e forse l'afghanistan anche se adesso i nostri nuovi amici, i taliban, hanno dimostrato di poterli tenere a bada abbastanza agevolmente.
il tutto al modico prezzo di 400K morti solo in siria tra cui il solito mare di civili e ca. 60K soldati dell'esercito regolare.
comunque prima o poi bisognera' capire che fare in medio oriente, proprio a livello complessivo. non e' pensabile mettere continuamente pezze da tutte le parti. soldi a parte, qui rischiamo a tutti i livelli. prima o poi bisognera' affrontare la questione alla radice. questa cosa sta diventando talmente chiara che netanyahu, previdente, ha dato del "terrorista" a ban ki moon quando il capo dell'onu ha sollevato la questione dell'assetto della regione. proprio perche', secondo me, tutti sanno dove si deve andare a scavare e prima o poi bisognera' iniziare...