Parigi sotto attacco!

Aperto da Monsieur Opale, 13 Nov 2015, 22:59

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Citazione di: teodoro il 23 Mar 2016, 09:10
Sapendo di correre questo rischio i servizi non dovevano dire che il terrorista era stato catturato ma era morto o ferito gravemente
Magari così non si affrettavano a fare gli attentati . Che stupidi hanno detto pure che si pentiva e parlava giusto per farli accelerare negli attentati

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Probabilmente volevano solo far credere al bobolo che "stamo a vince, collaborano".

Purtroppo questa guerra è persa in partenza. Male.

kelly slater

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Citazione di: FatDanny il 23 Mar 2016, 10:27
ma infatti sul fatto che non serva chissà quale forza militare per compiere certe azioni sono d'accordo con anderz.
Tanto che, come lui, non suppongo alcun "appoggio istituzionale" o di altro Stato per compiere cose del genere.

senza contare che la disponibilitá a immolarsi nelle azioni facilita di molto le cose

Bambino

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sento parlare di una donna italiana tra le vittime, lavorava nel parlamento europeo, dicono. I netters che sono in belgio ne sanno qualcosa? sembra che non sia stata del tutto confermata questa notizia..

fabichan

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Citazione di: FatDanny il 23 Mar 2016, 10:04
Sono d'accordo con Anderz e infatti ritengo l'articolo dell'Annunziata, per chi l'ha letto, fuorviante e anche abbastanza pericoloso sul piano delle implicazioni per le libertà personali.
E' chiaro che ad oggi più che i militari alle stazioni serve l'Intelligence, ma è anche vero che qui le falle sembrano essere parecchio rilevanti se paragonate allo spessore qualitativo degli attentatori.

A questo aggiungo un'implicazione legata all'articolo dell'Annunziata:
Ma se per fermare le bombe ci trasformiamo in 1984 allora io preferisco le bombe. Serio.
Non capisco come sia possibile che la necessità (reale, figuriamoci) di fermare le bombe possa arrivare ad una priorità superiore alla vita stessa. Boh, mi sembra che il ragionamento così fatto costituisca una vittoria piena della strategia terrorista.
Preferisco il rischio di morire a quello di vivere in un mondo così. Il rischio di morte non è un qualcosa che va sventato a qualsiasi costo, ci sono dei limiti. E i limiti consistono nel trasformare la vita in sopravvivenza e il comportamento in automatismo.
Preferisco preservare la mia libertà e con essa il rischio di morire che perdere entrambi, me l'accollo volentieri.
Rimanere in vita tanto per farlo mi sembra privo di significato.

Il problema e' che contro il terrorismo la democrazia perde in partenza.
In teoria sono d'accordo con te, pero' mettiamo in conto questo fatto.

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AquilaLidense

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Citazione di: fabichan il 23 Mar 2016, 11:27
Il problema e' che contro il terrorismo la democrazia perde in partenza.
In teoria sono d'accordo con te, pero' mettiamo in conto questo fatto.

Falso, la democrzia non c'entra nulla.
quello che perde contro il terrorismo è la paura e l'incapacità di accettare lo scontro.
ci sono momenti in cui lo scontro è inevitabile e bisogna avere la serenità di accettarlo e le "competenze" per vincerlo.
in questa situazione, quello che mi fa più paura delle bombe, è la consapevolezza che i governi europei importnti come francia, italia, spagna e germania, sono consapevoli della minaccia, ma sono incapaci nell'affrontarla.
oggi doveva essere la giornata dell'isolamento di Molenbek.
Andavano bloccate tutte e vie di accesso, interrotte le linee telefoniche per i fonia e dati; dopodichè entrare appartamento per appartamento e controllare indiscriminatamente tutte le persone e mettere in sicurezza la parte buona della popolazione da quella malsana, anche a costo di una guerriglia urbana.
invece oggi sarà lal giornata dei gessetti e delle bandiere belghe sui profili facebook

fabichan

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Citazione di: AquilaLidense il 23 Mar 2016, 11:43
Falso, la democrzia non c'entra nulla.
quello che perde contro il terrorismo è la paura e l'incapacità di accettare lo scontro.
ci sono momenti in cui lo scontro è inevitabile e bisogna avere la serenità di accettarlo e le "competenze" per vincerlo.
in questa situazione, quello che mi fa più paura delle bombe, è la consapevolezza che i governi europei importnti come francia, italia, spagna e germania, sono consapevoli della minaccia, ma sono incapaci nell'affrontarla.
oggi doveva essere la giornata dell'isolamento di Molenbek.
Andavano bloccate tutte e vie di accesso, interrotte le linee telefoniche per i fonia e dati; dopodichè entrare appartamento per appartamento e controllare indiscriminatamente tutte le persone e mettere in sicurezza la parte buona della popolazione da quella malsana, anche a costo di una guerriglia urbana.
invece oggi sarà lal giornata dei gessetti e delle bandiere belghe sui profili facebook

Quello che intendevo e' che in uno scontro DIRETTO tra la democrazia e tutto quello che questa implica (regole, garanzie, diritti, ecc.) e l'assoluta spietatezza del terrorismo, la prima e' destinata a perdere in partenza.

Concedetemi in metafora un po' ardita: e' come una partita di calcio in cui una squadra deve rispettare tutte le regole (comprese magari quelle non scritte del fair play), l'altra puo' prendere a calci gli avversari e usare le mani. Le possibilita' per la prima squadra sono due: mollare qualche calcio ogni tanto (magari con la compiacenza dell'arbitro) o arrendersi alla sconfitta.

Tarallo

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Citazione di: Splash21 il 23 Mar 2016, 10:29
Io non riesco a capire il mancato controllo dello stato su Molenbeek, che a quanto pare sta a 30min da Bruxelles. A leggere certi articoli, precedenti all'attacco di ieri, si parla di una cittadina dimenticata dallo stato, multiculturale, in cui l'indice di disoccupazione è tre volte quella nazionale (e tra i giovani raggiunge circa il 40%), in mano alla microcriminialità ed in cui si potrebbero nascondere molti malviventi europei che passerebbero inosservati. Vi pare una cosa normale?
Molenbeek è un quartiere di Bruxelles con lo status di comune. Io vivevo a Etterbeek, a una fermata di metro da Maelbeek, luogo dell'attentato. Etterbeek e Molenbeek, solo per citarne due, sono quartieri come S.Giovanni o Tuscolano, senza soluzione di continuità con la città ma con lo status di comuni. In questo senso molto meno isolati di Scampia o Secondigliano da Napoli, per dire. Impossibili quindi da isolare.
L'approccio bruxellese a questi quartieri è stato però sempre per natura molto soft, perché lo scollamento economico e culturale non aveva la valvola di sfogo del viaggio in Siria o Iraq per addestrarsi al terrore. Questo sta avvenendo oggi con numeri assolutamente impressionanti soprattutto in provenienza Maghreb, dove questo scollamento è più evidente.

laziAle82

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Citazione di: FatDanny il 23 Mar 2016, 10:04
Sono d'accordo con Anderz e infatti ritengo l'articolo dell'Annunziata, per chi l'ha letto, fuorviante e anche abbastanza pericoloso sul piano delle implicazioni per le libertà personali.
E' chiaro che ad oggi più che i militari alle stazioni serve l'Intelligence, ma è anche vero che qui le falle sembrano essere parecchio rilevanti se paragonate allo spessore qualitativo degli attentatori.

A questo aggiungo un'implicazione legata all'articolo dell'Annunziata:
Ma se per fermare le bombe ci trasformiamo in 1984 allora io preferisco le bombe. Serio.
Non capisco come sia possibile che la necessità (reale, figuriamoci) di fermare le bombe possa arrivare ad una priorità superiore alla vita stessa. Boh, mi sembra che il ragionamento così fatto costituisca una vittoria piena della strategia terrorista.
Preferisco il rischio di morire a quello di vivere in un mondo così. Il rischio di morte non è un qualcosa che va sventato a qualsiasi costo, ci sono dei limiti. E i limiti consistono nel trasformare la vita in sopravvivenza e il comportamento in automatismo.
Preferisco preservare la mia libertà e con essa il rischio di morire che perdere entrambi, me l'accollo volentieri.
Rimanere in vita tanto per farlo mi sembra privo di significato.

Guarda, per me hai proprio esagerato nella interpretazione.
La Annunziata non dice affatto che dovremmo essere pronti ad un 1984 né tantomeno parla di un abbattimento delle libertà individuali del tipo che tu prospetti.

Nessuno sarebbe d'accordo con una vita incarcerata, de facto. Mi sembra anche inutile doverlo dire.

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teodoro

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Citazione di: Bambino il 23 Mar 2016, 10:52
sento parlare di una donna italiana tra le vittime, lavorava nel parlamento europeo, dicono. I netters che sono in belgio ne sanno qualcosa? sembra che non sia stata del tutto confermata questa notizia..
È confermata purtroppo ancora non dicono il nome. Povera donna

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teodoro

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Citazione di: AquilaLidense il 23 Mar 2016, 11:43
Falso, la democrzia non c'entra nulla.
quello che perde contro il terrorismo è la paura e l'incapacità di accettare lo scontro.
ci sono momenti in cui lo scontro è inevitabile e bisogna avere la serenità di accettarlo e le "competenze" per vincerlo.
in questa situazione, quello che mi fa più paura delle bombe, è la consapevolezza che i governi europei importnti come francia, italia, spagna e germania, sono consapevoli della minaccia, ma sono incapaci nell'affrontarla.
oggi doveva essere la giornata dell'isolamento di Molenbek.
Andavano bloccate tutte e vie di accesso, interrotte le linee telefoniche per i fonia e dati; dopodichè entrare appartamento per appartamento e controllare indiscriminatamente tutte le persone e mettere in sicurezza la parte buona della popolazione da quella malsana, anche a costo di una guerriglia urbana.
invece oggi sarà lal giornata dei gessetti e delle bandiere belghe sui profili facebook
Vero sembra che giochiamo ed invece muore tanta gente e noi facciamo teatro

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Citazione di: teodoro il 23 Mar 2016, 12:40
È confermata purtroppo ancora non dicono il nome.

Funzionaria Ue italiana dispersa è Patricia Rizzo. La famiglia chiede aiuto per le ricerche

C'è l'italiana Patricia Rizzo, impiegata presso un'agenzia della Commissione Ue, tra le persone che risultano scomparse da ieri dopo l'attentato alla metropolitana a Maalbeek. Familiari ed amici la stanno cercando in tutti gli ospedali della città, nella speranza di trovarla ancora in vita. In un post su Facebook ne dà notizia il cugino Massimo Lenora, che chiede aiuto per le ricerche. La Farnesina stamattina ha parlato di una probabile vittima italiana, senza indicare nomi

Splash

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Citazione di: Tarallo il 23 Mar 2016, 12:20
Molenbeek è un quartiere di Bruxelles con lo status di comune. Io vivevo a Etterbeek, a una fermata di metro da Maelbeek, luogo dell'attentato. Etterbeek e Molenbeek, solo per citarne due, sono quartieri come S.Giovanni o Tuscolano, senza soluzione di continuità con la città ma con lo status di comuni. In questo senso molto meno isolati di Scampia o Secondigliano da Napoli, per dire. Impossibili quindi da isolare.
L'approccio bruxellese a questi quartieri è stato però sempre per natura molto soft, perché lo scollamento economico e culturale non aveva la valvola di sfogo del viaggio in Siria o Iraq per addestrarsi al terrore. Questo sta avvenendo oggi con numeri assolutamente impressionanti soprattutto in provenienza Maghreb, dove questo scollamento è più evidente.
Grazie Tarallo, ora che mi hai parlato di San Giovanni e Tuscolano mi è tutto più chiaro :DD
Scherzi a parte, quello che non capisco è come sia stato possibile, dopo Parigi, che questi abbiano continuato a lavorare in relativa tranquillità a Molenbeek. Parlo di Salah, come dell'artificiere che è stato arrestato oggi e che a quanto pare era stato tra gli organizzatori pure dell'attacco a Parigi. Capisco sottovalutare la questione la prima volta e non poter fermare Parigi, capisco molto meno Bruxelles.

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Io la penso esattamente cosi:

«Con le vostre leggi democratiche vi invaderemo; con le nostre leggi religiose vi domineremo»

A cadaveri ancora caldi, nelle prime ore successive agli attentati di Bruxelles, il nostrano Espresso, versione online, se la prendeva con gli "sciacalli" del centrodestra. Se la prendeva con Salvini e con Gasparri, colpevoli di aver postato l'invito a "ripulire le città". Ennesimo massacro, ennesimo riflesso della sinistra al caviale a indignarsi col "populista" piuttosto che col terrorista.

Insomma, o ti limiti all'indignazione famelica di girotondi e ai richiami alla prevenzione cosiddetta di intelligence. O sei fuori dalla corretta interpretazione dell'ennesima e bestiale strage a cui non riescono mai a dare l'aggettivo giusto, corretto, scritto nelle rivendicazioni dell'Isis e di al Qaeda, e che non è "chissàchisarà".



Già, l'islam non è tutto uguale, non è monolitico, non è violento ci dicono. È "religione di pace" e, anzi, aggiunge la sinistra al caviale, è più "pacifico" della Chiesa cattolica, delle crociate e via discorrendo, evocando sempre lo stesso rosario di "fondamentalismo cristiano" costruito sull'aneddotica volterriana e comunista, nazista e qualunquista. Non gli viene mica in mente di appellarsi e premere anche sull'islam pacifico. Perché dimostri nei fatti che lo è, scacciando e perseguendo chi nelle proprie fila pacifico non è. No, si accettano solo parole buone, condoglianze col fiore, imam che recitano preghiere ma nessuna condanna al fondamentalismo e all'odio che si insegnano in molte moschee di tutta Europa.

Davanti alla crudele realtà presente che ti dice: "O ti difendi militarmente o sei morto, presto o tardi sei morto", la loro risposta è: "Populista, sciacallo, fascista". Perciò, Salvini deve stare zitto. E deve stare zitto Gasparri. E zitti tutti coloro che non rappresentano l'anima bella e pacifista della borghesia che ci governa con pensieri buoni, i girotondi solidali, i benestanti che guardano il mondo affacciati dal finestrino di un taxi e cortei antimafia.

Bruxelles ne è l'esempio eloquente. Capitale dell'Europa borghese, burocratica e anticristiana, cresciuta nell'arroganza laicista di tenere fuori dalla vita associata la storia e la presenza che si riflette in gente, cattedrali e università d'eccellenza. Conformemente al "religiosamente corretto", è stata tra le prime città europee a sostituire gli auguri natalizi e pasquali con le "vacanze d'Inverno" e le "vacanze di primavera". Però ha spalancato le porte a ogni genere di investimento islamico. Moschee saudite e scuole coraniche integraliste comprese.

Come le principali città del Vecchio Continente, da Londra a Berlino, da Parigi a Stoccolma, la sinistra alla bruxellese ha lasciato crescere interi quartieri all'ombra della sharia. E per ideologia multiculti ha preferito aprire le scuole all'insegnamento delle sure del Corano piuttosto che al Vangelo. Per un pugno di casi di pedofilia, i poliziotti belgi hanno perquisito ordini e comunità religiose cattoliche e tenuto agli arresti domiciliari l'intera conferenza episcopale cattolica. Mentre il giulivo nichilismo socialista ha scacciato dal discorso pubblico qualunque sentimento cristiano abbia osato mettere in discussione il crescente delirio di leggi che mettono a morte vecchi e bambini in nome della dignità della vita.

Da quanto tempo ci stanno martellando dal cuore dell'Europa moderna e progredita l'idea che le religioni sono tutte uguali, e che però bisogna affamare le scuole cattoliche e sbattere fuori dalla società Gesù, presepi e crocifissi? Con quale malizia assaltano la difesa della vita secondo la più elementare concezione umana e cristiana della vita e passeggiano sui corpi dei bambini mai nati come un "diritto riproduttivo"?

Ecco, la capitale dell'Europa amministrata secondo il vuoto spinto delle direttive tecnocratiche e del destrutturalismo antropologico, del disprezzo per le proprie radici e nell'illusione di pace comprata al prezzo di uno spinello, si trova ora tragicamente esposta a una serie di attacchi criminali che la mettono brutalmente davanti alle propria nudità politica, culturale e religiosa.

Infatti, con tutto il buonismo che dà di "sciacalli" e "populisti" a chi non trova istruzioni civili e cultura politica che si siano mai ribellati al fondamentalismo vero, quello islamista e quello del laicismo fanatico, si poteva e si doveva intervenire per tempo ricordando anche il semplice dato statistico rilevato anni fa da un politicamente e religiosamente scorretto giornalista di Libero e di Radio Maria, Andrea Morigi. «Tra vent'anni il cuore dell'Europa tecnocratica sarà definitivamente trasformato in un suq arabo, con i 250-300 mila musulmani che rappresentano già un quarto della popolazione di Bruxelles». Era l'anno 2011. Oggi la popolazione musulmana a Bruxelles si avvicina a un terzo del totale dei residenti. Non bisogna avere paura dell'altro, è vero. Però devi sapere chi sei tu, perché l'altro, terrore o non terrore, non ti sottometta.

Del resto non era un Salvini il monsignor Bernardini, vescovo di Smirne, Turchia, che il 13 ottobre 1999, nel corso della secondo assemblea speciale per l'Europa del sinodo si alzò e disse: «Durante un incontro ufficiale sul dialogo islamo-cristiano, un autorevole personaggio musulmano, rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse a un certo punto con calma e sicurezza: "Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo". C'è da crederci, perché il "dominio" è già cominciato con i petrodollari, usati non per creare lavoro nei paesi poveri del Nord Africa e del Medio Oriente, ma per costruire moschee e centri culturali nei paesi dell'immigrazione islamica, compresa Roma, centro della cristianità. Come non vedere in tutto questo un chiaro programma di espansione e di riconquista? È un fatto che termini come "dialogo", "giustizia", "reciprocità", o concetti come "diritti dell'uomo", "democrazia", hanno per i musulmani un significato completamente diverso dal nostro. Sappiamo tutti che bisogna distinguere la minoranza fanatica e violenta dalla maggioranza tranquilla e onesta, ma questa, ad un ordine dato in nome di Allah o del Corano, marcerà sempre compatta e senza esitazioni. La storia ci insegna che le minoranze decise riescono sempre ad imporsi alle maggioranze rinunciatarie e silenziose».

È vero, ci sono in giro anche gli "sciacalli". Ma al momento, purtroppo, i cretini li sopravanzano.



teodoro

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Citazione di: AquilaLidense il 23 Mar 2016, 12:53
Io la penso esattamente cosi:

«Con le vostre leggi democratiche vi invaderemo; con le nostre leggi religiose vi domineremo»

A cadaveri ancora caldi, nelle prime ore successive agli attentati di Bruxelles, il nostrano Espresso, versione online, se la prendeva con gli "sciacalli" del centrodestra. Se la prendeva con Salvini e con Gasparri, colpevoli di aver postato l'invito a "ripulire le città". Ennesimo massacro, ennesimo riflesso della sinistra al caviale a indignarsi col "populista" piuttosto che col terrorista.

Insomma, o ti limiti all'indignazione famelica di girotondi e ai richiami alla prevenzione cosiddetta di intelligence. O sei fuori dalla corretta interpretazione dell'ennesima e bestiale strage a cui non riescono mai a dare l'aggettivo giusto, corretto, scritto nelle rivendicazioni dell'Isis e di al Qaeda, e che non è "chissàchisarà".



Già, l'islam non è tutto uguale, non è monolitico, non è violento ci dicono. È "religione di pace" e, anzi, aggiunge la sinistra al caviale, è più "pacifico" della Chiesa cattolica, delle crociate e via discorrendo, evocando sempre lo stesso rosario di "fondamentalismo cristiano" costruito sull'aneddotica volterriana e comunista, nazista e qualunquista. Non gli viene mica in mente di appellarsi e premere anche sull'islam pacifico. Perché dimostri nei fatti che lo è, scacciando e perseguendo chi nelle proprie fila pacifico non è. No, si accettano solo parole buone, condoglianze col fiore, imam che recitano preghiere ma nessuna condanna al fondamentalismo e all'odio che si insegnano in molte moschee di tutta Europa.

Davanti alla crudele realtà presente che ti dice: "O ti difendi militarmente o sei morto, presto o tardi sei morto", la loro risposta è: "Populista, sciacallo, fascista". Perciò, Salvini deve stare zitto. E deve stare zitto Gasparri. E zitti tutti coloro che non rappresentano l'anima bella e pacifista della borghesia che ci governa con pensieri buoni, i girotondi solidali, i benestanti che guardano il mondo affacciati dal finestrino di un taxi e cortei antimafia.

Bruxelles ne è l'esempio eloquente. Capitale dell'Europa borghese, burocratica e anticristiana, cresciuta nell'arroganza laicista di tenere fuori dalla vita associata la storia e la presenza che si riflette in gente, cattedrali e università d'eccellenza. Conformemente al "religiosamente corretto", è stata tra le prime città europee a sostituire gli auguri natalizi e pasquali con le "vacanze d'Inverno" e le "vacanze di primavera". Però ha spalancato le porte a ogni genere di investimento islamico. Moschee saudite e scuole coraniche integraliste comprese.

Come le principali città del Vecchio Continente, da Londra a Berlino, da Parigi a Stoccolma, la sinistra alla bruxellese ha lasciato crescere interi quartieri all'ombra della sharia. E per ideologia multiculti ha preferito aprire le scuole all'insegnamento delle sure del Corano piuttosto che al Vangelo. Per un pugno di casi di pedofilia, i poliziotti belgi hanno perquisito ordini e comunità religiose cattoliche e tenuto agli arresti domiciliari l'intera conferenza episcopale cattolica. Mentre il giulivo nichilismo socialista ha scacciato dal discorso pubblico qualunque sentimento cristiano abbia osato mettere in discussione il crescente delirio di leggi che mettono a morte vecchi e bambini in nome della dignità della vita.

Da quanto tempo ci stanno martellando dal cuore dell'Europa moderna e progredita l'idea che le religioni sono tutte uguali, e che però bisogna affamare le scuole cattoliche e sbattere fuori dalla società Gesù, presepi e crocifissi? Con quale malizia assaltano la difesa della vita secondo la più elementare concezione umana e cristiana della vita e passeggiano sui corpi dei bambini mai nati come un "diritto riproduttivo"?

Ecco, la capitale dell'Europa amministrata secondo il vuoto spinto delle direttive tecnocratiche e del destrutturalismo antropologico, del disprezzo per le proprie radici e nell'illusione di pace comprata al prezzo di uno spinello, si trova ora tragicamente esposta a una serie di attacchi criminali che la mettono brutalmente davanti alle propria nudità politica, culturale e religiosa.

Infatti, con tutto il buonismo che dà di "sciacalli" e "populisti" a chi non trova istruzioni civili e cultura politica che si siano mai ribellati al fondamentalismo vero, quello islamista e quello del laicismo fanatico, si poteva e si doveva intervenire per tempo ricordando anche il semplice dato statistico rilevato anni fa da un politicamente e religiosamente scorretto giornalista di Libero e di Radio Maria, Andrea Morigi. «Tra vent'anni il cuore dell'Europa tecnocratica sarà definitivamente trasformato in un suq arabo, con i 250-300 mila musulmani che rappresentano già un quarto della popolazione di Bruxelles». Era l'anno 2011. Oggi la popolazione musulmana a Bruxelles si avvicina a un terzo del totale dei residenti. Non bisogna avere paura dell'altro, è vero. Però devi sapere chi sei tu, perché l'altro, terrore o non terrore, non ti sottometta.

Del resto non era un Salvini il monsignor Bernardini, vescovo di Smirne, Turchia, che il 13 ottobre 1999, nel corso della secondo assemblea speciale per l'Europa del sinodo si alzò e disse: «Durante un incontro ufficiale sul dialogo islamo-cristiano, un autorevole personaggio musulmano, rivolgendosi ai partecipanti cristiani, disse a un certo punto con calma e sicurezza: "Grazie alle vostre leggi democratiche vi invaderemo; grazie alle nostre leggi religiose vi domineremo". C'è da crederci, perché il "dominio" è già cominciato con i petrodollari, usati non per creare lavoro nei paesi poveri del Nord Africa e del Medio Oriente, ma per costruire moschee e centri culturali nei paesi dell'immigrazione islamica, compresa Roma, centro della cristianità. Come non vedere in tutto questo un chiaro programma di espansione e di riconquista? È un fatto che termini come "dialogo", "giustizia", "reciprocità", o concetti come "diritti dell'uomo", "democrazia", hanno per i musulmani un significato completamente diverso dal nostro. Sappiamo tutti che bisogna distinguere la minoranza fanatica e violenta dalla maggioranza tranquilla e onesta, ma questa, ad un ordine dato in nome di Allah o del Corano, marcerà sempre compatta e senza esitazioni. La storia ci insegna che le minoranze decise riescono sempre ad imporsi alle maggioranze rinunciatarie e silenziose».

È vero, ci sono in giro anche gli "sciacalli". Ma al momento, purtroppo, i cretini li sopravanzano.



Non posso che darti ragione. Perdere la nostra identità ci farà diventare schiavi

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Identificare tutti i credenti islamici con dei pazzi cr.minali è tipico di un settimanale cattolico del calibro di Tempi

Tarallo

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Citazione di: Splash21 il 23 Mar 2016, 12:53
Grazie Tarallo, ora che mi hai parlato di San Giovanni e Tuscolano mi è tutto più chiaro :DD
Scherzi a parte, quello che non capisco è come sia stato possibile, dopo Parigi, che questi abbiano continuato a lavorare in relativa tranquillità a Molenbeek. Parlo di Salah, come dell'artificiere che è stato arrestato oggi e che a quanto pare era stato tra gli organizzatori pure dell'attacco a Parigi. Capisco sottovalutare la questione la prima volta e non poter fermare Parigi, capisco molto meno Bruxelles.
E c'hai ragione pure tu :DD
Xhamlliku? Blloku? :)
Che l'intelligence sia stata deficitaria mi pare sia oggetto di ampio consenso.

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Articolo abbastanza orripilante.

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AL, a leggere quel articolo pare che in 300 mila musulmani siano partiti a piedi per conquistare Bruxelles, invece mi pare che gli autori dell'attentato di ieri siano 3 (5? 10?) esaltati terroristi che fanno parte di una organizzazione militare terrorista di matrice musulmana. Tra l'altro non mi pare che abbiano messo le bombe in una chiesa, bensi' in metro in cui seguendo gli stessi calcoli dell'articolo si potrebbe arrivare a dire che probabilmente un terzo delle vittime fossero musulmani, senza considerare che la maggior parte (di gran lunga) delle vittime di questa organizzazione terrorista siano musulmani (siamo sull'ordine dei 10000 morti, se non ricordo male).

Quindi quoto Tarallo :

Citazione di: Tarallo il 23 Mar 2016, 13:16
Articolo abbastanza orripilante.

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Sledgehammer

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