Presidenziali Usa: previsioni, risultati e commenti.

0 Utenti e 85 Visitatori stanno visualizzando questo topic.

Online Splash

*****
38401
Re:Presidenziali Usa 2020: previsioni, risultati e commenti.
« Risposta #1040 il: 28 Gen 2024, 16:22 »
Buona fortuna. Biden si dichiara zionista ed e` il senatore che ha ricevuto piu` soldi in assoluto dai PACs pro-Israele.

Offline Aquila1979

*
7500
Re:Presidenziali Usa 2020: previsioni, risultati e commenti.
« Risposta #1041 il: 28 Gen 2024, 16:59 »
io credo che a livello politico interno le direttrici di sviluppo possano marcare in meglio o in peggio la vita delle persone, anche in maniera sostanziale.

la politica estera americana, quella di fondo, quella sostanziale, non cambia e non cambierà mai fino alla sconfitta, che prima o poi avverrà (attenzione però, perché non siamo ai tempi delle impero romano, gli usa hanno un arsenale atomico piuttosto corposo, e la caduta potrebbe essere rovinosa).

quante basi ha abbandonato l'isolazionista trump? quanti soldati ha riportato a casa trump?

trump ha lavorato sulla scia (in un certo senso) di nixon: la sua politica estera non si discosta nei fondamentali da quella di obama prima e di biden poi, la grande differenza è l'atteggiamento (pienamente recepito in cina e in corea del nord) da cane pazzo. nessuno a pyongyang o a pechino sa con certezza se dicesse sul serio quando, ad esempio, ha detto a kim che il suo pulsante rosso era più grosso.

VVL non ho ben capito se tu vivi negli USA.
ho una domanda per te se sei sul posto: quanto la questione razziale è sentita dal paese reale, da tutto ciò che vive tra new york e los angeles?
e quanto invece è estroflessione (culturale) di una posa che nel paese reale in pratica non esiste?
Re:Presidenziali Usa 2020: previsioni, risultati e commenti.
« Risposta #1042 il: 28 Gen 2024, 17:52 »
Ma figurati che occasional-cortex ha svoltato la vita ad entrare nel club, ma hai visto come s'è ridotta NY? col sindaco che implorava per l'aiuto federale e le tendopoli che crescevano lungo i marciapiedi? 
Infatti è li a fare da token e recitare la parte delle proposte impossibili, dei voli pindarici e dei calcoli sbagliati, mentre chi le passa il copione ride di gusto.
Dai, sii serio, una buona volta.
Infatti hanno fatto sparire dal discorso le promessone tipo cancellare il debito scolastico e tutte quelle poche istanze che tenevano assieme il loro campo, proprio per tirare le redini ai movimenti progressisti che gli erano serviti durante la presidenza Trump.
Perchè i potentati che generano l'una e l'altra parte non tollerano fughe in avanti o la perdita di consenso nei rispettivi cerchi di influenza.

Che i D sono i primi ad azzannarsi tra loro nei vari giochi di potere interni, proprio perchè si rendono conto che si è creato un vuoto e l'unica cosa a tenerli assieme è "orangemanbad".

Comunque quello che invochi tu è quello che sta accadendo, dietro le quinte, con sempre più voci, da dx e da sn, che iniziano a parlare apertamente di "national divorce".
Che sarebbe comprensibile e senz'altro preferibile alla guerra civile, ma sarebbe comunque un punto di non ritorno.
In questo hanno ragione quelli che dicevano che l'identity politics ha fatto un disastro irreparabile dissestando quella che era l'unicità americana, ossia che una volta negli States, un irlandese, un messicano, un tedesco o un afroamericano erano semplicemente americani, ora ognuno corre a cercare le linee divisive con gli effetti seguenti, tutti nefasti, a corredo.
Non perchè non esistano le divergenze reali o non siano valide le istanze che promuovono, ma perchè una volta che la lite ha sfondato la casa, sei esposto alle intemperie.
Per questo ti dico che generalmente la politica estera ha poca presa sul pubblico americano, in genere, e anche eventi di un certo peso come il ritiro dall'Afghanistan sono stati accolti con sollievo, poi magari chi preferisce i democratici critica Trump, chi preferisce i repubblicani critica Biden etc,etc, ma l'avventurismo dei tempi di Bush è morto e sepolto, nel bene e nel male.
Allo stesso modo dovesse l'amministrazione decidere per un disimpegno del medioriente (Iraq, Siria) la cosa sarà accolta allo stesso modo, "alla buon ora".


VVL dipende da che prospettiva la guardi che l'elettorato è molteplice.
Se mi parli della WC bianca, dei WASP e della white trash hai ragione tu. sticazzi della politica estera.
Nella comunità afroamericana, storicamente attenta alla questione coloniale e in particolare quella palestinese (anche per ragioni interne legate all'evoluzione sociale della comunità ebraica USA, al suo whitening nell'ultimo secolo) e quella arabodiscendente non penso proprio che la politica estera sia così irrilevante. Assolutamente no.
In particolare negli USA valutare il tutto dalla propria condizione (sociale ed etnica, oltre che economica) è fuorviante.

Certo che l'elettorato è composto da molteplici segmenti con diverse istanze, come scrivevo sopra.
Ma certi problemi vengono prima, o sono recepiti in modo molto più immediato rispetto a quelli più lontani.

> gliel'abbiamo chiesto, ma ci hanno risposto "no".

Dopotutto sei nella fase di contrazione, resta la struttura "imperiale", ma non la capacità o volontà di portarla avanti, anche perchè a livello interno non hai più la forma richiesta dalla dimensione imperiale, nessuno vuole più arruolarsi (non che sia un male, ma...), ben pochi vogliono servire il governo federale, ancor meno hanno fiducia nelle "istituzioni".
Gli indicatori di questo trend sono abbastanza chiari, direi.
Alla fine prevarrà chiunque sarà capace di promuovere una visione di "isolazionismo virtuoso" in cui si ridirige il benessere americano sull'America e riuscirà a scacciare quelle brutte ombre che infestano le pareti della civiltà americana.
Perchè i margini di una pacificazione ci sono ancora, anche se a mio avviso mancano le figure capaci di perseguirla, da ambo le parti.


Mille pastori afroamericani chiedono a Biden di spingere per il cessate il fuoco a Gaza


Eh, manca il leverage per farlo.
Ha pure mandato Burns dopo Blinken la, ma manca la parte del "or else" su cui si sostengono simili posizioni in ambito internazionale.


VVL non ho ben capito se tu vivi negli USA.
ho una domanda per te se sei sul posto: quanto la questione razziale è sentita dal paese reale, da tutto ciò che vive tra new york e los angeles?
e quanto invece è estroflessione (culturale) di una posa che nel paese reale in pratica non esiste?

Si, vivo negli Usa dal settembre 2019, dopo il mio matrimonio.

Uhm, dipende, la premessa doverosa è che la società americana è spesso violenta anche aldilà dei fattori razziali (che indubbiamente incidono), soprattutto nelle grandi città.
Il 2020 è stato uno shock per molti, me incluso.
Non per le proteste, quelle sono endemiche, naturali se vogliamo.
Ma per la violenza con cui si sono espresse, morti, tanti, e la situazione che sembrava sul punto di degenerare quando si sentiva parlare di legge marziale e insurrection act.
Non è durata pochi giorni, ma mesi e mesi ad una certa intensità.
Anche aldilà del caso specifico scatenante, come fu in passato per casi analoghi, vedi Rodney King, tra i più famosi.
Ancora oggi le maggiori tensioni sono nelle città, per ovvi motivi, ma sono fortunatamente scese molto, quasi sopite, oggi le cose sembrano, almeno per quanto riguarda quel periodo, tornate quasi normali.

Online FatDanny

*****
38298
Re:Presidenziali Usa 2020: previsioni, risultati e commenti.
« Risposta #1043 il: 28 Gen 2024, 17:58 »
Houston



Minneapolis



Chicago




O le hanno spostate sulla costa o la questione razziale è sentita eccome (non servirebbero manco ste foto, di prove possibili ce ne sono a pacchi, ma facevano scena

Offline Aquila1979

*
7500
Re:Presidenziali Usa 2020: previsioni, risultati e commenti.
« Risposta #1044 il: 28 Gen 2024, 18:15 »
Tu lo sai FD, se non so, chiedo 😄

Offline Pomata

*
12668
Re:Presidenziali Usa 2020: previsioni, risultati e commenti.
« Risposta #1045 il: 29 Gen 2024, 14:15 »
Politica internazionale, immigrazione, politica economica, che te serve?

ha cominciato molto bene con alcune misure economiche per contenere il covid ma anche secondo me e' stato pessimo. Oltre a quelle che dici tu, e che ho potuto constatare, le nomine di ambasciatori e capi di organizzazioni ONU sono state completamente disastrose, 10 volte peggio di trump, solo suoi amici e gente che aveva donato in campagna elettorale, persone proprio incapaci

Online FatDanny

*****
38298
Re:Presidenziali Usa 2020: previsioni, risultati e commenti.
« Risposta #1046 il: 28 Giu 2024, 08:44 »
vediamo se c'è qualcuno che ancora pensa che quel rin[...]to di Biden sia stata una mossa saggia o, come si diceva qui, l'anticamera del ritorno di Trump in forma ancor più pericolosa.

Offline arturo

*****
15066
Re:Presidenziali Usa 2020: previsioni, risultati e commenti.
« Risposta #1047 il: 28 Giu 2024, 08:50 »
ormai non si riuscirebbe  più a distinguere il vero Biden dalla parodia che ne fa Crozza.

Offline vaz

*****
55386
Re:Presidenziali Usa: previsioni, risultati e commenti.
« Risposta #1048 il: 28 Giu 2024, 09:13 »
carino il dibattito tra Trump e Tio Salamanca

Offline Aquila1979

*
7500
Re:Presidenziali Usa 2020: previsioni, risultati e commenti.
« Risposta #1049 il: 28 Giu 2024, 10:23 »
vediamo se c'è qualcuno che ancora pensa che quel rin[...]to di Biden sia stata una mossa saggia o, come si diceva qui, l'anticamera del ritorno di Trump in forma ancor più pericolosa.

ci sarebbe da ridere se non fosse così drammatico.

Offline carib

*****
30380
Re:Presidenziali Usa: previsioni, risultati e commenti.
« Risposta #1050 il: 28 Giu 2024, 10:39 »
per me è assurdo e pericoloso che un Paese come gli Stati Uniti non riesca a produrre unə presidentə under50

Continuano a candidare ed eleggere gentaglia imminchionita abituata a ragionare solo a pane e guerre

Offline Seamus

*
2775
Facebook
Re:Presidenziali Usa: previsioni, risultati e commenti.
« Risposta #1051 il: 28 Giu 2024, 10:50 »
Ma come è possibile che non l'abbiano capito mesi fa che non era ripresentabile?!?!
Per me è stata una scelta inconcepibile ed incomprensibile.
Ora temo sia tardi, cambiare a questo punto consegnerebbe la vittoria a Trump senza nemmeno giocare. A meno di non trovare un nome clamoroso (che ne so, il ritorno di Obama?! Un Kennedy? Springsteen? ) che però non so se avrebbe il tempo di rimontare.

Offline Warp

*
10389
Re:Presidenziali Usa: previsioni, risultati e commenti.
« Risposta #1052 il: 28 Giu 2024, 20:32 »
Rampini la tocca piano

La vera vittoria di Trump
di Federico Rampini | 28 giugno 2024

Perché Trump ha «vinto» il primo dibattito con Biden? Non per quanto avvenuto durante la diretta, ma perché è riuscito a far sì che i democratici fossero così accecati da pensare di potergli opporre un candidato la cui età è - non da oggi - un problema

La vera vittoria di Donald Trump non è avvenuta nel dibattito televisivo di ieri sera, dove la sua performance è stata più efficace solo per la manifesta incapacità del suo avversario. Il suo successo autentico è condensato nello stato di choc del Partito democratico all’indomani. La costernazione è stupefacente, è una notizia in sé.

Tutti sapevano in che stato si trova Joe Biden, il problema del suo invecchiamento è all’ordine del giorno da molti mesi se non da anni. Com’è possibile che i democratici si siano «svegliati» solo ora? Come hanno potuto sperare fino all’ultimo che Biden se la cavasse? È solo indagando in questo apparente mistero, che si scopre la vera natura della vittoria di Trump.

Il candidato repubblicano, per le sue caratteristiche molto peculiari e spesso ripugnanti, ha contribuito a far sì che l’establishment democratico e le élite di cui si attornia si siano isolate in una «bolla» autoreferenziale. Ossessionate da Trump, convinte che sia il demonio stesso, un criminale impresentabile nonché un aspirante dittatore fascista, queste élite si sono illuse che bastasse fare una campagna contro il diavolo, contro il delinquente, contro il «Mussolini in pectore». La «bolla» ha creduto che bastasse agitare un milione di volte lo spettro del 6 gennaio 2021 per mobilitare una maggioranza in difesa della democrazia. La «bolla» si è rifiutata di capire le ragioni profonde, legittime e perfino sacrosante, che continuano ad allontanare buona parte del popolo americano – tante classi lavoratrici, incluse le minoranze etniche – dalle politiche e dal modello di valori del partito democratico.

I problemi di Biden venivano riconosciuti – se ne parla da tempo anche a sinistra – ma sempre come un aspetto secondario e quasi marginale rispetto alla mostruosità di Trump. Alla peggio - pensavano - , per liquidare quest’ultima ci sarebbe sempre stato qualche giudice volonteroso, se proprio gli elettori sono una massa d’inguaribili imbecilli che non vogliono aprire gli occhi davanti alla verità.

Il vero trionfo di Trump, a prescindere da come andranno alla fine le elezioni del 5 novembre (la strada è ancora lunga, tutto può accadere, non precipitiamoci a «insediarlo» presidente con quattro mesi di anticipo) è nella sua capacità di accecare i suoi avversari. Trump è il torero che sventola il drappo rosso, costringendo il toro ad attaccare a testa bassa.

Provo a riassumere come i democratici si sono cacciati in questo pasticcio.

Primo, quei dem che hanno maggiore visibilità (perché governano sulle due coste, perché controllano i social media e grandi tv e giornali, perché dominano a Hollywood e in altri potentati della cultura di massa, perché hanno fiumi di denaro da Wall Street e da BigTech) hanno ignorato un vasto rigetto popolare verso gli aspetti più radicali e controversi della loro proposta politica: le frontiere aperte all’immigrazione clandestina; un ambientalismo apocalittico che ha in odio l’economia di mercato e la crescita; un anti-razzismo che si è rovesciato in forme di razzismo contro i bianchi nelle dottrine woke insegnate in tante scuole e università; un’agenda Lgbtq+ promossa in modo arrogante e sprezzante verso chi ancora segue modelli di vita e di famiglia tradizionali.
Tutto questo descrive solo l’ala più radicale del partito di Biden, che ha ancora un vasto centro moderato. Ma poiché gli estremisti avevano una visibilità e un’influenza preponderante nella «bolla» e nei media, il partito democratico nel 2020 ha rischiato seriamente di presentare uno di loro come candidato. Finché gli elettori moderato-conservatori della base afroamericana hanno ripescato nelle primarie del 2020 il vecchio Biden. Il quale allora salvò il suo partito dalla deriva - cosa di cui l’establishment gli fu sommamente riconoscente. Per placare l’ala sinistra Biden fece un gesto «identitario», si scelse come vice Kamala Harris i cui unici meriti, secondo i suoi critici, sono di essere donna e di colore.

Ora i nodi vengono al pettine. Qualcuno dovrebbe convincere Biden a farsi da parte. Ma questo qualcuno non può essere associato alle fazioni che Biden sconfisse nel 2020, perché sono perfino meno credibili di lui.

Poi andrebbe risolto il problema Harris. Lei si considera l’erede legittima al trono. Per quanto difficile da immaginare, è ancora meno popolare del presidente stesso. Anche lei quindi andrebbe «spinta» da parte, ma chi dovesse prendersi questa responsabilità sarebbe esposto al processo «identitario»: come osa far fuori una donna di colore. Infine, quand’anche si trovassero i notabili di partito capaci di mettere a segno le due prime operazioni, con l’allontanamento forzato di Joe e Kamala, resterebbe aperto il problema di recuperare voti fuggiti a destra perché spaventati da certe derive estremiste dei dem. Tutto questo andava fatto negli ultimi due anni, gestendo delle vere primarie aperte, un dibattito serio e senza tabù tra le varie correnti del partito. Se non è accaduto in questi anni, c’è una ragione, e anche più d’una. Era più facile continuare a demonizzare Trump, o a trascinarlo da un tribunale all’altro, che cercar di capire come questo losco personaggio possa rappresentare il «meno peggio», per quasi mezza America.

https://www.corriere.it/oriente-occidente-federico-rampini/24_giugno_28/vera-vittoria-trump-956fef32-f655-4f37-82e3-6a93df245xlk.shtml

Online FatDanny

*****
38298
Re:Presidenziali Usa: previsioni, risultati e commenti.
« Risposta #1053 il: 28 Giu 2024, 20:50 »
Mamma mia quante stronzate una in fila all'altra per dire alla fine che la colpa è delle proposte troppo radicali. Potrei farne una analoga che motiva come il problema sia l'opposto, ci vorrebbe veramente poco e ambedue sarebbero strumentali e parziali
Re:Presidenziali Usa: previsioni, risultati e commenti.
« Risposta #1054 il: 29 Giu 2024, 05:20 »
Non ho visto il dibattito tra i 2 ruderi, però ho visto abbastanza cuts e highlights che confermano quello che tutti dicono e pensano da almeno due anni a sta parte.
Io ero addirittura certissimo che non l'avrebbero mai fatto, questo dibattito, tanto era ovvio che andasse così, che nonostante il mega-delay (120secs invece dei soliti 10) imposto dalle regole del dibattito e l'evidente parzialità della sede scelta, non ha trovato il modo di coprire più di tanto.
Ora si ride.
L'amministrazione è allo sbando ma non da ieri, e se anche Biden decidesse di non correre (dipende da quanto siano persuasivi al DNC, presumo molto, ma...) avrebbero problemi ben più grandi da affrontare della semplice routine, tipo decidere un ticket che tenga conto dell'avversario più che dei rapporti interni al partito.
Sta roba l'hanno vista tanto gli europei quanto cinesi, russi, iraniani e chiunque altro abbia una connessione internet, insomma, è un gioco pericolosissimo.
Se le amministrazioni prima si erano, se non altro, bilanciate con soggetti competenti e determinanti, questa è una amministrazione improvvisata, con le redini a blinken e figure tra il discutibile e il grottesco.

L'osservazione ora diventa "può trump perdersi anche questa"?
A vedere dal supporto sul terreno Trump sembra invincibile, ma lo sembrava pure nel 2020, uno riempiva stadi l'altro faticava a riempire una classe scolastica, neanche lui è più giovanissimo e non ha ancora detto chi sarà il vice, anche se ormai chi conta lo sa da qualche mese...un ex giornalista di Fox News.

Ma come è possibile che non l'abbiano capito mesi fa che non era ripresentabile?!?!
Per me è stata una scelta inconcepibile ed incomprensibile.
Ora temo sia tardi, cambiare a questo punto consegnerebbe la vittoria a Trump senza nemmeno giocare. A meno di non trovare un nome clamoroso (che ne so, il ritorno di Obama?! Un Kennedy? Springsteen? ) che però non so se avrebbe il tempo di rimontare.

Obama non può proprio ricandidarsi, il limite di due mandati è insormontabile.
Si vocifera Gavin Newsom, governatore della California, ma che cambino ticket la vedo durissima per una serie di fattori, ossia che Biden risponde alle necessità dello stesso potere che ora dovrebbe toglierlo, ossia, appunto, i vecchi e vecchissimi del DNC, che se ne guardano bene, primo perchè i giovani del partito sono quello che sono, e secondariamente perchè facendolo ammetterebbero di non aver il controllo assoluto.
Devono comunque scendere a compromessi, ma con chi? alla fine a tutti i rivali sta benissimo aspettare lungo la riva del fiume, oppure magari li giudico io troppo lucidi nel farlo, vediamo sta convention, se la convocano davvero e non sono solo chiacchere.
4 anni all'opposizione potrebbero essere un prezzo tutto sommato pagabilissimo in quest'ottica, considerando che in diversi stati i R fondamentalmente non esistono e passato Trump passa anche l'onda con la quale ha mobilitato altrimenti una base solitamente apatica e remissiva.

p.s. su alcune cose sto rampini (non so chi sia) ha ragionissima.
Soprattutto la polarizzazione della bolla "orangemanbad".

Offline Aquila1979

*
7500
Re:Presidenziali Usa: previsioni, risultati e commenti.
« Risposta #1055 il: 29 Giu 2024, 07:34 »
Mamma mia quante stronzate una in fila all'altra per dire alla fine che la colpa è delle proposte troppo radicali. Potrei farne una analoga che motiva come il problema sia l'opposto, ci vorrebbe veramente poco e ambedue sarebbero strumentali e parziali

Però Rampini cita elementi che sono inconfutabili: i dem non fanno proposte economicamente rivoluzionarie, si limitano a portare avanti nuovi modelli etici che non riscuotono un consenso maggioritario, soprattutto tra le due coste.

Sul fronte internazionale sarei molto interessato a vedere di nuovo Trump alla Casa Bianca. Il suo staff ha lasciato trapelare informazioni molto interessanti sull’Ucraina

Offline RG-Lazio

*
6048
Re:Presidenziali Usa: previsioni, risultati e commenti.
« Risposta #1056 il: 29 Giu 2024, 12:11 »

Vabbé se vince Trump la guerra in Ucraina finisce in mezza settimana, non servono informazioni particolari per saperlo.

Offline mr_steed

*
6943
Re:Presidenziali Usa: previsioni, risultati e commenti.
« Risposta #1057 il: 29 Giu 2024, 13:23 »
Vabbé se vince Trump la guerra in Ucraina finisce in mezza settimana, non servono informazioni particolari per saperlo.

che poi sarebbe forse l'unica prospettiva positiva legata alla sua elezione...

per contro però la guerra sionista contro hamas la popolazione palestinese credo che proseguirebbe all'infinito...

Offline Aquila1979

*
7500
Re:Presidenziali Usa: previsioni, risultati e commenti.
« Risposta #1058 il: 29 Giu 2024, 13:50 »
Vabbé se vince Trump la guerra in Ucraina finisce in mezza settimana, non servono informazioni particolari per saperlo.

è stato molto netto.
il piano di pace di putin non va bene, non è accettabile.
quindi sì, termina la guerra, ma come?

Online FatDanny

*****
38298
Re:Presidenziali Usa: previsioni, risultati e commenti.
« Risposta #1059 il: 29 Giu 2024, 16:39 »
Però Rampini cita elementi che sono inconfutabili: i dem non fanno proposte economicamente rivoluzionarie, si limitano a portare avanti nuovi modelli etici che non riscuotono un consenso maggioritario, soprattutto tra le due coste.

Sul fronte internazionale sarei molto interessato a vedere di nuovo Trump alla Casa Bianca. Il suo staff ha lasciato trapelare informazioni molto interessanti sull’Ucraina

Rampini dice quel che i moderati dicono in tutti i paesi di occidente da quarant'anni e già questo dovrebbe segnalare puzza di bruciato sulla significatività dell'analisi.
Anche qui sopra si è sentita la stessa cosa per l'Italia, la Francia, linghilterra, gli usa, ecc.

Ossia: le proposte radicali allontanano gli elettori o li spingono a destra, servono proposte moderate di "buonsenso".
Ma questa cosa è una narrazione in sintonia con il senso comune egemone. Non si basa su dati elettorali veri e propri, né su tendenze. Si è convinti di questo e dunque diventa vero.

Ma io potrei dire l'esatto opposto e sul piano logico il discorso filerebbe uguale: proposte troppo timide non convincono neri, donne, working class a votare dem e quindi o non votano o votano trump. Il problema sono i moderati.

La verità tra queste due letture non si gioca sul piano della realtà ma unicamente della narrazione ideologica.
Mentre mi sembrano ambedue sorvolare su alcuni dati materiali che a mio avviso spiegano meglio perché non solo negli USA ma in occidente c'è un ciclo reazionario.
1) profitti erosi spingono il piccolo capitale ad essere più aggressivo. É chi lavora nel o ha grandi capitali ad essere più liberal perché gli conviene pace sociale e apertura dei mercati
2) la compressione salariale conseguente porta insicurezza e paura per qualsiasi cosa possa essere una minaccia ulteriore alla propria condizione
3) il diverso, per definizione, è la prima minaccia percepita o comunque è il criterio da far venire dopo nelle priorità di intervento. Il noi deve essere più stretto possibile e per definirsi la diversità da sé è il modo migliore.
4) identità nazionale, di genere, nostalgia del benessere passato e relativamente recente, revanscismo e localismo sono tutti fenomeni collegati a quanto detto finora.


Insomma, ci sono dinamiche più profonde delle proposte dem. Sono appunto elementi materiali che determinano posizionamenti politici e visioni del mondo.
Se non si affronta questo né politiche più moderate né politiche più radicali avranno la meglio della tendenza ciclica.
Serve una tendenza anticiclica che pensa anzitutto a rovesciare i dati materiali (non solo economici eh, attenzione).
 

Powered by SMFPacks Alerts Pro Mod