castello di pregiudizi

quindi praticamente nulla può essere detto finché non accade. Un buon modo per giustificare il piangere sul latte versato postumo: non si può dire nulla prima del tempo.
certo che squalifico l'elettore e non Calenda.
Calenda fa una classica operazione politica, se questa riesce non trovo ragione per squalificarlo.
è chi ci cade a squalificarsi, non lui.
Un po' come salvini, che è prodotto di un elettorato. Sicuramente è biasimevole il suo alimentare certe pulsioni, ma non nasce certo dal nulla.
Stucchevole invece la retorica del piedistallo e della superiorità morale.
La facoltà di giudizio è elemento imprescindibile in politica (altrimenti su cosa ci si confronta?), al contrario è del tutto nociva l'idea per cui ogni idea è di per sé rispettabile e quindi non passibile delle aspre Forche Caudine della dialettica.
Nessuna superiorità morale, tanto che sei libero di fare lo stesso con le mie. Se ci riesci.
Certo che le idee cambiano ma questo cosa c'entra?
Alla soglia dei 40 anni penso di conoscere abbastanza bene le forme evolutive del mio pensiero, ma grazie della preoccupazione.
è il solito refrain? Beh se gli errori - mastodontici - sono sempre gli stessi difficile esprimere giudizi originali. Che Calenda abbia il favore di alcuni imprenditori che ne parlano bene non è certo chissà che aspetto qualificante, immagino che nel lombardo-veneto ci siano imprenditori esaltati da salvini.
Quale valore aggiunto dovrebbe quindi comportare tale affermazione?
Il punto è semplice: Calenda esprime, molto chiaramente, una visione classista e totalmente focalizzata sulla concezione alto-borghese illuminata della società. Il problema non risiede certo nel suo conto in banca ma nella sua visione della società e dunque le sue proposte.
Basta vedere come parla dei quartieri popolari e cosa propone per essi. Ho fatto due esempi concreti da lui stesso fatti: daspo urbani e scioperi. Se nemmeno questo è valutabile e criticabile non si capisce cosa sia la Politica.
Ma forse anche la visione della stessa come un pacato confronto di idee diverse, tutte rispettabili ed degne per principio di considerazione, è frutto di una concezione della democrazia alto-borghese. il salotto delle persone per bene.