Prostituzione

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Offline carib

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Re:Prostituzione
« Risposta #100 il: 14 Ott 2020, 17:21 »

Io di questo sono sempre poco convinto.
Per lavorare nella "casa" legale devi essere registrato. Nome, cognome, documenti e via discorrendo. Controlli periodici a sorpresa, si entra nella "casa" e si vede chi c'è e se è effettivamente registrato altrimenti si interviene.
Una volta ogni x tempo si intervistano obbligatoriamente tutte le persone registrate da parte degli operatori esperti nel campo in un ambiente protetto, al fine di aiutare a denunciare e testimoniare se del caso.
Ci sarebbero facilmente i fondi per finanziare i controlli, sia di polizia che di assistenza sociale.
Non mi sembra più invisibile, anzi. L'invisibilità ci sarebbe solo se decidi di gestire un luogo illegale, ma a quel punto puoi cercare di intercettare le modalità di contatto col cliente e sicuramente il mercato sarebbe molto più circoscritto di un mercato aperto alla luce del sole.
Ciò che diventerebbe invisibile è la condizione di schiavitù non la persona in sé. Non ci vuole nulla per un'organizzazione criminale a far entrare una schiava in una "casa" legale. Ufficialmente la persona sarebbe in regola ma tutto ciò che "muove" finirebbe nelle tasche degli sfruttatori. Succede esattamente la stessa cosa a migliaia di braccianti agricoli.

Per quanto riguarda la consapevolezza delle ragazze nigeriane etc, io invito nuovamente a considerare un fattore specie specifico umano: quello emotivo.

«Sapevo che sarei andata a fare la prostituta» può essere la stessa "corazza" di cui parlavo con FD, che una persona annichilita dalle brutalità subite racconta a se stessa talmente tante volte che alla fine diventa "vero".

Serve per illudersi di avere ancora un briciolo di controllo sulla propria vita e le proprie scelte.
Serve per provare a rendersi glaciale e a non morire di dolore ---> suicidio.
Succede.
Re:Prostituzione
« Risposta #101 il: 14 Ott 2020, 17:44 »
Who the hell are you to tell me how to live my life?
You think I sell my body; I merely sell my time
I ain't no Cinderella, I ain't waiting for no prince
To save me in fact until just now I was doin' just fine
And on and on
I know what degradation feels like
I felt it on the floor of the factory
Where I worked long before, I took control
Now I answer to me
The 50K I make this year will go anywhere I please
Where's the problem?


OT
Kim: l'ho adorata, lei le Muffs, che ho avuto la fortuna di vedere a un locale di san lorenzo di cui non ricordo il nome, prima che poi prendesse la sla e morisse.
E quanto i Pixies non ci capirono un cazzo qualche anno fa, dopo averci fatto un tour insieme la scartarono.
Evidentemente era troppo punk per loro.
EOT

Offline RG-Lazio

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Re:Prostituzione
« Risposta #102 il: 14 Ott 2020, 18:20 »
Italicbold nella sua traduzione ha colto molto del senso del mio post (thank you) dove non mi sono espresso né a favore né a sfavore di una legalizzazione. LA legalizzazione ha tuttavia un plus, che é quello del depenalizzare l´atto della prostituzione per se...e non é propriamente poco.

Per me il problema filosofico-politico é proprio che ci viene chiesto di esprimerci sempre e comunque attraverso la forma del Si/NO quando invece dovremmo litigare sul "contesto" sui "modi".

...comunque (permettetemi lo sfogo) oggi avrei voluto defecare sulla scrivania del miœ "capœ" per il modo in cui mi ha parlato...da brava prostituta intellettuale l´ho messa sul ridere perché devo ""portare il pane a casa". Perché dico questo, per il fatto che i rapporti di potere sono molto piú determinanti e performativi dei rapporti giuridici, che non sono altro che le architetture in cui va in scena il nostro sfruttamento quotidiano

Insomma "Legal-Illegal-Scheissegal"

Prostitutœ di tutto il mondo uniamoci!!! 

Offline mr_steed

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Re:Prostituzione
« Risposta #103 il: 14 Ott 2020, 18:39 »
La discussione è interessante ma va troppo veloce e sono rimasto indietro con la lettura... non so se avete già affrontato l'argomento "prostituzione in era covid", ma magari questo articolo può offrire ulteriori spunti di discussione, come la parte evidenziata in grassetto...

Roma, Covid e prostituzione: una notte sulla Colombo. "I clienti non hanno paura".
Il virus fa calare i guadagni, ma le ragazze restano in strada


https://roma.repubblica.it/cronaca/2020/10/13/news/roma_una_notte_con_le_volanti_nei_viali_del_sesso_a_pagamento_prostitute_a_rischio_covid_i_nostri_clienti_non_vogliono_l-270473990/

Tanto gel, poche mascherine. E il rischio del contagio, per le ragazze, aumenta nell'abitacolo dell'auto, dopo l'aggancio. Non solo per la prossimità fisica. Quasi sempre è il cliente, con la sua capacità economica, a dettare le regole del rapporto.

"C'è - raccontano gli operatori delle unità di strada impegnati nella riduzione del danno e nel contrasto alla tratta delle schiave del sesso - chi comunque chiede prestazioni non protette". Dopo la fine del lockdown, l'offerta, lungo le strade di Roma, è tornata quella di sempre.

È la domanda ad essersi abbassata. I giovanissimi e gli over 65, consapevoli dei rischi legati alla pandemia, restano a casa. Ad avventurarsi lungo i viali del sesso a pagamento sono i clienti abituali. Come il 40enne sorpreso dagli agenti del commissariato Colombo, diretti dal vice questore Isea Ambroselli, a consumare un rapporto in una piazzola all'altezza di via Pincherle.

Pochi minuti prima Crina, una 25enne romena, da quattro anni in Italia, era stata identificata alla fermata del 170. Scattano le multe: 400 euro per il cliente e, come previsto dal regolamento comunale di polizia urbana, 250 euro per la ragazza, con l'ordine di allontanamento del questore. Chi viene individuato nello stesso luogo nelle 48 ore successive, incappa in un'ulteriore multa da 200 euro. Gli agenti controllano la Colombo, viale Marconi, largo Bortolotti dove esercitano le trans. Solo la scorsa settimana hanno controllato 20 prostitute, sei sono state multate. "Io cerco di proteggermi - dice Crina - ma ho due figli di otto e nove anni da mantenere in Romania. Il padre è sparito".

Una vicenda simile a quella di Andrea, 25 anni anche lei: a mezzanotte se ne sta seduta, stretta in un paio di leggins neri, sotto la pensilina dell'Atac in via Cristoforo Colombo, all'angolo con via Aristide Leonori in attesa che qualcuno si fermi. Stavolta è la polizia. Gli agenti la riconoscono dalle scarpe con la zeppa e il tacco alto 15 centimetri. Andrea oggi non ha la mascherina con sé e incassa una multa da 400 euro.

"Non ho paura del virus - dice la 25enne in un italiano impeccabile, alludendo alla vasta gamma di malattie sessualmente trasmissibili alle quali è esposta - qualche cliente però dice di si e mette la mascherina durante il rapporto". Si tratta di un'esigua minoranza.
"Faccio questo lavoro da tre anni - sospira - quando sono arrivata in Italia ho lavorato due anni in una pizzeria al taglio, a Bologna. Guadagnavo 800 euro al mese, troppo poco".

Andrea è bella e fragile. "Un giorno una mia amica mi ha parlato di questo lavoro, ho voluto provare. Vengo da un piccolo paese nel nord della Romania - racconta - mio padre fa il contadino. Io ho fatto il liceo, avrei voluto studiare Economia all'università, ma non avevo soldi. Ho un figlio di cinque anni a casa, voglio che abbia tutto quello che è mancato a me".

Compreso il diritto allo studio. "Adesso mi piacerebbe iscrivermi all'università qui a Roma - ragiona - magari ci riesco". Le auto sfrecciano sull'asfalto bagnato. Andrea recupera le scarpe da ginnastica che ha nascosto dietro la recinzione del parco in via Leonori, alle sue spalle. Prima di allontanarsi ricorda i mesi difficili del confinamento: "Ho speso tutti i soldi che avevo risparmiato - rileva - prima guadagnavo anche 3mila euro al mese e riuscivo a mandare a casa 500 euro. Ne pago altrettanti d'affitto, con il resto ci vivo".

Le ragazze romene che esercitano in quel quadrante non sono completamente schiave, a differenza delle nigeriane: riescono a tenere per loro il 40 per cento dei guadagni.
"Dopo l'estate il lavoro è diminuito - ripete Andrea - oggi ho fatto solo un cliente". Trenta euro per una prestazione da 15 minuti. Nessuna chiacchiera preliminare: il timore del contagio abbatte i tempi di interazione.


E sei i residenti di viale Marconi ringraziano gli agenti del commissariato Colombo "per quanto ci stiate mettendo il cuore nel restituirci la fruibilità del quartiere", Ambroselli ricorda che "la stretta che stiamo imprimendo sul fenomeno mira a restituire decoro e tranquillità ai cittadini, ma è anche una mano tesa alle ragazze che hanno bisogno del nostro aiuto".

Offline carib

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Re:Prostituzione
« Risposta #104 il: 14 Ott 2020, 19:02 »
.. dovremmo litigare sul "contesto" sui "modi"...
ma è quello che stiamo facendo!  :beer:

Offline FatDanny

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Re:Prostituzione
« Risposta #105 il: 14 Ott 2020, 20:45 »
Danie', ti prego smettila, stai facendo torto alla tua intelligenza. Ti detesto quando fai così.
Tu forse non hai capito che c'è una differenza abissale nel raccogliere i pomodori e dover spalancare vagina e ano al primo pezzo di merda che ti paga, dovergli fare pompini quando puzza d'urina e manco si lava perché può disporre non solo del tuo corpo, ma di te come cazzo gli pare. C'è sessismo anche nella schiavitù e alle donne tocca sempre la parte peggiore. Se non lo capisci, io alzo le braccia, ma la considerazione che ho di te avrà un crollo verticale.
Non c'è bisogno che riporti il caso delle studentesse. Quando avevo diciott'anni, diverse mie coetanee facevano marchette. Lo proposero anche a me. Tremò perfino il vetro del locale dove eravamo. Ne ho rivista una qualche anno fa. Mercedes, pelliccia, sorriso e botulino. Poveraccia.
Questi sono casi, ne puoi citare migliaia, ci sono donne intelligentissime, acculturate e benestanti che si prostituiscono. Beate loro. Torno a ripetere però, che sono la punta dell'iceberg.
Non mi provocare come fossi una salviniana qualsiasi, immaginario cattolico lo dici a qualcun altro. Mi sono sempre basata su quello che ho visto per strada.

scusami ma il paragone non era certo nell'azione di raccogliere i pomodori rispetto allo scopare.
O nel fare una classifica delle sfighe.
Non penso che la situazione disperata delle schiave del sesso possa essere comparata a quella degli schiavi nei campi in termini di meglio o peggio. Sono semplicemente due situazioni inaccettabili, in cui la dignità umana viene dilaniata.
Il punto in discussione è che, per come la vedo io, ciò non dipende dall'atto dello scopare.
Non dipende dallo spalancare la vagina, ma dalla schiavitù.
In schiavitù spalancare la vagina o fare pompini assume tratti particolarmente ignobili, ancor più ignobili che in altri contesti? Certamente si, ma non era di questo l'oggetto del contendere.
Questo, credo, sia condiviso fin dall'inizio.
Quello di cui si discute è se una legalizzazione del fenomeno in forme che non incentivano la grande industria ma, come dice pentiux, la libera professione o le piccole cooperative possa essere utile o dannosa.

O forse se vuoi, e questa mi sembra la questione ombra che emerge a tratti e di rado esplicitamente, se è concepibile/realizzabile o meno questa professione in forma libera. Ossia se la scelta di prostituirsi possa essere vista come tale e quindi legittima.
Il fatto che tu abbia reagito con veemenza alla possibilità di farlo è una tua legittima scelta, come lo era quella opposta della tua coetanea in mercedes e pelliccia. O no?

Offline pan

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Re:Prostituzione
« Risposta #106 il: 14 Ott 2020, 22:03 »
"il decoro"...
Re:Prostituzione
« Risposta #107 il: 14 Ott 2020, 22:26 »
scusami ma il paragone non era certo nell'azione di raccogliere i pomodori rispetto allo scopare.
O nel fare una classifica delle sfighe.
Non penso che la situazione disperata delle schiave del sesso possa essere comparata a quella degli schiavi nei campi in termini di meglio o peggio. Sono semplicemente due situazioni inaccettabili, in cui la dignità umana viene dilaniata.
Il punto in discussione è che, per come la vedo io, ciò non dipende dall'atto dello scopare.
Non dipende dallo spalancare la vagina, ma dalla schiavitù.
In schiavitù spalancare la vagina o fare pompini assume tratti particolarmente ignobili, ancor più ignobili che in altri contesti? Certamente si, ma non era di questo l'oggetto del contendere.
Questo, credo, sia condiviso fin dall'inizio.
Quello di cui si discute è se una legalizzazione del fenomeno in forme che non incentivano la grande industria ma, come dice pentiux, la libera professione o le piccole cooperative possa essere utile o dannosa.

O forse se vuoi, e questa mi sembra la questione ombra che emerge a tratti e di rado esplicitamente, se è concepibile/realizzabile o meno questa professione in forma libera. Ossia se la scelta di prostituirsi possa essere vista come tale e quindi legittima.
Il fatto che tu abbia reagito con veemenza alla possibilità di farlo è una tua legittima scelta, come lo era quella opposta della tua coetanea in mercedes e pelliccia. O no?
Sulla schiavitù manco ti rispondo. Ricordo una delle prime discussioni che avemmo su Matteotti e Gramsci e mi è bastata e avanzata per sapere che quando discuti così, ringrazio Dio di non averti davanti perché volerebbero i piatti.
Ma chi la sta contestando la santa libertà a darla via sulla quale si fonda l'Universo? Ma cosa vuoi che me ne freghi se una donna che ha la possibilità di scegliere decida di prostituirsi? Sono affari suoi, ma sticazzi.
Garantita la possibilità di scelta, poi possiamo parlare pure di come regolamentarla.
Quindi l'oggetto del topic in realtà è come regolamentare un fenomeno minoritario... cioè quello della prostituzione per scelta. Cambiate il titolo, così trae in inganno.


Offline carib

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Re:Prostituzione
« Risposta #108 il: 14 Ott 2020, 22:58 »
la santa libertà a darla via sulla quale si fonda l'Universo
Impossibile non quotare


Quindi l'oggetto del topic in realtà è come regolamentare un fenomeno minoritario... cioè quello della prostituzione per scelta. Cambiate il titolo, così trae in inganno.

Come sopra.

Offline carib

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29161
Re:Prostituzione
« Risposta #109 il: 14 Ott 2020, 23:58 »
Vediamo se riesco a raccontarla.

Mi sono occupato della storia di una bimba di 13 che per quattro anni è stata violentata da un uomo di 53, un parroco.

Appena lei è diventata maggiorenne, dopo circa un anno di ospedale per le conseguenze della "relazione" lo ha denunciato. Prima si è rivolta al vescovo, su consiglio di un'amica della madre, ma appena ha scoperto che la stavano prendendo per il tulo e che l'uomo era solo stato spostato in un'altra parrocchia, ha imboccato - da sola - la porta di un commissariato.

Lei era la figlia della donna che faceva le pulizie nella parrocchia, ovviamente orfana di padre (questo è un elemento chiave per i pedofili e ancor di più se ecclesiastici). Aveva la passione del canto quindi faceva parte del coro della parrocchia. E lì lui le si avvicinò.

Le chiesi se lo avesse raccontato alla madre. «Certamente», mi rispose. E che cosa disse? «Mi schiaffeggiò dandomi della bugiarda». Ma sapeva benissimo cosa stesse accadendo. E per i quattro anni seguenti fu sola.

Nella prima denuncia ai carabinieri del paese vicino (perché nel suo non c'era nemmeno un presidio) durante il racconto disse a un certo punto: «Pensavo di volergli bene».

Questa frase fu in seguito presa alla lettera dal gip. Già perché quando si è trattato di giudicare l'uomo, ha stabilito che lei fosse consenziente e lo ha prosciolto per i fatti commessi dal momento in cui la bimba aveva compiuto 14, mentre lo ha rinviato a giudizio per quello che aveva commesso nei mesi precedenti fino a un secondo prima del "compleanno". In questo caso non poteva fare altrimenti. La legge italiana stabilisce infatti che prima dei 14 anni è sempre stupro.

Fatto sta che per il gip a 14 anni è lei diventata consenziente. Per una frase. A nulla è valsa la perizia medica e psichiatrica (è stata completamente ignorata), inesistente anche il buon senso di passare la palla a un tribunale data la delicatezza del caso. Lei, orfana di padre, cresciuta nelle quattro mura di una parrocchia con una sola figura di riferimento maschile - un signore di 53 anni che aveva ammesso quel che aveva fatto, sia davanti al vescovo che al pm - e con la madre stipendiata dal suo violentatore, «pensava di volergli bene». Quindi a 14 anni e zero secondi è diventata libera e ha acquisito la consapevolezza di quel che stesse vivendo "con" l'uomo che in pratica disponeva della sua vita e di quella di sua madre.

Sono passati diversi anni da questa storia, confesso che non sono affatto convinto che la frase che lei pronunciò davanti a quel carabiniere fosse un evidente sintomo di acquisita libertà e consapevolezza.


ps. Ho nel mio archivio qualche migliaio di storie identiche a questa. Purtroppo.

Offline carib

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Re:Prostituzione
« Risposta #110 il: 15 Ott 2020, 00:17 »
(centinaia le ho raccolte di persona dopo un lungo periodo di formazione)

Offline genesis

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Re:Prostituzione
« Risposta #111 il: 15 Ott 2020, 10:58 »
Sulla schiavitù manco ti rispondo. Ricordo una delle prime discussioni che avemmo su Matteotti e Gramsci e mi è bastata e avanzata per sapere che quando discuti così, ringrazio Dio di non averti davanti perché volerebbero i piatti.
Ma chi la sta contestando la santa libertà a darla via sulla quale si fonda l'Universo? Ma cosa vuoi che me ne freghi se una donna che ha la possibilità di scegliere decida di prostituirsi? Sono affari suoi, ma sticazzi.
Garantita la possibilità di scelta, poi possiamo parlare pure di come regolamentarla.
Quindi l'oggetto del topic in realtà è come regolamentare un fenomeno minoritario... cioè quello della prostituzione per scelta. Cambiate il titolo, così trae in inganno.

Sono due temi da affrontare contemporaneamente.
Da un lato, combattere la schiavitù senza se e senza ma.
Dall'altro, garantire legalità a chi sceglie in maniera libera e consapevole.
Re:Prostituzione
« Risposta #112 il: 15 Ott 2020, 13:21 »

Topic interessante, che ammetto però di non aver letto da principio; spero che la mia risposta non sia condizionata da ciò, dal momento che credo di aver compreso i termini della questione.
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I punti di vista di Fiammetta e FatDanny - all'apparenza contrapposti - a me sembrano in realtà non solo dialetticamente complementari, ma anche la base da cui partire per immaginare un (comunque difficile) cambiamento della "Condizione Femminile" nella cosiddetta "Società Occidentale"; perchè la "Questione della Prostituzione", questo è: un "corollario" della più generale condizione della donna, alle nostre latitudini (il discorso in realtà andrebbe ampliato, contemporaneamente, alle altre "Civiltà"; ma per semplificare evitiamo).
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Dunque.
La questione sollevata da Fiammetta è una vera e propria "Questione Morale", dunque per sua natura una questione posta in "termini astratti" (che non ha alcun senso dispregiativo, come poi si capirà): fare tutto il necessario affinchè nessuna donna sia più "costretta" a prostituirsi; per coloro che lo fanno per "piacere", poi, il discorso è un altro ancora; ma non c'interessa.
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La questione sollevata da FatDanny, invece, cala l'interrogativo di Fiammetta nel "contesto storico" in cui viviamo; dunque, pone la "Questione della Prostituzione" non in termini morali, ma "Etici": visto che la prostituzione esiste, cosa si può fare per rendere questa "sozza pratica" la meno degradante possibile per chi - volenti o nolenti - la compie?
È meglio che una prostituta - in disperata ricerca di denaro - batta sulla squallida via di Trigoria al soldo di un pappone?; oppure sarebbe preferibile stroncare questo "mercimonio privato", ponendo delle strutture pubbliche (che però costerebbero molto; quanto meno, una "regolamentazione del settore" di diritto pubblico, che favorisca anche l'impresa collettiva delle "lavoratrici" stesse, liberate quantomeno dal caporalato) per far sì che queste donne, generalmente povere e raramente solo lussuriose, possano svolgere la loro "attività" nel modo più dignitoso (?) e sicuro (sanità e reddito) possibile?
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Il punto è questo.
La "Questione della Prostituzione" si perde quasi nella notte dei tempi; perchè nella notte dei tempi si perde la "Questione Femminile".

(La cui coscienza di "gruppo", quello delle donne, è emerso solo negli ultimi 50 anni, seppur nell'ambiguità del contesto in cui si è dispiegata, il modo di produzione iper-capitalistico degli ultimi 50 anni, che ha "rotto" sì la cosiddetta "famiglia borghese", ma per nulla cambiato i rapporti di forza profondi tra uomini e donne).
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La "Questione Femminile" si perde nella notte dei tempi, perchè nella notte dei tempi può essere rintracciata l'ultima grande esperienza collettiva di "società matriarcale" alle nostre latitudini.
Esperienza interrotta - semplificando - circa nel 2600 A.C., quando i popoli indoeuropei migrarono nella cosiddetta "Europa", portando con sè un modello di società patriarcale.
Il Mediterraneo è rimasto stretto tra due "Culture" patriarcali: quella indoeuropea, appunto (Zeus era un uomo); e quella semitico-giudaica (Dio è un uomo). Le due "Culture", poi, si sono mescolate assieme nel Cristianesimo (mondo greco-romano + mondo giudaico).
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Perchè questa premessa?
Questa premesse aiuta a capire come il "Patriarcato" (condizione necessaria del "Maschilismo" e della "subordinazione materiale e simbolica" della donna: da Aristotele a Sant'Agostino sino a Nietzsche) sia profondissimamente alla base della cosiddetta "Civiltà Occidentale"; ne ha informato millenni di storia; ed è ancora in mezzo a noi, come la triste vicenda della prostituzione femminile ci ricorda.
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Se la donna fosse "sacra" (il culto mariano è "esploso" solo nell'800; ma Dio resta con la barba...) la prostituzione non solo sarebbe deprecabile, ma persino inconcepibile! Probabilmente, sarebbero gli uomini a prostituirsi...
Questo cosa significa?
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Questo significa che, per risolvere la piaga della prostituzione femminile, bisognerebbe scuotere alle fondamenta l'intera nostra civiltà; favorendo il cambiamento (simbolico, ancor prima che socio-economico) che rivoluzioni millenni di patriarcato e maschilismo trionfante.
Gisele Bock - una nota "storica delle donne" - sintetizza l'attuale "progresso della condizione femminile" più o meno in questo modo; parafrasando: l'indubbia crescita delle possibilità e dei modelli di vita delle donne in occidente finisce per restare, tuttavia, solo una vittoria di Pirro; perchè millenni di storia patriarcale insistono ancora pesantemente nelle nostre menti; e perchè gli uomini, forti di ciò, con una mano mollano e con l'altra si riprendono, creandosi delle "nuove riserve di caccia = potere", in cui l'accesso femminile è proibito (ad esempio, in termini professionali e di reddito).
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Concludo, da dove sono partito.
"Morale Astratta" ed "Etica Concreta" sono entrambi due movimenti dialettici indispensabili, parte di un Movimento Storico più ampio che - in terza battuta - dovrebbe condurre ad una sintesi migliore e più degna delle sue premesse:
"Questione Morale dei Princìpi" ---> "Azione Etica" nei limiti della concretezza storica ---> Progressivo avvicinamento alla Questione Morale dei Princìpi: "Progresso" ---> Da capo...
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Il problema è che servirebbe anche una "Idea di Società", tanto alternativa quanto realizzabile progressivamente (perchè la rivoluzione è solo la leva d'emergenza), dunque non ingenua.
Dove (l'università?) e da quali soggetti collettivi (il partito dei professori universitari?) questa "Visione del Mondo" (come fu quella di Zeus, di Aristotele e Platone, di Dio, della "Libertà", del "Comunismo", etc) - "Visione del Mondo": una "idea storica, non de-socializzata, che fugga alle pastoie ideologiche necessarie alla sua attuazione, soprattutto che tenga conto della "Totalità storico-sociale simbolica e materiale", di cui la prostituzione è solo un frammento - dove (proposte collettive su piattaforma web?) e da quali soggetti (dal basso? dal popolo?) questa "Idea" possa venire elaborata coscientemente e come possa reincarnarsi nella società e nelle istituzioni collettive del nostro tempo (le sole in grado di produrre cambiamento); tutto questo mi risulta, disperatamente, incomprensibile.
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Il problema non riguarda nemmeno il cosiddetto "modo di produzione", oggi il Capitalismo: per la riproduzione sociale ed economica, prostitute o gigolò sarebbero la stessa cosa; l'importante è che ci sia una qualche forma di ordine sociale; le donne si prostituivano anche nella Grecia Antica, nella Roma Imperiale, nello Stato della Chiesa...
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Piuttosto, il Capitalismo - a cui è rimasta giusto la foglia di fico dei "Diritti Umani", che sono regolarmente subordinati alla "Ragion di stato" all'"Utilità capitalistica", che a sua volta non fa rima con la "Libertà" - ha contribuito in maniera decisiva alla "acquiescenza" di tutte quelle cosiddette e disprezzate "Grandi Narrazioni" (religiose o laiche che fossero; società borghese compresa) che, con i loro pro e i loro contro, hanno contribuito a rendere il capitalismo e la sua società un posto migliore (dai diritti civili a quelli sociali, elemosina compresa, oggi incarnata dai residui sussidi neoliberali e dal volenteroso operato delle Ong).
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La "Prostituzione Femminile" è un frammento della Totalità storico-sociale, simobolica e materiale, che la produce e/o la legittima.
Com'è possibile "abolirla" se quella generale "Totalità storica e sociale" sfugge ("Questione Universitaria")
, la fine delle "Grandi Narrazioni" "astratte" è percepita come una conquista e, dunque, i provvedimenti che alla prostituzione si rivolgono sono nella migliore delle ipotesi degli "etici" palliativi; nella peggiore, solo degli "artifici retorici"?

Re:Prostituzione
« Risposta #113 il: 15 Ott 2020, 14:29 »
per me chi compra sesso minimo gli devono venire le piattole ma io sono una persona di buon cuore

Offline genesis

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Re:Prostituzione
« Risposta #114 il: 16 Ott 2020, 12:34 »
per me chi compra sesso minimo gli devono venire le piattole ma io sono una persona di buon cuore

E chi, per vari motivi, non ha altra scelta che deve fare ?
Re:Prostituzione
« Risposta #115 il: 16 Ott 2020, 12:59 »
se fa le pippe, ci sono le bambole di plastica, le vagine finte, una grande varietà di sex toy, purtroppo siamo una società urbana e non è facile trovare galline o pecore
ma considerare legittimo poter mettere il proprio organo sessuale all'interno di un altro essere umano previo pagamento io lo considero schifoso ma io so bigotto

Offline FatDanny

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Re:Prostituzione
« Risposta #116 il: 16 Ott 2020, 13:12 »

Ma chi la sta contestando la santa libertà a darla via sulla quale si fonda l'Universo?

come da titolo del topic non si stava parlando di questo ma di questo

ma considerare legittimo poter mettere il proprio organo sessuale all'interno di un altro essere umano previo pagamento

Offline Tarallo

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100000
Re:Prostituzione
« Risposta #117 il: 16 Ott 2020, 13:17 »
E chi, per vari motivi, non ha altra scelta che deve fare ?

Io ho un po' un problema con questa posizione, non solo perché non la condivido (fare sesso non e' come mangiare) ma perché rischia di aprire una strada scivolosa che può includere altri aspetti dei rapporti forzati che non vorrei contemplare.

Offline genesis

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20678
Re:Prostituzione
« Risposta #118 il: 16 Ott 2020, 14:06 »
se fa le pippe, ci sono le bambole di plastica, le vagine finte, una grande varietà di sex toy, purtroppo siamo una società urbana e non è facile trovare galline o pecore
ma considerare legittimo poter mettere il proprio organo sessuale all'interno di un altro essere umano previo pagamento io lo considero schifoso ma io so bigotto

Facile a dirsi, ma chi non ha altra scelta non credo si accontenti o rassegni a queste alternative.
Re:Prostituzione
« Risposta #119 il: 16 Ott 2020, 15:53 »
come da titolo del topic non si stava parlando di questo ma di questo
Davvero? Incredibile...
Comunque non hai risposto, ma non ho alcun interesse a portare avanti una discussione inutile, perché come molte altre, non sposta la realtà di un centimetro.
Non siamo d'accordo, per niente aggiungerei. Tutto qui.
 

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