il vino del contadino

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Offline pan

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Re:il vino del contadino
« Risposta #60 il: 19 Ago 2022, 18:34 »
Ciao Ragazzi!
Gran bel topic!

@Vaz: pericolo scampato (per ora), sono state colpite aree in cui non viene coltivato lo zibibbo e sono state lambite le case di Tardelli e Armani. Tra roghi, tornadi, furti e riscaldamento globale è diventato sempre più difficile coltivare a PNL.

Io lavoro per una importantissima azienda siciliana - quindi quando il Palermo riuscirà mai a salire in serie A - organizziamo la trasferta e mi metto a disposizione per aggiungere al pacchetto anche la visita e degustazione purchè a ogni brindisi gridiamo asriommamerda!

Un caro abbraccio a tutti, buone vacanze.

PS: So che a Tare piace l'Amarone (di Tommasi).

io sono astemia, però sono affezionata a certi nomi, quei vini che comprava mio padre: Regaleali, Rapitalà, Corvo di Salaparuta, quando penso avessero ancora diffusione solo siciliana. e un vino rosso rubino che lui chiamava Marzamemi, come la località.

Online FatDanny

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Re:il vino del contadino
« Risposta #61 il: 19 Ago 2022, 18:43 »


FD, il vino del contadino a me piace perchè è buono (ne ho sentiti alcuni pre covid che davano il giro a quelli blasonati... almeno per il mio palato). A te piace per l'effetto nostalgia.

ma guarda, io non ci sono nato in campagna, ci sono venuto deliberatamente.
Quindi l'effetto non è un passato da rievocare, ma un presente che mi piace e che da questo punto di vista ho cercato. Forme di convivialità altrove non più presenti, ma che in alcuni luoghi sono... presenti, non passate

 :=))

Online Dissi

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Re:il vino del contadino
« Risposta #62 il: 19 Ago 2022, 18:44 »
Ho un cliente in quella zona.
Ottimo « domaine », che stiamo valorizzando.
Probabilmente dovrò andarci in settembre.
Vabbè ma che devi valorizzare lì?
È come se dicessi "dobbiamo sfruttare turisticamente San Pietro" 🤣
Re:il vino del contadino
« Risposta #63 il: 19 Ago 2022, 19:01 »
Vabbè ma che devi valorizzare lì?
È come se dicessi "dobbiamo sfruttare turisticamente San Pietro" 🤣

Un po’ facile quello che scrivi. Quella zona non è San Pietro. Comunque esistono altri mercati oltre a quello italiano.
Se il proprietario è anche il proprietario di uno dei più importanti crus di Bordeaux (di cui mi occupo lo stesso) la visione è un briciolo più worldwide che la provincia di Siena.

Online Dissi

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19994
Re:il vino del contadino
« Risposta #64 il: 19 Ago 2022, 19:17 »
Un po’ facile quello che scrivi. Quella zona non è San Pietro. Comunque esistono altri mercati oltre a quello italiano.
Se il proprietario è anche il proprietario di uno dei più importanti crus di Bordeaux (di cui mi occupo lo stesso) la visione è un briciolo più worldwide che la provincia di Siena.
Ovviamente ho fatto una battuta, ma Bolgheri in Italia è sinonimo di Sassicaia, forse il vino più conosciuto insieme al Brunello.
Mi stupisce sapere che all'estero non sia così, vista anche la passione per i "super-tuscans" che ha pervaso il mercato negli ultimi tempi (forse più nel mondo anglosassone, però).
Re:il vino del contadino
« Risposta #65 il: 19 Ago 2022, 19:33 »
Il domaine di cui mi occupo non è il sassicaia, comunque anche la più grande eccellenza, in ogni campo, va continuamente valorizzata. Soprattutto in un ambito dove entrano nuovi competitors e nuove eccellenze.
Mi occupo da due anni anche del brand dei produttori e negozianti di Bordeaux e ti assicuro che sono tremendamente tallonati, a tutti i livelli da tanti vini del mondo intero che erodono fette importanti di mercato.

Offline LaFonte

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Re:il vino del contadino
« Risposta #66 il: 19 Ago 2022, 19:39 »
@LaFonte

Camillo Donati
Marco Lanzotti (anche se un po’ più sperimentale)
Vigneto Saetti
Ah e dimenticavo Cá de Noci

Grazie, proverò

Online arturo

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Re:il vino del contadino
« Risposta #67 il: 20 Ago 2022, 00:52 »
OT
Sonni, questo topic mi procura una decisa distonia data dal tua competenza e conoscenza che cozza decisamente con il tuo avatar.
Vedere uno con la faccia di un cerebroleso (che comprerà il cartone da 5lt di tavernello) disquisire con così tanta competenza mi impone di resettare il mio cervello ogni volta per rendermi conto che non è lui che parla. 😁😁😁😁
Paro paro
Me immagino lui che parla de vini.  :DD

Online Sonni Boi

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Re:il vino del contadino
« Risposta #68 il: 20 Ago 2022, 12:06 »
beh sicuramente l'Amarone non è un vino di cui sfonnasse.
é un vino di cui bere un bicchiere, non una bottiglia.

Molto importante per me in un vino è la bevibilità: un vino può essere importante, eppure al tempo stesso invogliarti ad andare oltre il primo bicchiere. Con la portata giusta, non avrei problemi a smezzarmi una boccia di svariati Barolo con qualcuno, mentre appunto con l'Amarone non riesco quasi mai ad andare oltre il mezzo bicchiere.

Da non bevitore, trovo molto buono il primitivo: che ne pensate?

Beh si fa presto a dire primitivo, dato che non è un tipo di vino ma un vitigno, che può essere poi declinato in molto modi diversi. E' generalmente un vino con un alto grado alcolico (accumula zuccheri molto velocemente in fase di maturazione), e con marcate note di frutta matura e spezie dolci. Tende a peccare un po' di acidità per i miei gusti, però ha un profilo molto accattivante e infatti riscuote moltissimo successo.

Se sul forum è ammessa la pubblicità, chiedo sommessamente consigli sul Lambrusco. Esiste ancora qualcuno che produce lambrusco di qualità, e come si chiama?

Ai nomi fatti da vaz mi permetto di aggiungere perlomeno Cleto Chiarli.

Comunque dipende moltissimo dal tipo di Lambrusco che cerchi, dato che parliamo non di un tipo solo di vino, ma di una famiglia di vini, prodotto con varietà di uva diverse e stili anche quasi opposti (da quelli più freschi e acidi a quelli più corposi e con residuo zuccherino).

Anche per il Lambrusco vale lo stesso discorso fatto per tutti gli altri vini: quello di oggi è mediamente molto migliore qualitativamente del Lambrusco di un tempo; in più, ha il vantaggio di avere sempre un prezzo molto competitivo.

Online FatDanny

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Re:il vino del contadino
« Risposta #69 il: 20 Ago 2022, 12:26 »
però hai citato anche un vino che fa un po' storia a sé.
Tra i vini da lungo invecchiamento non ne conosco uno che si beve così bene (cioè che non stucca/risulta pesante), manco il Brunello. E pur da non esperto penso che questa cosa incida sulla sua fama.

Poi, ti dirò, in un pasto preferisco sempre un Dolcetto d'Alba tra i vini delle Langhe a un Barolo.
però sicuramente se ho una bottiglia di barolo non ne resterà nulla, anche da solo. Poco ma sicuro.

 :=))

Online Sonni Boi

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Re:il vino del contadino
« Risposta #70 il: 20 Ago 2022, 12:47 »
però hai citato anche un vino che fa un po' storia a sé.
Tra i vini da lungo invecchiamento non ne conosco uno che si beve così bene (cioè che non stucca/risulta pesante), manco il Brunello. E pur da non esperto penso che questa cosa incida sulla sua fama.

Poi, ti dirò, in un pasto preferisco sempre un Dolcetto d'Alba tra i vini delle Langhe a un Barolo.
però sicuramente se ho una bottiglia di barolo non ne resterà nulla, anche da solo. Poco ma sicuro.

 :=))

Visto il particolare metodo di lavorazione io credo che sia proprio più l'Amarone ad essere un vino a sè. Si trovano molti esempi di Barolo o Brunelli eleganti, molto ma molto più difficile è trovarne di Amaroni (ma molti tra coloro che lo bevono neanche la cercano come caratteristica, quindi va bene così).

Anch'io sono decisamente per i vini più leggeri in linea di massima, per restare in Piemonte vado matto per il grignolino  :beer:

Offline vaz

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Re:il vino del contadino
« Risposta #71 il: 20 Ago 2022, 13:41 »
Proprio ieri sera ho bevuto il grignolino di Cascina Tavjin, Ottavio  :beer:
Re:il vino del contadino
« Risposta #72 il: 20 Ago 2022, 14:30 »
Io di vino non capisco una mazza ma posso contribuire così:
1) vivendo in Piemonte sono “esposto” per forza di cose. A parte il già citato grignolino, un altro vino meno noto che secondo me può essere molto molto buono è il ruche’. Però ce ne sono diversi che meriterebbero una menzione (a ricordarsi i nomi…);
2) sforzato della Valtellina di mamete prevostini: buonissimo!

Online Quintino

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Re:il vino del contadino
« Risposta #73 il: 20 Ago 2022, 14:51 »
Buttafuoco d'Oltrepò.

Online Nano

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Re:il vino del contadino
« Risposta #74 il: 20 Ago 2022, 16:52 »
Approfitto della competenza dei netters per togliermi una curiosità se possibile.
Una decina di anni fa fui invitato come accompagnatore ad una "anteprima per la stampa" dei vini di Carmignano, un'esperienza fantastica e che rifarei domani se potessi.
Io sono un appassionato e curioso bevitore e non ne avevo mai sentito parlare prima, ma ho potuto assaggiare dei vini che, nella mia limitata conoscenza, ho reputato all'altezza di tanti altri molto più "sponsorizzati".
Conoscete? Cosa ne pensate?

Online Sonni Boi

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Re:il vino del contadino
« Risposta #75 il: 21 Ago 2022, 09:31 »
Approfitto della competenza dei netters per togliermi una curiosità se possibile.
Una decina di anni fa fui invitato come accompagnatore ad una "anteprima per la stampa" dei vini di Carmignano, un'esperienza fantastica e che rifarei domani se potessi.
Io sono un appassionato e curioso bevitore e non ne avevo mai sentito parlare prima, ma ho potuto assaggiare dei vini che, nella mia limitata conoscenza, ho reputato all'altezza di tanti altri molto più "sponsorizzati".
Conoscete? Cosa ne pensate?

Sono un grande fan del Carmignano, un po' per la sua storia e un po' per le sue caratteristiche. E' anche una denominazione poco conosciuta in Italia e virtualmente sconosciuta all'estero, anche data la produzione ridotta.

Il Cabernet si coltiva qui non per mode passeggere (vitigno che andava fortissimo negli anni '90), ma per desiderio di Caterina de' Medici, che nel sedicesimo secolo divenne regina di Francia. Da allora, non è mai stato abbandonato ed è una componente fondamentale del blend.

La zona di produzione è particolarmente vocata a causa della giusta piovosità, delle escursioni termiche portate dai freschi venti notturni anche in estate (che rallentano la maturazione delle uve dando tempo alle componenti aromatiche presenti nelle bucce di formarsi, e preservano acidità e quindi freschezza nei vini) e dai terreni in parte scistosi e calcarei con ottime proprietà drenanti (non si formano le pozzanghere, in sostanza  :=)) )   Non a caso, già dal 1700 il territorio venne delimitato dai Medici e la produzione e commercio del vino nella zona regolamentati, in una sorta di DOC ante litteram (una tra le prime al mondo).

Il disciplinare prevede un invecchiamento abbastanza lungo (1 giugno del secondo anno successivo alla vendemmia) e l'uso obbligatorio del legno, che però raramente è invasivo, ed è volto ad ammorbidire i tannini marcati del sangiovese e del cabernet stesso.

A mio avviso, uno dei migliori vini nel rapporto qualità/prezzo, non solo in Italia.

Online FatDanny

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Re:il vino del contadino
« Risposta #76 il: 21 Ago 2022, 17:28 »
Oggi ho provato questo







Bono, anche se il vino non filtrato non a tutti aggrada
 

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