da un mio amico di Possibile che stimo molto:
Zedda e De Magistris o De Magistris e Zedda, che dir si voglia, spero ci facciano capire che il punto rilevante della discussione non può e non deve essere l'alleanza con Il PD o meno. Il punto è l'alleanza tra "un popolo", un patto di cittadinanza, la rigenerazione di una comunità. Il sentimento, la visione, la voglia di riscatto sono queste le cose che animano una proposta, non le sigle (e questo lo insegnano entrambi). Io poi preferisco un "modello" rispetto all'altro, certo, ma metterli in contrapposizione non ha alcun senso.
Rendiamoci infatti conto che nel caso che la sinistra vincesse 2 città delle 6 più importanti (come è molto probabile che avvenga) noi potremmo essere tranquillamente in grado di ritrovarci qui a scannarci sul populismo di De Magistris Vs la linea troppo compromissoria di Zedda. Bisognerebbe invece dire con forza due cose secondo me: prima di tutto viva la pluralità dei modelli positivi. E, in secondo luogo, uniamo tutto ciò che si può unire nella società e nella Piazza, lasciando diviso tutto ciò che va lasciato diviso nella politica del Palazzo,
E' incredibile infatti come oggi la collaborazione stia diventando una strada sempre più vincente (anche per imprese!), ma la sinistra politica continui ad essere intrisa di competizione, che spesso nasconde con il bel nome di "lotta". Cambiamo prima di tutto su questo, finché siamo in tempo. Ah, e un'ultima cosa, impariamo a dire sconfitta quando si chiama sconfitta, come è successo a Roma, a Torino e a Milano. "Ci" prego.