Roma come laboratorio di "Governo del Debito"

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Offline FatDanny

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18330
Roma come laboratorio di "Governo del Debito"
« il: 23 Mar 2016, 12:03 »
Ma che sta succedendo a Roma?
Il Commissariamento della città, richiesta da molti a gran voce, sta avendo tutto fuorché un ruolo tecnico.
Le decisioni politiche si moltiplicano e soprattutto si va definendo un modello di governo della città che per come la vedo sarà tutto fuorché provvisorio.

- A Spazi sociali, associazioni di mutuo soccorso (dal Grande Cocomero ai centri antiviolenza), comitati di cittadini viene detto che sulla base di calcoli tecnici hanno contratto un debito di milioni di euro col comune che se non saldano porterà allo sgombero e dunque alla chiusura di quelle esperienze.

- si procede quotidianamente a sgomberi di famiglie povere, anche in modi violenti, manganellando persone negli atri delle proprie abitazioni

- si arriva all'arresto di un giovane all'interno di un liceo, il Virgilio, per qualche canna.

- la stessa Università La Sapienza si ritrova a veder minacciate molte delle sue attività culturale perché il governo commissariale rispolvera un dispositivo sulle manifestazioni pubbliche che tra autorizzazioni e pagamenti rende al limite dell'impossibile qualsiasi attività dal basso (o meglio, che non abbia un ricco finanziatore privato)

- si separano le curve, come ben sappiamo, perché lo stadio deve essere un non-luogo come tanti altri

- si vende il patrimonio pubblico, a prescindere dall'interesse collettivo e dalle conseguenze che si avranno, sulla base delle semplici necessità di cassa


Il governo di Polizia, d'altronde il Commissario viene da lì, non sa nemmeno cos'è la Politica.
La polizia mantiene l'Ordine già definito. Non tratta su di esso, non lo mette in discussione sulla base di una dialettica (cos'è la politica se non questo?).
Ogni spazio di mediazione risulta quindi saltato e l'unico principio a fare legge è quello del debito.
Siamo sicuri che questo sia un modello transitorio dovuto all'assenza di un Sindaco e non un modello più generale di gestione della crisi che si va affermando a tutti i livelli?

Come accade per le istituzioni europee (il caso greco), come accade per il piano nazionale (spesa sociale), così accade per Roma. Anzi, Roma si candida ad essere un vero e proprio laboratorio di questo modello.
Quella che si afferma è una governance tecnica, che lascia completamente fuori la politica. L'over the top, il sogno perverso e osceno di qualsiasi capitalismo.
Non c'è nulla da discutere, il debito è un criterio assoluto e indiscutibile, solo da eseguire, da applicare, a prescindere da qualsiasi conseguenza.
Non è un caso che nessuno voglia vincere le elezioni romane, perché tutti sanno che da questa trappola debitoria non se ne esce se non rifiutandone il meccanismo di fondo.

Ma che società è quella che ritiene più importante il risarcimento dei debiti rispetto a principi quali i bisogni essenziali, il benessere sociale, la solidarietà?
E' una società augurabile questa? E' migliore di quelle del passato o stiamo regredendo senza nemmeno accorgercene?

Questa cosa dell'indiscutibilità del Debito è totalmente folle, come qualcuno già prevedeva qualche anno fa in alcuni topic che riguardavano la natura illegittima dello stesso e la necessità del rifiuto a pagare.
Non perché qualcuno è più furbo, ma perché occorre capire in che modo siamo arrivati a questa situazione e quale obiettivo politico si nasconde dietro al ricatto del Debito.
Ossia mascherare in termini tecnici un rapporto che in realtà è sociale.
Un rapporto che contabilizza solo alcuni aspetti e non altri (dove va a finire ad esempio la ricchezza sociale prodotta da un centro antiviolenza? dove viene contabilizzata? in che modo risulta a bilancio?), in modo arbitrario e non casuale.

Credo che sia necessario fare i conti con questa realtà e anche opporvisi strenuamente.
Perché, se ancora non si è capito, in gioco non è la sopravvivenza dei centri sociali o la possibilità di farsi le canne a scuola. In gioco è il ruolo della politica come elemento di mediazione tra interessi diversi, dal momento in cui l'unico interesse che conta rischia di essere il tasso di interesse dei debiti contratti.


Offline FatDanny

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18330
Re:Roma come laboratorio di "Governo del Debito"
« Risposta #1 il: 24 Mar 2016, 13:00 »
Prima misura esecutiva.
Sigilli stamattina all'Auro e Marco a Spinaceto, senza nemmeno aver avvisato il Presidente di Municipio (nonostante i Vigili Urbani in teoria siano un corpo municipale)
Cifra richiesta al collettivo occupante, sulla base del debito presunto: 6 milioni di euro.
E' semplicemente un modo tecnico per eseguire quel che è una scelta politica.

Tecnocrazia. La dittatura dell'era contemporanea.
 

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