Romanzo musicale

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Re:Romanzo musicale
« Risposta #300 il: 21 Ago 2023, 11:47 »
Ha tutte le carte in regola di Piero Ciampi è stata per alcuni anni la suoneria del mio telefono.
Re:Romanzo musicale
« Risposta #301 il: 21 Ago 2023, 11:52 »
Ma io ti porto una pelliccia di leone...

Grande.

Grande fiction.
Adesso la posto.  :DD
L'ho visto due volte Romanzo famigliare. Stasera lo rivedo, mi è presa così. E' davvero bello.
Re:Romanzo musicale
« Risposta #302 il: 21 Ago 2023, 12:02 »
Che bello Leo, Nada e Piero Ciampi. La storia di Nada non la conoscevo, però non mi sorprende la sua ritrosia e la comprendo. Il pubblico è un mostro per chi ha problemi con la sovraesposizione. Una delle canzoni che preferisco è Sul porto di Livorno (di Ciampi appunto), cantata da lei. Anche se devo confessare che mi piace tutta la sua produzione, Nada è diversa da ogni altra cantante. Se non ti è capitato di ascoltarla perché magari non hai visto Romanzo famigliare, ti consiglio Tu non sai. Nada la amo proprio.  :) Di Piero, oltre a Te lo faccio vedere chi sono io e Adius, che continuano a farmi sorridere negli anni ce n'è una che mi strappa il cuore: Lungo treno del Sud. L'ascolto con parsimonia, perché mi fa venire la pelle d'oca ogni volta.
Grazie.  :luv:
Ha tutte le carte in regola di Piero Ciampi è stata per alcuni anni la suoneria del mio telefono.

Su Piero Ciampi bisognerebbe aprire un capitolo a parte. Appena c'è un po' di tempo, parleremo anche di questo poeta maledetto  8)
Re:Romanzo musicale
« Risposta #303 il: 21 Ago 2023, 12:35 »
L'ho visto due volte Romanzo famigliare. Stasera lo rivedo, mi è presa così. E' davvero bello.

Quando la Rai (a volte capita) riesce a creare delle storie meravigliose.
Lo cominciai a vedere per caso. E rimasi impressionato.
Tutti gli attori ad altissimo livello. Fu in quella fiction (orribile nome ma non me ne vengono altri) scoprii la bravura di Barbara Ronchi.
Re:Romanzo musicale
« Risposta #304 il: 21 Ago 2023, 16:38 »
La canzone d’autore nasce in Italia nel secondo dopoguerra, e rappresenta non solo una rottura di vecchi schemi musicali, ma anche una voglia di rinnovamento culturale, di spregiudicatezza e di anticonformismo mai visti prima.
I pionieri di questo genere musicale possono essere considerati Fred Buscaglione, Carosone, Modugno, Gianni Meccia, ma anche gli artisti di Cantacronache come Fausto Amodei e Sergio Liberovici, che compongono brani in collaborazione con Italo Calvino ed Umberto Eco.
Negli anni ’60 emerge una nuova generazione di cantautori i quali, prima di essere musicisti, sono intellettuali: Gino Paoli era un pittore, Lauzi e Tenco ottimi studenti universitari (la biblioteca di quest’ultimo annoverava testi di Kafka, Moravia, Byron, Joyce, Proust, Garcia Lorca).
E poi c’è un poeta strano, diverso dagli altri: Piero Ciampi. Era un personaggio ingovernabile, alcolista, incapace di tenersi accanto mogli e figli, un sabotatore della propria e delle altrui esistenze. La sua inquietudine lo portò a girovagare per tutta l’Europa, e a Parigi (dove negli ambienti artistici era conosciuto come Piero l’italiano) imparò il lessico bohemien di Celine e Brassens.
Aveva anche fama di attaccabrighe: in effetti il suo rapporto col pubblico era di odio-amore, e spesso insultava i presenti ai suoi concerti. Le sue canzoni erano violenti faccia a faccia, spesso demenziali, ed esprimevano un costante rifiuto della normalità. In realtà Piero Ciampi è stato uno degli artisti meno compresi, ma anche uno dei cantautori più rieseguiti (Dalida e Gino Paoli hanno spesso cantato i suoi testi). In fondo, la sua poesia non è altro che il tentativo di raccontare di sé e del proprio disagio, come nei versi di Ha tutte le carte in regola, dove si descrive in terza persona:

Ha tutte le carte in regola
Per essere un artista
Se incontra ub disperato
Non chiede spiegazioni,
divide la sua cena
con pittori ciechi, musicisti sordi,
giocatori sfortunati, scrittori monchi.


Uno dei suoi maggiori ammiratori fu il nostro Gianni Elsner, che dai microfoni di Radiosei conduceva la trasmissione Te lo faccio vedere chi sono io, dal nome di una canzone di Piero Ciampi. Si racconta che l'idea di usarla come sigla fu proposta da Luciano Re Cecconi, idolo calcistico di Elsner. Ciampi fu anche ospite di Elsner in una delle sue trasmissioni radiofoniche (l’audio di quella trasmissione si può riascoltare su YouTube).
Piero Ciampi muore a Roma nel 1980 all’età di 45 anni, presso l’ospedale Umberto I, povero ed in solitudine. Per una strana ironia del destino, l’unico ad assisterlo sul letto di morte fu Mimmo Locasciulli, cantautore come lui, oltre che medico.


Online Drake

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Re:Romanzo musicale
« Risposta #305 il: 21 Ago 2023, 17:44 »
Per chi è interessato Nada ha scritto un libro autobiografico Il mio cuore umano da cui poi è stato tratto questo film:
https://www.raiplay.it/video/2021/03/La-bambina-che-non-voleva-cantare-78bc5ba2-0d49-4146-a3ae-21b5bc7a1c6b.html

Offline pan

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Re:Romanzo musicale
« Risposta #306 il: 21 Ago 2023, 20:04 »
ho visitato Bologna durante le ultime feste natalizie per la prima volta, proprio bella.
tra le  caratteristiche e opere note (vabbè "compianto sul cristo morto" di niccolò dell'arca che te lo dico a fa, non riesci proprio a staccarti dalla visione) sono rimasta colpita da un elemento a me sconosciuto dei famosi portici. i pavimenti in graniglia, come quelli degli appartamenti anni 50 che a me piacciono tantissimo. ma che cosa particolare.
Re:Romanzo musicale
« Risposta #307 il: 21 Ago 2023, 21:00 »
ho visitato Bologna durante le ultime feste natalizie per la prima volta, proprio bella.
tra le  caratteristiche e opere note (vabbè "compianto sul cristo morto" di niccolò dell'arca che te lo dico a fa, non riesci proprio a staccarti dalla visione) sono rimasta colpita da un elemento a me sconosciuto dei famosi portici. i pavimenti in graniglia, come quelli degli appartamenti anni 50 che a me piacciono tantissimo. ma che cosa particolare.

Cara Pan, Bologna è una città bellissima e -a mio parere- una delle più vivibili. La cosa che più mi colpì quando vi arrivai fu il senso civico e di appartenenza della sua popolazione. Bologna, ad esempio, è famosa per i suoi umarell, cioè pensionati che si aggirano presso i cantieri di lavoro, dando suggerimenti o criticando l'attività che vi si svolge. Ormai l'umarell è diventato una maschera cittadina, come Balanzone, ed è il simbolo del bolognese un po' rompiscatole ma che vuole bene alla sua città.
Per quanto riguarda i portici, poi, hai ragione: sono bellissimi ed eleganti. Qui i portici nacquero nel Medioevo, costruiti per tre motivi molto pratici: ripararsi dal maltempo e dal sole cocente, dare spazio alle attività artigianali, e rendere più abitabili i pianterreni (isolandoli dalla sporcizia e dai liquami delle strade) . Oggi Bologna è la città che ha più portici al mondo: 40 chilometri solo nel centro storico, a cui si aggiungono un'altra ventina di chilometri nei quartieri fuoriporta.
Ci sarebbe poi da parlare di un'altra eccellenza bolognese: la sua cucina, ma avremo tempo per affrontare il tema... :)



Re:Romanzo musicale
« Risposta #308 il: 22 Ago 2023, 10:40 »
Quando la Rai (a volte capita) riesce a creare delle storie meravigliose.
Lo cominciai a vedere per caso. E rimasi impressionato.
Tutti gli attori ad altissimo livello. Fu in quella fiction (orribile nome ma non me ne vengono altri) scoprii la bravura di Barbara Ronchi.
Brava sì, ma come hai detto è recitato egregiamente. A me piace anche tutto il resto: l'animazione, la canzone, la musica.  Ieri sera ho ricominciato a vederlo:
"Eccola la razza padrona: siete disonesti, sleali"
Il capitano a sua moglie. 
Per chi è interessato Nada ha scritto un libro autobiografico Il mio cuore umano da cui poi è stato tratto questo film:
https://www.raiplay.it/video/2021/03/La-bambina-che-non-voleva-cantare-78bc5ba2-0d49-4146-a3ae-21b5bc7a1c6b.html

Non lo sapevo. Grazie, lo guarderò.
Re:Romanzo musicale
« Risposta #309 il: 22 Ago 2023, 20:57 »
Perdonate il ‘flash forward’ temporale, ma credo sia giusto ricordare un artista oggi scomparso e che negli ultimi decenni è stato uno dei più popolari esponenti della canzone ‘made in Italy’.
Toto Cutugno è stato anzitutto un apprezzato compositore e paroliere, scrivendo canzoni interpretate da artisti come Frank Sinatra, Johnny Hallyday, Dalida, Mina, Domenico Modugno, Ornella Vanoni, Adriano Celentano, Fausto Leali, Franco Califano.
Ma Cutugno sarà ricordato soprattutto per quello che è considerato il vero inno del nostro Paese all’estero: L’italiano (brano scritto per Adriano Celentano, il quale però non volle interpretarlo). Questa canzone rappresenta la summa della nostra tradizione melodica, che al solito giro di Do aggiunge stavolta un tocco di orgoglio patriottico (anche sull’onda della vittoria ai mondiali del 1982). Il testo -indubbiamente un po’ ‘ruffiano’ e pieno di stereotipi- parla dei pregi e difetti di un italiano medio sempre canterino, in bilico tra religione e libertinismo (“Buongiorno Italia con più donne e sempre meno suore…”), vittima di una cultura americanizzata (“Con troppa America sui manifesti”), legato ai riti eterni del caffè e della Domenica sportiva.
Noi che siamo musicalmente abbastanza smaliziati, forse siamo portati a considerare L’Italiano un esempio di umorismo involontario, eppure questa canzone ha venduto più di 100 milioni di copie in tutto il mondo, ottenendo un successo clamoroso dalla Finlandia alla Cina fino ai paesi dell’Est europeo (nei paesi baltici Toto Cutugno è considerato "The Italian Musical Legend"). Insomma, piaccia o meno, Cutugno rappresenta un pezzo della nostra storia musicale.
E allora, per ricordare il nostro artista ‘eroe dei due mondi’, ecco a voi L’italiano cantato in versione non italiana ma... cinese.

Re:Romanzo musicale
« Risposta #310 il: 23 Ago 2023, 10:20 »
Della morte di Toto Cutugno ne ha parlato anche il telegiornale francese.
Tralaltro qui in Francia, della sua canzone più famosa, ne è stata tratta una versione con un testo che nulla ha a che vedere con quello italiano.
intitolata Méditerranéenne.

Re:Romanzo musicale
« Risposta #311 il: 23 Ago 2023, 10:43 »
Della morte di Toto Cutugno ne ha parlato anche il telegiornale francese.
Tralaltro qui in Francia, della sua canzone più famosa, ne è stata tratta una versione con un testo che nulla ha a che vedere con quello italiano.
intitolata Méditerranéenne.

A proposito di Francia, anche Mirelle Mathieu ha interpretato una canzone di Toto Cotugno: Ciao bambino Sorry

Re:Romanzo musicale
« Risposta #312 il: 23 Ago 2023, 10:51 »
Delle canzoni di Toto Cutugno rielaborate in Francia forse la più conosciuta è stata la versione francese di Africa, scritta (tra gli altri) da Toto Cutugno quando era negli Albatros.
In Francia divenne "L'été indien" cantata da Joe Dassin, un successo che dura ancora oggi.
Re:Romanzo musicale
« Risposta #313 il: 25 Ago 2023, 12:28 »
1966 - Quadro secondo, parte terza
Paolo Rossi
Aprile - maggio
Continuo con la presentazione di testimonianze più prossime allo svolgersi degli eventi. Su L'Unità, a vent'anni dall'assassinio di Paolo Rossi, Tullio De Mauro, uno dei docenti occupanti la facoltà di Lettere al fianco degli studenti quello stesso 27 aprile, sgomberato con la forza con gli altri occupanti dalla polizia, scrive un articolo sul valore politico e civile dell'occupazione.
Comincio però da un estratto di un altro articolo, che è sempre nella stessa pagina, firmato da Elisabetta Bonucci:
" [...] Nel giorni seguenti l'occupazione dell'ateneo divenne un cantiere di iniziative concrete attorno a due obiettivi precisi: primo, ovvio ma non scontato, le dimissioni del decennale rettore; secondo, la costruzione di un nuovo modo di governare l'università, la richiesta di una partecipazione più ampia e
democratica alla direzione dell'ateneo, anzi degli atenei. Il significato della lotta andava oltre, metteva in discussione tutto il modo di gestire la vita politica nazionale. All'entusiasmo e alla decisione faceva riscontro una capacità di organizzarsi ordinatamente e concretamente che non aveva alcun riscontro con il passato. Le assemblee nelle facoltà occupate si susseguivano con un calendario niente affatto tumultuoso che prevedeva la vigilanza, l contatti con l'esterno, la stessa salute fisica: rimase famoso un «menù degli occupanti» studiato apposta dagli studenti di dietologia. I collegamenti con le famiglie erano puntuali e rassicuranti: allora, per molti non era uno scherzo «dormire fuori casa». Si trovava il tempo per tutto: per ricevere le delegazioni esterne e per mandarne altre di collegamento con le sedi del partiti, con il consiglio comunale, con il Parlamento, con le altre sedi universitarie che avevano proclamato l'occupazione: a Milano, a Napoli, a Firenze, a Pisa. Il 29 pomeriggio si tenne a Lettere un'assemblea che parve storica: il momento più alto e commosso fu quando Orietta Rossi, la sorella di Paolo, entrò a parteciparvi, per portare il saluto, la solidarietà della sua famiglia. «Io e mia moglie Tina — mi aveva detto nella loro casa Il padre Enzo — abbiamo combattuto e militato nella Resistenza e questa, a venti anni di distanza, doveva essere la nostra azione più tremenda e coraggiosa..,».
Walter Binni disse nella sua orazione (almeno ho trovato uno stralcio. E' pur sempre qualcosa. Ndr.): «Paolo è morto perché troppo grande è la sproporzione, la tragica sproporzione, nel nostro paese fra la maturazione vista di ideali democratici e una prassi di avversione, o quanto meno di diffidenza a questa... la lotta per l'Università non è che una parte della nostra lotta per il rinnovamento del nostro paese». Proprio molti universitari mancavano al funerali di Paolo Rossi: erano restati nelle facoltà occupate perché, nonostante tutto, anche In quel momento cosi alto, era possibile un colpo di coda, una Irresponsabile decisione che, con la sepoltura di Paolo, seppellisse ogni altra cosa nata e cresciuta in quel giorni. Chi sapeva come sarebbe finita? Tanto è vero che Papi resisteva. Aveva perfino mandato una corona come rettore dell'Università ai funerali di Paolo, vittima, come aveva dichiarato, per lui di un «malaugurato Incidente». Non resisteva certo per lui solo, ma per tutto quello che rappresentava. Strano a dirsi, fu necessario per molti dissociarsi, fu necessario dire, scrivere, nero su bianco, che non si era per il rettore: con una «lettera aperta al presidente della Repubblica e alla Nazione» decine e decine di docenti (i primi firmatari erano più di cinquanta, tutti professori di ruolo e direttori di istituto della Sapienza) chiesero in modo esplicito di applicare la Costituzione antifascista, di ripristinare l'ordine democratico nelle università, di sciogliere le bande fasciste, di far rispettare le leggi e l'autonomia universitaria. Era passato un primo maggio che per la prima volta aveva visto uniti lavoratori e studenti, anche nel comizi, anche nelle piazze oltre che nel recinto dell'università romana. Tutti gli atenei avevano proclamato uno sciopero di due giorni. E Papi continuava a restare. Fu solo il 2 maggio mattina che il rettore si decise finalmente a convocare il suo senato accademico e a dimettersi sollecitando la solidarietà dei suoi «senatori». Fu solo il 3 maggio che il ministro Gui le accettò. E fu in quei giorni che, ancora, tenacemente, i fascisti (e c'era Almirante pure, per l'occasione) tentarono un'altra squallida, battuta provocazione all'università. Che dette il segno, però, che non solo di Papi si trattava, che in ballo erano conquiste ben oltre le dimissioni d'un rettore, per quanto significative. E Infatti non fu aria di smobilitare: un rettore se n'era andato, tutto un passato doveva andarsene con lui, non subito, non domani, ma occorreva mettere almeno le basi per i mutamenti profondi, per la riforma del più alto Istituto scolastico, per la continuazione di quel dialogo appena e ad altissimo prezzo cominciato. L'occupazione dell'ateneo romano, la mobilitazione di tutte le università del paese continuò li tempo per mettere a punto altri risultati oltre la cacciata di Papi: le garanzie di poter continuare la lotta In un clima di legalità democratica, gli strumenti per esercitare questo diritto. Dopo una grande assemblea nell'Aula Magna della Sapienza gli universitari decisero. a stragrande maggioranza, che all'emergenza dell'occupazione doveva subentrare l'impegno di ogni giorno. «Usciamo come occupanti da queste aule, ci torneremo domani a Insegnare. a studiare, a lavorare. Domani come stasera, come ieri, per proteggere e portare avanti tutto ciò che In questi giorni è nato». Anche la fine dell'occupazione fu una prova di forza e di maturità: fuori del cancelli della città universitaria, quella sera del 3 maggio 1966, c'era una gran folla ad aspettare e festeggiare studenti e professori. Nessuno allora lo sapeva, ma il sessantotto, il più famoso e scintillante sessantotto, era già cominciato."
Elisabetta Bonucci
"Della occupazione del 1966, della occupazione di Paolo Rossi, della occupazione 'socialdemocratica' (come una volta l'ha chiamata Michele Rago) non è possibile parlare ancora In chiave storica. La
nostra storiografia contemporaneistlca, diversamente da quella straniera, si ferma a Giollttl (Giovanni) e solo i più audaci, come Renzo De Felice o Paolo Spriano, si spingono verso gli anni '40 di questo secolo. Così di quel fatti del 1966 possiamo e dobbiamo parlare ancora oggi soltanto per testimonianze e come fatti di cronaca. Peccato. Peccato, perché ogni anno, quando i pioppi della caserma aeronautica spelano, tra la metà di aprile e i primi di maggio, e i pispoli transitano rapidi nell'aria del piazzale dell'Università, ogni anno, tutti gli anni, qualcuno di noi ritorna col pensiero a quel fatti e tra sé e sé ripensa a Paolo Rossi, al ragazzo socialista assassinato dal fascisti allora, e a quel che successe poi. E più d'uno tra noi non ricorda soltanto persone singole, singoli fatti, tanti, ma un moto più vasto che
andò oltre l'Università di Roma e non di Roma, che scosse la coscienza del paese, o venne dal profondo di quella, e pose domande che non sempre, non tutte hanno avuto poi risposta. Nonostante l'aspetto di rivolta anarchica che ebbe (ma la stessa faccia avevano avuto i moti del '60 che cacciarono Tambroni), i sette giorni di occupazione dell'Università di Roma furono come dire ? - molto istituzionali, molto (Rago In un certo senso aveva ragione) riformisti. Proverò qui a dirne il senso (quel che oggi mi
pare il loro senso) formulando in parole le parole allora Inespresse che furono poste. La prima domanda era rivolta alla classe politica, ma anzitutto, non c'è dubbio, al grandi partiti di sinistra, al
comunista In primo luogo. Potrebbe suonare così: 'Voi credete ancora che la rivolta del Sessanta contro Tambroni sia stato un caso. O, peggio, una serie di sommosse del teppisti. Errore. Questo
paese e diventato davvero democratico, non solo nella retorica resistenziale del discorsi da 2giugno. Un governo o un golpe fascista qui non sono più possibili. Noi ve lo dimostriamo. Noi diciamo che i fascisti sono ridotti a poche bande pericolose per i singoli ma non per le Istituzioni. Con i vostri timori che sia possibile un golpe fascista in Italia voi commettete anzitutto un errore politico. Lo capite o no?:
Nessuno ci rispose. Anzi, Pietro Ingrao, prendendosi col grande coraggio morale e intellettuale che ha la responsabilità di farci uscire dall'Università ancora occupata, agitò i rischi del dilagare di un'azione di forza della polizia e del carabinieri, prima contro dì noi. poi contro tutto il paese. Cedemmo. E
facemmo molto male. L'ipotesi greca e cilena ha continuato da allora in poi a tarpare le ali al movimento progressivo italiano. Una seconda domanda era rivolta al giornalisti e all'informazione. Più o meno diceva: *Con le loro false opinioni sul pericolo fascista, i nostri leader politici non commettono solo un errore. Autorizzano I fascisti, ridotti a gruppetti [...], a tentare di dare segni e prove della loro esistenza. A trasformarsi In bande criminali pericolose non per lo Stato ma per le persone. Volete decidervi a venire a vederli? Volete decidervi a fare giornali non di commenti ma di notizie? Se lo faceste, le continue e sanguinose aggressioni fasciste all'Università di Roma dalla fine degli anni '50 ad oggi non le liquidereste ogni giorno, presentandole come 'zuffa tra opposti gruppi estremisti: I fascisti picchiano loro, primi e soli. Organizzati In bande. Noi, noi tutti, liberali, cattolici, socialisti, comunisti, le prendiamo di santa ragione grazie alla disorganizzazione alla quale vogliamo restare fedeli. Voi
date un quadro falso. Voi accettate l comunicati del rettore dell'Università di Roma, che presenta appunto le aggressioni fasciste in questo modo, come fossero oro colato. Voi siete del pessimi giornalisti: vi era implicita nella domanda la fiducia nella possibilità che un buon giornalismo potesse esistere nel nostro Paese. Altre domande erano, soprattutto, mi pare, la domanda 'socialdemocratica»
di una risposta legislativa al bisogni di cultura universitaria e di rinnovamene della scuola. Nelle assemblee del sette giorni questo fu un tema continuo. E il motivo per cui molti di noi riluttavano a seguire l'invito delle forze politiche, l'invito del "partito comunista, del suo leader in quel momento di
maggior prestigio, a abbandonare le aule dell'università, era un motivo non già di 'rivolta e secessione anarchica e estremista, ma la speranza che il perdurare dell'occupazione potesse scuotere il Parlamento e portarlo a varare quella legge di riforma universitaria che allora già aspettavamo e che abbiamo aspettato inutilmente nel vent'anni successivi. Questo a me pare il senso di alcune delle domande allora poste, domande delle quali abbiamo inutilmente cercato di rispondere una risposta
soddisfacente negli anni successivi. [...], per molti di noi, non so dire per quanti, la vita cambiò, per molti di noi maturarono in quel sette giorni ragioni e motivazioni di scelte che hanno guidato e guidano la nostra esistenza."
Tullio De Mauro

Fine parte terza
P.S. Tutto ciò che attiene le indagini e il caso giudiziario sull'omicidio di Paolo Rossi, sarà trattato nelle parti generali.
Re:Romanzo musicale
« Risposta #314 il: 25 Ago 2023, 13:28 »
Dimenticavo: Quintino, ora mi puoi menare perché questa parte l'ho finita.
Re:Romanzo musicale
« Risposta #315 il: 25 Ago 2023, 16:12 »
Grazie Fiammetta per la dettagliata ricostruzione degli avvenimenti che portarono alla morte di Paolo Rossi, la prima vittima dei gruppi neofascisti nel dopoguerra.
Voglio solo aggiungere, sempre in riferimento al 1966, che proprio in quell’anno venne composto il brano Ragazzi di Buda, divenuto l’inno dei neofascisti italiani (interpretato in origine dall’attore Pino Caruso e che spesso siamo costretti ancora oggi ad ascoltare allo stadio).
L’autore del brano fu Pier Francesco Pingitore, popolare regista televisivo (Dove sta Zazà, Mazzabubù, Créme Caramel) e fondatore della compagnia del Bagaglino. Pingitore negli anni ’60 era stato anche redattore capo del settimanale Lo Specchio, che si distinse -fra l’altro- per le violente campagne denigratorie contro Pier Paolo Pasolini e Don Milani.
Pingitore non ha mai nascosto le sue idee reazionarie, scrivendo e portando sulle scene la 'Triologia sul Duce' (Quel 25 luglio a Villa Torlonia, Mussolini a Campo Imperatore, Scacco al duce – L’ ultima notte di Ben e Claretta) e dichiarando recentemente - in una intervista sul mondo della destra italiana: “Dovremmo essere considerati ‘razza protetta’. Oddio, si potrà dire razza o l’Inquisizione del politicamente corretto chiederà la mia testa?”.

Molto simpatico, come sempre.

Offline Quintino

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Re:Romanzo musicale
« Risposta #316 il: 25 Ago 2023, 17:12 »
Trovo i tuoi quadri molto aderenti alla realtà dei fatti che ho vissuto in quei luoghi giorno per giorno. Addirittura mi ci sono ritrovato con un salto di memoria che mi ha restituito atmosfere e sensazioni. Preferirei riavvolgere il filo storico, come da me percepito, alla fine del tuo racconto.
Grazie, Fiammetta.
Re:Romanzo musicale
« Risposta #317 il: 25 Ago 2023, 19:24 »
Grazie Fiammetta per la dettagliata ricostruzione degli avvenimenti che portarono alla morte di Paolo Rossi, la prima vittima dei gruppi neofascisti nel dopoguerra.
Voglio solo aggiungere, sempre in riferimento al 1966, che proprio in quell’anno venne composto il brano Ragazzi di Buda, divenuto l’inno dei neofascisti italiani (interpretato in origine dall’attore Pino Caruso e che spesso siamo costretti ancora oggi ad ascoltare allo stadio).
L’autore del brano fu Pier Francesco Pingitore, popolare regista televisivo (Dove sta Zazà, Mazzabubù, Créme Caramel) e fondatore della compagnia del Bagaglino. Pingitore negli anni ’60 era stato anche redattore capo del settimanale Lo Specchio, che si distinse -fra l’altro- per le violente campagne denigratorie contro Pier Paolo Pasolini e Don Milani.
Pingitore non ha mai nascosto le sue idee reazionarie, scrivendo e portando sulle scene la 'Triologia sul Duce' (Quel 25 luglio a Villa Torlonia, Mussolini a Campo Imperatore, Scacco al duce – L’ ultima notte di Ben e Claretta) e dichiarando recentemente - in una intervista sul mondo della destra italiana: “Dovremmo essere considerati ‘razza protetta’. Oddio, si potrà dire razza o l’Inquisizione del politicamente corretto chiederà la mia testa?”.

Molto simpatico, come sempre.
Questa storia la ignoravo totalmente. Adesso però conosco il motivo preciso del disgusto che questo tizio mi ha sempre suscitato. Grazie.
Trovo i tuoi quadri molto aderenti alla realtà dei fatti che ho vissuto in quei luoghi giorno per giorno. Addirittura mi ci sono ritrovato con un salto di memoria che mi ha restituito atmosfere e sensazioni. Preferirei riavvolgere il filo storico, come da me percepito, alla fine del tuo racconto.
Grazie, Fiammetta.
Di niente, davvero. :)) Ne sono felice, visto che il quadro su Paolo è interamente dedicato a te. Volevo farti fare un viaggio nella memoria. E' davvero gratificante esserci riuscita in qualche modo.  C'è ancora un altro quadro sull'Operazione Delfino e poi due parti generali. Sono impaziente di leggere i tuoi ricordi, perciò cercherò di finire prima possibile.

Offline RG-Lazio

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Re:Romanzo musicale
« Risposta #318 il: 30 Ago 2023, 18:30 »
@Leo...@Fiammetta

Ci avete offerto l´antipasto e ora ci lasciate a stomaco vuoto???  :) :beer:
Re:Romanzo musicale
« Risposta #319 il: 30 Ago 2023, 19:43 »
@Leo...@Fiammetta

Ci avete offerto l´antipasto e ora ci lasciate a stomaco vuoto???  :) :beer:

Hai ragione, ma adesso stiamo festeggiando l'arrivo di un grande giocatore, con una faccia così pasoliniana che più pasoliniana non si può.
In suo onore...





 

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