Romanzo musicale

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Re:Romanzo musicale
« Risposta #260 il: 08 Ago 2023, 21:50 »
Domani parto, torno da mia madre giù al paesello.
Prima di partire, però voglio lasciarvi una poesia in musica del poeta più amato dal popolo abruzzese: Modesto Della Porta. Era di famiglia povera, potè studiare fino alla quinta elementare, poi imparò a fare il sarto. Essendo uno spirito libero, durante il Ventennio fu schedato dai fascisti, ma fu discriminato anche dai circoli culturali ufficiali, perchè ritenuto poco istruito. Eppure, da noi, Della Porta è stato quello che più ha saputo esprimere in versi i sentimenti, le tradizioni, la vita della gente umile. E ancora oggi, se capitate in qualche festa di paese o in un pranzo conviviale tra amici, può capitarvi di ascoltare la sua poesia ironica, lirica ma anche piena di malinconia.


SERENATE A MAMME

O ma’, se quacche notte mi ve ‘nmente
ti vujje fa’ ‘na bella ‘mpruvisate;
t'aja minì a purtà ‘na serenate
nche stu trombone d' accumpagnamente.
 
Ne’ ride, ma’,
le sacce: lu stumente è ruzze
e chi le sone nen te’ fiate,
ma zitte, ca se cojje lu mumente,
capace che l'accucchie ‘na sunate.
 
Quande lu vicinate s'arisbejje,
sentenneme sunà,
forse pu’ dice: vijat'a jsse coma
sta’ cuntente !
Ma tu che mi cunusce nen ti sbejje:
li si ca ugne suffiate è nu suspire,
li si ca ugne mutive è nu lamente !


Traduzione: [SERENATA A MAMMA - Mamma, se qualche volta mi viene in mente/ti voglio fare una bella sorpresa;/devo venire a portarti una bella serenata/con questo trombone d'accompagnamento.//Non ridere, mamma,/lo so: lo strumento è rozzo/e chi lo suona non ha fiato/ma zitta, che se colgo il momento giusto/può essere che riesco a farci una suonata./Quando il vicinato si sveglia sentendomi suonare,/forse dirà: beato lui, com’è contento!/Ma tu che mi conosci non ti sbagli:/lo sai che ogni soffio è un sospiro,/lo sai che ogni motivo è un lamento!]


Re:Romanzo musicale
« Risposta #261 il: 09 Ago 2023, 10:14 »
Buone vacanze, Leo. E saluta la tua mamma.  :))

Stylish, sto leggendo Salvatore Aranzulla sul podcast. Certo se qualche lazionetter mi desse dritte, sarebbe meglio. Grazie del consiglio. Ci sto seriamente pensando.
Re:Romanzo musicale
« Risposta #262 il: 09 Ago 2023, 11:37 »
1965 - parte prima
Non vi sono straordinarie novità quest'anno per quanto attiene il panorama politico italiano. Vale la pena riportare però ciò che accade nella sinistra. Il PCI si spacca in due correnti: da una parte  Amendola, dall'altra Ingrao; Nenni dal canto suo cerca di riunificare il PSDI. E' l'anno in cui si dovrebbe estinguere la Cassa del Mezzogiorno, ma gli stanziamenti appetitosi fanno sì che sia prorogata per altri quindici anni, fino al 1980. E' l'anno della nascita del più grande polo siderurgico d'Europa in quel di Taranto. E' l'anno in cui questa bella signorina, ribelle e procace, fa il suo ingresso nel mondo dei fumetti:

Disegnata dal notorio Guido Crepax, Valentina è ispirata alla di lui moglie, Luisa Mandelli, triestina, classe 1937. Pur collaborando con il marito, Luisa era completamente diversa dal personaggio di Valentina. Aveva infatti scelto una vita riservata, trascorsa a prendersi cura della famiglia e della casa. La sua laurea in letteratura germanica si rivelò particolarmente utile nella creazione del linguaggio del popolo dei Sotterranei.

14 gennaio: molte imprese sono indebitate con le banche, soprattutto quelle che hanno investito credendo nel miracolo economico, eccezion fatta per Pirelli e Fiat. Per aiutare le aziende in dissesto, si resuscita l'IMI, con la concessione di sconti bancari, mutui e crediti. Sono poche le aziende che riescono a salvarsi, tutte le altre entrano nel mirino degli sciacalli, che ne aspettano la chiusura, acquisendole poi con uno sforzo economico minimo. Comincia un periodo di caos economico che segna l'inizio dell'intreccio tra affari e politica; fioriscono le sovvenzioni statali e comincia lo scambio di favori. Il pane costa 170 £. al kg., un caffè 50 £. e la paga di un operaio è sempre di 86.000 £. L'auto più diffusa, la famosa Fiat 600, costa 640.000 £.
La Hit Parade vede al primo posto Nini Rosso con Il silenzio. Papà mi cantava la canzone come ninna nanna. Iniziava con: "Dormi mio tesor". Non la metterò, non voglio piangere. Al suo posto, c'è Mina:
24 gennaio: nasce l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina su iniziativa della Lega Araba. Nello stesso giorno, a Londra, muore Winston Churchill.

1 febbraio: malgrado il caos economico e la fuga all'estero dei capitali, alcuni correttivi del governo e il salvataggio di alcune aziende mitigano gli effetti nefasti sull'economia.
14 febbraio: la Svizzera chiude le frontiere agli emigranti italiani. Se non si abbia una richiesta da parte del datore di lavoro o un'abitazione, scatta l'arresto. In migliaia vengono accompagnati alla frontiera ed espulsi.
18 febbraio: il Gambia ottiene l'indipendenza dal Commonwealth.
21 febbraio: il leader dei Black Muslims, attivista afroamericano per i diritti civili Malcolm X, viene assassinato a New York. Per il suo omicidio vengono accusati tre membri della Nation of Islam. Nel 2021, sarà pubblicata una lettera scritta da un agente di polizia, all'epoca sotto copertura, che indicherà l'FBI e il NYPD come mandanti dell'omicidio. Ray Wood, questo il nome, scrive la missiva sul letto di morte, circondato dalla propria famiglia che ne è testimone.
A Marzo, gli USA dispongono i primi invii di truppe nel Vietnam del Sud. L'8 marzo, con lo sbarco dei marines a Da Nang, ha inizio la Guerra del Vietnam.

E Petula Clark canta:
Fine parte prima
Re:Romanzo musicale
« Risposta #263 il: 09 Ago 2023, 20:18 »
Bellissimo....quando arriviamo alla febbre del sabato sera...posto il riassunto dei bollettini medici.  :since
Re:Romanzo musicale
« Risposta #264 il: 10 Ago 2023, 12:39 »
1965 - parte seconda
La censura si abbatte sulla canzone di Francesco Guccini, Dio è morto, cantata dai Nomadi. Il gruppo viene marchiato come inf.ame e la canzone bandita da tv ed etere. Di parere contrario Radio Vaticana che la manda in onda. La città vecchia di Fabrizio De André, viene modificata nel testo e il cantautore accetta di cantarla mondata da "impurità".
Ascoltiamo la canzone di Guccini:
Il 5 aprile, a Los Angeles, Vittorio De Sica vince l'oscar al migliore film straniero con Ieri, oggi, domani, interpretato da Sophia Loren e Marcello Mastroianni:
L'industria del cinema è una delle poche a non essere in crisi, malgrado alcune pellicole facciano storcere il naso ai benpensanti. Alla Camera è bagarre sul varo degli aiuti a questo settore. Zaccagnini esclude dall'accesso ai finanziamenti quelle commedie "all'italiana" (pruriginose, ma niente di più) per una questione di: "rispetto dei principi etico sociali". L'aula insorge e grida ai pregiudizi sulla libera espressione. E, in realtà, non sono le commedie a dare fastidio, ma i lavori di registi di ben altra statura: Pasolini, Antonioni, Fellini, Ferreri, Rosi (solo per citarne alcuni) che nei loro film ritraggono il malessere delle coscienze e la pochezza della società italiana.
Al cinema gli Italiani vanno a vedere, tra gli altri: Vaghe stelle dell'orsa di Luchino Visconti, Il tormento e l'estasi di Carol Reed, Lo scandalo di Anna Gobbi, L'ombrellone di Dino Risi, Io la conoscevo bene di Antonio Pietrangeli, E venne un uomo di Ermanno Olmi, Il giuramento di Zorro di Ricardo Blasco, Totò d'Arabia di José Antonio de la Loma.
Poi c'è questo capolavoro:

Girato nel 1964, Il Vangelo secondo Matteo di Pier Paolo Pasolini è frutto di una folgorazione spirituale del regista ateo, marxista e anticlericale. Ad Assisi, nel 1962, gli capita tra le mani un'edizione del Vangelo di Matteo, appunto. Con sua somma sorpresa, il regista lo legge voracemente. Dichiarerà che quella lettura fu per lui: "una furiosa ondata, un trauma, un impulso che in quel momento lì era assolutamente oscuro, una forma di esaltazione, quella che Bernard Berenson chiama ‘l’aumento di vitalità’ che dà la lettura di un grande testo, la visione di un grande quadro." Nel 1965 il film è ancora nelle sale e Pasolini gli affianca un documentario dal titolo "Sopralluoghi in Palestina per Il Vangelo secondo Matteo".
24 giugno: scoppia il primo caso giudiziario che ha come oggetto il finanziamento illecito di un partito. Il ministro democristiano delle Finanze, Giuseppe Trabucchi, finisce sotto inchiesta per contrabbando di tabacchi, peculato e interesse privato. Scatta poi anche l'accusa di abuso di poteri d'ufficio.  E' il ministro stesso, nella sua autodifesa a definire tale condotta: "solo un illecito finanziamento al partito". Le Camere intanto si riuniscono per l'autorizzazione a procedere, che non concedono. Trabucchi finirà la sua carriera, ma non sarà mai messo sotto accusa.
16 luglio: il presidente Saragat e il presidente De Gaulle inaugurano la Galleria del Traforo del Monte Bianco, lunga 11,6 km.

26 luglio: le Maldive diventano indipendenti dal Regno Unito.
28 luglio: il presidente Johnson annuncia di voler aumentare le truppe americane presenti in Vietnam del Sud, portandole da 50.000 a 75.000.
Si torna al mare. Al Touring di Cesenatico, nel mese di agosto, il soggiorno costa 2000 £. al giorno (pensione completa).

Sulle strade circolano 5.500.000 veicoli, un vestito confezionato (di media fattura) costa 35.000, il canone tv 12.000 £., un disco 1.800 £.
Un disco come questo:

Re:Romanzo musicale
« Risposta #265 il: 11 Ago 2023, 11:40 »
Dal vostro inviato a Villa Scorciosa.
Qui in paese fervono i preparativi per la festa di San Rocco. E’ una festa di origine antichissima, quando i contadini offrivano grano e primizie alle divinità come ringraziamento per il buon raccolto ottenuto. Un evento allo stesso tempo sacro e profano, tradizionale e trasgressivo, espressione di fede religiosa ma anche della gioia collettiva e dionisiaca della tradizione pagana.
I miei ricordi risalgono agli anni ’60 e ’70: la giornata aveva inizio con la banda musicale che girava per le vie del paese, poi la messa e la processione. A pranzo le famiglie si riunivano per consumare un pasto pantagruelico: a dire la verità, in quell'occasione più che per fame si mangiava per vendetta nei confronti dei tempi della miseria, quando il pasto abituale era verdure di campo con pizza di mais insaporito da qualche aringa salata (pizza e fuojie).
La festa esplodeva nel pomeriggio con giochi di piazza (Albero della cuccagna, tiro alla fune, gioco della pignata), la corsa podistica e la gara ciclistica. Poi veniva il rito del Dono, quando le donne, in vestito da festa ed in fila per due, entravano in piazza portando sulla testa conche ricolme di grano da offrire al Santo.
La sera, infine, c’era il ballo in piazza con l’orchestra ‘Cesare De Cesaris’ accompagnata da soubrette maliziosamente scosciate, e poi le bancarelle dei gelati della premiata ditta Leonelli, e ancora Teresa la lupinara col suo tino pieno di lupini che vendeva al cartoccio.
Arrivata la mezzanotte, il cielo veniva colorato da un meraviglioso sparo pirotecnico (lu spare) che annunciava la fine della festa. Nei miei occhi di bambino, il paese per un giorno diventava la capitale di un mondo fantastico, dove era facile perdersi in un mare di luci, musiche e sapori.


Re:Romanzo musicale
« Risposta #266 il: 11 Ago 2023, 21:00 »
Grazie leomeddix, i tuoi ricordi di bambino sono quasi completamente sovrapponibili ai miei, i quali sono però sono solo degli anni 70. La canzone di Mina dovrebbe essere una cover di una canzone di Chico Buarque, senza il finale amaro di quest'ultimo:

Mas para meu desencanto
O que era doce acabou
Tudo tomou seu lugar
Depois que a banda passou
E cada qual no seu canto
E em cada canto uma dor

Tradotto da google traduttore:

Ma con mio sgomento
Ciò che era dolce è finito
tutto ha preso il suo posto
Dopo che la band è passata
E ognuno nel suo angolo
E in ogni angolo un dolore

Re:Romanzo musicale
« Risposta #267 il: 12 Ago 2023, 11:03 »
Dal vostro inviato a Villa Scorciosa.
Qui in paese fervono i preparativi per la festa di San Rocco. E’ una festa di origine antichissima, quando i contadini offrivano grano e primizie alle divinità come ringraziamento per il buon raccolto ottenuto. Un evento allo stesso tempo sacro e profano, tradizionale e trasgressivo, espressione di fede religiosa ma anche della gioia collettiva e dionisiaca della tradizione pagana.
I miei ricordi risalgono agli anni ’60 e ’70: la giornata aveva inizio con la banda musicale che girava per le vie del paese, poi la messa e la processione. A pranzo le famiglie si riunivano per consumare un pasto pantagruelico: a dire la verità, in quell'occasione più che per fame si mangiava per vendetta nei confronti dei tempi della miseria, quando il pasto abituale era verdure di campo con pizza di mais insaporito da qualche aringa salata (pizza e fuojie).
La festa esplodeva nel pomeriggio con giochi di piazza (Albero della cuccagna, tiro alla fune, gioco della pignata), la corsa podistica e la gara ciclistica. Poi veniva il rito del Dono, quando le donne, in vestito da festa ed in fila per due, entravano in piazza portando sulla testa conche ricolme di grano da offrire al Santo.
La sera, infine, c’era il ballo in piazza con l’orchestra ‘Cesare De Cesaris’ accompagnata da soubrette maliziosamente scosciate, e poi le bancarelle dei gelati della premiata ditta Leonelli, e ancora Teresa la lupinara col suo tino pieno di lupini che vendeva al cartoccio.
Arrivata la mezzanotte, il cielo veniva colorato da un meraviglioso sparo pirotecnico (lu spare) che annunciava la fine della festa. Nei miei occhi di bambino, il paese per un giorno diventava la capitale di un mondo fantastico, dove era facile perdersi in un mare di luci, musiche e sapori.

Che bella descrizione.
Qui c'è la festa di Sant'Anna, patrona della città. Negli anni è diventata una macchina da guerra, ma ricordo che quando ero bambina e abitavo nella piazza che era il cuore della festa, per me era un momento di gioia pura. Non capivo un sacco di cose, soprattutto perché quando gli accollatori portavano la statua in processione, al ritorno in chiesa era sempre piena di soldi appuntati sulle vesti. Comunque, tra luminarie e bancarelle gastronomiche (qui sono estremamente diffuse le "pollanghelle" cioè le pannocchie lessate, sono buonissime), tra croccanti, zucchero filato e mandorle pralinate, trascorrevo i 5 giorni come una tossica a caccia di dolci. Ci davano una mini paghetta proprio per la festa, era davvero poco perché altro non si poteva, perciò nessuno di noi osava lamentarsi, ringraziavamo sentitamente. Solo che io ero davvero troppo golosa e i soldi non mi bastavano mai. Così un anno mi misi a vendere favole scritte da me, su fogli bianchi vergati a mano in senso orizzontale, che cucii nel mezzo con del cotone rosso. Era tutto estremamente storto, ma ero piccola.  :DD Fu l'anno più ricco della mia infanzia: 100 £. a favola e le vendetti tutte. C'era sempre un concerto anche da noi, ma il parroco chiamava i "big" (non ne ricordo nemmeno uno però). La banda passava sempre alle cinque di mattina, davanti alla statua che usciva in processione. L'ultima notte era dedicata ai fuochi d'artificio, prima nel piazzale della Reggia, poi qualche anno dopo a Piazza Mercato. Se chiudo gli occhi vedo ancora mio padre e mia madre con il naso all'insù, sorridenti come bambini. C'era la gara dei fuochisti, era davvero uno spettacolo.
Non ricordo canzoni particolari, ho solo immagini nella mente, ma non posso trasferirle.
Bellissimo....quando arriviamo alla febbre del sabato sera...posto il riassunto dei bollettini medici.  :since
Puoi cominciare anche adesso, eh.  :)
Re:Romanzo musicale
« Risposta #268 il: 12 Ago 2023, 12:10 »
Comunque, tra luminarie e bancarelle gastronomiche (qui sono estremamente diffuse le "pollanghelle" cioè le pannocchie lessate, sono buonissime)

Cara Fiammetta, presso di noi, e sempre in estate, dagli anni '90 si organizza la "Sagra della marrocca" (cioè della pannocchia, sia lessata che arrosto). La Sagra non si tiene in piazza, ma nell'anonimo spazio del campo di calcetto e -devo dire la verità- non mi ha mai affascinato, perchè l'aspetto commerciale e consumistico vi prevale su quello autenticamente popolare.
Una volta le feste popolari univano il paese, ogni famiglia in qualche modo partecipava e si sentiva protagonista dell'evento. La sagra invece è una macchina per fare soldi, c'è la netta divisione tra "staff" organizzatore e clienti, alimenta dissidi tra clan politico-famigliari. Senza contare che quando sei al tavolo quasi non riesci a comunicare coi vicini perchè l'orchestra spara per tutta la serata  una improbabile musica sudamericana.
Ma forse è normale che sia così: le feste popolari (come quella di San Rocco) erano il prodotto di una comunità contadina compatta e solidale. Ora quel tipo di comunità non esiste quasi più, ed anche Villa Scorciosa sta entrando nell'epoca post moderna.



Re:Romanzo musicale
« Risposta #269 il: 14 Ago 2023, 12:02 »
E' verissimo ciò che scrivi. Personalmente, non frequento più sagre da parecchio. I prodotti sono cucinati male, le bevande sono mediocri, c'è un rapporto qualità prezzo ridicolo e le trovo anche tristi. Fiumi di gente agli stand, ai tavoli con le sedie di plastica sbilenche e persone che sembrano non mangiare da due anni; e i balli di gruppo sudamericani come ciliegina sulla torta. La canzone "La bamba" non mi è mai piaciuta, ma adesso la odio. Le feste erano diverse, è vero, ma credo il problema di fondo sia un altro. Noi eravamo diversi, l'Italia dell'epoca era diversa. Allora le feste erano un'eccezione e, in quanto tali, erano davvero feste. Da noi c'erano solo due occasioni per vedere i fuochi: Capodanno e la festa di Sant'Anna, a luglio. Adesso sparano quasi tutti i giorni e per qualsiasi motivo: compleanni, battesimi, fidanzamenti e matrimoni, sagre, feste patronali (che adesso saranno 5 o 6, perché altrimenti gli altri santi si risentono) arrivo di carichi di droga (sì, lo fanno anche in questo caso), vittoria di una partita della squadra del cuore, diploma, laurea. Insomma, è diventato tutto consuetudinario, ordinario. Sono cambiati gli adulti, sono cambiati i bambini. Un tempo non vedevi bambini imperativi che puntavano il dito, dicendo "Voglio quello!", né li vedevi piangere disperati per un rifiuto. Siamo figli di gente che conosceva il lato peggiore della vita e ce lo ha saputo trasmettere senza farcelo vivere. Abbiamo avuto un grande privilegio. Io non rimpiango niente della mia infanzia. E' stata bellissima con solo due feste e una caterva di "Non si può, amore mio", detti con una carezza e un sorriso. Il vestito della festa custodito come un tesoro, mia zia che mi faceva i boccoli con le "pezze" (sono strisce di stoffa che si mettevano la sera prima per il giorno dopo, si arrotolavano le ciocche e si annodava) e mi sciacquava i capelli con due cucchiai d'aceto per renderli brillanti. E quando me li acconciava, mi metteva dei fiorellini in tinta con il vestito. Le calze bianche come il latte e le scarpine eleganti, quelle che ti facevano mettere giusto una volta al mese e restavano nascoste dove non potessi trovarle. Dio, che bellezza, se si potesse tornare lì anche solo per qualche minuto.
P.S. Entro oggi, se riesco, cerco di chiudere il 1965.  :)
Ecco, stanno sparando anche adesso.
Re:Romanzo musicale
« Risposta #270 il: 14 Ago 2023, 16:46 »
Fiamme’, so bene di cosa parli.
Se provo a raccontarlo alle mie figlie oggi si fanno una risata e passano alla richiesta successiva.
E allora pensi, dove sto sbagliando? Mi faccio in quattro per non fargli vivere le privazioni ma non so se sto facendo la cosa giusta.
Siamo a cavallo della tigre e non ce ne rendiamo conto.
Re:Romanzo musicale
« Risposta #271 il: 14 Ago 2023, 16:49 »
Siamo figli di gente che conosceva il lato peggiore della vita e ce lo ha saputo trasmettere senza farcelo vivere. Abbiamo avuto un grande privilegio.

Hai ragione, Fiammetta, abbiamo avuto il grande privilegio -da spettatori e qualche volta da piccoli protagonisti- di vivere il passaggio dal mondo contadino a quello industriale ed informatico, dalla civiltà dell’aratro a quella del computer. E’ stato un passaggio troppo veloce: quello che in altri paesi si è diluito in secoli di lotte, compromessi, accordi, da noi si è svolto nell’arco breve di un ventennio -diciamo dagli anni ’80 ai ’90. E questo, soprattutto al Meridione, ha causato traumi enormi (disgregazione dei valori comunitari, svalutazione del dialetto come forma di espressione, rafforzamento di un ‘familismo amorale’ che non prevede l’idea di bene comune). Io non mitizzo il ‘piccolo mondo antico’, so bene che la civiltà contadina ha significato anche miseria, ignoranza, violenza psichica e fisica sulle donne, ma so anche che il carattere di un popolo è la sua storia, e se vuoi capire chi sei, devi saper da dove vieni.
A tal proposito, voglio farvi partecipi una breve storia. Agli inizi degli anni ’90 decisi di andarmene da Roma, volevo cambiare aria. Vinsi un concorso per la Regione Emilia-Romagna e fui assegnato alla sede di San Giovanni in Persiceto, nella bassa bolognese. Era un paese senza traffico, con gente cordiale che si spostava in bicicletta. Venendo dal caos di Roma, mi sembrò un vero paradiso.
La sera spesso uscivo per prendere il caffè alla Casa del Popolo, e lì cominciai a conoscere una varia e straordinaria umanità, soprattutto ex partigiani, contadini e braccianti protagonisti della Resistenza e delle lotte per il lavoro nel secondo dopoguerra. Mi facevo raccontare le loro storie, stavo per ore ad ascoltarli. Erano racconti in cui si intrecciavano episodi tragici, conflitti sociali durissimi, e piccoli fatti di vita quotidiana di gente che lottava per la sopravvivenza. Il tutto descritto senza alcun sentimento di vanità o di rabbia, ma con l’orgoglio si essere stati dalla parte giusta.
Era un patrimonio storico che non volevo si perdesse, e così -seppure io sia tecnologicamente poco abile- comprai una telecamera, un computer adatto al montaggio, e feci un documentario con i loro racconti.
La prima scena -girata all’uscita della scuola del paese- però mi lasciò basito: nessuno fra gli studenti intervistati conosceva i personaggi e gli avvenimenti locali di 50 anni prima. Era la testimonianza di una frattura profonda nella memoria collettiva, ed è un peccato, perchè chi non ha memoria non ha futuro.


Online RG-Lazio

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Re:Romanzo musicale
« Risposta #272 il: 14 Ago 2023, 17:50 »
Stavo per intervenire in un modo, il post di Leo mi ha in parte anticipato.

Io sono sempre molto critico verso gli echi nostalgici e le narrazioni conseguenti.

L'infanzia di mia madre ( che ha la vostra età) è stata oggettivamente terrificante e purtroppo non era l'eccezione ma la regola. Sfruttamento e violenza come normalità.

Scusate ma in quel mondo patriarcal-cattolico non ci vedo niente di buono e quelle romantiche feste patronali erano ( e sono) il trionfo, l'esibizione e l'ostentazione di tali rapporti di potere, dove il pedofilo e misogino per non parlare del mafioso portavano e portano la statua della madonna.

Ovviamente tra voi e me meridionale ci passa una certa differenza storica. Si dovrebbe parlare di Italie sebbene al sud come al nord ascoltassero Mina e Celentano.

Aldilà di questo.Non a caso e per fortuna avete messo a ferro e fuoco quel mondo e mia lettura personale, il probabile dell'attualità non è stato tanto la mancanza di memoria ma l'incapacità di rottura etico-politica della mia generazione bei confronti della vostra, al netto della desertificazione nichilista degli anni 80
Re:Romanzo musicale
« Risposta #273 il: 14 Ago 2023, 19:15 »
Stavo per intervenire in un modo, il post di Leo mi ha in parte anticipato.

Io sono sempre molto critico verso gli echi nostalgici e le narrazioni conseguenti.

L'infanzia di mia madre ( che ha la vostra età) è stata oggettivamente terrificante e purtroppo non era l'eccezione ma la regola. Sfruttamento e violenza come normalità.

Scusate ma in quel mondo patriarcal-cattolico non ci vedo niente di buono e quelle romantiche feste patronali erano ( e sono) il trionfo, l'esibizione e l'ostentazione di tali rapporti di potere, dove il pedofilo e misogino per non parlare del mafioso portavano e portano la statua della madonna.

Ovviamente tra voi e me meridionale ci passa una certa differenza storica. Si dovrebbe parlare di Italie sebbene al sud come al nord ascoltassero Mina e Celentano.

Aldilà di questo.Non a caso e per fortuna avete messo a ferro e fuoco quel mondo e mia lettura personale, il probabile dell'attualità non è stato tanto la mancanza di memoria ma l'incapacità di rottura etico-politica della mia generazione bei confronti della vostra, al netto della desertificazione nichilista degli anni 80
RG, a me dispiace per tua madre, davvero. E sono consapevole fosse una pratica diffusa (ma lo è anche adesso, prima ci ammazzavano con meno frequenza), però questo niente sottrae ai miei ricordi, perché io dai miei genitori non ho mai avuto nemmeno uno schiaffo. Mi sono dovuta difendere dai miei fratelli, perché interruppi un idillio. Ero un corpo estraneo che aveva turbato un equilibrio (avevo 8 anni di differenza con il primo e 5 con il secondo). Ho imparato a difendermi prestissimo e sì, i maschi menavano (e lo fanno tuttora). Menavano le maestre, sì è vero e ci menavano tutti. Non lo riportavamo nemmeno, perché era la prassi. Mio padre era agnostico e socialista, ci ha dato la stessa libertà che aveva lui che era stato povero e aveva trascorso il tempo per strada. In più abbiamo avuto tutto, dall'essere follemente amati, curati e attentamente seguiti, a tutto ciò che è davvero necessario a un essere umano per sentirsi libero. I miei genitori uscivano alle 7 e tornavano alle 18.00. Siamo cresciuti con le mie zie (le sorelle di mia madre) e per me quando tornavano a casa era festa.
Sono stata accompagnata una sola volta a scuola: il primo giorno di prima elementare. Mi accompagnò mio nonno per insegnarmi la strada. Era pieno di bambini che uscivano da soli, la scuola era a poche centinaia di metri e c'erano sempre i vigili per l'attraversamento. D'estate (vivevamo in un parco, eravamo una cinquantina di bambini) ci lasciavano giocare in cortile fino a quasi mezzanotte. Nessuno mi ha rapita né uccisa, ho solo ricordi bellissimi di una famiglia modesta e felice, e due fratelli un po' meno modesti e felici. Non mi farò il torto di alterarli per quello che ho imparato dopo su quel tipo di società, perché quella sì sarebbe una memoria falsata. L'ho scritto: ho avuto un grande privilegio. Ho anche avuto il grande strazio di vedere la mia famiglia completamente spezzata solo qualche anno dopo.
Torno a ripeterti, sono estremamente dispiaciuta per tua madre, ma è la sua esperienza, non la mia.
Re:Romanzo musicale
« Risposta #274 il: 14 Ago 2023, 20:05 »
Scusate ma in quel mondo patriarcal-cattolico non ci vedo niente di buono e quelle romantiche feste patronali erano ( e sono) il trionfo, l'esibizione e l'ostentazione di tali rapporti di potere, dove il pedofilo e misogino per non parlare del mafioso portavano e portano la statua della madonna.
Ovviamente tra voi e me meridionale ci passa una certa differenza storica. Si dovrebbe parlare di Italie sebbene al sud come al nord ascoltassero Mina e Celentano.

Il meridione non è un blocco uniforme e granitico. Dalle mie parti (l'Abruzzo, anch'esso Sud) non è mai stata presente una vera e propria delinquenza organizzata. Da noi le feste di paese non erano esibizione di poteri mafiosi, ma erano feste popolari, con la partecipazione di tutte le famiglie, e senza alcuna ostentazione dei rapporti di potere. Comprendo che in molte altre parti del Sud la situazione è diversa (ad esempio, la festa della Madonna a Polsi, in Calabria, è diventata un appuntamento fisso per cementare l'unità e la collaborazione tra i vari clan della 'Ndrangheta), ma non bisogna generalizzare, e soprattutto occorre contestualizzare storicamente.
Gramsci, uno che la materia la conosceva, scrisse che il folklore -cioè le tradizioni e i costumi delle masse contadini più umili- rappresentava "la loro concezione del mondo", "un agglomerato indigesto di frammenti di tutte le concezioni del mondo e della vita che si sono succedute nella storia".
Lo scrittore sardo aggiungeva, perciò, che il folklore non è soltanto un deposito di sopravvivenze del passato, ma -in quanto riflesso della cultura di un popolo-  è capace di manifestare innovazioni creative e progressiste. Da noi, per esempio, fu proprio la festa di paese nei primi anni '70 a segnalare la rottura dei vecchi schemi patriarcali, quando le donne ottennero il diritto di partecipare alle gare sportive, e con i pantaloncini corti. Era poco? Forse, ma era un segnale di cambiamento.

Non a caso e per fortuna avete messo a ferro e fuoco quel mondo...

Si, è vero, abbiamo messo in discussione un mondo che ci stava stretto e non ci piaceva. Ma col tempo abbiamo pure capito che la costruzione del futuro non equivale alla distruzione totale del passato: "Una generazione che deprime la generazione precedente, che non riesce a vederne le grandezze, non può che essere meschina e senza fiducia in se stessa, anche se assume pose gladiatorie e smania per la grandezza. E' il solito rapporto tra il "grand'uomo" e il cameriere. Fare il deserto per emergere e distinguersi. Una generazione vitale e forte tende invece a sopravalutare la generazione precedente, perchè la propria energia le dà sicurezza che andrà anche più oltre". (A. Gramsci, Quaderni del carcere).






Re:Romanzo musicale
« Risposta #275 il: 16 Ago 2023, 13:49 »
1965 - parte terza

Il 30 agosto, a Mattmark in Svizzera, mentre lavoravano alla diga, 90 operai sono travolti dalla montagna di ghiaccio. 56 sono operai italiani, nella stragrande parte meridionali e calabresi, 7 sono di San Giovanni in Fiore in Provincia di Cosenza. I morti di Mattmark sono passati in rassegna anche dalla stampa nazionale e dalla stampa calabrese. E' forte la richiesta di andare a fondo nella ricerca delle responsabilità, è apprezzata la sollecitudine sociale del Governo verso le famiglie colpite. Eppure nessuna voce liberal-democratica si prodiga per riconsiderare la possibilità che i lavoratori meridionali e calabresi, possano finalmente avere il diritto di lavorare nel loro paese. L'emigrazione, anche quando gronda sangue, è intoccabile, necessaria.
(Pasquino Crupi, La tonnellata umana, l'emigrazione calabrese 1870 - 1980)
21 settembre: Singapore (diventata indipendente all'inizio di settembre), Maldive e Gambia entrano nell'ONU.
1 ottobre: ha inizio il genocidio indonesiano. Dall’inizio dell’autunno del 1965 alla tarda primavera del 1966 l’arcipelago indonesiano diviene lo scenario di uno dei più sanguinosi e meno noti massacri del XX secolo. La notte tra il 30 settembre e il 1° ottobre del 1965 un gruppo di ufficiali vicini alla sinistra, definitosi Movimento 30 Settembre, rapisce e uccide alcuni tra i più importanti generali dell’alto comando dell’esercito. Un’altra fazione delle forze armate, guidata dal Maggior Generale Suharto e più vicina alle posizioni dell’Occidente, reagisce prontamente a tali eventi sconfiggendo i “ribelli” nell’arco di poche ore.
Questo fatto, che causa non più di una dozzina di vittime, dà l'avvio a un terribile bagno di sangue. In poco meno di una settimana il gruppo vicino a Suharto, incolpa il Partito comunista indonesiano (Partai Komunis Indonesia) di aver architettato il presunto colpo di stato e di aver tradito la nazione. In seguito a tali accuse e a un’intensa propaganda volta a deumanizzare tutte le organizzazioni della sinistra, iniziano a verificarsi omicidi su larga scala già dalla seconda metà di ottobre, insieme ad arresti di massa, stupri e saccheggi ai danni dei comunisti. Le violenze cominciano ad Aceh, la zona più musulmana del paese, per poi propagarsi in tutto l’arcipelago, ma il maggior numero di vittime si registra a Giava, a Bali e nella zona settentrionale di Sumatra. L’esercito, coadiuvato dalle forze religiose anticomuniste, da paramilitari e sostenuto dalle grandi potenze occidentali, attua in meno di un anno la distruzione dell’intera sinistra indonesiana, pone le basi per la propria stabilità al potere e apre le porte del paese al libero mercato. Ancora oggi non v’è certezza sul numero effettivo di vittime, ma diversi studiosi concordano sul mezzo milione di morti.

15 ottobre: un nutrito gruppo di studenti statunitensi protesta contro la guerra organizzando un falò di cartoline di convocazione al servizio militare.
30 ottobre: alla Camera si vota per l'abolizione della mezzadria e per la legge sui patti agrari. Si tratta (sulla carta) di una misura di equità sociale che consentirà a molti mezzadri di ottenere una buonuscita non in danaro ma in lotti di terra da coltivare (le stesse terre che avevano precedentemente coltivato); ma una terra senza soldi per investire non serve a niente. Per questo motivo, in alcune parti del territorio italiano, si assiste alla nascita delle prime cooperative agricole. Pleonastico dire che l'assegnazione dei terreni migliori è riservata ai grandi gruppi che concentrano le produzioni meccanizzate. In Italia vi sono 2.416.000 proprietari terrieri e 1.054.000 in affitto; 1.237.000 hanno un azienda di un ettaro e 1.581.000 una da cinque ettari. I trattori impiegati sono 377.000. Solo un'azienda agricola su 17 possiede un trattore.
Quest'anno gli italiani leggono, tra gli altri: La fantarca di Giuseppe Berto, L'attenzione di Alberto Moravia, La linea del Tomori di Manlio Cancogni, Mamma Lucia di Mario Puzo, La quinta stagione di Fulvio Tomizza.
L'anno si chiude con le dimissioni di Ugo La Malfa che dopo un tentativo di frenare la spesa pubblica e di riequilibrare i conti attraverso il controllo sui redditi, lascia il suo incarico. Lo squilibrio tra industria e agricoltura è diventato catastrofico e sempre nuove leggi sui finanziamenti (famoso quello per "l'incremento della cultura del lupino") destinati a sostegno dei grandi proprietari terrieri con i soldi pubblici, rendono di fatto impossibile ogni tentativo di riequilibrio.
"Siamo in recessione, Signori. Votatele da voi le leggine dei regali di Natale ai vostri elettori."

E i Beatles cantano:
Fine parte terza
Re:Romanzo musicale
« Risposta #276 il: 16 Ago 2023, 18:11 »
Dopo il deragliamento strapaesano, Fiammetta ci riporta, giustamente, agli anni ’60.
Uno dei personaggi italiani più rappresentativi di quell’epoca è Rita Ori Filomena Merk-Pavone, in arte Rita Pavone. Era nata a Torino da famiglia umile (il padre, di origine siciliana, era operaio alla Fiat Mirafiori). Rita fin da bambina dimostra grande talento artistico, esibendosi come cantante in feste di quartiere, spettacoli per ragazzini, feste studentesche. Si mette in luce nel 1962, vincendo il Festival degli sconosciuti di Ariccia, ma è nell’anno successivo che raggiunge il successo con pezzi indimenticabili come La partita di pallone, Sul cucuzzolo, Come te non c’è nessuno, Alla mia età, Cuore.
Rita Pavone (insieme al suo coetaneo Gianni Morandi), rappresenta il lato “candido” della ribellione giovanile e non a caso, grazie anche al suo aspetto androgino, è l’interprete televisivo di Gian Burrasca, il ragazzino terribile che prende in giro le ipocrisie dell’Italietta, la macchina ipocrita e oppressiva della famiglia e della scuola, i pregiudizi e gli interessi meschini della borghesia, la feroce stupidità quotidiana delle istituzioni.
Gian Burrasca è un precursore del ’68, è un ribelle dallo spirito anarcoide, ma in fondo buono e generoso verso gli altri, e così Rita diventa la ragazzina più amata dalle famiglie italiane. Il mito della brava ragazza, però, svanisce nel 1968, quando la Pavone sposa Teddy Reno, uomo molto più maturo di lei, e soprattutto già sposato e con un figlio. Lo scandalo è enorme: Rita-Gian Burrasca è cresciuta, ora fa scelte “ribelli” anche nella vita reale, e contro i perbenisti sa usare pure il martello…

Re:Romanzo musicale
« Risposta #277 il: 17 Ago 2023, 11:31 »
Comunicazione di servizio:
il 1966 è un anno particolarmente importante nell'ottica di ciò che succederà nel '68. Lo suddividerò in quadri e così farò con i successivi (speriamo la vista mi sorregga, devo cambiare occhiali e mi sento una talpa) perché da qui si affermano diversi attori della contestazione. E' un periodo storico che amo troppo per trattarlo superficialmente. Sì, lo so che state pensando "sticazzi, calciomercatocalciomercatocalciomercato" come tossici di crack.   :DD
A più tardi.

Online Quintino

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Re:Romanzo musicale
« Risposta #278 il: 17 Ago 2023, 13:20 »
Attenta che ti sorveglio :) Io c'ero.
Re:Romanzo musicale
« Risposta #279 il: 17 Ago 2023, 16:03 »
1966 - quadro primo
Gennaio
Franca Viola

“Non ho mai avuto paura, non ho mai camminato voltandomi indietro a guardarmi le spalle. È una grazia vera, perché se non hai paura di morire muori una volta sola.”
Franca nasce ad Alcamo nel 1947 da una famiglia di mezzadri. Il padre Bernardo è uno dei contadini che beneficiano dei patti agrari (vedi 1965) e ottiene un lotto di terra, diventando così piccolo proprietario terriero. Si fidanza a quindici anni con Filippo Melodia (previo consenso dei genitori), di famiglia benestante e nipote del boss mafioso di Alcamo. Durante il fidanzamento, Filippo viene accusato di associazione di stampo mafioso e furto e Bernardo Viola impone alla figlia di interrompere ogni legame con l'uomo. Dopo aver riparato in Germania, Filippo torna ad Alcamo  e tornato in libertà dopo aver scontato un breve periodo di reclusione, comincia a minacciare il padre di Viola per riavvicinarsi alla ragazza. Dà fuoco alla loro casa di campagna, distrugge orto e vigneto, ma Bernardo non cede nemmeno quando Filippo lo minaccia con una pistola. Il 26 dicembre 1965, Viola è in casa con sua madre e il fratello minore, quando Filippo in compagnia di una banda di compari armati, fa irruzione, vandalizza la casa, picchia la madre e rapisce la figlia, mentre il fratello minore cerca disperatamente di trattenerla abbracciandosi alle sue gambe. Portano via anche lui, per poi rilasciarlo poco dopo.
“Rimasi digiuna per giorni e giorni. Lui mi dileggiava e provocava. Dopo una settimana abusò di me. Ero a letto, in stato di semi-incoscienza.”
Melodia tiene prigioniera Franca prima in un luogo isolato, poi la sposta in casa della sorella ad Alcamo. Il 6 gennaio del 1966, con una rocambolesca operazione la polizia riesce a liberarla e ad arrestare Melodia e i suoi complici.
Il matrimonio riparatore, regolato dall'art. 544 del codice penale, stabiliva che uno stupro non fosse un delitto contro la persona, ma contro la morale pubblica e, in quanto tale, potesse essere "riparato" dal matrimonio. Era, in buona sostanza, una scappatoia per criminali ai quali bastava dichiararsi favorevoli a contrarre matrimonio e a pagarlo, anche quando la vittima fosse minorenne, e il reato si considerava estinto. Ancor più degradante è il fatto che la maggior parte delle volte, erano le famiglie delle vittime a esercitare pressioni perché si sposassero, pur di non subire la vergogna cui erano sottoposte dall'opinione pubblica.
Filippo Melodia conta su questo, ha salvato tanti, salverà anche lui, ne è certo. E se Viola non volesse, ci penserà la famiglia.
Invece no. Franca Viola, destando un clamore a livello nazionale, rifiuta di sposarlo e lo denuncia, appoggiata dai genitori. Al processo che si celebra nel dicembre del 1966, Bernardo si costituisce parte civile, malgrado le minacce. La "svergognata" non vuole saperne di vergognarsi. I Viola hanno tutti contro: la mafia, la popolazione, l'opinione pubblica, la stampa e perfino i propri legali. Tra minacce, ricatti e disprezzo, sono costretti a vivere in isolamento, sorvegliati dalla polizia. Franca, pur se fiaccata da un anno terribile, presenzia a tutte le udienze. Resiste alla sua condizione pubblica di "svergognata", all'isolamento, al pubblico ludibrio, al fango che Melodia continua a buttarle addosso, affermando di aver iniziato a fare sesso con lei nel 1963. Resiste quando i legali di lui avanzano la richiesta di una perizia tesa ad accertare a quando risalga la deflorazione, peraltro respinta. Franca resiste a tutto e il processo si conclude con un verdetto di colpevolezza per Melodia e complici che vengono condannati a 11 anni di carcere.
Il matrimonio riparatore, questo abominio morale e giuridico, sarà abolito solo nel 1981.
"Io non sono proprietà di nessuno."
Franca Viola
Damiano Damiani le dedica un film, La moglie più bella, con Ornella Muti e Alessio Orano:
Fine quadro primo
 

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