Riparto dall'inizio perché la discussione è interessante.
Perché in Italia, nonostante le condizioni economiche e sociali, non si sviluppa un conflitto quantomeno simile a quello francese?
Io mi sono dato delle spiegazioni, magari sbagliate, le provo a condividere.
Prima questione: storicità e aspetti normativi.
In Italia c'è stato senza dubbio il conflitto sociale più forte tra gli anni '70 e fine '80 (tralasciando le motivazioni) che ha prodotto una reazione da parte dei vincitori e una voglia di "vendetta" e direi anche paura piuttosto veemente negli anni seguenti. Il diritto di sciopero è stato praticamente abolito. Lo sciopero ad oltranza non è praticabile in Italia perché vai incontro a severissime ripercussioni economiche sia per l'organizzazione sindacale che lo proclama che per il lavoratore che lo fa. Adesso non ricordo bene ma credo sia qualche centinaia (o forse addirittura migliaia) di € per ogni lavoratore per ogni giorno di sciopero. Una cosa che farebbe chiudere baracca e burattini a qualunque sindacato che non sia uno della triplice della concertazione che già è tanto se dovessero fare sciopero per più di 2 ore. Ma oltre ad essere quindi impossibile fare sciopero ad oltranza è proprio difficile fare un semplice sciopero. Procedure di raffreddamento, 146, commissione di garanzia (che ormai ti blocca gli scioperi per qualunque cavillo), precettazione e blocchi. Hanno creato un reticolato di regole e procedure che hanno completamente depotenziato la forza dello sciopero. A questo devi aggiungere altre regole ovvero sulla rappresentanza. Il diritto di farsi rappresentare liberamente dal sindacato che ti rappresenta è sostituito dai sindacati maggiormente rappresentativi.
La concertazione di CGIL CISL E UIL ha fatto sì che la maggior parte dei diritti sul lavoro venissero spazzati via come fosse nulla. E non parlo solo dell'articolo 18, quello è stato l'ultimo baluardo, ma ci sono altri 20 anni di devastazione.
CGIL CISL E UIL hanno avuto ruolo centrale insieme ai governi di centrosinistra ai quali era permesso tutto.
Quindi norme, regolamenti, leggi, rappresentaza, governi compiacenti e sindacati venduti.
Distruzione del welfare. Non avere un paracadute che ti permette di sopravvivere ti rende più ricattabile...il meccanismo è perfetto. Chi, dentro questo forum, si sentirebbe tranquillo di intraprendere una lotta sul prop8rio posto di lavoro? Quanto è alta la ricattabilità? E se perdi il posto di lavoro cosa perdi subito dopo? Il mutuo, l'affitto, le rette scolastiche che non riuscirai a pagare, l'università di tuo figlio, l'assicurazione sanitaria e quanto altro? E se hai 50 anni quanto riuscirai a riciclarti?
Ovviamente parliamo di lavori classici con contratti "normali" seppur di merda. Perché tutti gli altri, il cosiddetto precariato diffuso, tutte questi "privilegi" (diritti reddituali) non li ha dato che solo l'eventuale iscrizione ad un sindacato non concertativo significa: cambio di sede (magari in altra città), cambio turno, dispetti (es.: ad una lavoratrice iscritta con il mio sindacato a Natale hanno "dimenticato" di dare il panettone), mobbing e a volte licenziamento.
Sto facendo lo sportello sindacale da più di 1 anno per USB a Roma e mi occupo di quella nuova generazione di lavoratori ovvero quell'area grigia di milioni di persone che vivono di precariato: badanti, lavoratori delle app, pulizie, cooperative, lavoro nero, quelli che passano da un lavoro ad un altro...lavoro povero, senza diritti e ricattabile. Dovrei scrivere un libro sulla merda che mi arriva...
Per concludere...
Hanno costruito un meccanismo PERFETTO perché gli abbiamo messo paura qui in Italia e per questo hanno reagito con questa forza ingabbiandoci in questa situazione che necessita di soluzioni drastiche e radicali e anche un nuovo modo di fare sindacato e lotte sociali