Smart working

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Offline riccio72

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Re:Smart working
« Risposta #20 il: 02 Set 2021, 09:47 »
lo smartworking per me è un atto di maturità e di civiltà.

Corretto, basti solo pensare alla riduzione di CO2 e del particolato dovuta al minor traffico dei pendolari.
Per molte realtà lavorative (non tutte come ben sottolienato) è un processo inevitabile. La pandemia lo ha solo accelerato.
I manager ragionano per numeri e i numeri dimostrano che chi ha applicato massivamente questa modalità lavorativa non ha ridotto di un'unità la produttività dei dipendenti.
Sul piacere o meno si apre tutt'altro discorso che dipende dalle singole realtà familiari che impattano anche sulla percezione di quanto lo sw sia più o meno faticoso a livello fisico e mentale.
Re:Smart working
« Risposta #21 il: 02 Set 2021, 10:15 »
al di la' del fatto che io odio lavorare a casa (ci sono parti del mio lavoro che potrei effettivamente fare a casa, non tutto ma qualcosa si), da quello che ho visto nel mio ambito lo sw e' infinitamente piu' problematico per i giovani (diciamo 24-35 anni piu' o meno) che per chi ha gia', che ne so, moglie e figli. in parte e' bisogno di socialita', e ok. ma c'e' altro secondo me. in primis, diventano ansiosi. devono dimostrare che stanno lavorando. poi si sentono esclusi. mi rendo conto che sembra niente ma gia' il fatto di non ricevere piu' alcun "gossip" sull'ambiente (cosa che condividendo uno spazio fisico succede) pesa. e' anche un problema di carriera. secondo me si impara a stare al mondo partecipando. quando sei all'inizio non sai nemmeno dove cercare informazioni utili, e ovviamente non vuoi chiedere ogni 30 secondi ai piu' esperti. insomma non e' facile. l'altro aspetto negativo (secondo me) e' l'aumento della dipendenza dalla tecnologia, che non accade solo per il lavoro ma anche per tutto il resto. insomma alla maturità' ci si arriva (sempre secondo me) anche tramite interazioni sociali. lo sw le riduce o comunque le limita a un ambito. secondo me questa cosa non e' necessariamente un bene. questo va secondo me al di la' di come e' fatta la propria casa e del fatto che la convivenza continua con moglie e figli/e puo' essere complessa. sulla civiltà' francamente non lo so. secondo me la civiltà' e' (sarebbe) lavorare meno, avere piu' tempo, non lavorare a casa. pero' ovviamente le mie idee sono fortemente legate alla mia esperienza di lavoro.

Offline FatDanny

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Re:Smart working
« Risposta #22 il: 02 Set 2021, 10:56 »
Questo però dipende anche da come si intende oggi lo Smart working.
Di per se mica significa lavorare necessariamente nella solitudine domestica.
Smart working significa anche ripensare i luoghi di lavoro e di conseguenza gli spazi urbani
Significa ideare co-working in cui la socializzazione c'è ma magari raggiungibili a piedi da casa.
Anzi a quel punto sarebbe ancora più interessante confrontarsi con un contesto non appiattito sulla propria organizzazione specifica (sia su un piano di diritti sia di soluzioni professionali adottate).

Purtroppo su questo in Italia c'è una scarsa propensione ad immaginare soluzioni, ma proprio questa estate è stata approvata una legge nel Lazio, sulle officine municipali, che riguarda proprio questo tema.

Offline Gio

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Re:Smart working
« Risposta #23 il: 02 Set 2021, 17:37 »
Questo discorso però vale fino a un certo punto, perché è vero che tutte le società di servizio hanno subito un duro contraccolpo, ma i lavoratori in smart non è che sono spariti. I bisogni ci sono lo stesso (che siano alimentari o di svago come per es. la palestra).
Per es. il fruttivendolo sotto casa mia si prende la quota per i miei pasti che prima andava alla mensa o al bar vicino all'ufficio. Considera pure i soldi che confluivano tutti a Roma nelle zone di maggior concentrazione degli uffici, ora vengono redistribuiti maggiormente nelle zone di residenza e soprattutto in provincia. Negozi e aziende di servizio nella provincia di Roma dovrebbero beneficiare di più di questa nuova modalità lavorativa.
La mia ovviamente è un ipotesi formulata in base alla mia esperienza privata. Sicuramente ho un maggior saving a livello economico, ma quello che spendo ora lo spendo per intero localmente.

Questo è  indubbio e condivido.
Parlavo di Brunetta che, secondo me, ha rivolto un messaggio alle categorie che soffrono un po’.
O ha tentato di utilizzare a suo favore l’argomento.
Mica pensiamo davvero che il rientro degli statali sia stato deciso per far salire il PIL ….
Le ragioni vere non le dichiarano e al 99%, per me, vanno ritrovate in qualche convenienza per la PA. Che se i lavoratori conveniva lasciarli a casa, sai che gliene sbatteva a Brunetta di quelli che vendono i vestiti per ufficio.

Sullo smartworking anche io penso che non tutto sia positivo, ma per me, è un errore  pensarlo come il lavoro di prima portato a casa e fare il confronto.
E’ un’altra cosa e con il tempo ci si adatterà.
Già ci sono nuovi lavoratori che nascono con lo smartworking e per loro sarà normale quello che per noi "vecchi" è un limite.

Vicino casa mia hanno costruito due nuove palazzine e, al piano terra, hanno ideato la sala comune per lo smartworking. Non hai più vicino i colleghi, ma i condomini.
Mondo che cambia.

 

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