Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici

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Offline geddie

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1800 il: 06 Set 2021, 20:47 »
Sono tre mesi che leggo un giorno si e uno no che non si trovano saldatori, anche. Pare pagano bene, forse. Quasi 2000 euro per lavorare su turni h24, rischi incidenti elevati e dopo un anno gli occhi li butti.
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1801 il: 06 Set 2021, 20:49 »
L'Ocse dedica un capitolo a parte al reddito di cittadinanza. La misur, scrive l'Ocse, "ha contribuito a ridurre il livello di povertà delle fasce più indigenti della popolazione" ma "il numero di beneficiari che di fatto hanno poi trovato impiego è scarso" e "le autorità attribuiscono tale esito alla distanza tra i beneficiari e i relativi mercati del lavoro". Per questo, secondo l'Ocse, bisogna "ridurre e assottigliare il Reddito di Cittadinanza per incoraggiare i beneficiari a cercare lavoro nell'economia formale e introdurre un sussidio per i lavoratori a basso reddito".

https://www.repubblica.it/economia/2021/09/06/news/ocse_italia-316715657/?ref=RHUO

Praticamente l'OCSE ci dice che il problema del reddito di cittadinanza (600 euro MASSIMO) è che risulta troppo alto rispetto alle offerte salariali, non rendendo efficace il ricatto dei datori di lavoro.
Soluzione: abbassatelo, portateli alla fame, a quel punto visto che i salari saranno davvero bassi potrete dargli un sussidio integrativo.

A cose del genere toccherebbe rispondere in modo violento.

Ma la cosa incredibilmente incredibile e pazzamente pazzesca non è questa, compagno Fat.

La cosa incredibile sta in ciò.

La cosa incredibile è che della cosiddetta "legge bronzea dei salari" (il salario del lavoratore non deve oltrepassare i limiti della sussistenza; pena insubordinazione dei poveracci; il diffondersi dei vizi; la moltiplicazione incontrollata della plebe; la rottura dell'equilbrio generale garantito da Dio e dai suoi giudizi quanto a popolazione e risorse; crisi demografica, etc) della cosiddetta "legge bronzea dei salari" si parla sin dall'inizio dell'Ottocento (Padre Malthus): dunque, circa duecento anni fa.

Questa "legge" - mi concedo un'ardita analogia storica, semplificando brutalmente - è l'antenata del cosidetto "tasso naturale di disoccupazione" (M. Friedman): la "legge" secondo cui l'equilibrio economico generale garantito dal Mercato e dai suoi giudizi può essere raggiunto solo a prezzo di una determinata soglia di disoccupazione, inemendabile strutturalmente da qualsivoglia intervento pubblico in economia, perchè bla, bla, bla, etc, etc.

Ora.
In queste due affermazioni c'è l'uso ideologico (cattivo) che viene fatto oggi della parola "scienza".
La scienza - per il buon senso e il senso comune - tutto nobilita e tutto abbellisce, e sta bene con tutte le pietanze. Ma non è così.
Il discorso sarebbe lungo (scienza, innovazione, capitalismo, la scienza nella cultura americana egemone in Europa da 60 anni, etc, etc).
Sommariamente:

La "scienza" (che divide fatti da giudizi di valore) domina nel campo dell'impersonale e della natura, e tra le altre cose salva vite coi vaccini (quantomeno, più vite di quante purtroppo ne condanni, a causa degli effetti collaterali!). Tutto ciò, al netto di come, quando, e da chi vengono prodotti i beni farmaceutici: ma questo alla scienza non compete.

La cosiddetta "scienza sociale" (che pretende di dividere fatti e giudizi di valore, erroneamente, in maniera ridicola) invece rientra nel campo della strumentalizzazione ideologica del sapere scientifico, dal momento che spaccia per scientifico un sapere che scientifico non è; o se lo è - al modo in cui può essere scientifica un'analisi politica e sociale - spesso è dimentico delle radici storiche e filosofiche da cui le categorie, di cui fa uso, provengono.

Dunque.
Da Malthus ai burocrati economici dell'Ocse (burocrati: coloro che amministrano l'esistente sulla base di un presunto, angelico, sapere scientifico) sono passati quasi due secoli: tanta acqua - a volte pulita, a volte sporca - è passata sotto i ponti. Eppure, stiamo ancora al punto di partenza. Come è possibile?

Prima ancora che menare le mani - purtroppo, l'evidenza storica dimostra che ciò periodicamente avviene - bisognerebbe capire che le università oggi sono, da un punto di vista della loro funzionalità sistemica e a prescindere da qualche singolo prof. sinceramente "radicale" (meglio "radicali" che niente! ); le università sono un bastione della "reazione" dei nostri tempi: "reazione" geopolitica, politica, sociale ed economica - liberalizzazione dei costumi a parte: sacrosanti diritti civili per tutti!
Università e reazione, dopotutto, non fanno rima, ma spesso vanno a braccetto (i reduci del '68 sono una parentesi in mezzo ad un esercito di gesuiti!).
Alternativo alla reazione, nelle univerisità c'è solo il moralismo ostensivo fine a se stesso (marxisti decaffeinati, papa Francesco, gli appelli di Mattarella, l'ecologismo della ammirevole ragazza Greta Thunberg, il compianto Gino Strada, etc, etc).

Che fare? (semicit.).

Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1802 il: 06 Set 2021, 21:02 »

Fuori dalle università, del resto, istituzioni che possano elaborare programmi politici sulla base di idee originali (ma come, se i chierici studiano tutti nei dipartimenti universitari?) e farsi carico d'istanze collettive non esistono più - le caritatevoli Ong globali e le pittoresche Sardine di ogni latitudine, sapore e qualità non valgono, chiaramente.

Diffiicile, davvero, capire cosa si possa fare...



Offline FatDanny

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1803 il: 07 Set 2021, 09:13 »
io penso che le università di oggi non insegnino proprio più Economia.
Quella che oggi viene chiamata Economia sarebbe più corretto chiamarla Ingegneria Sociale.

Ossia la scienza empirica dei rapporti economici dati.
Che è altra cosa dallo studio dei rapporti economici in termini più ampi, studiati nella loro evoluzione storica, nelle loro possibilità, ecc.
Nelle università non si studia più COS'E' il salario o il profitto o il denaro, da dove deriva il valore, ecc.
Ormai si danno per postulati nell'accezione della scienza empirica vigente.

Quindi tanti studenti (e tanti odierni laureati) non sanno di non aver MAI studiato economia e di essere lauerati/dottorati/specializzati in altro.

L'Economia dovrebbe valere per l'Ingegneria Sociale allo stesso modo in cui la Geometria vale per l'Architettura. le forme ideali astratte da cui derivi poi un'applicazione concreta.

Difficile dire cosa si possa fare perché l'occupazione di questi centri del sapere è di tipo militare, non lascia spazio ad alternative.

Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1804 il: 07 Set 2021, 09:50 »
per me l'introduzione del rdc in Italia e' stato, prima di ogni altra cosa, un calcio in faccia alla nostra meravigliosa classe imprenditoriale, di cui i leader di Confindustria sono i cani da abbaio. cosi' l'hanno percepito, perche' senza sottopagare non sono competitivi. faranno di tutto per eliminarlo.

Offline FatDanny

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1805 il: 15 Set 2021, 15:18 »
altra grande meraviglia delle questioni sociali in pandemia.

Dici che potresti immaginare di tassare i ricchi dello 0.niente e si scatena un dibattito fuorioso sul comunismo alle porte e l'odio della proprietà privata.
Annunciano un rincaro in bolletta del 40% e sembra sia apparso gesù cristo ad annunciare l'inesorabilità della cosa, rendendo sterile di principio qualsiasi dibattito in merito (che poi, dove sono finiti quelli che "le privatizzazioni abbassano il costo del servizio?")

Online vaz

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1806 il: 16 Set 2021, 10:22 »

Offline FatDanny

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23523
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1807 il: 16 Set 2021, 10:35 »
Casualmente ho pubblicato articolo sullo stesso tema nel topic GP  :=))

Online vaz

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1808 il: 16 Set 2021, 10:38 »
ero indeciso su quale topic metterlo  :pp

Offline carib

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1809 il: 16 Set 2021, 11:14 »
Uno dei problemi seri

https://www.emergency.it/comunicati-stampa/oxfam-emergency-vaccini-profitti-super-e-imposte-irrisorie/


IMHO un problema molto serio, sempre sul versante "produzione", è che stando a un documento dell'Unione europea a inizio estate le farmaceutiche sfornavano vaccini con il freno a mano, non andando oltre il 40% della loro capacità produttiva. Non so se è ancora così (e non riesco a trovare l'articolo in cui abbiamo pubblicato questa notizia). Tu ne sai qualcosa?

Online vaz

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1810 il: 16 Set 2021, 12:47 »
Da quello che ricordo, dovrebbero aver aumentato la produzione nella seconda metà del mese. Ad ogni modo da agosto ci sono molte più facilities per la produzione del vaccino

https://www.reuters.com/world/europe/eu-okays-increase-mrna-covid-19-vaccines-manufacturing-capacity-2021-08-24/

Offline carib

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #1811 il: 16 Set 2021, 17:39 »
Grazie!
 

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