Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici

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Offline Aquila1979

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #2000 il: 19 Feb 2022, 12:14 »
Scusami ma mi sa che hai piú di un problema con l´orientamento etico oltre che storico, politico e sociale.

Hai quotato la mia risposta a questo a

“Vallo a spiegare ai genitori”

Offline kurt

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #2001 il: 19 Feb 2022, 13:37 »
Io non gli rispondo se no mi faccio bannare.

Offline Aquila1979

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #2002 il: 19 Feb 2022, 13:44 »
Ma fa’ un po’ come te pare

Offline mr_steed

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #2003 il: 19 Feb 2022, 13:46 »
Intanto la sanità sempre più allo sfacelo e non si fanno nuove assunzioni, nonostante i moltissimi recenti pensionamenti...

Roma, alla Asl non ci sono più specialisti: a rischio l’assistenza ai bimbi con disabilità.
Le famiglie chiedono assunzioni: “Siamo abbandonati”


Ciascun neuropsichiatra del Servizio sanitario segue fino a 1.500 bambini: gli ultimi pensionamenti hanno mandato in tilt il sistema costringendo i genitori a una guerra per la sopravvivenza. Il figlio di Michela, 19 anni, ne ha attesi dieci per avere la certificazione della sua patologia: "Nel frattempo ci siamo pagati tutto". Maurizio è padre di una bimba con deficit dell'attenzione: "Ci hanno detto di andare da un privato, lo specialista che la seguiva non era più in servizio". Anche le scuole chiedono più personale: "Gli specialisti hanno così tanti bambini in carico che non se ne ricordano neanche il volto o il nome"

https://www.ilfattoquotidiano.it/2022/02/19/roma-alla-asl-non-ci-sono-piu-specialisti-a-rischio-lassistenza-ai-bimbi-con-disabilita-le-famiglie-chiedono-assunzioni-siamo-abbandonati/6498987/

Offline carib

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #2004 il: 20 Feb 2022, 11:27 »
[quote liquame]

siamo una generazione di bamboccioni che genera altri bamboccioni.
posso sapere quanti ragazzi sono morti? perché leggo qui dentro e me pare che è 'na strage.

[/quote] ...Il 16 giugno scorso, a Rovato in provincia di Brescia, uno studente di 16 anni è stato ricoverato in  gravissime condizioni dopo essere precipitato da un’altezza di cinque metri. Stava lavorando a bordo di una piattaforma aerea sollevata dal braccio meccanico di un furgone, per montare uno striscione. Il ragazzo, che stava frequentando un percorso di formazione scuola-lavoro, è poi riuscito a sopravvivere.
Il 6 febbraio 2020, siamo a Genola in provincia di Cuneo, un diciassettenne è stato portato d’urgenza nel reparto di rianimazione dell’ospedale Molinette di Torino dopo essere rimasto schiacciato dall’improvvisa uscita dal binario di una pesante cancellata in ferro.
Frequentava il corso di “Tecnico riparatore veicoli a motore” alla scuola di formazione  professionale Afp di Verzuolo, e stava svolgendo le ore di stage scuola-lavoro. Anche lui fortunatamente si è salvato.

Il 13 giugno 2018, a Montemurlo in provincia di Prato, un ragazzo di 17 anni si è tranciato una falange del dito anulare utilizzando un trapano a colonna in una officina meccanica. Era uno studente dell’Istituto tecnico Fedi-Fermi di Pistoia impegnato nelle 400 ore di alternanza allora previste.
Il 9 maggio 2018, ancora a Pavia di Udine – proprio dove è morto Lorenzo -, uno studente di 16 anni stava utilizzando una fresa e si è semi amputato mano e polso destro. Il ragazzo era impegnato in uno stage formativo in azienda (la stessa in cui lavorava il padre) previsto dalla scuola professionale che frequentava.

Anche per lui, come per Lorenzo Parelli, l’apprendistato stava per terminare, era l’ultima settimana.

Il 21 dicembre 2017, a Faenza in provincia di Ravenna, un 18 enne ha rischiato la vita precipitando da una gru durante un progetto di formazione scuola-lavoro. L’incidente è costato la vita ad un artigiano di 45 anni, anche lui sbalzato dal carrello sospeso dove stava lavorando col giovane. Lo studente, poi dimesso dall’ospedale, ha riportato varie lesioni e fratture alle gambe.

Il 6 ottobre 2017, a La Spezia, uno studente impiegato in una azienda specializzata nella riparazione di motori nautici e industriali è rimasto coinvolto in un incidente con un muletto. Si è fratturato la tibia, ma è riuscito a salvarsi. Il ragazzo frequentava l’Istituto professionale Capellini-Sauro ed aveva preso parte ad un progetto di alternanza scuola-lavoro... [prosegue]

Fonte: Leonardo Filippi su settimanale Left del 4 febbraio 2022

Offline Aquila1979

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #2005 il: 21 Feb 2022, 08:49 »
...

e quindi?
in che modo questo contesta quello che ho detto?

poi oh "liquame" e menate varie so' belle fino a quando stanno su un forum.
magari de visu sei una persona migliore, più educata.
Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #2006 il: 23 Feb 2022, 08:48 »
criticare l'alternanza scuola-lavoro è assolutamente legittimo, non è utile, gli studenti la ritendono una perdita di tempo, è immorale lavorare gratis, nessuno resta nella società dove ha fatto l'alternanza, c'è un lucro sul lavoro degli studenti.
Usare un incidente stradale o alcuni incidenti sul lavoro per dimostrare che l'alternanza è sbagliata rende il tutto poco credibile.
Anche se ce ne freghiamo degli atleti, con questo metro di giudizio domani dobbiamo chiudere l'erasmus, 4 ragazze morte in spagna, uno in portogallo e pochi giorni fa uno a new york, oppure chiudere i rave ragazzo francese morto a viterbo.
Per esperienza personale ho un figlio che si è rotto un piede e ha avuto un principio di distacco di retina durante le lezioni di educazione fisica, togliamo l'educazione fisica dalla scuola, cosa che mi vedrebbe pure d'accordo

Offline trax_2400

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #2007 il: 23 Feb 2022, 09:09 »
criticare l'alternanza scuola-lavoro è assolutamente legittimo, non è utile, gli studenti la ritendono una perdita di tempo, è immorale lavorare gratis, nessuno resta nella società dove ha fatto l'alternanza, c'è un lucro sul lavoro degli studenti.
Usare un incidente stradale o alcuni incidenti sul lavoro per dimostrare che l'alternanza è sbagliata rende il tutto poco credibile.
Anche se ce ne freghiamo degli atleti, con questo metro di giudizio domani dobbiamo chiudere l'erasmus, 4 ragazze morte in spagna, uno in portogallo e pochi giorni fa uno a new york, oppure chiudere i rave ragazzo francese morto a viterbo.
Per esperienza personale ho un figlio che si è rotto un piede e ha avuto un principio di distacco di retina durante le lezioni di educazione fisica, togliamo l'educazione fisica dalla scuola, cosa che mi vedrebbe pure d'accordo
Personalmente direi che sono due temi scissi tra di loro.
La morte dei due ragazzi riguarda il tema delle morti bianche sul lavoro e della sicurezza sul lavoro.
L'alternanza scuola-lavoro è un altro tema che può essere criticato in sé, al di là del fatto che ci siano stati dei decessi.

Offline carib

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #2008 il: 25 Feb 2022, 12:47 »
e quindi?
in che modo questo contesta quello che ho detto?

poi oh "liquame" e menate varie so' belle fino a quando stanno su un forum.
magari de visu sei una persona migliore, più educata.
Quello che hai scritto è liquame. Non occorre essere educati per rendersene conto.
Bastano un briciolo di umanità e buon senso. Il minimo sindacale

Offline Aquila1979

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #2009 il: 25 Feb 2022, 13:37 »
Quello che hai scritto è liquame. Non occorre essere educati per rendersene conto.
Bastano un briciolo di umanità e buon senso. Il minimo sindacale

ti lascio perdere, sul serio.
perché io non concordo con quello che scrivi (eufemismo).
ma rimane il fatto che riesco a dirtelo senza insulti.

Offline carib

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #2010 il: 25 Feb 2022, 14:51 »
ti lascio perdere, sul serio.
perché io non concordo con quello che scrivi (eufemismo).
ma rimane il fatto che riesco a dirtelo senza insulti.
Io non ho insultato nessuno, ho commentato la disumanità di quello che hai scritto.
Cordialità

Offline Aquila1979

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #2011 il: 25 Feb 2022, 15:49 »
Io non ho insultato nessuno, ho commentato la disumanità di quello che hai scritto.
Cordialità

e come no

Offline FatDanny

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #2012 il: 29 Mar 2022, 10:04 »
sto studiando un bel paper, Time, Work Discipline and Industrial Capitalism di EP Thompson.
1967, manco così recente.

Ci rientrano tante cose discusse in questo e altri topic.
Anzitutto si parte dalla differenza del lavoro task-oriented prima dell'industrializzazione e come la vita era profondamente diversa con esso rispetto all'attuale time-oriented.
Uno dei problemi dei sociologi e degli storici mainstream - l'abbiamo discusso diverse volte - è che per comparare le condizioni di allora e di oggi (o di una persona in europa con una in centro Africa) si basano su standard di vita senza considerare che questi sono definiti su una base ideologica occidentale.
Esempio: il reddito è una variabile. Ma perché col reddito io compro tutto il necessario per vivere.
Se il 60% del necessario per vivere non passa dal reddito quella variabile è falsata.
Se B avesse -40% di reddito rispetto ad A potrebbe comunque avere condizioni di vita migliori e noi non saperlo mai perché basiamo i nostri studi sul reddito.

Allo stesso modo si immagina il lavoro di un tempo molto più gravoso di quello odierno, quando in realtà è il contrario. Quando il lavoro era task-oriented in Inghilterra, in Francia c'era la consuetudine del "saint monday". Ossia un lunedì di non-lavoro autodeterminato. Alcuni facevano addirittura il "Saint tuesday" in base alle loro esigenze.
Si passò al lavoro time-oriented proprio per disciplinare chi lavorava. Non solo mentre lavorava, ma sempre. Perché il lavoro time-oriented impose uno stile di vita compiutamente diverso.
Anche nelle campagne, che si lavorava nature-oriented, il lavoro prevedeva molte più pause. Bastava una brutta giornata per oziare tutto il tempo. Oppure toccava aspettare che il grano maturasse, prima c'era poco da fare. Certo, al momento del raccolto si lavorava dall'alba al tramonto.
Ma il tempo asfissiante e continuo del lavoro contemporaneo era una roba inaudita. Lavoro e Vita erano compenetrati, non c'era una divisione netta perché non c'era proprio il tempo omogeneo a scandire il tutto.

Per affermarlo si è dovuto criminalizzare l'ozio, in particolare attraverso la religione (puritani, metodisti, monaci benedettini nel sud europa), ma più in generale facendo passare l'idea che sprecare tempo era uno spreco di denaro: "l'ozio padre dei vizi". Chi ozia merita di stare in condizioni di vita peggiori. Chi ozia perde tempo, tempo che fugge via fino ad arrivare alla morte (anche la concezione della morte è cambiata radicalmente passando dal tempo circolare a quello lineare, ma questa è un'altra storia).

Il valore nel capitalismo è tempo di lavoro, dunque si diffonde il lavoro time-oriented, gli orologi e cambia (in peggio) un intero stile di vita, che migliorerà solo anni dopo laddove assunta la divisione tra vita e lavoro si iniziò a lottare per diminuire il tempo di lavoro.

Problema per storici e sociologi: impossibile definire meglio o peggio lo stile di vita e il lavoro time-oriented da quello task-oriented perché si basano su condizioni qualitativamente diverse.
Affidarsi a standard nelle condizioni di vita inevitabilmente implica adottare ideologicamente (ossia scegliere) parametri orientati più a l'uno o più all'altro.
é così che gli studiosi odierni mainstream finiscono per adottare una visione ideologicamente orientata allo status quo, senza capacità di cogliere le differenze sia su un piano temporale che su quello geografico (misconoscenza del lavoro nel medioevo, misconoscenza nelle culture definite "oziose, indolenti")


Quando si dice che il socialismo reale non era altro che capitalismo di stato e non ha assunto minimamente la critica marxiana questo è particolarmente riscontrabile nella concezione del tempo.
Infatti la disciplina richiesta contro i lavativi palesa una misurazione del valore del tutto analoga a quello capitalista, solo volto ad un'accumulazione centrale invece di quella privata.

Socialismo è invece una riappropriazione individuale del tempo attraverso una nuova concezione task-oriented, che non significa tornare a zappare la terra senza industrie.
Per certi versi possiamo intravedere qualcosa del genere nello smart working.
Non a caso moltissime persone hanno amato lavorare in quel modo.
Tuttavia anche il task-oriented può essere a favore del capitale, succhiando tutta la vita a favore della valorizzazione. Il punto è quindi come si decidono i task.
è il capitale a deciderli o le necessità che noi collettivamente stabiliamo?

Altro che Stato monolitico ipercentralizzato  :=)) ;)

Offline FatDanny

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Re:Vivere al tempo del coronavirus - temi sociali ed economici
« Risposta #2013 il: 19 Mag 2022, 09:37 »
 

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