Citazione di: fabichan il 12 Ago 2016, 00:32
Sarebbe interessante ste intercettazioni di Respubblica da chi sono state prese e quando... bah.
La provetta che cambia valori e' stato spiegato (dalle altre campane) che e' falso; o meglio, e' una spiegazione tecnicamente non corretta, visto che quel tipo di esame (che permette di trovare testosterone esogeno) e' stato fatto una sola volta, come approfondimento dopo che era stato completato il primo esame (quello standard). Ma poi: se era stata manipolata, scambiata, sabotata, ecc., che bisogno c'era di fare sta manfrna dei 3 mesi? Potevano tranquillamente confezionargli delle prove false alla bisogna, e invece no, si e' dovuti passare a un secondo esame per scovare valori leggerissimamente fuori norma. Contraddizione, come minimo.
Ripeto, farsi un'idea di innocenza ascoltando solo una parte e' un po' superficiale.
EDIT: sara' che sto Donati mi ricorda un po' Zema, io quello che dice lo prendo con le molle.
Perdonami amico mio, ma paragonare Donati a Zeman vuol dire conoscere veramente poco del personaggio "Donati".
Paladino
da sempre dell'antidoping (e non certo perche' sconfitto dalla Juve) e allontanato dalla carica di commissario tecnico della nazionale italiana di atletica leggera perche' denuncio' i giudici di aver alterato il risultato del salto in lungo di Evangelisti dei mondiali di Roma (questa e' storia, eh?).
E a questo proposito ecco un estratto di alcune dichiarazioni di Evangelisti in merito:
«Mi lamentavo del doping, che in quegli anni era coperto. I ricordi più belli della mia carriera agonistica li lego alla fase giovanile perché salendo di categoria vedevo che si diffondeva il doping: ho gareggiato con chi barava, tante cose sono venute fuori dopo molto tempo. Eppure, casualmente, venivo sempre estratto io per fare i controlli antidoping. Le mie medaglie sono superpulite. Forse, ma questa è un'idea mia, qualcuno con quel bronzo in realtà voleva darmi un riconoscimento per il mio sport pulito».
Donati ha denunciato la WADA e svariate federazioni (tra cui quella sovietica) per l'uso di stato del doping.
E a quanto pare sui russi ha avuto ragione.
E' un personaggio molto molto scomodo in un mondo parecchio marcio, come quello dell'atletica leggera, dove tutti parlano di lotta al doping ma di fatto, uno dei pochi che la battaglia l'ha veramente portata avanti, e' stato proprio lui.