Citazione di: Tarallo il 04 Gen 2012, 06:48
Io mi interesso di pallone (lo amo e l'apprezzo, diglielo al tale), l'ordine pubblico lo lascio agli sbirri. L'espulsione e' folle (e infatti la partita si rigioca) e se lo dice il regolamente allora il regolamento e' id!ota. Chi andava espulso, li', e' solo lo steward che non se sa che stava a fa'.
A parte che se ti legge Lotito, che ti interessi di pallone e non di calcio sono affari tuoi...

Siccome eri stato un po' tranchant (nell'accezione buona del termine) sia nel giudicare (l'arbitro) che nello giustificare (il portiere), mi sono permesso di evidenziare questa contraddizione con delle piccole "provocazioni".
Nel senso...
Sempre più nel calcio di oggi il business ha reso enorme la forbice tra le regole (ciò che è scritto) e il sistema (ciò che è il sentire comune, ciò che la gente vuole). Il giudice è in mezzo alla forbice.
Gli arbitri, come categoria, sono chiamati ad imporre le regole che, uguali e se accettate universalmente, restano l'unica garanzia di imparzialità dello svolgimento del gioco.
Del resto, già da molti decenni, non applicano il regolamento in modo pedissequo, ma cercano di modularlo sia a seconda delle situazioni (ogni azione è diversa dall'altra), sia e soprattutto in ragione del sistema. Qui sta il nodo, secondo me.
Se l'arbitro giudica anche in base a ciò che è il sentire comune, fa uno sforzo in più che può anche avere un senso, cioè rende la norma più comprensibile agli spettatori e per questo maggiormente accettata (perché non basta mai che eticamente una regola in quanto tale va rispettata, vero?);
Se invece piega il suo giudizio a ciò che la gente vuole (una volta ciò che vuole Tarallo, l'altra eagles monte mario e così via), commette un errore e fa decadere la sua funzione di "attore" terzo dello spettacolo.
Nel
nostro caso, se il portiere avesse parato l'eventuale colpo (dai, la tesi che la reazione è legata alla possibilità di beccarsi la coltellata è al limite della boutade, sine iniuria verbis), spinto l'aggressore e l'arbitro avesse sorvolato sul suo comportamento, avrebbe considerato il sentire comune; ma siccome quello lo prende a calci quattro volte, e continuerebbe a farlo se non fosse trattenuto, anche quando l'altro è a terra, l'arbitro fa bene a censurare una tale reazione, e se ciò che la gente vuole è che non sia espulso è il sistema a doversi fare delle domande e non l'arbitro.
Del resto, ti chiedo: se è giusto per te non espellere il portiere che deve parare e non menare, perché non applicare lo stesso ragionamento al povero steward che deve guardare una fetta taaanto grande di pubblico?
P.S.: a quel tale vorrei tanto dirglielo quello che pensi, ma si chiamava Riccardo Lattanzi, che è stato uno dei più grandi arbitri e mastri del ruolo, e non c'é più da dieci anni.