Ciro Immobile (Topic Ufficiale)

Aperto da marco87, 24 Lug 2016, 14:58

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Oizal74

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Citazione di: Grande Puffo il 10 Ott 2023, 21:08
Tocca quotarlo Trevisani , incredibile

tocca quotarlo perchè non è possibile che sto ragazzo sia ormai giudicato un giocatore finito e un brocco da buttare via ( oppure da spedire in arabia...) non piu' per i tifosi della nazionale ma anche per tanti (troppi) tifosi della Lazio ormai ( nun stoppa na palla, nun se gira, nun fa la sponda, gioca sporco, è dannoso insomma fa schifo ar cazzo...)

venezuelano

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Definire Immobile un giocatore "finito" dopo uno scorcio  di stagione (10 partite) giocato male è difficile da comprendere.

10 partite fagocitano le decine e decine di partite giocate ad alto livello nel suo passato, anche recente.

Come al solito tornerà utile, anche da subentrante se sarà necessario, e farà delle ottime prestazioni, magari gestendo il suo fisico e i suoi minuti in campo in modo diverso.

vaz

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Speriamo si riprenda presto, certo ora si parla di ematoma. bisogna assolutamente centellinarlo

Adler Nest

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Credo che solo noi Laziali si sia così poco rispettosi.
Anche se si può bestemmiare tra i denti pensando al caracollare lento e impreciso di queste giornate, non si può buttare tutto al cesso.
Non si può.
Ciro Immobile merita rispetto, amore, riconoscenza per tutto quello che ha fatto, che rappresenta e che continuerà a fare.
Ha tirato la carretta per anni senza tregua
Ha segnato più di qualsiasi altro
Mai una parola fuori posto
Anche in un sistema non suo e che non esalta il suo modo di giocare.
E' una icona per gli ormai pochi bambini Laziali.
Io sono stato bambino con Chinaglia (sono diventato Laziale grazie a lui), ragazzo con Giordano, adulto  con la schiera di campioni presi da Cragnotti, e mi piace pensare che  Ciro rappresenti  i miei anni che passano e che sono gli anni di mio figlio che diventa adulto e che potrà raccontare a suo figlio (prima o poi.....) che ha visto giocare il giocatore con più gol alla Lazio.
Chi parla di ex giocatore, oltre ad avere un bidone (pieno di merda) al posto del cuore, oltre a non capire un caxxo di calcio, calpesta la storia della Lazio e per questo divento una belva.

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Laziale-forever

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Sulla pagina di Taty si sono lette vere schifezze su Ciro, le scrivessero qui, a futura memoria, cosi da ricordarsi alla prox segnatura del nostro Capitano, quando saranno pronti a salire sul carro, nascondendosi.

mr_steed

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Purtroppo Ciro avrebbe dovuto prendere lezioni da Miro Klose riguardo la gestione dei suoi infortuni e del suo corpo.

Probabilmente il tedesco era anche troppo attento e spesso, anche in vista della sua nazionale, lo abbiamo "perso" per molte partite per eccessiva prudenza.

Tuttavia, fino al momento in cui ha smesso di giocare, non ha avuto particolari cali di rendimento, proprio per questa sua consapevolezza nella gestione del suo corpo.

Mentre Ciro, per generosità o bulimia di voler giocare sempre e accrescere i propri record, probabilmente ha spesso sottovalutato i suoi acciacchi per poter scendere in campo comunque. E così siamo arrivati alla situazione attuale.

Resta da capire se questo suo voler giocare ad ogni costo sia stato più dettato dalla sua "voglia" o a volte anche dalla carenza di sostituti all'altezza.

Però quest'anno, essendo stato comprato finalmente un suo vice, che attualmente appare più in forma, mi sembra il momento migliore per fermarsi e curarsi al meglio fino a che non si sarà del tutto rimesso.

SubumaniInterceptor

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* 2.450
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Sono io il colpevole di aver sparato a zero contro Ciro.
Il mio era un pensiero che, col senno di poi, era meglio che tenevo per me.
Allo stadio c'è uno che a mezza bocca dice cose simili ogni volta che prende palla Immobile, e non nascondo che mi crea fastidio, ed è per questo che l'ho inquadrato come uno dei pochi vicini di posto che mi sta sulle scatole, ma con riserva, è pur sempre della Lazio.
Io non parlo male nemmeno di Lotito, pur detestandolo lo ignoro.
Riconosco di aver detto una cazzata perché sembrava un attacco a Ciro, di cui ho 3 maglie originali, come la maggior parte di noi immagino.
Sono fomentato da Castellanos, credo davvero possa diventare un suo clone, e aver scritto in maniera stronza che Immobile debba farsi da parte è frutto anche del pensiero fanatico che ho sul Taty.
Non sono né l'allenatore né il DS della Lazio che devono pesare le parole, mi rendo però conto che essendo la Lazio sotto attacco da tutte le parti, o nella migliore delle ipotesi ignorata dai media, forse alcune volte sarebbe meglio pensarci prima di scrivere in un forum pubblico, o non scrivere per niente.
Mi sembrava giusto aggiungere due righe per il rispetto che si deve a Ciro.






SS-Lazio.1900

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Ma veramente pensi che castellanos possa diventare il clone di Immobile?
Di un giocatore che ha fatto 200 gol con la Lazio?

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hafssol

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Citazione di: Adler Nest il 11 Ott 2023, 10:17
Credo che solo noi Laziali si sia così poco rispettosi.
Anche se si può bestemmiare tra i denti pensando al caracollare lento e impreciso di queste giornate, non si può buttare tutto al cesso.
Non si può.
Ciro Immobile merita rispetto, amore, riconoscenza per tutto quello che ha fatto, che rappresenta e che continuerà a fare.
Ha tirato la carretta per anni senza tregua
Ha segnato più di qualsiasi altro
Mai una parola fuori posto
Anche in un sistema non suo e che non esalta il suo modo di giocare.
E' una icona per gli ormai pochi bambini Laziali.
Io sono stato bambino con Chinaglia (sono diventato Laziale grazie a lui), ragazzo con Giordano, adulto  con la schiera di campioni presi da Cragnotti, e mi piace pensare che  Ciro rappresenti  i miei anni che passano e che sono gli anni di mio figlio che diventa adulto e che potrà raccontare a suo figlio (prima o poi.....) che ha visto giocare il giocatore con più gol alla Lazio.
Chi parla di ex giocatore, oltre ad avere un bidone (pieno di merda) al posto del cuore, oltre a non capire un caxxo di calcio, calpesta la storia della Lazio e per questo divento una belva.

:clap:

Sottoscrivo in tutto e per tutto, anche come esperienze personali (con Signori al posto di Chinaglia) e soprattutto nella proiezione alla generazione successiva alla nostra.

Balde89

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Boh, a me sembra una polarizzazione assurda.
Sembra di vedere la brigata Immobile vs la brigata odiatori di immobile.

Si può anche rispettare tutto ciò che Ciro ha fatto, essergli riconoscente ma al tempo stesso riconoscere che nell'ultimo anno è mezzo è involuto e che nelle ultime 10 partite l'involuzione è sembrata peggiorare, eh.

Non si capisce per quale motivo se uno dice "Io per 30 milioni lo avrei venduto in Arabia perchè per me è in parabola discendente" automaticamente diventa uno poco rispettoso verso Immobile.

Detto questo finchè veste la maglia della Lazio allora forza Ciro, ci mancherebbe. Ma che non stoppa un pallone, ultimamente, è vero.

Adler Nest

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Citazione di: SubumaniInterceptor il 11 Ott 2023, 11:26
Sono io il colpevole di aver sparato a zero contro Ciro.
Il mio era un pensiero che, col senno di poi, era meglio che tenevo per me.
Allo stadio c'è uno che a mezza bocca dice cose simili ogni volta che prende palla Immobile, e non nascondo che mi crea fastidio, ed è per questo che l'ho inquadrato come uno dei pochi vicini di posto che mi sta sulle scatole, ma con riserva, è pur sempre della Lazio.
Io non parlo male nemmeno di Lotito, pur detestandolo lo ignoro.
Riconosco di aver detto una cazzata perché sembrava un attacco a Ciro, di cui ho 3 maglie originali, come la maggior parte di noi immagino.
Sono fomentato da Castellanos, credo davvero possa diventare un suo clone, e aver scritto in maniera stronza che Immobile debba farsi da parte è frutto anche del pensiero fanatico che ho sul Taty.
Non sono né l'allenatore né il DS della Lazio che devono pesare le parole, mi rendo però conto che essendo la Lazio sotto attacco da tutte le parti, o nella migliore delle ipotesi ignorata dai media, forse alcune volte sarebbe meglio pensarci prima di scrivere in un forum pubblico, o non scrivere per niente.
Mi sembrava giusto aggiungere due righe per il rispetto che si deve a Ciro.
Questo post ti fa molto onore.

Biscia

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Mettendo da parte la gratitudine e l'affetto tra Ciro e Taty in questo momento c'è almeno una categoria.
A favore di Ciro.


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WhiteBluesBrother

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* 22.291
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Citazione di: Adler Nest il 11 Ott 2023, 10:17
Credo che solo noi Laziali si sia così poco rispettosi.
Anche se si può bestemmiare tra i denti pensando al caracollare lento e impreciso di queste giornate, non si può buttare tutto al cesso.
Non si può.
Ciro Immobile merita rispetto, amore, riconoscenza per tutto quello che ha fatto, che rappresenta e che continuerà a fare.
Ha tirato la carretta per anni senza tregua
Ha segnato più di qualsiasi altro
Mai una parola fuori posto
Anche in un sistema non suo e che non esalta il suo modo di giocare.
E' una icona per gli ormai pochi bambini Laziali.
Io sono stato bambino con Chinaglia (sono diventato Laziale grazie a lui), ragazzo con Giordano, adulto  con la schiera di campioni presi da Cragnotti, e mi piace pensare che  Ciro rappresenti  i miei anni che passano e che sono gli anni di mio figlio che diventa adulto e che potrà raccontare a suo figlio (prima o poi.....) che ha visto giocare il giocatore con più gol alla Lazio.
Chi parla di ex giocatore, oltre ad avere un bidone (pieno di merda) al posto del cuore, oltre a non capire un caxxo di calcio, calpesta la storia della Lazio e per questo divento una belva.
Proprio così

lazios

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Ho sentito adesso Pellissier in una diretta Twitch parlare (anche) di nazionale e Ciro, ha detto tutto quello che dico io da sempre (che non conto un cazzo ma non sono il solo a dirlo per fortuna), incluso il modo ridicolo in cui era costretto a giocare in nazionale, con gli esterni che rientravano e andavano alla conclusione e i centrocampisti non in grado di sfruttarne le ENORMI qualità:

-Ragazzi, ha fatto 200 gol in Serie A, voi davvero non vi rendete conto cosa voglia dire ...

Ho goduto come un maiale, giornalai e fegati scoppiati di mer*a.

Chocobo

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Si riprenderà e tornerà a spaccare culi a tutti, come sempre


RubinCarter

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Citazione di: Grande Puffo il 10 Ott 2023, 21:08
Tocca quotarlo Trevisani , incredibile

Veramente dice quello che scriviamo da sempre.

shaolin

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se ritornasse ad ingranare, non so se dipende tutto da lui o dal gioco della Lazio che magari non lo mette nelle condizioni di cui godeva prima, potremo veramente puntare a qualcosa di sostansioso..... Daje Ci' !

neogia

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Citazione di: Balde89 il 11 Ott 2023, 12:09
Boh, a me sembra una polarizzazione assurda.
Sembra di vedere la brigata Immobile vs la brigata odiatori di immobile.

Si può anche rispettare tutto ciò che Ciro ha fatto, essergli riconoscente ma al tempo stesso riconoscere che nell'ultimo anno è mezzo è involuto e che nelle ultime 10 partite l'involuzione è sembrata peggiorare, eh.

Non si capisce per quale motivo se uno dice "Io per 30 milioni lo avrei venduto in Arabia perchè per me è in parabola discendente" automaticamente diventa uno poco rispettoso verso Immobile.

Detto questo finchè veste la maglia della Lazio allora forza Ciro, ci mancherebbe. Ma che non stoppa un pallone, ultimamente, è vero.

Sono d'accordo, in realtà fare un analisi oggettiva della performance di un nostro giocatore non credo implichi automaticamente di mancargli di rispetto o di cancellare tutte le gesta , i goal e le gioie che ci ha regalato. Succedeva la stessa cosa l'anno scorso con SMS che oggettivamente  non rendeva (per mille motivi) come gli anni precedenti ed anche li si era innescata la stessa dinamica: se critichi rinneghi/dimentichi tutto quello che ha fatto per noi. Io ancora AMO e BACIO LA TERRA per avermi regalato Sergio in squadra per tutti questi anni, ma non mi sento ne di insultarlo, ne di offenderlo ne di disconoscere quanto ci ha regalto se dico che l'anno scorso per 3/4 del campionato ha "giocato in ciabatte" (che non implica che lo abbia fatto volontariamente intendiamoci ma sicuramente ha inficiato il suo rendimento).
Purtroppo dal post-infortunio e già dalla fine dello scorso campionato, Ciro non riesce AL MOMENTO ad avere le performances a cui ci aveva abituato per anni: questo non significa mancargli di rispetto, anche perchè si è sempre fatto il c**o ben oltre le sue possibilità, ha sempre dato l'anima e mai mancato nessuna partita, TUTTI ci auguriamo che possa tornare agli antichi splendori ma ad oggi nella valutazione che se ne fa in campo non si può non pensare che i suoi quasi 34 anni purtroppo iniziano ad avere un peso in termini di recupero e che non riesca a performare  come ha fatto per anni.
Nel frattempo che ci auguriamo tutti che si riprenda che famo: stamo zitti e se tappamo l'occhi perchè sennò è lesa maestà ?
bò certe volte io non ve capisco proprio...

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cartesio

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Citazione di: vaz il 11 Ott 2023, 10:13
Speriamo si riprenda presto, certo ora si parla di ematoma. bisogna assolutamente centellinarlo

Sapevo di strane perversioni, ma la centellinatura dell'ematoma mi era ignota.

Raffinati degustatori.

NonMollareMai86

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Intervista al messaggero

Il battito dei suoi pensieri segue quello dei suoi gol. Ora è un momento no. Immobile è un leone ferito: «Sì, un po' lo sono», ammette a denti stretti, gli occhi lucidi e un sorriso amaro. Lo incontriamo a Formello di prima mattina, in pantaloncini, pronto per le cure, con lo sguardo all'ingiù, ma ancora con tanti lampi di gioia e d'orgoglio. Ciro è tutt'altro che finito, ha gli anni di Cristo e non esclude mai il ritorno al futuro: «Le reti, le ritroverò. Il problema non è quello. Forse molti si dimenticano che, quando sono arrivato qui, nel 2016, non era come adesso. Non si sapeva nemmeno chi sarebbe stato l'allenatore. Adesso che facciamo la Champions mi vogliono parcheggiare fuori? Non mi sembra il massimo come riconoscimento. Ma io vado avanti, come ho sempre fatto».

Appunto. Come sta il flessore destro? Quando c'è di mezzo Ciro, cala sempre un velo di mistero.
«È un infortunio particolare, già avevo sentito tirare la coscia nella partita con il Celtic. Ultimamente sono diventato esperto con gli infortuni (ride, ndr), mi sono reso conto subito che qualcosa che non andava. Per fortuna non è niente di grave, lunedì avrò un'altra risonanza, il muscolo andrà valutato di giorno in giorno».
Duecento reti con questa maglia a un passo. Ogni volta che si avvicina una cifra tonda, c'è un ingorgo.
«Forse anche quella pressione mi condiziona, è un numero veramente importante. Mi era già successo con quota 100. Per prima cosa però devo tornare in campo, altrimenti non posso gonfiare la rete».

Possono bastare dieci partite a far dimenticare chi ha fatto la storia della Lazio?
«A quanto pare sì. Ma solo per alcuni, perché poi anche domenica gli striscioni della Nord e della Maestrelli mi hanno emozionato, mostrandomi il loro sostegno in un momento delicato».

È il più difficile di sempre?
«No. Il primo anno forse è stato il più complicato perché il mio popolo doveva imparare a conoscermi e diceva di tutto. Ora c'è solo una piccola parte della gente, che non so nemmeno se definire veri tifosi della Lazio, che mi contesta. Non credo che il vero laziale possa dirmi qualcosa, non ci credo. È solo una questione di tempo e farò ricredere anche il più scettico».

Gli effetti della scorsa stagione maledetta, anche con l'incidente in auto, si fanno sentire?
«Sicuramente non mi hanno aiutato. Prima i tanti infortuni, poi l'incidente in macchina con le mie bimbe. Un po' il corpo e la testa ne hanno risentito, ma non penso di portarmeli ancora dietro. Forse ho un altro tipo di blocco, dovrei giocare con la testa più libera e con il corpo meno contratto».

Da dove si riparte?
«Quando vedi che le cose vanno bene cerchi di allenarti come hai sempre fatto, quando invece vanno male torni a fare le cose più semplici per ritrovarti. Se capisci che è un momento un po' così, cerchi di non strafare perché poi fai peggio. A parte la mia situazione personale, anche la squadra ha sofferto un inizio di campionato infelice e io ho bisogno che tutto giri al meglio per segnare. Andate a vedere quante palle-gol ho avuto...».

C'è chi dice che nel 3-5-2 si sentiva più libero.
«Non c'entra nulla il modulo, ho fatto 27 reti anche con il 4-3-3 e 12 l'anno scorso, avendo saltato la metà delle partite, forse qualcuno non se n'è accorto».

Servono più assist da Zaccagni e Felipe Anderson?
«Credo che tutti avessero bisogno di sbloccarsi e la vittoria con l'Atalanta può aver segnato una svolta in un campionato in cui non siamo arrivati abbastanza pronti all'impatto e in cui abbiamo subito un calendario tostissimo».

C'è nostalgia anche delle verticalizzazioni di Milinkovic
«Manca a tutti. Ma quante volte l'addio di un grande campione fa emergere la forza del gruppo? I rinforzi hanno sofferto l'inizio, come successe a noi i primi tempi con Sarri, ma ora già sono dentro gli schemi e il suo calcio. Nuovi e veterani insieme, dobbiamo essere bravi a sopperire all'assenza di Sergio sia a livello tecnico che nello spogliatoio. Lui ha fatto la sua scelta in estate».

Opposta a quella di Ciro, ma dall'Arabia continuano a bussare per gennaio.
«È una soluzione che avevo preso in considerazione quest'estate quando era arrivata qualche offerta, poi però ho deciso di rifiutarla per la Nazionale e la Champions. Dopo un inizio di campionato così, qualche domanda me la sono fatta, specialmente dopo le critiche di alcuni, fortunatamente non tutti, che non hanno visto e apprezzato il gesto ma hanno subito presentato il conto.
Questo mi fa male, anzi mi fa vacillare. E ora il mio pensiero non è più lo stesso di luglio. Alcuni giorni, quando ero più giù di morale, ho pensato "era meglio se me ne andavo"».


Sente ancora la fiducia di Sarri e Lotito?
«Del mister sempre, ci parlo tutti i giorni e sono tranquillo. Per il presidente io sono un figlio, ci siamo sempre detti le cose in faccia. Quindi, quando arriverà il momento in cui io non riesco più a dargli quello che si aspetta, le nostre strade si divideranno».

Smentiamo un falso mito: Immobile non ha mai voluto un vice che potesse sostituirlo.
«Da un lato mi fa piacere che si pensi che io abbia così tanto potere qui da decidere chi acquistare e in quali ruoli, ma il mio unico "potere", in quanto capitano, sta nello spogliatoio. Fuori, può al massimo esserci stata qualche chiacchierata su qualche rinforzo».

Ma come, due anni fa firmò una carta privata con Sarri e Lotito per gli acquisti da fare sul mercato...
«È stata più una cosa simpatica, non dal valore reale, il mio sigillo. Diciamo che ho fatto da garante e testimone su un patto per gli acquisti che erano già stati decisi dal mister e dal patron».

In quel foglio c'era il nome di Caputo.
«Sì, è vero, poi si fece male e cambiarono i programmi. Non è vero invece che io non ho mai voluto un sostituto perché con il calcio che giochiamo, a ritmi altissimi, serve un altro bomber pronto, che ci possa dare una mano. Se una società vuole crescere in termini di obiettivi e poi di risultati, è fondamentale avere due giocatori per ogni ruolo».

Un giorno Castellanos sarà il suo erede?
«Non voglio mettere pressione al Taty. Ha un peso essere il mio successore e io non lo auguro a nessuno. Mi è capitato a Dortmund con Lewandovski e a Siviglia con Bacca, non è il massimo».

Il ricordo più bello e il rammarico più grande.
«Il rimorso è sicuramente il finale di stagione del 2020. Eravamo davvero in un periodo forte, ci sentivamo un rullo compressore, un treno che andava a mille all'ora e non poteva fermarci nessuno. Invece ci ha stoppato il Covid, è finito tutto, anche il sogno scudetto. Sia con Inzaghi che con Sarri ho vissuto tanti bei momenti. Ho amato i derby in cui non ho giocato e me li sono goduti, senza ansia, grazie al successo».

Come vive le stracittadine dopo tanti anni?
«Ancora in maniera particolare. Qui è una partita unica, non esiste nulla di simile in giro per il mondo. Nella capitale può spostare gli equilibri mentali per mesi, anche nella tua vita quotidiana. La rivalità va oltre ogni pensiero».

E come ha coltivato allora l'amicizia con Pellegrini, capitano dell'altra sponda?
«Prima con Lorenzo ci vedevamo di più, a casa o in qualche ristorante. Sopratutto quando sono nati i nostri figli, a pochi giorni di distanza, nella stessa clinica».

Martedì la Nazionale torna a Wembley dov'è arrivato il trionfo dell'Europeo.
«Un'emozione pazzesca. Vincere con l'Italia in casa degli avversari è qualcosa di unico. È stata una cavalcata bellissima, mi porto dentro tutto il viaggio: dal ritiro in Sardegna alla finale. Eravamo un gruppo con fame di vittoria e saremo legati per sempre».

Eppure il suo rapporto con l'Italia sembra sempre così problematico.
«Mai avuto un problema con nessun ct, è stato creato tutto dall'esterno. Ormai, anche chi non vede le partite mi critica, va di moda. Quando ti mettono un marchio addosso, è difficile toglierselo».

Non le dà fastidio sentire che non esistono centravanti nel nostro Paese?
«Ho vinto la Scarpa d'Oro, ma magari si aspettavano più gol da me. Invece di 200, dovevo farne 400».

Com'è il nuovo rapporto con Spalletti?
«Ottimo, mi ha fatto molto piacere che mi abbia dato la fascia da capitano, è stato un gesto importante che non mi aspettavo. Ho chiamato subito la mia famiglia, ero emozionato. Farà un bel percorso perché parla molto con i giocatori, le motivazioni sono fondamentali e lui riesce sempre a darle a ognuno».

Su quale attaccante scommetterebbe per il futuro azzurro?
«Quelli a disposizione sono tutti bravi, ma gli manca la continuità. Fare una stagione da 20 reti è facile, farne 4-5 allo stesso ritmo è più complicato. Se fai la punta, devi metterti almeno 2-3 annate consecutive con certi numeri nel curriculum. A me piace molto Raspadori. È umile e ha il veleno, tecnicamente bravo, ha personalità e sa fare tutto. È entrato nell'Europeo ed è continuo pur avendo davanti Osimhen e non giocando spesso».

E di Berardi che dice: non lo ha convinto a venire alla Lazio?
«No (ride, ndr), l'ho visto in Nazionale ma non ne abbiamo parlato perché è andato via subito».

Pensa ancora di chiudere la carriera alla Lazio?
«In questo momento dico sì e no. Non vorrei rispondere al volo, ci sto pensando da un po' con la mia famiglia. Intanto devo tornare in forma e in campo al meglio. Una volta che ci sarò riuscito, potrò decidere davvero. Ora direi di no perché sono in un periodo negativo e sono infortunato, ma se avessi fatto 20 gol direi sì. Quindi la mia decisione non deve essere dettata dal momento. Sicuramente se prima ero convintissimo di rimanere a vita, ora lo sono un po' meno. Sono un po' ferito».


E come vede il suo futuro?
«Sicuramente alla Lazio, ma non so in quale ruolo. Deciderà il presidente, mi troverà qualcosa, lui non metterà mai in dubbio tutto ciò che ho fatto. Io amo la Lazio. E si dice che più ami qualcosa e più ci rimani male ed è quello che sta capitando a me. Quello che ho sempre detto, e che mi dispiace, è che prima di valutare quello che viene fatto in campo, mi piacerebbe che la gente mi valutasse anche per quello che sono fuori, come uomo. Non ho mai detto una parola fuori posto, i tifosi della Roma quando mi incontrano per strada mi dicono "Non ti abbiamo mai visto fare una provocazione verso di noi" e per questo mi rispettano. I veri laziali mi hanno sempre riconosciuto prima come persona e poi come calciatore, e lo abbiamo visto anche domenica pomeriggio. Anche qui in società hanno deciso di farmi capitano, non perché avessi più presenze, ma per il ruolo e le responsabilità che mi assumevo. Ci sono tante componenti che mi hanno spinto a dare tutto per la maglia che indosso».

In conclusione, per quello che ci ha raccontato, immaginiamo che il titolo di questa intervista non potrà essere "Lazio per sempre", vero?
«No, perché poi la gente si fermerebbe solo al titolo, mentre io non so cosa succederà a gennaio o giugno. Non ho mai avuto paura di mettermi in discussione, né quando sono andato all'estero né quando sono tornato qui. Vedremo».

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