Citazione di: ranocchio il 09 Set 2021, 04:03
Però quello che dice la signora Inzaghi è che ha lasciato Roma malvolentieri ma consapevole che fosse la scelta migliore per la carriera del marito. Che Simone ha scelto un bellissimo quartiere/paese come Brera perché lei si ambientasse più facilmente e avesse almeno alcuni dei vantaggi che ai Parioli (che però le piacevano) non aveva.
Che lei tifa per la carriera del marito e per quella è in ansia davanti alla tv quando gioca la squadra di Simone. Che il mestiere del marito è emozionante e coinvolgente (non l'Inter o la Lazio o un'altra squadra). Che desidera il meglio per se e per la sua famiglia come tutti noi e spera che la carriera del marito continui con successo.
Io trovo tutto molto normale. Anche l'addio di Simone che è stato benissimo a Roma e alla Lazio dove ha fatto un ottimo lavoro, si sarà indubbiamente affezionato all'ambiente e ai tifosi, ma ad un certo punto ha avuto quella che reputa una buona chance per il suo futuro professionale. Ci sta.
Non è stato elegante con la Lazio e i suoi sostenitori, poteva fare molto meglio. Ma alla fine si è trattato di una scelta di lavoro, io l'ho fatto molte volte di separarmi da un'azienda in cui mi trovavo bene con colleghi e azionisti. Magari con dispiacere reciproco ma c'est la vie.
Alla fine il centro dei nostri interessi e della nostra vita siamo noi stessi e il nucleo dei nostri affetti più stretti, la nostra famiglia. E il calcio è un gioco, un lavoro o un passatempo. Solo per noi tifosi è una passione. Ma quanti di noi non si traferirebbero con entusiasmo in una squadra di serie A che non è la Lazio e che ci migliora stipendio e prospettive di carriera per fare il nostro mestiere (qualunque esso sia) in un contesto sfidante e in una città stimolante ?
È il gioco della vita...
Non posso essere più in disaccordo.

Non stiamo parlando della legittimità della scelta professionale di Inzaghi. Anche se questo confronto con altri mestieri, su certi aspetti soprattutto emozionali, mi lasciano perplesso. Molto perplesso.
Anch'io ho cambiato qualche azienda, ma difficilmente mia moglie ha pianto seguendo le mie vicissitudini nelle aziende dove arrivavo. Questo voler "smontare" la convenzione implicita nella professione di calciatore mi sembra una pericolosa stupidaggine. Che sono professionisti e che in fondo agiscono e scelgono solo ed esclusivamente in basa a quanto li pagano. Alla fine della fiera significa smontare proprio l'essenza che é alla base della loro professione. Il tifo e la passione.
E' come se durante un film apparisse una scritta che ci ricorda che i
l protagonista non é lui che salta dall'aereo in volo ma una controfigura e d'altronde l'aereo neanche é decollato ma é stato tutto ricostruito dal computer di Jimmy che lavora a partita iva per un'agenzia di effetti speciali, e vi ricordiamo anche che quell'altro che é morto in fondo non é morto, e il sangue é solo salsa di pomodoro, si é rialzato ed é tornato a casa sua. Si smonta la magia che é alla base del cinema.
E' stupido. E' la verità ma é stupido ricordarcelo costantemente a noi spettatori.
Nel calcio é uguale, i coniugi Inzaghi hanno costruito negli ultimi anni uno storytelling di famiglia laziale a nostro uso e consumo, con il bambino che dopo la partita scende in campo e tira un calcio al pallone col padre, tutta la rava e la fava della bella famiglia laziale fino al midollo. Ed é stata, tra le altre cose, la sua fortuna.
Poi, hanno fatto una scelta professionale che li ha portati a Milano, ed é legittima. Ma non puoi, in nessun pianeta dell'universo provare a ricreare lo stesso storytelling con la famiglia interista fino al midollo che piange davanti la TV, madre e figlio insieme, perché, alla seconda giornata di campionato, l'Inter pareggia a Verona. E' ancora più stupido. Perché é mostruosamente inverosimile.
Sul passaggio di Ribery alla Salernitana si sta facendo un racconto modellato sul vecchio eroe che sceglie il club di provincia per aiutarlo a restare in serie A. Va benissimo. La realtà, la sappiamo, é che probabilmente solo la Salernitana ha offerto un contratto a Ribery, però, ecco, come dire, sarebbe stato poco carino che Ribery dicesse "Vado a Salerno perché sono gli unici che m'hanno offerto un contratto", quindi si costruisce una storia verosimile e gentile per nascondere la verità.
Sarebbe stato estremamente stupido se Ribery avesse detto :"Il mio sogno é sempre stato di giocare a Salerno".
Quindi, quando la signora Inzaghi ci parla delle lacrime che inondano il suo salotto di casa perché l'Inter sta pareggiando col Verona, magari involontariamente, sta prendendo per il culo le persone che leggono il suo tweet. Non sta dicendo che sono andati a Milano perché l'iNter gli offriva quasi il doppio di quanto gli offriva la Lazio. Stanno cercando di ricostruire lo stesso scenario che avevano a Roma. In maniera maldestra.