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Sport => Calcio! => Discussione aperta da: mazzok il 17 Set 2010, 17:34

Titolo: Calciopoli e dintorni
Inserito da: mazzok il 17 Set 2010, 17:34
ho trovato un articolo interessante, certo il sito riporta un punto di vista fortemente di parte però è da leggere, alla fine te li ritrovi sempre in mezzo:

http://www.ju29ro.com/dossier/cantanapoli-il-processo/1291-dario-galati-per-chi-guarda-la-luna-anziche-il-dito.html

alcuni estratti:

Galati rimase alla Segreteria CAN fino al gennaio 2000, quando i giornali riportarono la famosa vicenda dei Rolex regalati agli arbitri dal Presidente della Roma Franco Sensi. Pochi giorni prima di Natale a Galati venne chiesto di inviare alla sede di Roma e Lazio gli indirizzi di casa di designatori, arbitri e guardalinee. Lui si rifiutò. Riteneva una cosa del genere un invito alla "regalia" e non lo reputava moralmente accettabile. Qualcun altro lo fece al suo posto. E, sollecitato anche nel corso del controesame dell'Avv. Prioreschi (difesa Moggi), chiarisce che la Roma regalò ai designatori degli orologi Rolex del valore commerciale di circa 25 milioni di lire, agli arbitri orologi Rolex da 5 milioni di lire e agli assistenti dei più economici orologi non Rolex del valore di qualche milione di lire. Racconta la sua amarezza, visto che solitamente i regali agli arbitri passavano dalle segreterie e venivano distribuiti sotto gli occhi di tutti, pur non raggiungendo mai quel valore commerciale.

Come episodi particolari Galati racconta quello che accadde all'inizio della stagione 99-00. Sensi era alle prese con i suoi fantasmi e, in piena lotta di potere, alla seconda giornata ci fu un Roma-Inter che venne affidato all'arbitro Domenico Messina. Nel corso della partita la Roma si sentì danneggiata e nacquero le solite polemiche (da notare che la squadra favorita in quel momento sarebbe stata l'Inter....)
Al quinto turno fu reinserito Messina in griglia per la Fiorentina-Roma e Galati si preoccupò di segnalare che la cosa sembrava inopportuna, ma non fu ascoltato neanche dallo stesso Pairetto che invece gli disse che "aveva degli elenchi", senza ulteriori commenti.


Nota: con l'inter un pareggio a reti inviolate mentre la roma si impose a firenze 3 a 1

Galati ricorda inoltre che Mazzini aveva rapporti, telefonici e non, con tutti i presidenti di società, nell'ambito del suo ruolo istituzionale di vicepresidente federale.


... il giornalista di Repubblica Corrado Zunino.
Galati conferma che lo chiamò il secondo giorno dopo l'uscita delle intercettazioni, il 4 maggio 2006, mentre c'era ancora il segreto istruttorio sul materiale che veniva diffuso. Zunino lo chiama e gli disse di volerlo incontrare e che conosceva la sua vicenda .... dopo qualche tempo, ad ottobre 2006, lo invito di sera presso la sede sportiva di Repubblica a Roma, chiedendogli di aiutarlo a sbobinare le intercettazioni relative a Calciopoli, che erano in possesso di Zunino su alcuni CD che contenevano tutti i files.


Titolo: Re:Calciopoli e dintorni
Inserito da: rio2 il 17 Set 2010, 17:48
che se la siano acchittata e' palese, che nonostante tutto alla fine se la so' piata in der culo lo stesso oramai e' evidente a tutti. :D :D :D
Titolo: Re:Calciopoli e dintorni
Inserito da: olandese il 17 Set 2010, 18:26
imho dovremmo chiamarlo piagnopoli(l`asse rioma-inter).
Titolo: Re:Calciopoli e dintorni
Inserito da: JoePetrosino il 17 Set 2010, 22:41
proprio un articoletto..
roba da gnente..
che tutte le intercettazioni fossero in mano a repubblica con le indagni ancora in corso.. robetta per nulla importante....
Titolo: Re:Calciopoli e dintorni
Inserito da: white-blu il 30 Dic 2010, 15:51

tanto per non dimenticare
Titolo: Re:Calciopoli e dintorni
Inserito da: giulianofiorini87 il 30 Dic 2010, 16:19
I rolex stavano scritti a bilancio... :puke: :puke: :puke: la corruzione era regolare...ari :puke
Titolo: Re:Calciopoli e dintorni
Inserito da: Treseghè il 30 Dic 2010, 17:51
una cosa interessante è uscita nel dibattimento, ma passata è quasi totalemente inosservata

nel controinterrogatorio di Auricchio da parte degli avvocati di moggi è venuta fuori la sua frequentazione con franco baldini e con trigoria............
Titolo: Re:Calciopoli e dintorni
Inserito da: Tarallo il 30 Dic 2010, 19:55
Stefano Caselli, sul Fatto.


Ripudiare Boniek, anatema juventino

La curva ordina e la società ubbidisce. La colpa dell'antica gloria? Avere avuto opinioni non conformi su Calciopoli

E' fatto così e niente e nessuno potrà mai cambiarlo. Il tifoso della Juventus non si rassegnerà mai alla democrazia sportiva. Rinunciare a guardare tutti – nel senso più letterale del termine – dall'alto in basso, è un'affronto difficile da digerire. La sua delizia, si sa, è essere abituato a vincere, ma la sua croce è essere condannato a farlo in continuazione. Altrimenti, della Juve non sa bene cosa farsene. Una bulimia da successo che finisce per offuscare la memoria, che della passione calcistica è spesso l'ingrediente più gustoso.

L'ultima vittima è Zibì Boniek, indimenticabile "bello di notte" (Avvocato Agnelli dixit) protagonista con 31 reti in 133 partite di una delle squadre più forti degli ultimi decenni, la Juve di Platini e (appunto) Boniek che dal 1982 al 1985 vinse uno scudetto, la tragica e sciagurata Coppa dei Campioni dell'Heysel, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa europea e una Coppa Italia. Successi in cui la firma del biondo polacco (considerato dalla Fifa tra i cento migliori calciatori viventi) non è mai mancata.

Nonostante il curriculum, però, il suo nome non figurerà tra le immagini delle "50 stelle bianconere" artefici della leggenda del giocattolo di casa Agnelli che, tra qualche mese, orneranno la pavimentazione esterna del nuovissimo stadio che sta sorgendo sulle ceneri del vecchio (e mai amato) Stadio Delle Alpi: un gioiello da 41 mila posti in perfetto english style la cui superficie (355 mila mq) è stata gentilmente venduta dal Comune di Torino al prezzo non certo esoso di 4,85 euro al metro quadro.
Zibì, in un primo momento, era stato inserito nella lista dei magnifici cinquanta dagli utenti registrati del sito juventus.com, ma ora il suo nome è stato depennato causa rivolta della tifoseria: "A seguito di un appello costante da parte di associazioni e tifoserie organizzate – ha comunicato il club alla vigilia di Natale – che asseriscono di rappresentare la maggioranza dell'opinione pubblica bianconera, Juventus Footbal Club, che intende mantenere con i propri sostenitori un dialogo costruttivo, comunica di aver deciso di sospendere l'assegnazione della stella a Zbigniew Boniek".

Gli agnostici del calcio, a questo punto, si sentiranno autorizzati a catalogare la notizia come era in uso nell'epica rubrica del Cuore anni 90 diretto da Michele Serra: "E chi se ne frega". Eppure, non ce ne vogliano, la faccenda è più complessa: certo, il tifo obnubila la ragione, ma l'affaire Boniek ci dice anche qualcosa dell'Italia, di cui i tifosi della Juventus, piaccia o no, sono la maggioranza.
Perché Zibì sta tanto sulle scatole al popolo bianconero? Non certo per il "tradimento" del 1986, quando passò all'odiatissima Roma. Quella è preistoria. Il problema è il Boniek (ottimo, mai banale) opinionista televisivo e le sue prese di posizione su Calciopoli. La principale pietra dello scandalo, sui forum bianconeri e su Facebook, è un'esilarante video del 2007, estratto della trasmissione "La Juve è sempre la Juve": di fronte all'imbarazzo del conduttore, che gli chiede conto della sua "antijuventinità" nonostante i trascorsi bianconeri, Boniek rivendica candidamente la sua indipendenza di giudizio, riconoscendo che sì, la Juve di Moggi era la squadra più forte d'Italia, ma questo non giustificava l'indebita ingerenza della dirigenza sul mondo arbitrale e sul calciomercato. Non contento, il perfido polacco infiersce, ricordando alla platea che se tutti avessero pagato (disco rotto del vittimismo bianconero) significa semplicemente che tutti sono colpevoli, non tutti innocenti e alla Juve sarebbe andata molto peggio; altro che un anno di vacanza in serie B con Buffon, Nedved, Del Piero, Trezeguet, Chiellini e Camoranesi eccetera. Infine, al limite del sadismo, Boniek osa ricordare agli inorriditi interlocutori che la prescrizione in cui è naufragato il processo per doping alla premiata farmacia Juventus targata Capello-Agricola (cardiotonici per operazioni a cuore aperto somministrati ai giocatori, tanto per dirne una) non equivale a un'assoluzione.

È' troppo. Ci perdonino i sostenitori bianconeri di sicura fede democratica, ma convincere uno juventino che ai suoi danni non è stata perpetrata alcuna ingiustizia è come persuadere un pasdaran berlusconiano che la magistratura in Italia fa soltanto il suo dovere. A Torino farete fatica a trovarne uno che provi anche solo un accenno di imbarazzo per calciopoli. Di più, tutti (o quasi) riporterebbero Moggi in sella seduta stante. E non è un caso che la bolla di censura su Boniek provenga da Andrea Agnelli, amatissimo neo presidente che del revanchismo bianconero si è fatto autentico alfiere.

Pazienza se Zibì (a fianco di Platini) abbia scritto pagine tra le più belle e romantiche della gloriosa storia del club di corso Galileo Ferraris. La bulimia da vittoria relega alla preistoria anche il passato prossimo. In fondo, non fu lo stesso popolo bianconero a rivoltarsi contro Fabio Capello (salvo poi, ovviamente, osannarlo) in quanto ex romanista, dimenticandosi della colonna del centrocampo bianconero anni 70 (165 presenze, 27 reti e 4 scudetti)? Per non parlare di Roberto Bettega, l'unico non rimpianto della Triade, nonostante sia da sempre la personificazione del dna juventino. Moggi, tra gli anni 80 e 90, regalò qualche bella soddisfazione al Torino (con la non trascurabile differenza che tra la sponda povera del Po non lo rimpiange nessuno), mentre Giraudo – allora dirigente granata – fu protagonista di un epico gesto dell'ombrello all'indirizzo di Giampiero Boniperti al termine di un derby vinto nel 1984.

Troppo in là nel tempo per ricordare. Ma per Boniek la partita non è chiusa. I tifosi possono reintegrarlo nella hall of fame. Lo facciano; sarà un bel modo per onorare il passato e, soprattutto, guardare avanti.

Titolo: Re:Calciopoli e dintorni
Inserito da: Treseghè il 30 Dic 2010, 21:20
Tarallo perdonami ma Caselli (tifosissimo granata) che scrive di cose juventine ha la stessa credibilità che avrebbe il direttore del romerdista qualora scrivesse di cose laziali

boniek come altri famosi bianconeri rimasti fuori (Davids, per citarne uno recente) dalla votazione non aveva tutti i requisiti necessari a parteciparvi, tutto qui, e la tifoseria bianconera è stata felice di farlo notare alla società

si metta l'animo in pace caselli, i tifosi non lo voteranno e poi per lui tifosissimo dei piscioruggine non dovrebbe essere un motivo di vanto far parte della Hall of fame dei ladri rubentini o sbaglio?
Titolo: Re:Calciopoli e dintorni
Inserito da: CrazyEagle il 30 Dic 2010, 21:39
Conclusione? Rigore paa roma?  :pp
Titolo: Re:Calciopoli e dintorni
Inserito da: Il Mitico™ il 02 Gen 2011, 01:06
Quand'è che finiranno di investigare su quel Inter - Sampdoria, talmente regolare che non era nemmeno arbitrato da Collina e tra l'altro della stagione precedente il primo dei cinque scudetti interisti, e si dedicheranno alle intercettazioni delle merde?
Titolo: Re:Calciopoli e dintorni
Inserito da: PhilWoods il 02 Gen 2011, 21:19
Citazione di: Tarallo il 30 Dic 2010, 19:55
Stefano Caselli, sul Fatto.

Bella coppia non c'è che dire.

Poi dice che calciopoli/farsopoli è passata in cavalleria, con rioman e sfinter impuniti.
Titolo: Re:Calciopoli e dintorni
Inserito da: Wire il 02 Gen 2011, 21:58
Citazione di: CrazyEagle il 30 Dic 2010, 21:39
Conclusione? Rigore paa roma?  :pp
No, penascampatapaaroma
Titolo: Re:Calciopoli e dintorni
Inserito da: Simons il 02 Gen 2011, 23:37
tutto orchestrato,che poi la lazio non aveva fatto niente ma come al solito pe fa scena se ne prendono il più possibile di quelle che si possono "toccare"
Titolo: Re:Calciopoli e dintorni
Inserito da: GoodbyeStranger il 05 Gen 2011, 15:27
Bei tempi quelli di calciopoli...  8) ... l'importante è che la giustizia abbia trionfato...


10-06-2006 "Il Giornale"

Irriducibili contestano Lotito: «Meglio la Lazio in B che lui»

Gli ultra biancoazzurri infuriati con il dirigente che per far sopravvivere la squadra ha tagliato tutte le spese, anche i soldi che finivano nelle loro tasche


C'è un non so che di paradossale nell'inchiesta Borrelli: gli ultrà di una squadra - nel caso gli Irriducibili della Lazio - che in piena Calciopoli arrivano ad augurarsi la retrocessione pur di cacciare il loro presidente Claudio Lotito. È accaduto ieri mattina a Roma quando, sotto gli uffici di via Allegri, una quindicina di ultrà hanno chiesto «giustizia» all'ex pg di Milano, Francesco Saverio Borrelli mostrandogli addirittura ritagli di vecchie cronache di Mani Pulite in cui Lotito risultava indagato.......
Titolo: Re:Calciopoli e dintorni
Inserito da: arturo il 05 Gen 2011, 18:35
Basterebbe ricordare questo per non seguire più i figuri che popolano la curva nord! Ed io non DIMENTICO...
Titolo: Re:Calciopoli e dintorni
Inserito da: Eagle78 il 05 Gen 2011, 18:56
Al di là dell'eccessivo vittimismo bianconero e dell'inspiegabile idolatria psicotica collettiva juventina nei confronti di Moggi (troppo lungo da scrivere e spiegare. diciamo che su calciopli mi trovo molto più vicino alle posizioni di un qualsiasi tifoso juventino che a quelle di un romanista da bar), Boniek è romanista fracico da anni. Penso possa bastare.
Titolo: Re:Calciopoli e dintorni
Inserito da: Palo il 05 Gen 2011, 22:06
Proprio ieri chiacchieravo con un amico juventino e, parlando di calciopoli e di come la roma (sottolineavo io) e l'inter (evidenziava lui) ne fossero rimaste completamente indenni, il discorso è scivolato anche sul nostro scudetto e, pur con un breve accenno alla pioggia di Perugia, il suo argomento principe è stato quello del passaporto di Veron ...

Sicuramente hanno il culetto sporco (molto sporco) però non risparmiano critiche ed attacchi a nessuno (e quindi neanche a noi).
Titolo: Re:Calciopoli e dintorni
Inserito da: Wire il 05 Gen 2011, 22:13
Citazione di: Palo il 05 Gen 2011, 22:06
Proprio ieri chiacchieravo con un amico juventino e, parlando di calciopoli e di come la roma (sottolineavo io) e l'inter (evidenziava lui) ne fossero rimaste completamente indenni, il discorso è scivolato anche sul nostro scudetto e, pur con un breve accenno alla pioggia di Perugia, il suo argomento principe è stato quello del passaporto di Veron ...

Sicuramente hanno il culetto sporco (molto sporco) però non risparmiano critiche ed attacchi a nessuno (e quindi neanche a noi).
Che comunque fa il paio con Venezia-Lazio 2 a 0 gol di Pedone e Tuta, campo ghiacciato e giocatori in panchina con le coperte e i Moon Boot ai piedi