Per legarmi agli spunti dell'ottimo V., aggiungo che il declino di Zeman è solo una parte della nave che deve affondare. Una grossa falla a prua, a cui dovrà aggiungersene presto una a poppa, quando l'analfabeta smetterà di solcare i campi di calcio.
Su quella nave da una decina di anni (perché Zeman è stato la rioma anche in questi anni) sono saliti e hanno bevuto cocktail con gli ombrellini personaggi dello spettacolo, della politica, del giornalismo.
Dalla Dandini a Verdone, da Padellaro alla stalla in cui lavorano Giannini, Mensurati e co. da Zingaretti a D'alema.
Una tribù di radical chic e intellettualoidi che hanno forgiato, o provato a forgiare una fisionomia di questa città più vacca che mamma, di questa roma "fetente, impiegatizia, dei mezzi litri".
Fuori dai denti e dal campanilismo che ci vede vincenti e altissimi per stile ed epica, zeman e il connubio zeman-titty è una frase in più, febbrile e concitata, che Remotti avrebbe potuto strillare nella sua sublime predica accusatoria. Un patrimonio pseudo culturale che ha creato consensi e prodotti, libri e Cesaroni.
La rioma di zeman e titty entrava nei salotti, ci entrava il concetto di demistificazione della realtà a favore delle masse e anche quell'autoreferenzialità baffina del laureato intellettuale che si concede la gozzoviglia, che chiama il popolo e ci si mette in mezzo.
Il Parlamento che nutre la Garbatella, La Repubblica che distorce la linea editoriale in nome di un assioma culturale.
Zeman è stato l'esempio tra i più lampanti di come si possa costruire un paladino prendendo dei valori banali e ovvi per poi trasformarli in valori assoluti e cristallini dopo aver accusato, mafiosamente e implicitamente, non ben definiti "altri" di essere invece portatori di disvalori.
Materia per sociologi e politologi, psicologi e chiromanti. Uno scenario enorme, una specie di buco nero che racconta e racconterà questa roma, rinnovandola da quella "dei pisciatoi, dei vespasiani, delle fontanelle".
Che porta ancora, e mai come per loro vale, "il nome di Mussolini".
Vattene da sta romademmerda, Zeman. Mamma, vacca Roma. Addio.