Nasce in una birreria il Torino dei ribelli
Fu fondato in un locale di piazza Solferino da ventitrè amici appassionati, guidati dall'imprenditore Alfredo Dick ex presidente transfuga dalla Juventus. L'anno dopo la nuova squadra vincerà tutti e due i derby all'ombra della Mole
Giuseppe Culicchia
E' il 1906, l'anno del Premio Nobel per la Letteratura a Giosuè Carducci. Il 10 febbraio il varo dell'HMS Dreadnought dà inizio alla rivalità navale tra Regno Unito e Germania. Il 10 marzo a Courrières in Francia un'esplosione in una miniera di carbone fa oltre mille vittime. Il 2 aprile, Dorando Pietri vince la maratona di qualificazione per i Giochi Olimpici. Il 18 dello stesso mese, un terremoto di magnitudo 8,3 distrugge San Francisco uccidendo circa 3.000 persone e lasciando prive di un tetto altre 300.000. Il 6 maggio in Sicilia si corre la prima edizione della Targa Florio. Il 7 giugno viene varato il transatlantico Lusitania, destinato a essere affondato da un sottomarino tedesco nove anni più tardi. Il 12 luglio in Francia viene riconosciuta l'innocenza di Alfred Dreyfus. L'11 settembre il Mahatma Gandhi conia il termine Satyagraha per definire il movimento non violento in Sud Africa. Il 1° ottobre, mentre in Italia nasce la Confederazione Generale Italiana del Lavoro, la Finlandia diventa il primo Paese al mondo in cui le donne possono non solo votare ma anche candidarsi. Il 2 novembre nasce a Milano Luchino Visconti.
Il 3 dicembre invece, a Torino, nella Birreria Voigt – oggi Caffè Norman in via Pietro Micca – viene fondato il Torino Football Club, destinato nel giro di pochi decenni a diventare il Grande Torino. Ma lì per lì la nascita della società oggi presieduta da Urbano Cairo non fa notizia. «A che punto è la crisi dell'amministrazione comunale di Roma»: così titola quel giorno in seconda pagina La Stampa. Tema sempre attuale, verrebbe da dire. In prima invece campeggia «Il programma delle ferrovie di Stato», in cui il Commendator Bianchi afferma: «Certamente, in questo primo anno di funzionamento, l'esercizio ferroviario di Stato non può aver soddisfatto tutte le esigenze dei trasporti richiesti dal pubblico».
Foot-ball
E il calcio? Sta in terza pagina, e si chiama all'inglese Football: «Genovesi contro milanesi. Ci telefonano da Genova, 2, ore 23.30: Sulla pelouse di Ponte Carrega si svolse il match di foot-ball tra milanesi e genovesi. Vinse L'Unione Sportiva Milanese con sei goals contro uno del Genoa Crichet. Terreno pesante. Forte vento». Un resoconto piuttosto stringato, rispetto al qui e ora. In cronaca, da segnalare un tentativo di suicidio in una camera di via Bertola – un'operaia in tappezzeria, per dispiaceri d'amore – e dei colpi di fucile sparati nel corso di una rissa tra ubriachi in via Po, a testimonianza del fatto che la movida torinese era già assai movimentata allora. Stato Civile: «nascite 31, cioè maschi 16, femmine 15». A pagina cinque ecco la pubblicità della Lotteria Nazionale, primo premio un milione di Lire, con estrazione il 24 gennaio 1907. Della nascita del Toro, nessuna menzione. Neppure nei giorni successivi.
Gli inglesi
Eppure, la notizia non è banale. Intanto, va detto che in realtà il club granata ha radici ancora più antiche. È il novembre del 1887 quando un gruppo di inglesi residenti a Torino, e impiegati presso la filiale locale di una ditta di Nottingham – la Thomas Adams – decidono di fondare una società sportiva per praticare il canottaggio d'estate e il calcio d'inverno. Prima denominazione, Football & Cricket Club. Nel 1890 gli inglesi si uniscono a un'altra compagine sportiva fondata da nobili torinesi, tra cui il Duca degli Abruzzi e il conte Nasi, e danno vita di fatto alla prima squadra di calcio italiana, la Football Club Internazionale, che nel 1900 viene ribattezzata Football Club Torinese. Ed è questa la società a cui si unisce Alfredo Dick – appena fuoriuscito dalla Juventus, di cui era presidente – per dare vita al Foot Ball Club Torino. Dick, carattere focoso malgrado i natali svizzeri, è un imprenditore del ramo pelli e calzature. È grazie alle sue doti manageriali e organizzative se dal 1905 la compagine bianconera non gioca più sul terreno di piazza d'Armi ma su un vero campo di calcio, quello del Velodromo Umberto I. Ed è sotto la sue presidenza che la società oggi presieduta da Andrea Agnelli vince il primo scudetto.
Piazza Solferino
Tuttavia, l'anno seguente Dick viene estromesso dalla dirigenza bianconera che vuole puntare verso il professionismo. E lui, seguito da un manipolo di dissidenti, decide allora di unirsi ai fondatori del Football Club Torinese per creare il Torino. La riunione in cui viene proclamata la nascita della nuova società si tiene al piano ammezzato della birreria che dà su piazza Solferino. La serata, malgrado il clima rigido dell'inverno torinese, è caldissima. I soci presenti alla cerimonia sono ventitré: oltre a Dick, si tratta dei signori Secondi, Bollinger, De Fernex, Veretto, Debernardi, Rodgers, Ferrari-Orsi, Roth. Pletscher, C. Dick, Kaempfer, Mazzia, Boerner, Muettzel, Depeheuer, Jaquet, Streule, Bart, Quint, Michel, Faelmdrich e Boulaz. Due di loro, e per la precisione Rodgers e Michels, sono i primi goleador del Toro vittorioso dieci giorni più tardi per 3-1 in amichevole a Vercelli (con un'autorete dei padroni di casa).
La prima partita
Il 13 gennaio 1907 invece viene disputata la prima partita ufficiale, che coincide con il primo derby: e nel gelo del Velodromo il Toro prevale per 2-1 con rete di Ferrari-Orsi e Kaempfer. Il quale, nel derby di ritorno disputato il 3 febbraio 1907, sigilla il 4-0 con cui s'impone la squadra granata segnando ben quattro reti, record tutt'ora imbattuto, malgrado le gesta dei campioni che verranno, da Valentino Mazzola a Paolino Pulici.
Sta di fatto che vent'anni dopo la fondazione del club, il nuovo presidente conte Marone Cinzano farà due acquisti straordinari: Adolfo Baloncieri e Julio Libonatti, oriundo arrivato in Italia dall'Argentina. E sarà proprio Libonatti - che con Baloncieri e Rossetti compone il Trio delle Meraviglie - a totalizzare in campionato con la maglia granata ben 154 reti, primato destinato a restare imbattuto fino a oggi e, temo, per un pezzo. Ad ogni modo: proprio a vent'anni dalla sua fondazione, in quel 1926 il Toro inaugura il Campo Filadelfia, oggi in via di ricostruzione. Su quel rettangolo di gioco il Toro vince le partite decisive per aggiudicarsi nel 1927 e nel 1928 i suoi primi due scudetti, anche se il primo viene revocato per un'oscura «combine» che vede coinvolti un dirigente della squadra granata e un terzino bianconero, tale Allemandi (che tuttavia risulta tra i migliori in campo durante il derby vinto dal Torino per 2-1). Sta di fatto che sarà quello l'impianto poi destinato a vedere negli anni Quaranta le gesta immortali del Grande Torino, ovvero di una squadra di calcio destinata a entrare nel mito.
http://www.lastampa.it/2016/07/07/cultura/nasce-in-una-birreria-il-torino-dei-ribelli-qIXEQelBcIZ9JxvW3MP8dJ/pagina.html
Bravo Bak hai aperto un topic su una squadra che ha scritto pagine importanti del calcio italiano.
Qua posso dirlo: ho sempre rispettato la squadra e la storia. Ho portato 2 volte la mia famiglia il 4 maggio a Superga.
I tifosi ,vivendo a Torino, li sopporto molto meno perché vivono più per la Juve che per la loro squadra.
Citazione di: bak il 07 Lug 2016, 16:53
Nasce in una birreria il Torino dei ribelli
Fu fondato in un locale di piazza Solferino da ventitrè amici appassionati, guidati dall'imprenditore Alfredo Dick ex presidente transfuga dalla Juventus. L'anno dopo la nuova squadra vincerà tutti e due i derby all'ombra della Mole
Giuseppe Culicchia
E' il 1906, l'anno del Premio Nobel per la Letteratura a Giosuè Carducci. Il 10 febbraio il varo dell'HMS Dreadnought dà inizio alla rivalità navale tra Regno Unito e Germania. Il 10 marzo a Courrières in Francia un'esplosione in una miniera di carbone fa oltre mille vittime. Il 2 aprile, Dorando Pietri vince la maratona di qualificazione per i Giochi Olimpici. Il 18 dello stesso mese, un terremoto di magnitudo 8,3 distrugge San Francisco uccidendo circa 3.000 persone e lasciando prive di un tetto altre 300.000. Il 6 maggio in Sicilia si corre la prima edizione della Targa Florio. Il 7 giugno viene varato il transatlantico Lusitania, destinato a essere affondato da un sottomarino tedesco nove anni più tardi. Il 12 luglio in Francia viene riconosciuta l'innocenza di Alfred Dreyfus. L'11 settembre il Mahatma Gandhi conia il termine Satyagraha per definire il movimento non violento in Sud Africa. Il 1° ottobre, mentre in Italia nasce la Confederazione Generale Italiana del Lavoro, la Finlandia diventa il primo Paese al mondo in cui le donne possono non solo votare ma anche candidarsi. Il 2 novembre nasce a Milano Luchino Visconti.
Il 3 dicembre invece, a Torino, nella Birreria Voigt – oggi Caffè Norman in via Pietro Micca – viene fondato il Torino Football Club, destinato nel giro di pochi decenni a diventare il Grande Torino. Ma lì per lì la nascita della società oggi presieduta da Urbano Cairo non fa notizia. «A che punto è la crisi dell'amministrazione comunale di Roma»: così titola quel giorno in seconda pagina La Stampa. Tema sempre attuale, verrebbe da dire. In prima invece campeggia «Il programma delle ferrovie di Stato», in cui il Commendator Bianchi afferma: «Certamente, in questo primo anno di funzionamento, l'esercizio ferroviario di Stato non può aver soddisfatto tutte le esigenze dei trasporti richiesti dal pubblico».
Foot-ball
E il calcio? Sta in terza pagina, e si chiama all'inglese Football: «Genovesi contro milanesi. Ci telefonano da Genova, 2, ore 23.30: Sulla pelouse di Ponte Carrega si svolse il match di foot-ball tra milanesi e genovesi. Vinse L'Unione Sportiva Milanese con sei goals contro uno del Genoa Crichet. Terreno pesante. Forte vento». Un resoconto piuttosto stringato, rispetto al qui e ora. In cronaca, da segnalare un tentativo di suicidio in una camera di via Bertola – un'operaia in tappezzeria, per dispiaceri d'amore – e dei colpi di fucile sparati nel corso di una rissa tra ubriachi in via Po, a testimonianza del fatto che la movida torinese era già assai movimentata allora. Stato Civile: «nascite 31, cioè maschi 16, femmine 15». A pagina cinque ecco la pubblicità della Lotteria Nazionale, primo premio un milione di Lire, con estrazione il 24 gennaio 1907. Della nascita del Toro, nessuna menzione. Neppure nei giorni successivi.
Gli inglesi
Eppure, la notizia non è banale. Intanto, va detto che in realtà il club granata ha radici ancora più antiche. È il novembre del 1887 quando un gruppo di inglesi residenti a Torino, e impiegati presso la filiale locale di una ditta di Nottingham – la Thomas Adams – decidono di fondare una società sportiva per praticare il canottaggio d'estate e il calcio d'inverno. Prima denominazione, Football & Cricket Club. Nel 1890 gli inglesi si uniscono a un'altra compagine sportiva fondata da nobili torinesi, tra cui il Duca degli Abruzzi e il conte Nasi, e danno vita di fatto alla prima squadra di calcio italiana, la Football Club Internazionale, che nel 1900 viene ribattezzata Football Club Torinese. Ed è questa la società a cui si unisce Alfredo Dick – appena fuoriuscito dalla Juventus, di cui era presidente – per dare vita al Foot Ball Club Torino. Dick, carattere focoso malgrado i natali svizzeri, è un imprenditore del ramo pelli e calzature. È grazie alle sue doti manageriali e organizzative se dal 1905 la compagine bianconera non gioca più sul terreno di piazza d'Armi ma su un vero campo di calcio, quello del Velodromo Umberto I. Ed è sotto la sue presidenza che la società oggi presieduta da Andrea Agnelli vince il primo scudetto.
Piazza Solferino
Tuttavia, l'anno seguente Dick viene estromesso dalla dirigenza bianconera che vuole puntare verso il professionismo. E lui, seguito da un manipolo di dissidenti, decide allora di unirsi ai fondatori del Football Club Torinese per creare il Torino. La riunione in cui viene proclamata la nascita della nuova società si tiene al piano ammezzato della birreria che dà su piazza Solferino. La serata, malgrado il clima rigido dell'inverno torinese, è caldissima. I soci presenti alla cerimonia sono ventitré: oltre a Dick, si tratta dei signori Secondi, Bollinger, De Fernex, Veretto, Debernardi, Rodgers, Ferrari-Orsi, Roth. Pletscher, C. Dick, Kaempfer, Mazzia, Boerner, Muettzel, Depeheuer, Jaquet, Streule, Bart, Quint, Michel, Faelmdrich e Boulaz. Due di loro, e per la precisione Rodgers e Michels, sono i primi goleador del Toro vittorioso dieci giorni più tardi per 3-1 in amichevole a Vercelli (con un'autorete dei padroni di casa).
La prima partita
Il 13 gennaio 1907 invece viene disputata la prima partita ufficiale, che coincide con il primo derby: e nel gelo del Velodromo il Toro prevale per 2-1 con rete di Ferrari-Orsi e Kaempfer. Il quale, nel derby di ritorno disputato il 3 febbraio 1907, sigilla il 4-0 con cui s'impone la squadra granata segnando ben quattro reti, record tutt'ora imbattuto, malgrado le gesta dei campioni che verranno, da Valentino Mazzola a Paolino Pulici.
Sta di fatto che vent'anni dopo la fondazione del club, il nuovo presidente conte Marone Cinzano farà due acquisti straordinari: Adolfo Baloncieri e Julio Libonatti, oriundo arrivato in Italia dall'Argentina. E sarà proprio Libonatti - che con Baloncieri e Rossetti compone il Trio delle Meraviglie - a totalizzare in campionato con la maglia granata ben 154 reti, primato destinato a restare imbattuto fino a oggi e, temo, per un pezzo. Ad ogni modo: proprio a vent'anni dalla sua fondazione, in quel 1926 il Toro inaugura il Campo Filadelfia, oggi in via di ricostruzione. Su quel rettangolo di gioco il Toro vince le partite decisive per aggiudicarsi nel 1927 e nel 1928 i suoi primi due scudetti, anche se il primo viene revocato per un'oscura «combine» che vede coinvolti un dirigente della squadra granata e un terzino bianconero, tale Allemandi (che tuttavia risulta tra i migliori in campo durante il derby vinto dal Torino per 2-1). Sta di fatto che sarà quello l'impianto poi destinato a vedere negli anni Quaranta le gesta immortali del Grande Torino, ovvero di una squadra di calcio destinata a entrare nel mito.
http://www.lastampa.it/2016/07/07/cultura/nasce-in-una-birreria-il-torino-dei-ribelli-qIXEQelBcIZ9JxvW3MP8dJ/pagina.html
Bella storia
Centodieci anni di auguri.
Massimo rispetto per questa squadra, per la sua storia.
Non ci hanno mai sopportato, eppure è una di quelle squadre che non riesco a farmi stare sul cazzo veramente... Sarà che nella loro storia hanno sempre pagato le gioie con dei grandi dolori, ma non li sento poi così lontani
Citazione di: PabloHoney il 03 Dic 2016, 18:07
Non ci hanno mai sopportato, eppure è una di quelle squadre che non riesco a farmi stare sul cazzo veramente... Sarà che nella loro storia hanno sempre pagato le gioie con dei grandi dolori, ma non li sento poi così lontani
???
Io ricordo un gemellaggio durato molto tempo
(a partire dallo striscione della nord per Radice malato)
interrotto dai nostri ultras per via di un giuve LAzio(credo di coppa italia) in cui
i tifosi granata diedero per scontato il cessato pericolo
abbandonando in stazione una 20 di loro che dovettero poi
affrontare un centinaio di juventini in agguato
Citazione di: sharp il 03 Dic 2016, 18:30
???
Io ricordo un gemellaggio durato molto tempo
(a partire dallo striscione della nord per Radice malato)
interrotto dai nostri ultras per via di un giuve LAzio(credo di coppa italia) in cui
i tifosi granata diedero per scontato il cessato pericolo
abbandonando in stazione una 20 di loro che dovettero poi
affrontare un centinaio di juventini in agguato
Con lo striscione Eagles da trasferta furtato dai fighters.
Per la precisione il gemellaggio duro' da aprile 79 a settembre 91.
Citazione di: bak il 03 Dic 2016, 18:39
Con lo striscione Eagles da trasferta furtato dai fighters.
Per la precisione il gemellaggio duro' da aprile 79 a settembre 91.
però a me 'sta storia me la raccontarono alcuni del direttivo degli Irriducibili,
che materialmente furono quelli che ruppero il gemellaggio,
mi sembra di ricordare che gli Eagles non fossero d'accordo, o sbaglio ??
Il gemellaggio lo ruppero i torinisti, forse consigliati dai loro amici fiorentini. Gli ultras laziali, irriducibili e eagles', andarono sotto la maratona inneggiando il Torino e l'amicizia, loro in risposta ci mandarono a quel paese. Io che ero in curva maratona con amici, mi trasferii nel settore ospiti.
Perché si e' sciolto? Molto probabilmente ricambio generazionale tra gli ultras, ma e' una delle cose che non imputo alla curva Nord che, per inciso al ritorno non fece nessun coro antigranata.
Domenica 28 aprile 1946, si gioca Roma-Torino.
Nella capitale non si crede molto alla forza del Torino, tanto che un giornalista di fede giallorossa, Eugenio Danese, per tacciare di sbruffoneria i torinesi, titola: "Hanno detto che ne faranno sei!".
Sul campo in quattro minuti, dal 5° all'8°, il Toro ne fa 4 e, alla fine del primo tempo, chiude con un 0-6.
Poi la partita si placa, ma, tanto per gradire, nel secondo tempo i granata si concedono un altro gol: 0-7 il finale.
Citazione di: Masoch1927 il 03 Mar 2017, 19:50
Domenica 28 aprile 1946, si gioca Roma-Torino.
Nella capitale non si crede molto alla forza del Torino, tanto che un giornalista di fede giallorossa, Eugenio Danese, per tacciare di sbruffoneria i torinesi, titola: "Hanno detto che ne faranno sei!".
Sul campo in quattro minuti, dal 5° all'8°, il Toro ne fa 4 e, alla fine del primo tempo, chiude con un 0-6.
Poi la partita si placa, ma, tanto per gradire, nel secondo tempo i granata si concedono un altro gol: 0-7 il finale.
mio padre (che però era tifoso molto tiepido, ergo magari ricordava male)
mi raccontava di un trombettiere sempre al seguito
dei granata che quando cominciava a suonare guidava la carica della squadra ,
'na sorta de Serafino (chi lo ricorda) ante litteram , che invece dell'italia seguiva il torino
La mia seconda squadra. La squadra del mio padrino, che mi porto' per la prima volta all'Olimpico in Curva Nord a vedere Lazio-Torino 1-0, gol di D'Amico.
RISPETTO PER QUESTA SOCIETÀ
Citazione di: sharp il 03 Mar 2017, 20:28
mio padre (che però era tifoso molto tiepido, ergo magari ricordava male)
mi raccontava di un trombettiere sempre al seguito
dei granata che quando cominciava a suonare guidava la carica della squadra ,
'na sorta de Serafino (chi lo ricorda) ante litteram , che invece dell'italia seguiva il torino
Mamma mia, Serafino, chi sei andato a tirare fuori!
Me lo ricordo anche al seguito dell'Italia di coppa Davis, ai tempi d'oro.
Certo, sei proprio un VDM, sei...
:=))
Citazione di: Omar65 il 03 Mar 2017, 21:54
Mamma mia, Serafino, chi sei andato a tirare fuori!
Me lo ricordo anche al seguito dell'Italia di coppa Davis, ai tempi d'oro.
Certo, sei proprio un VDM, sei...
:=))
io eh
:p
OT
Citazione di: sharp il 03 Mar 2017, 20:28
'na sorta de Serafino (chi lo ricorda)
Citazione di: Omar65 il 03 Mar 2017, 21:54
Mamma mia, Serafino, chi sei andato a tirare fuori!
Me lo ricordo anche al seguito dell'Italia di coppa Davis, ai tempi d'oro.
io invece mi ricordo distintamente che quando urlava "Itaaaaaaaaaliaaaaaaaaa!" dagli spalti durante le partite della nazionale si sentiva quasi quanto la voce di nando martellini. gli piazzavano qualche microfono vicino o forse la memoria distorce fatti di una quarantina di anni fa?
EOT
secondo me dipendeva dal fatto che lui si piazzava in tribuna vicino alle telecamere, che poi immancabilmente lo riprendevano dando l'idea che stesse distante , mentre invece, quando si sentiva, ed è come dici tu si sentiva,era dovuto solo al fatto che in effetti era vicino al punto di ripresa
probabilmente vere tutte e due le cose: che aveva una voce stentorea, tenorile dice la voce che gli dedica wikipedia, e che la rai gli dedicava delle inquadrature apposite e che quindi il suo urlo venisse in qualche modo amplificato da qualche microfono. Se si apre il link alla nota n. 11 della pagina di wikipedia che metto qui sotto, si legge "quando urla lui, sembra che legioni di fans stiano urlando". Nell'articolo di gian paolo ormezzano linkato alla nota n. 3 si legge: "la sua voce tenorile (...) entrava anche nelle televisioni". D'altronde pare facesse il tifoso di professione e la cosa verosmilmente attirava su di lui anche l'attenzione dei media, e credo della televisione, che in qualche modo lo includeva nella narrazione dell'evento.
https://it.wikipedia.org/wiki/Serafino_(tifoso)
cosa certa è che si faceva notare/sentire :D
ah beh se ce lo ricordiamo a distanza di tutti questi anni direi di sì :D
Citazione di: sharp il 03 Mar 2017, 20:28
mio padre (che però era tifoso molto tiepido, ergo magari ricordava male)
mi raccontava di un trombettiere sempre al seguito
dei granata che quando cominciava a suonare guidava la carica della squadra ,
'na sorta de Serafino (chi lo ricorda) ante litteram , che invece dell'italia seguiva il torino
Certo te lo confermo, Oreste Bolmida ci sono anche video su youtube, la storia dice che quando lui "suonava la carica", Valentino Mazzola si rimboccava le maniche nel vero senso del termine, e partivano i 15 minuti di follia che han fatto la storia del Grande Torino, come quel Roma - Toro 0 - 7.
Tra l'altro su quella partita, i giornali dell'epoca dicono che al 4° gol tutto lo stadio si è messo ad applaudire.
Non so quante di cose siano vere e quante un po' favoleggiate, ma di sicuro erano altri tempi oggi al massimo puoi applaudire da avversario solo grandi a fine carriera (tipo Baggio, Baresi ecc...) o Ex che han lasciato il segno come persone.
Tanto rispetto, ma lunedi' non fate scherzi, dopo il rigorino dell'andata abbiamo gia' dato
Citazione di: lozio il 06 Mar 2017, 21:42
Certo te lo confermo, Oreste Bolmida ci sono anche video su youtube, la storia dice che quando lui "suonava la carica", Valentino Mazzola si rimboccava le maniche nel vero senso del termine, e partivano i 15 minuti di follia che han fatto la storia del Grande Torino, come quel Roma - Toro 0 - 7.
Tra l'altro su quella partita, i giornali dell'epoca dicono che al 4° gol tutto lo stadio si è messo ad applaudire.
Non so quante di cose siano vere e quante un po' favoleggiate, ma di sicuro erano altri tempi oggi al massimo puoi applaudire da avversario solo grandi a fine carriera (tipo Baggio, Baresi ecc...) o Ex che han lasciato il segno come persone.
ecco mio padre la storia me l'ha raccontò così paro paro, con V.Mazzola che si tirava su le maniche
e partiva la sarabanda granata
Da bambino consideravo il Torino la mia seconda squadra.
Poi, con il tempo, nonostante il rispetto che incute la maglia granata, mi sono diventati insopportabili.
Tifosi isterici e assurdi; ex campioni che, in nome del cuore granata, pontificano su questioni su cui sono assolutamente incompetenti ed infine tanti allenatori mediocri, ingaggiati solo perché sanguigni e "da toro", buoni per assecondare stampa e tifosi. Con il risultato finale di tanti anni di b e qualche fallimento
Per non parlare della stucchevole retorica del "cuore toro" che riempie le cronache ogni volta che strappano mezzo risultato sul campo.
Per tutte le altre squadre c'è la tenacia, la determinazione, l'agonismo. Per il Torino no, basta un gol al novantesimo per ripartire con solito commento sul "cuore toro", scontato come un'offerta della coop.
Citazione di: sharp il 06 Mar 2017, 23:51
ecco mio padre la storia me l'ha raccontò così paro paro, con V.Mazzola che si tirava su le maniche
e partiva la sarabanda granata
C'hanno fatto pure un film.
Citazione di: Neal il 07 Mar 2017, 00:13
Da bambino consideravo il Torino la mia seconda squadra.
Poi, con il tempo, nonostante il rispetto che incute la maglia granata, mi sono diventati insopportabili.
Tifosi isterici e assurdi; ex campioni che, in nome del cuore granata, pontificano su questioni su cui sono assolutamente incompetenti ed infine tanti allenatori mediocri, ingaggiati solo perché sanguigni e "da toro", buoni per assecondare stampa e tifosi. Con il risultato finale di tanti anni di b e qualche fallimento
Per non parlare della stucchevole retorica del "cuore toro" che riempie le cronache ogni volta che strappano mezzo risultato sul campo.
Per tutte le altre squadre c'è la tenacia, la determinazione, l'agonismo. Per il Torino no, basta un gol al novantesimo per ripartire con solito commento sul "cuore toro", scontato come un'offerta della coop.
Il tifo è cambiato in ogni dove; se dai 100 pretendono 101, sempre in base a mantra stereotipati che variano da "cuore Toro" al "gran cuore del Napoli" alla "nobiltà fiorentina" e così via. Mantra il più delle volte create da stampa e media. Te lo dico perché leggo spesso toronews (il corrispondente di LN, più o meno) e poche volte ravvedo questi concetti.
Personalmente Cairo non lo metterei tanto in croce, come fanno molti tifosi granata, perché comunque ha investito molto (magari sbagliando anche, ma lì subentra anche la responsabilità di Petrachi, il ds) ed ha garantito stabilità ad una società che, nel recente passato era stata portata al fallimento da un'azionista di maggioranza dichiaratamente juventino (Cimminelli) e da un presidente che era la stessa persona che investì ed uccise un'icona granata come Gigi Meroni.
A livello di tifosi li trovo indifferenti dopo lo scioglimento del gemellaggio da me vissuto in prima persona anche fisicamente sia al Comunale sia all'Olimpico quando giocarono le finali di Coppa Italia contro
quelli a cavallo dei primi anni 80; anche lì leggo dispute più o meno feroci tra vari gruppi.
Personalmente non li invidio, per via della controparte cittadina che si ritrovano.
Citazione di: Neal il 07 Mar 2017, 00:13
Da bambino consideravo il Torino la mia seconda squadra.
Poi, con il tempo, nonostante il rispetto che incute la maglia granata, mi sono diventati insopportabili.
Tifosi isterici e assurdi; ex campioni che, in nome del cuore granata, pontificano su questioni su cui sono assolutamente incompetenti ed infine tanti allenatori mediocri, ingaggiati solo perché sanguigni e "da toro", buoni per assecondare stampa e tifosi. Con il risultato finale di tanti anni di b e qualche fallimento
Per non parlare della stucchevole retorica del "cuore toro" che riempie le cronache ogni volta che strappano mezzo risultato sul campo.
Per tutte le altre squadre c'è la tenacia, la determinazione, l'agonismo. Per il Torino no, basta un gol al novantesimo per ripartire con solito commento sul "cuore toro", scontato come un'offerta della coop.
Hai ragione.
Purtroppo, quanto in grassetto, non solo col Torino.
Noi ne sappiamo qualcosa, ma anche a Napoli, ad esempio, c'è una situazione molto simile con questi cacchio di ex bravi, spesso, solo nel dare consigli sbagliati da che pulpito poi fatta eccezione per quanto visto sul campo.
"Cerchiamo un presidente": i tifosi del Torino e la petizione contro Cairo
Torino - L'appello è virale e ora c'è anche una petizione online. "Cerchiamo un presidente" è lo slogan utilizzato da alcuni tifosi del Toro per chiedere a Urbano Cairo un passo indietro e così aprire una nuova era nel club granata. Una richiesta accompagnata da una lunga lettera aperta in cui si rinfacciano tutti gli errori di gestione, le mancate promesse e la poca passione per il Torino. In poche ore, sul sito change.org, sono state raccolte più di 1200 adesioni alla proposta lanciato dal gruppo "Tremendismo granata" nei confronti di Cairo: «Per favore, liberi il Toro dalla Sua presenza, perché possa tornare a essere ciò che è sempre stato: un'idea, non una sterile impresa».
La richiesta di cedere il club fa rumore in una tifoseria che da tempo si divide sul destino del Toro, tra chi spera in un nuovo presidente e chi si tiene stretto l'uomo che da 13 anni guida i granata dopo il fallimento. Qualcuno ha già lanciato la contropetizione "Io sto non Cairo", ma un primo dato sensibile arriverà dalla campagna abbonamenti. Per i 12mila fedelissimi dello stadio Grande Torino c'è tempo fino al 4 agosto per rinnovare la tessera e nei primi giorni si è verificato un +30% di adesioni rispetto allo scorso anno, ma solo alla fine delle prelazioni il quadro sarà più chiaro per capire il vero umore della tifoseria.
http://www.ilsecoloxix.it/p/sport/2018/07/24/ADNeE5m-cerchiamo_petizione_presidente.shtml
Citazione di: bak il 24 Lug 2018, 11:08
"Cerchiamo un presidente": i tifosi del Torino e la petizione contro Cairo
Torino - L'appello è virale e ora c'è anche una petizione online. "Cerchiamo un presidente" è lo slogan utilizzato da alcuni tifosi del Toro per chiedere a Urbano Cairo un passo indietro e così aprire una nuova era nel club granata. Una richiesta accompagnata da una lunga lettera aperta in cui si rinfacciano tutti gli errori di gestione, le mancate promesse e la poca passione per il Torino. In poche ore, sul sito change.org, sono state raccolte più di 1200 adesioni alla proposta lanciato dal gruppo "Tremendismo granata" nei confronti di Cairo: «Per favore, liberi il Toro dalla Sua presenza, perché possa tornare a essere ciò che è sempre stato: un'idea, non una sterile impresa».
La richiesta di cedere il club fa rumore in una tifoseria che da tempo si divide sul destino del Toro, tra chi spera in un nuovo presidente e chi si tiene stretto l'uomo che da 13 anni guida i granata dopo il fallimento. Qualcuno ha già lanciato la contropetizione "Io sto non Cairo", ma un primo dato sensibile arriverà dalla campagna abbonamenti. Per i 12mila fedelissimi dello stadio Grande Torino c'è tempo fino al 4 agosto per rinnovare la tessera e nei primi giorni si è verificato un +30% di adesioni rispetto allo scorso anno, ma solo alla fine delle prelazioni il quadro sarà più chiaro per capire il vero umore della tifoseria.
http://www.ilsecoloxix.it/p/sport/2018/07/24/ADNeE5m-cerchiamo_petizione_presidente.shtml
Chissà perché, ma ho la sensazione di un deja vu...
:=)) :=)) :=))
Per quanto mi stia sul ca**o se lo tenessero stretto perché passare da Cairo ad uno scemo che faccia zompare all'aria il Torino è, di questi tempi, un'attimo.
Però a me sembra più una boutade organizzata da un gruppetto di tifosi che non sa come passare il tempo.
Non lo so ....
però è frustrante per una società come il Torino che dovrebbe la sesta/settima piu pagata dalle tv , non poter mai lottare nemmeno il quarto posto e come fanno un annata buona subito smantellano la squadra .
Non vendi Belotti a 100 milioni, et voila.
Citazione di: Tarallo il 26 Lug 2018, 09:22
Non vendi Belotti a 100 milioni, et voila.
Belotti a 100 e' come la sora camilla . :beer: