calcio e Finanza Lun, 4 Mar 2024
Caso dossieraggi, fascicolo sul calcio: Gravina nel mirino, ascoltato Lotito
I documenti sono stati trasmessi alla Procura di Roma, dove è in corso un'indagine su temi legati ai diritti tv e a possibili finanziamenti extra tramite società londinesi.
Nel mezzo del caos generato dalla vasta rete di accessi non autorizzati alle banche dati legati ai nomi del giudice antimafia, Antonio Laudati, e del luogotenente della Guardia di finanza, Pasquale Striano, emerge una storia nella storia, incentrata sul mondo del calcio. Come riportato da La Verità, uno dei soggetti sotto attacco è il presidente della FIGC, Gabriele Gravina.
Secondo l'accusa, Laudati e Striano avrebbero falsamente affermato che l'inizio delle indagini su Gravina derivasse dalla Procura di Salerno. Striano è indicato come l'esecutore materiale degli accessi non autorizzati e il redattore della bozza del documento inviato a Piazzale Clodio da Giovanni Melillo. Laudati, invece, è considerato il mandante, l'ideatore e coordinatore delle operazioni, secondo quanto sostenuto dai magistrati di Perugia.
Per compilare il dossier, sono state condotte ricerche nella banca dati del Sistema informativo valutario, che contiene segnalazioni di attività sospette. Tra le posizioni consultate ci sono quelle di Danilo Iervolino, presidente della Salernitana e proprietario di L'Espresso, e Marco Mezzaroma, cognato di Claudio Lotito e ex di Mara Carfagna. Ma le ricerche si sono concentrate anche sulla Isg, un'azienda specializzata nei diritti delle trasmissioni sportive, e su Chiara Faggi, avvocato della Lega Pro. Michele Punzi, precedentemente coinvolto nella sicurezza di Telsy, società partecipata da Tim, è stato accusato di aver contribuito alle azioni di Striano.
Le "spiate" si sono poi estese a Sulmona, focalizzandosi su una raccolta fondi. Sono stati esaminati anche i precedenti di polizia del compianto Marco Bogarelli, personaggio influente nel mondo dei diritti televisivi, e di Giovanni Valentini, una figura di spicco nell'area commerciale della FIGC. Leggendo tra le righe delle carte di Perugia, sembra emergere una contesa nel mondo del calcio. A Perugia è stato convocato come testimone anche il presidente della Lazio, Claudio Lotito, per cercare di fare chiarezza su questa situazione. Non è una novità che i rapporti tra la Lazio e il presidente Gravina siano tesi.
Nonostante l'origine illecita del dossier, i documenti relativi al calcio sono stati trasmessi alla Procura di Roma, dove è in corso un'indagine su temi legati alla compravendita di diritti e a possibili finanziamenti extra tramite società londinesi. Si sta valutando la regolarità di un bando del 2018 indetto dalla Lega Pro (all'epoca presieduta da Gravina), che potrebbe avere collegamenti con contratti riguardanti la gestione delle piattaforme digitali e che coinvolgono Isg e Ginko.
Dagli accessi agli atti considerati illeciti sarebbe dunque emerso più di un nodo che ora gli inquirenti vorrebbero sciogliere. Cercando di capire se tra i contratti sui diritti possa esserci un nesso con almeno un paio di compravendite di una serie di libri storici in possesso allo stesso Gravina. Secondo l'ipotesi investigativa i testi di epoca medievale (ve ne sarebbero anche altri dell'Ottocento) sarebbero inizialmente stati oggetto di compravendita con un antiquario, previo anticipo di caparra. A operazioni saltate la caparra sarebbe rimasta nelle mani del presidente FIGC. In un caso 350.000 euro e nell'altro 250.000. È chiaro che se sorgessero evidenze si aprirebbe un enorme tema attorno alla gestione dei diritti e di chi li maneggia.
A Gravina tre telefonate di solidarietà dopo l'attacco di Lotito (Juve, Inter e Milan) – Il Giornale
Franco Ordine: «non è difficile indovinare le rispettive identità. Tre telefonate preoccupate del marchio di inaffidabilità attribuito al calcio italiano»
Gravina presidente della federcalcio, alle prese con il piano di riforme del sistema e in aperto conflitto con la Lega di serie A guidata dal tandem Casini-Lotito con l'appoggio di De Laurentiis, presidente del Napoli. In questo primo caso la preoccupazione del mondo calcio è testimoniate da tre telefonate ricevute dal numero uno di via Allegri provenienti da altrettanti club di serie A e qui non è difficile indovinare le rispettive identità nel giorno successivo all'uscita di Claudio Lotito contro il sistema di venerdì notte all'Olimpico. Applicare il marchio di "inaffidabilità" al sistema calcio italiano, compromettendo il significato del merito, significa molto direttamente offrire la patente di inaffidabilità anche al campionato e ai suoi prestigiosi risultati acquisiti sul campo.
Naturalmente tre telefonate di sostegno e solidarietà a Gravina non scompongono l'attuale scenario della Lega serie A ma pongono forse l'esigenza di un chiarimento.
Gravina e quel fascicolo alla Procura di Roma
Quel fascicolo a Perugia su Gravina: riguarderebbe i diritti tv e caparre per libri d'antiquariato. Lo scrive il quotidiano La Verità. che si occupa della intricata vicenda di accessi abusivi alle banche dati. E scrive che nei dintorni
della vicenda che ruota attorno ai nomi del giudice antimafia, Antonio Laudati, e del luogotenente della Guardia di Finanza, Pasquale Striano, spunta una storia nella storia, fatta tutta di calcio e di veleni.
Ne riportiamo la parte conclusiva in cui il quotidiano spiega che i verbali raccolti sul filo calcistico sarebbero stati trasmessi dalla Procura di Perugia a quella di Roma.
Sebbene quel dossier sia nato, come scrivono i pm perugini, in modo non lecito, al suo interno deve esserci qualcosa di concreto, dal momento che da Perugia i verbali raccolti sul filone calcistico sono stati trasmessi alla Procura di Roma dove dal marzo scorso esiste un fascicolo (lo stesso spedito da Melillo in mano al pm Francesco Cascini).
Le caparre nella compravendita di libri d'antiquariato
Il contenuto del fascicolo romano nulla ha a che fare con le competenze dell'Antimafia, ma tratterebbe temi inerenti la compravendita di diritti e possibili provviste di extra finanziamenti tramite società londinesi. Una delle ipotesi sarebbe valutare la regolarità di un bando datato 2018 e avviato dalla Lega Pro presieduta da Gravina. In quell'occasione Isg, società specializzata nella gestione delle piattaforme digitali, avrebbe contattato Ginko, altra azienda connessa con la Assist group di Gianni Prandi, manager della comunicazioni il cui nome è finito più volte sui giornali per via di contratti con Ita e l'amicizia con il leader della Cgil Maurizio Landini. Dagli accessi agli atti considerati illeciti sarebbe dunque emerso più di un nodo che ora gli inquirenti vorrebbero sciogliere. Cercando di capire se tra i contratti sui diritti possa esserci un nesso con almeno un paio di compravendite di una serie di libri storici in possesso allo stesso Gravina.
Secondo l'ipotesi investigativa i testi di epoca medievale (ve ne sarebbero anche altri dell'Ottocento) sarebbero inizialmente
stati oggetto di compravendita con un antiquario, previo anticipo di caparra. A operazioni saltate la caparra sarebbe rimasta nelle mani del presidente Figc. In un caso 350.000 euro e nell'altro 250.000. È chiaro che se sorgessero evidenze si aprirebbe un enorme tema attorno alla gestione dei diritti e di chi li maneggia.
Gravina: "Mercato bloccato per chi non rispetta l'indice di liquidità. Superlega, chi aderisce esce dalla FIGC"
"Le nuove licenze sono passate all'unanimità e prevedono il blocco di mercato per chi non rispetta l'indice di liquidità e per chi aderisce alla ristrutturazione del debito e agli strumenti riconosciuti dal Codice per la Crisi di Impresa". Lo ha detto il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, nella conferenza stampa post consiglio federale. "Da settembre abbiamo lavorato con tavoli tecnici per la predisposizione delle nuove licenze nazionali. Cominciano ad andare nell'ottica di un'attività legata al rispetto tra valore della produzione e costo del lavoro. Ci deve essere un rispetto di quella esigenza non più procrastinabile di messa sotto controllo dei costi", ha aggiunto. Gravina si è anche soffermato sull'attesissima sentenza della Corte UE di domani ribadendo la linea dura federale: "Noi siamo stati l'unica federazione che ha assunto una posizione molto chiara. Siamo totalmente contrari, esiste una norma federale per la quale chi aderisce a quel mondo esce dal sistema federale del calcio. Non possiamo impedirne l'adesione, ma la scelta, qualora avverrà, deve essere molto chiara. Non è pensabile disputare due o tre campionati all'interno di una serie di organizzazioni. Noi già stiamo lottando al nostro interno sulle date a disposizione sul campionato, potete immaginare cosa succederebbe se aggiungessimo un'altra competizione. Io devo salvaguardare il brand del calcio italiano e si deve sapere a cosa si va incontro".
Altro tema spinoso, quello del Decreto Crescita: "Il mio interlocutore, per quanto riguarda il Decreto Crescita è il ministro per lo sport che ho visto lunedì. Mi ha parlato di una eliminazione della norma in modo graduale. Si sta lavorando su questo. Aspettiamo indicazioni da parte sua e le proposte all'interno del consiglio dei ministri. Io ho espresso dal primo momento una contrarietà assoluta al decreto crescita. Oggi però dobbiamo tener conto che ha generato degli effetti e l'eliminazione assoluta creerebbe effetti contrari rispetto ai vantaggi e ai benefici dell'abrogazione. Con Assocalciatori e componenti professionistiche vogliamo confrontarci per trovare una mediazione. Il tetto del milione di euro ha generato qualche effetto positivo, ma serve ancora un approfondimento".
Per chi fosse ineteressato: questo articolo spiega esaurientemente tutte le differenze politiche tra Lega e FIGC e la posizione dei diversi attori : da Storie e Sport
Il piano Figc e il muro della serie A: tira e molla sulle riforme del calcio. Il cerino di Gravina, la corsa elettorale e la voglia di ribaltone
MICHELE SPIEZIA
28 FEBBRAIO 2024
Le bozze della Federcalcio e le continue sottolineature della Lega A che vuole più autonomia e maggior peso elettorale prima di approvare il resto del piano. Lo scontro si accende, presidente federale e serie A guardano al Governo mentre soffia vento di tribunali
Riformare, innovare, risanare. In fondo utilizzano le stesse parole, eppure Figc e Lega serie A continuano, pervicacemente, a parlare lingue diverse. Ne fanno il punto di forza. Ne fanno una questione di priorità, e di tempi. Prima innovare per poi risanare e dunque infine riformare: così continuano a ribadire i presidenti dei club di serie A mentre Gabriele Gravina insiste nel tenersi sulla linea del Piave che sbandiera da quattro anni e cioè: prima risanare per poi riformare e dunque infine innovare il sistema calcistico tricolore. E mentre gli scopi dietro cui si snoda la strategia della Lega A sono quelli di affermare il proprio primato nel sistema, di avere maggiore autonomia e di incassare nuovi introiti, quelli del presidente federale sono conservare il proprio potere, tenersi aggrappato agli equilibri del voto e mantenere gli impegni, assunti con la Uefa di Ceferin innanzitutto. Il (nuovo) balletto sul tema riforme va avanti da un mese, tra spunti, bacchettate, proposte surreali, continue riunioni. Si riuniscono le componenti (cioè le Leghe), si riuniscono le delegazioni delle Leghe che in via Allegri a Roma si interfacciano col presidente Gravina e col suo tavolo di lavoro, si riuniscono (con modi carbonari che però poi vengono spiattellati di proposito alla stampa) alcuni club, le big per così dire. Le parti si scambiano parole "pacate" mentre si passano freddamente bozze e proposte, ogni volta poi la bozza (siamo già alla quarta) viene ritoccata, rivista, modificata. Ogni volta le parti restano lontane, continuando a percorrere strade parallele destinate a non incrociarsi mai. «C'è bisogno di una scossa», ha detto Gravina partecipando giorni fa alla trasmissione "Giù la maschera" su Radio Rai. "Se non ora, quando?" c'è invece scritto nella premessa alla bozza di proposte di riforma redatta dalla Lega di serie A. Tra parole e bozze, si procede con la solita musica in sottofondo. Una musica che sa di disastro.
Da quando Gravina, l'ultimo di gennaio, aveva detto, solenne e severo: «A febbraio presenterò un piano, poi vorrò sapere nomi e cognomi di chi approva un progetto di salvaguardia del calcio e chi, invece, ha semplicemente fatto enunciazioni di principio nel volere delle riforme ma non ha intenzione di realizzarle. A quel punto non sarò più destinatario di accuse di staticità. Io ci sto mettendo la faccia. La mia è una missione, un servizio. E se non viene inteso perché c'è voglia di ballare sul Titanic, io tolgo la musica». Da un mese (non fossero bastati gli anni), si naviga a vista. E la nave (appesantita dai debiti, oltre 1,3 miliardi di euro è il rosso dei venti club di A al 2023 solo per limitarsi al dato finanziario) rischia di infrangersi, naufragare, affondare. Come sempre, nel mare magnum del nulla di fatto. Altro che riforme, altro che risanamento, altro che innovazione. Altro che rinascimento, tanto per restare a un termine caro (e abusato) al presidente federale Gravina. La nuova, modificata, bozza di riforma stilata dalla Figc dal titolo "Piano strategico del sistema calcio" che è stata presentata ieri – bozza già rivista dopo i rilievi e gli incontri con le componenti nelle scorse settimane – rischia di ricevere nuove limature e altri depennamenti. Soprattutto, rischia di finire nel cassetto. Tanto che, parafrasando un antico proverbio "una mela al giorno leva il medico di torno", si potrebbe dire: una modifica al giorno leva la riforma di torno.
L'ultima puntata s'è snodata negli ultimi due giorni. Ieri l'altro la prima parte è andata in onda in Lega Calcio a Milano. Al termine dell'assemblea dei venti club di A, alla vigilia del nuovo incontro in Federcalcio, il presidente Lorenzo Casini ha detto: «Per quanto riguarda i temi federali, l'assemblea ha esaminato il documento trasmesso dalla Figc e sulle priorità che Lega serie A aveva indicato l'assemblea non è rimasta soddisfatta, perché viene posticipato l'intervento relativo alla governance del sistema federale e il riequilibrio dei pesi e della rappresentanza anche in riferimento alla Lega serie A. L'assemblea pone come pregiudiziale per le riforme che si affronti questo tema, in coerenza con il percorso che la serie A ha avvitato qualche settimana fa di valutazione di un modello simile a quello inglese, cioè di maggiore autonomia. La sostenibilità economico-finanziaria è una priorità per la Lega serie A, che l'ha indicata nel proprio documento di riforme. L'assemblea ha infatti deliberato di attivare una commissione composta da tutte le squadre per elaborare un documento relativo ai criteri di licenza e iscrizione al campionato, così come avviene con le altre leghe».
Come dire: caro Gravina, tu non vuoi riconoscerci il peso che ti chiediamo nella governance calcistica, non ci riconosci il valore e il primato, tu continui a sbandierare le riforme sotto la veste della sostenibilità finanziaria prima di darci l'autonomia, e allora ai conti (e alle misure) ci pensiamo noi, questa riforma per noi non va bene, non riconosce le priorità e le nostre richieste. E ancora: al calendario ci pensiamo noi, fa nulla che in serie A si giochi mentre si gioca anche in Champions, con le gare che dal prossimo anno si moltiplicheranno in attesa poi, dal 2025, di partecipare anche al campionato mondiale per club voluto dalla Fifa di Infantino. In sintesi: due bei ceffoni "pacatamente" assestati alla Figc e dire che nelle stesse ore, da Macerata, in una lectio magistralis all'Università, Gabriele Gravina prima diceva, «noi siamo il campionato più bello del mondo, non abbiamo perso l'appeal rispetto a quello, che da più parti, si cerca di diffondere come messaggio non sempre attuale» e poi si lanciava in una formula che avrebbe rinverdito quelle politiche in voga negli anni '70/80, tipo "geometrie variabili e sfiducia costruttiva". «La riforma del calcio italiano è indispensabile. È indispensabile non sotto il profilo della superficialità legata alla semplice riforma dei campionati, ma occorre una riforma complessiva del calcio italiano. Dobbiamo riscrivere delle nuove regole dello stare insieme. Dobbiamo essere espositivi per la riforma di tutto il calcio italiano a cominciare dall'aspetto economico-finanziario». La seconda parte è invece andata in onda ieri, in via Allegri a Roma, nella riunione tra le componenti, quando è stata esaminata la bozza ridefinita dalla Figc, le famose 47 pagine che fanno da contraltare al documento in dodici punti (e 45 voci) della Lega A. Ancora una volta la Lega A ha puntato i piedi: prima la riforma della governance e poi il piano economico-finanziario di riforme e tutto il resto. Altrimenti niente da fare, altrimenti ognuno per la propria strada. E se Gravina ha l'esigenza di presentare la riforma (fatta) al Governo, la Lega A pensa di presentare un suo progetto al Governo. Strade parallele destinate a non incrociarsi mai. Se non in tribunale? Chissà. Il cambiamento continua a restare uno slogan.
Punti di contatto e punti di elettricità, punti e priorità diverse che Gravina a "Radio Anch'io Sport" il 20 febbraio aveva invece soffusamente racchiuso in questa frase: «Una scossa c'è stata, ma prima di innovare dobbiamo sanare e mettere in sicurezza il sistema. I punti di contatto, le divergenze riguardano il format, ma prima o poi si arriverà a rivedere anche quello della A, mi auguro all'interno della Lega A». La richiesta-proposta di scendere a 18 club, fatta a Gravina da Milan, Juve, Inter e Roma (su delega), accartocciata dal voto in assemblea. A guidare la prevedibile opposizione la prevedibile iniziativa di Lotito, spalleggiato cautamente da De Laurentiis (che in fondo in fondo sarebbe per la A a 18) e da Cairo, l'editore di Corriere e Gazzetta (basta leggere i resoconti di questi giorni per capire come Cairo non sia più allineato a Gravina) e il presidente del Torino. Fino a poco tempo fa acerrimi nemici, stavolta sulla stessa lunghezza d'onda Lotito e Cairo, che così avrebbe commentato. «Volevano fare la Superleghina, hanno sbagliato in pieno...».
Risanamento, sostenibilità finanziaria, paletti più alti, riforma dei format dei campionati: parole che risuonano da anni, sempre le stesse. Cambiano copertina ma il succo resta quello. Ad esempio il progetto Fenice (leggi qui), presentato da Gravina al Governo (c'era ancora Draghi e c'era ancora la Vezzali) risale all'estate del 2021: a rileggerlo si trovano le stesse identiche proposte, anche nei format. Così come la richiesta di maggiore autonomia, sul modello Premier, avanzata dalla Lega A: era la primavera del 2022 (leggi qui e qui) quando, guidati dal duo Lotito-De Laurentiis, la serie A insorgeva, la serie A capace di vincere poi in tribunale la guerra con la Figc sull'indice di liquidità (pronta anche adesso ad adire le vie legali se saranno approvate, senza il proprio consenso, norme su indicatori e licenze). Ed era dicembre 2022 quando Gravina (leggi qui) annunciava la convocazione di un'assemblea straordinaria per modificare lo Statuto e abolire il "diritto di intesa", considerato l'ostacolo al suo progetto di riforme. Tutto sempre rimandato. Come le riforme, promesse da quando era stato eletto nel 2018 succedendo al defenestrato Tavecchio. Il primo mandato (ridotto) non ha lasciato tracce, e anche il secondo (pieno) mandato rischia di andare in bianco.
Il punto sembra stare tutto qui. Perché è iniziata la lunga volata elettorale, tutte le federazioni affiliate al Coni andranno al voto per eleggere i presidenti nella finestra stabilita da Gianni Malagò tra settembre e dicembre. Forte per ora dell'appoggio di tutte le componenti ad eccezione del 12% della serie A – la percentuale sommando Lega Pro, Dilettanti, allenatori e tecnici e persino il 2% dell'Aia di Pacifici arriva all'82%, all'88% in attesa che l'assemblea della Lega B (del fedelissimo Balata) che però ancora ondeggia, ratifichi il via libera – Gravina punta al terzo mandato consecutivo. Punta a candidarsi presentandosi con l'approvazione di una riforma del sistema calcio. E se ci arrivasse invece senza nulla in mano, o meglio con il cerino acceso in mano? La domanda continua a rimbalzare nei corridoi della politica-sportiva romana e risuona sempre più forte nei corridoi della Lega di serie A. Quel, "vogliono far fuori Gravina", è un bisbiglio che corre di bocca in bocca: in attesa, chissà se vana, di trovare un candidato alternativo e in grado di coagulare consensi e in attesa di un nuovo risiko di poltrone che potrebbe partire dopo l'estate, ecco materializzarsi un'ipotesi da non trascurare. Costringere Gravina al nulla di fatto, o portarlo sino allo sfinimento lasciandogli una riforma dimezzata, priva di contenuti, bollato dalla serie A come il presidente che tarpa le ali al calcio italiano: costringerlo a presentarsi solo con un foglio di carta, insomma. L'immagine del numero uno della Federcalcio ne risulterebbe così scalfita, appannata dall'ennesimo giro (semi)vuoto. Da non dimenticare poi che la Lega serie A l'ha giurata a Calcagno, presidente dell'Assocalciatori che ha portato a casa la vittoria con l'abolizione governativa del Decreto Crescita. Un nemico giurato, al quale la A non riconosce il ruolo di vice-presidente, e per giunta vicario, in Figc.
Un primo punto la Lega A intanto l'ha portato a casa nei giorni scorsi: costringere all'annullamento dell'assemblea straordinaria già fissata per l'11 marzo (convocare un'assemblea di questo tipo ha anche un costo, oltre 300mila euro di spese tra location, viaggi etc etc.) che avrebbe dovuto abolire il diritto d'intesa. Gravina deve aver sentito puzza di bruciato, avrà intuito che l'11 marzo si sarebbe arrivati ad un plastico scontro. E così ecco fulmineamente accolta la proposta formulata dall'amico Giancarlo Abete (Gravina due anni fa l'ha riportato in Federcalcio prima costringendo alle dimissioni Cosimo Sibilia, poi commissariando la Lnd, infine facendo eleggere Abete presidente) che con una formula assai democristiana (dei tempi andati) l'ha pregato di rinviare l'appuntamento "vista la complessità del processo intrapreso". Abete che ieri ha fatto mettere a verbale che "l'urgenza manifestata dalla A sulla governance nasconde la volontà di frenare sulle riforme economico-finanziarie-strutturali". Una considerazione: perchè allora rinviare l'assemblea straordinaria dell'11 marzo (sarebbe stata la vera riforma, sarebbe quantomeno stato il redde rationem) sulla base della comunanza di intenti e della voglia di dialogo per poi passare bruscamente e repentinamente all'approvazione a colpi di maggioranza (senza la A, e forse senza la B)?
Abete che, per inciso, in Lnd inizia ad avere problemi, se è vero ad esempio che il vice-presidente vicario Mossino sta muovendo mari e monti in vista delle nuove elezioni. Gravina, sempre per inciso, che nella sua riforma del format ha messo nel mirino il suo antico feudo della Lega Pro, destinata a ridursi in un girone. Proprio a Firenze, una settimana fa, ha esibito una sua nuova dimostrazione di forza. L'assemblea dei 60 club doveva eleggere un consigliere federale, posto cavante da otto mesi: il presidente Figc sponsorizzava l'amico abruzzese Sebastiani del Pescara mentre pare che il presidente di Lega Pro Matteo Marani (voluto un anno fa proprio da Gravina) auspicasse l'elezione di Andreoletti, presidente dell'Albinoleffe. Ai voti ha vinto Sebastiani, dunque Gravina: 28 a 18 il computo delle schede. E sempre in Lega Pro proprio la scorsa settimana si è assistito a un (poco) edificante balletto. Mercoledì scorso in un comunicato ufficiale da Firenze si annunciava la prima direzione arbitrale (Cesena-Pineto la gara scelta) con una telecamera sul petto dell'arbitro con tanto di ringraziamenti a Sky e all'Aia: sarebbe stata la prima volta della "referee cam" in un campionato di una lega europea. L'annunciata svolta storica è finita però nel cassetto appena ventiquattro ore dopo, con lo stop dell'Ifab che da Zurigo (la Svizzera lì dove hanno sede la Uefa e la Fifa) vietava l'esperimento.
Un esperimento continua a restare questo progetto di riforme del sistema calcio. Dalla pagina 17 della bozza iniziano le proposte federali, ridefinite dalla Figc e ripresentate ieri alle componenti nell'incontro (informale) in via Allegri. Seguono tre principali indirizzi: "stabilità economico-finanziaria"; "maggiore competitività delle gare ed attrattività dello sport"; "valorizzazione del sistema calcistico nel sociale" per poi snodarsi lungo un lungo elenco di interventi da attuare. Dagli indicatori economico-finanziari al rafforzamento, introduzione e innalzamento degli indici, da più stringenti criteri di ammissione ai campionati a un aumento dei controlli della Covisoc, dall'investimento nei settori giovanili alla composizione delle rose (la Figc vuole introdurre il 6 più 6 che riguarda i giovani formati nei vivai in Italia e quelli dei club contro il 4 più 4 in vigore e stabilito dall'Uefa, per non parlare della questione extracomunitari...), dalla bocciatura della proposta della Lega A sul ritorno della multiproprietà al calcio femminile, dall'introduzione di sistemi di tax credit e del rinnovo dei crediti di imposta per sponsorizzazioni ai club professionistici alla contribuzione nei confronti dei club del sistema scommesse.
Il piano Figc e il muro della serie A: tira e molla sulle riforme del calcio. Il cerino di Gravina, la corsa elettorale e la voglia di ribaltone Storiesport
Nell'ultima parte ci sono le date fissate per arrivare all'approvazione della riforma. Il 27 febbraio (ieri, cioè) la condivisione di tutte le componenti, il 6 marzo l'approvazione degli interventi da parte del "tavolo", il 28 marzo l'approvazione della prima parte del piano in consiglio federale, a fine aprile l'approvazione in consiglio della seconda parte degli interventi e a fine giugno l'approvazione dell'ultima parte. Quella cioè su due punti focali, al centro dei dissidi con la Lega A che lo ha detto a chiare lettere, no alla A a 18 e più potere ai venti club di A: nuova sostenibilità strutturale del sistema (con annessa modifica del valore del "paracadute" e la redistribuzione della mutualità; ad esempio scomparendo gran parte dei club di C si recupererebbero 18 milioni di euro, l'esempio vale per capire quanto sia inutile, nemmeno un milione a testa per i club di A...); semplificazione del modello di governance. Quindi i punti reali di scontro: il format dei campionati e una diversa distribuzione e revisione dei pesi all'interno in assemblea federale e di rappresentanza nel consiglio Figc. Tanto per ricordare, l'8 febbraio Casini aveva detto: «Sconcertati da Gravina, impensabile non riconosca il ruolo della serie A». Sulle tre pagine in questione, al momento, appare questa scritta: "Interventi da definire a seguito della validazione delle prime due fasi del piano complessivo". Scritte su una bozza che rischiano di restarci per sempre, diventando la pietra tombale al piano riforme di Gravina. Del resto il detto ammonisce: una modifica al giorno leva la riforma di torno...
Più rimescoli più esce torbido...
In sostanza i baracconi pieni zeppi di debiti del nord Italia più la squadra dei ministeri con il nome della città di Roma ma fondata in Abruzzo dai fascisti, vogliono continuare a dettare legge con le solite prepotenze che li contraddistinguono da decenni, con le modalità di un'associazione a delinquere mai così potente, con un loro affiliato a capo del massimo organo calcistico.
Intorno si muovono cani sciolti (Commisso, De Laurentiis, Cairo) che utilizzano un elemento disturbato e di disturbo con manie di visibilità (Lotito) come cavallo di Troia contro la potente banda mafiosa che se la ride di gusto nelle numerose cene conviviali.
Lazio-milan 0-1 dopo una miserabile performance di un cecchino arrivato da un villaggio di una lontana provincia che si vanta nei bar e sui social delle sue gesta a favore di una banda di criminali.
beh diciamo che è un pò più complessa di così...
Quindi business as susual, me pare.
La paura mia è sta botta ce la fanno paga cara...sulla pelle della Lazio è dei tifosi...non lo volevo di ma l'ho detto...
Mi pare di capire che la Lega di A tutta (quindi anche strisciate e merde) vogliano più autonomia decisionale rispetto alla FIGC, e quindi al potere delle altre leghe, ma poi strisciate e merde vogliono la A a 18 squadre mentre la cordata guidata da Lotito no.
Lotito si è conquistato una sua autorevolezza, in quanto Senatore di un partito di governo, e ha già fatto passare la legge spalma debiti per le squadre di calcio.
Il problema di Lotito è che il solo potere politico non basta se non c'è dietro la potenza economico-finanziaria.
Quindi da quello che ho capito....è stato Lotito a ''denunciare'' le (presunte) malefatte di Gravina?
Citazione di: Goceano il 07 Mar 2024, 06:42
Quindi da quello che ho capito....è stato Lotito a ''denunciare'' le (presunte) malefatte di Gravina?
Ovviamente non si saprà mai. Materialmente l'accesso su dati sensibili è stato fatto da un finanziere e alla fine gliela accolleranno tutto a lui.
Fosse vero, sarebbe la fine della carriera politica e soprattutto sportiva di Lotito.
Non voglio credere sia stato così incauto.
Citazione di: Il nostro Giorgione il 07 Mar 2024, 08:00
Fosse vero, sarebbe la fine della carriera politica e soprattutto sportiva di Lotito.
Non voglio credere sia stato così incauto.
non ci voglio credere ma voglio sperarci
Citazione di: Aquila1979 il 07 Mar 2024, 08:24
non ci voglio credere ma voglio sperarci
🤣🤣🤣🤣🤣🤣
E adesso si dirà che sei OSSESSIONATO!!
Citazione di: Il nostro Giorgione il 07 Mar 2024, 08:38
🤣🤣🤣🤣🤣🤣
E adesso si dirà che sei OSSESSIONATO!!
ma io
sono ossessionato.
io non posso sapere se chi verrà dopo sarà meglio di lotito.
ma confesso che previsioni e speranze si allineano, compulsando dati oggettivi che fanno riferimento anche alla bravura del presidente nel gestire quello che c'è (la Lazio come un'oasi WWF, in pratica).
e comunque preferisco scoprirlo.
preferisco l'alea del "vinceremo lo scudetto - falliremo" a "lotteremo costantemente per la el"
Citazione di: max_im1900 il 07 Mar 2024, 07:53
Ovviamente non si saprà mai. Materialmente l'accesso su dati sensibili è stato fatto da un finanziere e alla fine gliela accolleranno tutto a lui.
Ma è tutto collegato al famoso dopo partita col Milan? La famosa intervista? Quello volevo capire...
Citazione di: Goceano il 07 Mar 2024, 10:27
Ma è tutto collegato al famoso dopo partita col Milan? La famosa intervista? Quello volevo capire...
La stampa non vede l'ora di fare questi collegamenti, tutti sanno che tra Lotito e Gravina vi è una guerra in atto, iniziata dalla storia della vendita della Salernitana
Citazione di: Il nostro Giorgione il 07 Mar 2024, 08:00
Fosse vero, sarebbe la fine della carriera politica e soprattutto sportiva di Lotito.
Non voglio credere sia stato così incauto.
Incauto dipende...bisogna vedere che cosa ha in mano Lotito...non me sembra così sprovveduto...boh comunque ci sono tanti aspetti da chiarire...
Citazione di: kelly slater il 04 Mar 2024, 16:11
Per chi fosse ineteressato: questo articolo spiega esaurientemente tutte le differenze politiche tra Lega e FIGC e la posizione dei diversi attori : da Storie e Sport
Il piano Figc e il muro della serie A: tira e molla sulle riforme del calcio. Il cerino di Gravina, la corsa elettorale e la voglia di ribaltone
MICHELE SPIEZIA
28 FEBBRAIO 2024
Le bozze della Federcalcio e le continue sottolineature della Lega A che vuole più autonomia e maggior peso elettorale prima di approvare il resto del piano. Lo scontro si accende, presidente federale e serie A guardano al Governo mentre soffia vento di tribunali
Riformare, innovare, risanare. In fondo utilizzano le stesse parole, eppure Figc e Lega serie A continuano, pervicacemente, a parlare lingue diverse. Ne fanno il punto di forza. Ne fanno una questione di priorità, e di tempi. Prima innovare per poi risanare e dunque infine riformare: così continuano a ribadire i presidenti dei club di serie A mentre Gabriele Gravina insiste nel tenersi sulla linea del Piave che sbandiera da quattro anni e cioè: prima risanare per poi riformare e dunque infine innovare il sistema calcistico tricolore. E mentre gli scopi dietro cui si snoda la strategia della Lega A sono quelli di affermare il proprio primato nel sistema, di avere maggiore autonomia e di incassare nuovi introiti, quelli del presidente federale sono conservare il proprio potere, tenersi aggrappato agli equilibri del voto e mantenere gli impegni, assunti con la Uefa di Ceferin innanzitutto. Il (nuovo) balletto sul tema riforme va avanti da un mese, tra spunti, bacchettate, proposte surreali, continue riunioni. Si riuniscono le componenti (cioè le Leghe), si riuniscono le delegazioni delle Leghe che in via Allegri a Roma si interfacciano col presidente Gravina e col suo tavolo di lavoro, si riuniscono (con modi carbonari che però poi vengono spiattellati di proposito alla stampa) alcuni club, le big per così dire. Le parti si scambiano parole "pacate" mentre si passano freddamente bozze e proposte, ogni volta poi la bozza (siamo già alla quarta) viene ritoccata, rivista, modificata. Ogni volta le parti restano lontane, continuando a percorrere strade parallele destinate a non incrociarsi mai. «C'è bisogno di una scossa», ha detto Gravina partecipando giorni fa alla trasmissione "Giù la maschera" su Radio Rai. "Se non ora, quando?" c'è invece scritto nella premessa alla bozza di proposte di riforma redatta dalla Lega di serie A. Tra parole e bozze, si procede con la solita musica in sottofondo. Una musica che sa di disastro.
Da quando Gravina, l'ultimo di gennaio, aveva detto, solenne e severo: «A febbraio presenterò un piano, poi vorrò sapere nomi e cognomi di chi approva un progetto di salvaguardia del calcio e chi, invece, ha semplicemente fatto enunciazioni di principio nel volere delle riforme ma non ha intenzione di realizzarle. A quel punto non sarò più destinatario di accuse di staticità. Io ci sto mettendo la faccia. La mia è una missione, un servizio. E se non viene inteso perché c'è voglia di ballare sul Titanic, io tolgo la musica». Da un mese (non fossero bastati gli anni), si naviga a vista. E la nave (appesantita dai debiti, oltre 1,3 miliardi di euro è il rosso dei venti club di A al 2023 solo per limitarsi al dato finanziario) rischia di infrangersi, naufragare, affondare. Come sempre, nel mare magnum del nulla di fatto. Altro che riforme, altro che risanamento, altro che innovazione. Altro che rinascimento, tanto per restare a un termine caro (e abusato) al presidente federale Gravina. La nuova, modificata, bozza di riforma stilata dalla Figc dal titolo "Piano strategico del sistema calcio" che è stata presentata ieri – bozza già rivista dopo i rilievi e gli incontri con le componenti nelle scorse settimane – rischia di ricevere nuove limature e altri depennamenti. Soprattutto, rischia di finire nel cassetto. Tanto che, parafrasando un antico proverbio "una mela al giorno leva il medico di torno", si potrebbe dire: una modifica al giorno leva la riforma di torno.
L'ultima puntata s'è snodata negli ultimi due giorni. Ieri l'altro la prima parte è andata in onda in Lega Calcio a Milano. Al termine dell'assemblea dei venti club di A, alla vigilia del nuovo incontro in Federcalcio, il presidente Lorenzo Casini ha detto: «Per quanto riguarda i temi federali, l'assemblea ha esaminato il documento trasmesso dalla Figc e sulle priorità che Lega serie A aveva indicato l'assemblea non è rimasta soddisfatta, perché viene posticipato l'intervento relativo alla governance del sistema federale e il riequilibrio dei pesi e della rappresentanza anche in riferimento alla Lega serie A. L'assemblea pone come pregiudiziale per le riforme che si affronti questo tema, in coerenza con il percorso che la serie A ha avvitato qualche settimana fa di valutazione di un modello simile a quello inglese, cioè di maggiore autonomia. La sostenibilità economico-finanziaria è una priorità per la Lega serie A, che l'ha indicata nel proprio documento di riforme. L'assemblea ha infatti deliberato di attivare una commissione composta da tutte le squadre per elaborare un documento relativo ai criteri di licenza e iscrizione al campionato, così come avviene con le altre leghe».
Come dire: caro Gravina, tu non vuoi riconoscerci il peso che ti chiediamo nella governance calcistica, non ci riconosci il valore e il primato, tu continui a sbandierare le riforme sotto la veste della sostenibilità finanziaria prima di darci l'autonomia, e allora ai conti (e alle misure) ci pensiamo noi, questa riforma per noi non va bene, non riconosce le priorità e le nostre richieste. E ancora: al calendario ci pensiamo noi, fa nulla che in serie A si giochi mentre si gioca anche in Champions, con le gare che dal prossimo anno si moltiplicheranno in attesa poi, dal 2025, di partecipare anche al campionato mondiale per club voluto dalla Fifa di Infantino. In sintesi: due bei ceffoni "pacatamente" assestati alla Figc e dire che nelle stesse ore, da Macerata, in una lectio magistralis all'Università, Gabriele Gravina prima diceva, «noi siamo il campionato più bello del mondo, non abbiamo perso l'appeal rispetto a quello, che da più parti, si cerca di diffondere come messaggio non sempre attuale» e poi si lanciava in una formula che avrebbe rinverdito quelle politiche in voga negli anni '70/80, tipo "geometrie variabili e sfiducia costruttiva". «La riforma del calcio italiano è indispensabile. È indispensabile non sotto il profilo della superficialità legata alla semplice riforma dei campionati, ma occorre una riforma complessiva del calcio italiano. Dobbiamo riscrivere delle nuove regole dello stare insieme. Dobbiamo essere espositivi per la riforma di tutto il calcio italiano a cominciare dall'aspetto economico-finanziario». La seconda parte è invece andata in onda ieri, in via Allegri a Roma, nella riunione tra le componenti, quando è stata esaminata la bozza ridefinita dalla Figc, le famose 47 pagine che fanno da contraltare al documento in dodici punti (e 45 voci) della Lega A. Ancora una volta la Lega A ha puntato i piedi: prima la riforma della governance e poi il piano economico-finanziario di riforme e tutto il resto. Altrimenti niente da fare, altrimenti ognuno per la propria strada. E se Gravina ha l'esigenza di presentare la riforma (fatta) al Governo, la Lega A pensa di presentare un suo progetto al Governo. Strade parallele destinate a non incrociarsi mai. Se non in tribunale? Chissà. Il cambiamento continua a restare uno slogan.
Punti di contatto e punti di elettricità, punti e priorità diverse che Gravina a "Radio Anch'io Sport" il 20 febbraio aveva invece soffusamente racchiuso in questa frase: «Una scossa c'è stata, ma prima di innovare dobbiamo sanare e mettere in sicurezza il sistema. I punti di contatto, le divergenze riguardano il format, ma prima o poi si arriverà a rivedere anche quello della A, mi auguro all'interno della Lega A». La richiesta-proposta di scendere a 18 club, fatta a Gravina da Milan, Juve, Inter e Roma (su delega), accartocciata dal voto in assemblea. A guidare la prevedibile opposizione la prevedibile iniziativa di Lotito, spalleggiato cautamente da De Laurentiis (che in fondo in fondo sarebbe per la A a 18) e da Cairo, l'editore di Corriere e Gazzetta (basta leggere i resoconti di questi giorni per capire come Cairo non sia più allineato a Gravina) e il presidente del Torino. Fino a poco tempo fa acerrimi nemici, stavolta sulla stessa lunghezza d'onda Lotito e Cairo, che così avrebbe commentato. «Volevano fare la Superleghina, hanno sbagliato in pieno...».
Risanamento, sostenibilità finanziaria, paletti più alti, riforma dei format dei campionati: parole che risuonano da anni, sempre le stesse. Cambiano copertina ma il succo resta quello. Ad esempio il progetto Fenice (leggi qui), presentato da Gravina al Governo (c'era ancora Draghi e c'era ancora la Vezzali) risale all'estate del 2021: a rileggerlo si trovano le stesse identiche proposte, anche nei format. Così come la richiesta di maggiore autonomia, sul modello Premier, avanzata dalla Lega A: era la primavera del 2022 (leggi qui e qui) quando, guidati dal duo Lotito-De Laurentiis, la serie A insorgeva, la serie A capace di vincere poi in tribunale la guerra con la Figc sull'indice di liquidità (pronta anche adesso ad adire le vie legali se saranno approvate, senza il proprio consenso, norme su indicatori e licenze). Ed era dicembre 2022 quando Gravina (leggi qui) annunciava la convocazione di un'assemblea straordinaria per modificare lo Statuto e abolire il "diritto di intesa", considerato l'ostacolo al suo progetto di riforme. Tutto sempre rimandato. Come le riforme, promesse da quando era stato eletto nel 2018 succedendo al defenestrato Tavecchio. Il primo mandato (ridotto) non ha lasciato tracce, e anche il secondo (pieno) mandato rischia di andare in bianco.
Il punto sembra stare tutto qui. Perché è iniziata la lunga volata elettorale, tutte le federazioni affiliate al Coni andranno al voto per eleggere i presidenti nella finestra stabilita da Gianni Malagò tra settembre e dicembre. Forte per ora dell'appoggio di tutte le componenti ad eccezione del 12% della serie A – la percentuale sommando Lega Pro, Dilettanti, allenatori e tecnici e persino il 2% dell'Aia di Pacifici arriva all'82%, all'88% in attesa che l'assemblea della Lega B (del fedelissimo Balata) che però ancora ondeggia, ratifichi il via libera – Gravina punta al terzo mandato consecutivo. Punta a candidarsi presentandosi con l'approvazione di una riforma del sistema calcio. E se ci arrivasse invece senza nulla in mano, o meglio con il cerino acceso in mano? La domanda continua a rimbalzare nei corridoi della politica-sportiva romana e risuona sempre più forte nei corridoi della Lega di serie A. Quel, "vogliono far fuori Gravina", è un bisbiglio che corre di bocca in bocca: in attesa, chissà se vana, di trovare un candidato alternativo e in grado di coagulare consensi e in attesa di un nuovo risiko di poltrone che potrebbe partire dopo l'estate, ecco materializzarsi un'ipotesi da non trascurare. Costringere Gravina al nulla di fatto, o portarlo sino allo sfinimento lasciandogli una riforma dimezzata, priva di contenuti, bollato dalla serie A come il presidente che tarpa le ali al calcio italiano: costringerlo a presentarsi solo con un foglio di carta, insomma. L'immagine del numero uno della Federcalcio ne risulterebbe così scalfita, appannata dall'ennesimo giro (semi)vuoto. Da non dimenticare poi che la Lega serie A l'ha giurata a Calcagno, presidente dell'Assocalciatori che ha portato a casa la vittoria con l'abolizione governativa del Decreto Crescita. Un nemico giurato, al quale la A non riconosce il ruolo di vice-presidente, e per giunta vicario, in Figc.
Un primo punto la Lega A intanto l'ha portato a casa nei giorni scorsi: costringere all'annullamento dell'assemblea straordinaria già fissata per l'11 marzo (convocare un'assemblea di questo tipo ha anche un costo, oltre 300mila euro di spese tra location, viaggi etc etc.) che avrebbe dovuto abolire il diritto d'intesa. Gravina deve aver sentito puzza di bruciato, avrà intuito che l'11 marzo si sarebbe arrivati ad un plastico scontro. E così ecco fulmineamente accolta la proposta formulata dall'amico Giancarlo Abete (Gravina due anni fa l'ha riportato in Federcalcio prima costringendo alle dimissioni Cosimo Sibilia, poi commissariando la Lnd, infine facendo eleggere Abete presidente) che con una formula assai democristiana (dei tempi andati) l'ha pregato di rinviare l'appuntamento "vista la complessità del processo intrapreso". Abete che ieri ha fatto mettere a verbale che "l'urgenza manifestata dalla A sulla governance nasconde la volontà di frenare sulle riforme economico-finanziarie-strutturali". Una considerazione: perchè allora rinviare l'assemblea straordinaria dell'11 marzo (sarebbe stata la vera riforma, sarebbe quantomeno stato il redde rationem) sulla base della comunanza di intenti e della voglia di dialogo per poi passare bruscamente e repentinamente all'approvazione a colpi di maggioranza (senza la A, e forse senza la B)?
Abete che, per inciso, in Lnd inizia ad avere problemi, se è vero ad esempio che il vice-presidente vicario Mossino sta muovendo mari e monti in vista delle nuove elezioni. Gravina, sempre per inciso, che nella sua riforma del format ha messo nel mirino il suo antico feudo della Lega Pro, destinata a ridursi in un girone. Proprio a Firenze, una settimana fa, ha esibito una sua nuova dimostrazione di forza. L'assemblea dei 60 club doveva eleggere un consigliere federale, posto cavante da otto mesi: il presidente Figc sponsorizzava l'amico abruzzese Sebastiani del Pescara mentre pare che il presidente di Lega Pro Matteo Marani (voluto un anno fa proprio da Gravina) auspicasse l'elezione di Andreoletti, presidente dell'Albinoleffe. Ai voti ha vinto Sebastiani, dunque Gravina: 28 a 18 il computo delle schede. E sempre in Lega Pro proprio la scorsa settimana si è assistito a un (poco) edificante balletto. Mercoledì scorso in un comunicato ufficiale da Firenze si annunciava la prima direzione arbitrale (Cesena-Pineto la gara scelta) con una telecamera sul petto dell'arbitro con tanto di ringraziamenti a Sky e all'Aia: sarebbe stata la prima volta della "referee cam" in un campionato di una lega europea. L'annunciata svolta storica è finita però nel cassetto appena ventiquattro ore dopo, con lo stop dell'Ifab che da Zurigo (la Svizzera lì dove hanno sede la Uefa e la Fifa) vietava l'esperimento.
Un esperimento continua a restare questo progetto di riforme del sistema calcio. Dalla pagina 17 della bozza iniziano le proposte federali, ridefinite dalla Figc e ripresentate ieri alle componenti nell'incontro (informale) in via Allegri. Seguono tre principali indirizzi: "stabilità economico-finanziaria"; "maggiore competitività delle gare ed attrattività dello sport"; "valorizzazione del sistema calcistico nel sociale" per poi snodarsi lungo un lungo elenco di interventi da attuare. Dagli indicatori economico-finanziari al rafforzamento, introduzione e innalzamento degli indici, da più stringenti criteri di ammissione ai campionati a un aumento dei controlli della Covisoc, dall'investimento nei settori giovanili alla composizione delle rose (la Figc vuole introdurre il 6 più 6 che riguarda i giovani formati nei vivai in Italia e quelli dei club contro il 4 più 4 in vigore e stabilito dall'Uefa, per non parlare della questione extracomunitari...), dalla bocciatura della proposta della Lega A sul ritorno della multiproprietà al calcio femminile, dall'introduzione di sistemi di tax credit e del rinnovo dei crediti di imposta per sponsorizzazioni ai club professionistici alla contribuzione nei confronti dei club del sistema scommesse.
Il piano Figc e il muro della serie A: tira e molla sulle riforme del calcio. Il cerino di Gravina, la corsa elettorale e la voglia di ribaltone Storiesport
Nell'ultima parte ci sono le date fissate per arrivare all'approvazione della riforma. Il 27 febbraio (ieri, cioè) la condivisione di tutte le componenti, il 6 marzo l'approvazione degli interventi da parte del "tavolo", il 28 marzo l'approvazione della prima parte del piano in consiglio federale, a fine aprile l'approvazione in consiglio della seconda parte degli interventi e a fine giugno l'approvazione dell'ultima parte. Quella cioè su due punti focali, al centro dei dissidi con la Lega A che lo ha detto a chiare lettere, no alla A a 18 e più potere ai venti club di A: nuova sostenibilità strutturale del sistema (con annessa modifica del valore del "paracadute" e la redistribuzione della mutualità; ad esempio scomparendo gran parte dei club di C si recupererebbero 18 milioni di euro, l'esempio vale per capire quanto sia inutile, nemmeno un milione a testa per i club di A...); semplificazione del modello di governance. Quindi i punti reali di scontro: il format dei campionati e una diversa distribuzione e revisione dei pesi all'interno in assemblea federale e di rappresentanza nel consiglio Figc. Tanto per ricordare, l'8 febbraio Casini aveva detto: «Sconcertati da Gravina, impensabile non riconosca il ruolo della serie A». Sulle tre pagine in questione, al momento, appare questa scritta: "Interventi da definire a seguito della validazione delle prime due fasi del piano complessivo". Scritte su una bozza che rischiano di restarci per sempre, diventando la pietra tombale al piano riforme di Gravina. Del resto il detto ammonisce: una modifica al giorno leva la riforma di torno...
Non mi metto certo a leggere questo mattone. se riassumo con Lotito è un maneggione e gravina e i suoi mandanti dei delinquenti ci vado molto lontano?
Citazione di: Il nostro Giorgione il 07 Mar 2024, 08:00
Fosse vero, sarebbe la fine della carriera politica e soprattutto sportiva di Lotito.
Non voglio credere sia stato così incauto.
Addirittura ?
Sorrido ripensando a quella volta che ebbi modo di scambiarci giusto una battuta- dopo che il suo interlocutore tirò fuori il nome di Lotio- e chiesi a Gravina " ma davvero Lotito è così pessimo come sembra e viene raccontato?"
E lui " ma noooo è una bravissima persona", rispose sorridendo.
Era lo scorso anno.
Gravina mette a disposizione dei pm una memoria e i bonifici bancari
I pm valutano la competenza. Il fascicolo forse a Milano o Firenze. Cantone: 'C'erano contatti con soggetti della Lazio'
ROMA, 07 marzo 2024, 15:40
Redazione ANSA
"Mi sono dovuto far indagare per potermi difendere contro il secondo dossieraggio, che sono le falsità di qualcuno che si diverte con veline anonime e immagino che la fonte sia sempre la stessa".
Lo ha detto il presidente della Figc, Gabriele Gravina, a margine dell'incontro con gli arbitri sul caso dossieraggio.
"Io ho esibito documenti ufficiali con data certa - ha aggiunto -Tutto ha avuto risposte e riscontro. Ho chiesto l'accertamento della verità. Se ci sono responsabilità voglio capire oltre chi ha predisposto il dossieraggio e anche i nomi dei mandanti". Poi ha concluso: "I magistrati nemmeno ieri mi hanno rivolto accuse".
Gravina ha messo a disposizione una memoria, una serie di atti tra cui bonifici bancari. Il presidente della Figc, è indagato per l'accusa di autoriciclaggio.
Per quanto riguarda il futuro dell'indagine resta aperta la questione della competenza territoriale: a breve i pm valuteranno se tenere il fascicolo o inviarlo a Milano, dove è avvenuto l'acquisto di un appartamento da parte di Gravina, o alla procura di Firenze, città dove ha sede la Lega Pro. Oggetto del procedimento, infatti, sono presunti illeciti legati ai diritti televisivi della lega calcistica minore.
Durante l'audizione da lui stesso richiesta presso gli uffici della Procura della Repubblica di Roma "il presidente Gravina si è augurato che le indagini possano portare all'individuazione di possibili mandanti". Lo ha detto al Tg1 l'avvocato Fabio Viglione, legale del presidente della Figc, indagato con l'accusa di autoriciclaggio.
Cantone:Vicenda Gravina? C'erano contatti con soggetti della Lazio
In merito alla vicenda delle operazioni pre investigative di Striano e Laudati su Gravina "ci sono stati una serie di contatti con soggetti della Lazio, ma finché non si trova la prova non ci sono responsabilità. Abbiamo ascoltato a Perugia Claudio Lotito come persona informata sui fatti, poi abbiamo ritenuto di trasmettere gli atti alla procura di Roma". Così il procuratore di Perugia Raffaele Cantone in commissione parlamentare antimafia, ascoltato in merito all'inchiesta sui presunti dossieraggi.
800 nomi (famosi e non...) , 10.000 accessi in banche dati (Striano e non...).
Cosa rischia la Lazio???
:=))
Citazione di: Charlot il 07 Mar 2024, 18:06
800 nomi (famosi e non...) , 10.000 accessi in banche dati (Striano e non...).
Cosa rischia la Lazio???
:=))
Tutto il rischiabile, more solito ..
In questo caso, se permettete, mi frega cazzi.
Riguarda davvero Lotito e Gravina, non lo sport in se (la vicenda Salernitana è altro) e di loro non mi frega niente.
Citazione di: lazios il 07 Mar 2024, 20:33
In questo caso, se permettete, mi frega cazzi.
Riguarda davvero Lotito e Gravina, non lo sport in se (la vicenda Salernitana è altro) e di loro non mi frega niente.
Quindi se bevono Lotito e non la Lazio?
Citazione di: Goceano il 08 Mar 2024, 06:14
Quindi se bevono Lotito e non la Lazio?
Nel caso fossero dimostrate le accuse (e secondo me siamo lontanissimi) si tratterebbe di un reato contestato alla persona Claudio Lotito, che non c'entra nulla con la Lazio.
Se qualsiasi tesserato di una Società di calcio commette reati che esulano dal contesto calcistico, non ci sarà nessuna ripercussione sulla Società in questione.
Le ripercussioni che dobbiamo temere non sono quelle legali, ma quelle non scritte: quelle alla Di Bello per capirci.
In ogni caso è una storia, questa di Striano e Laudati, molto ingarbugliata, e tra l'altro non polarizzabile come destra/sinistra : lo stesso Laudati è di area destra (così come lo stesso Lotito).
È una lotta di poteri, e non si capisce bene chi abbia dietro l'uno e chi l'altro. Forza Italia in teoria sta smuovendo mari e monti contro Striano e Laudati (e non è escluso che colgano l'occasione per liberarsi di Lotito).
Quello che è chiarissimo è che nella testa di Lotito prima viene questa scalata al potere e dopo (non molto dopo perchè gli serve) il percorso della Lazio.
Citazione di: Goceano il 08 Mar 2024, 06:14
Quindi se bevono Lotito e non la Lazio?
Un avvocato smentirà i miei (eventuali) passaggi sbagliati ma non riesco a capire (ammesso tu non stia cazzeggiando come credo) in che modo la Lazio possa finirci in mezzo, non parliamo mica di violazioni atte a portare vantaggi sportivi alla società ma (nel caso) di una persona fisica che, con l'aiuto dei due indagati su tutti i giornali, avrebbe fatto preparare un dossier (vero? Falso?) su un altra persona (Gravina).
Tra l'altro, letta l'audizione di Cantone alla Camera (alcuni passaggi) e sentite le sue parole ai giornali (quelle in cui parla di contatti del finanziere e il magistrato con "personaggi" legati alla Lazio) mi sembra chiaro che in mano ha poco (almeno finora) infatti lo ha ascoltato e non lo ha indagato.
Al contrario, la procura di Roma (in base a quel dossier?) quel signore in Figc lo ha indagato (certo non vuol dire rinviato a giudizio), infatti ieri si è affrettato a dire che si è voluto far indagare (si come no) per poter chiarire chi sono i mandanti (certo, come se non lo sapesse), che ha chiarito tutto, portato documenti etc.
Di questa battaglia legata a ciò che sappiamo o immaginiamo (i rapporti tra i due, in particolare la vendita forzata della Salernitana in cui qualcuno non ha guadagnato quasi un cazzo) a noi cosa ci frega? Se a Perugia (Cantone) scoprirà chi sono le centinaia di mandanti (visto il numero di persone attenzionate), tra cui uno in particolare a noi vicino, sarà un problema che riguarda lui come persona fisica (la vedo dura comunque, prima o poi ci riusciranno, ma non è cosa semplice mi pare di capire), non come presidente della Lazio.
Se a Roma l'indagine avviata in base a quel dossier (vero? Falso?) porterà al rinvio a giudizio del presidente della Figc, a noi (come società) in che modo ci riguarderebbe?
Ecco perché non mi frega nulle di come va a finire questa storia (certo, poi sul campo, con l'AIA che sta sotto la Figc, per noi non sarà semplice purtroppo, però questa è un altra storia).
Fine di uno sproloquio che leggeranno in due (forse).
Citazione di: lazios il 08 Mar 2024, 16:57
Un avvocato smentirà i miei (eventuali) passaggi sbagliati ma non riesco a capire (ammesso tu non stia cazzeggiando come credo) in che modo la Lazio possa finirci in mezzo, non parliamo mica di violazioni atte a portare vantaggi sportivi alla società ma (nel caso) di una persona fisica che, con l'aiuto dei due indagati su tutti i giornali, avrebbe fatto preparare un dossier (vero? Falso?) su un altra persona (Gravina).
Tra l'altro, letta l'audizione di Cantone alla Camera (alcuni passaggi) e sentite le sue parole ai giornali (quelle in cui parla di contatti del finanziere e il magistrato con "personaggi" legati alla Lazio) mi sembra chiaro che in mano ha poco (almeno finora) infatti lo ha ascoltato e non lo ha indagato.
Al contrario, la procura di Roma (in base a quel dossier?) quel signore in Figc lo ha indagato (certo non vuol dire rinviato a giudizio), infatti ieri si è affrettato a dire che si è voluto far indagare (si come no) per poter chiarire chi sono i mandanti (certo, come se non lo sapesse), che ha chiarito tutto, portato documenti etc.
Di questa battaglia legata a ciò che sappiamo o immaginiamo (i rapporti tra i due, in particolare la vendita forzata della Salernitana in cui qualcuno non ha guadagnato quasi un cazzo) a noi cosa ci frega? Se a Perugia (Cantone) scoprirà chi sono le centinaia di mandanti (visto il numero di persone attenzionate), tra cui uno in particolare a noi vicino, sarà un problema che riguarda lui come persona fisica (la vedo dura comunque, prima o poi ci riusciranno, ma non è cosa semplice mi pare di capire), non come presidente della Lazio.
Se a Roma l'indagine avviata in base a quel dossier (vero? Falso?) porterà al rinvio a giudizio del presidente della Figc, a noi (come società) in che modo ci riguarderebbe?
Ecco perché non mi frega nulle di come va a finire questa storia (certo, poi sul campo, con l'AIA che sta sotto la Figc, per noi non sarà semplice purtroppo, però questa è un altra storia).
Fine di uno sproloquio che leggeranno in due (forse).
Ti dò perfettamente ragione, anche a me della carriera politica de Iron Claudio frega meno der cazzo, anche perché non è che tutti sti amici che s'è fatto c'abbiano fatto favori, anzi mo c'abbiamo pure il doppio dei nemici: a quelli di natura sportiva ce se so aggiunti pure quelli politici di Lotito. Della serie non riesco a combatte la guerra su un fronte, aprimone n'artro giusto pe fa caciara, magari se move qualcosa. Lotito in una guerra vera durava 30 secondi se je diceva bene
io non so quando è iniziata sta guerra tra Lotito e Gravina, forse quando fu fatto fuori Tavecchio spalleggiato da Lotito ? cmq resta il fatto che Gravina a Lotito gli ha fatto una zozzeria che la meta' basta, a prescindere da cosa pensiamo noi laziali sull'acquisto e la gestione della Salernitana, Gravina ha fatto carte false per costringere Lotito a vendere a una cifra ridicola una societa' di Serie A, procurandogli un serio danno economico, rifiuto' di concedere 6 mesi di proroga per la vendita anche se la Salernitana era gestita da un trust che ne trattava pure la vendita, con Lotito al di fuori dei giochi, la Salernitana fu venduta a gennaio con un piede e trequarti in serie B quando potendola vendere a giugno con la salvezza acquisita avrebbe avuto di sicuro un valore maggiore, lo stesso Gravina che si appello' alla legge federale per non concedere quella proroga, l'anno dopo quando entro in vigore la regola che non solo in serie A ma anche se in B non si poteva essere proprietari di piu' club, concesse due anni di proroga a De Laurentiis per il Bari...
P.S: io non solo sono contrario alla riduzione a 18 squadre, ma porterei la serie A a 22 o 24, per me gente che guadagna milioni, tanti milioni, che si allena 2 ore per 3 giorni a settimana, che viaggia in aereo e soggiorna in alberghi stellati puo' giocare anche ogni 48 ore, se si fanno male pazienza giocano le riserve 8)
Citazione di: PARISsn il 08 Mar 2024, 21:47
io non so quando è iniziata sta guerra tra Lotito e Gravina, forse quando fu fatto fuori Tavecchio spalleggiato da Lotito ? cmq resta il fatto che Gravina a Lotito gli ha fatto una zozzeria che la meta' basta, a prescindere da cosa pensiamo noi laziali sull'acquisto e la gestione della Salernitana, Gravina ha fatto carte false per costringere Lotito a vendere a una cifra ridicola una societa' di Serie A, procurandogli un serio danno economico, rifiuto' di concedere 6 mesi di proroga per la vendita anche se la Salernitana era gestita da un trust che ne trattava pure la vendita, con Lotito al di fuori dei giochi, la Salernitana fu venduta a gennaio con un piede e trequarti in serie B quando potendola vendere a giugno con la salvezza acquisita avrebbe avuto di sicuro un valore maggiore, lo stesso Gravina che si appello' alla legge federale per non concedere quella proroga, l'anno dopo quando entro in vigore la regola che non solo in serie A ma anche se in B non si poteva essere proprietari di piu' club, concesse due anni di proroga a De Laurentiis per il Bari...
P.S: io non solo sono contrario alla riduzione a 18 squadre, ma porterei la serie A a 22 o 24, per me gente che guadagna milioni, tanti milioni, che si allena 2 ore per 3 giorni a settimana, che viaggia in aereo e soggiorna in alberghi stellati puo' giocare anche ogni 48 ore, se si fanno male pazienza giocano le riserve 8)
Infatti la guerra parte proprio da lì (tra l'altro almeno Tavecchio si dimise), sono pure d'accordo che la vicenda Salernitana (soprattutto alla luce della deroga fatta al Bari di De Laurentis) sia una zozzeria; il punto è che a me, da tifoso della Lazio, dei mancati guadagni di Lotito (ricordiamo pure con quali risorse controllava quella società) non mi frega nulla, non è che sarebbero andati a noi eh, sarebbero stati suoi.
Ecco perché non mi frega, certo, da laziale, almeno fino a quando sarà proprietario, tra lui e Gravina, scelgo lui (ma solo perché la Lazio da una eventuale sconfitta di Lotito uscirebbe con le ossa rotte, saremmo messi in mezzo più di oggi e di certo non avremmo nulla da guadagnarci, anzi).
La differenza è data dalla squadra per qui tifo, non dai due personaggi in questione.
Citazione di: lazios il 08 Mar 2024, 16:57
Un avvocato smentirà i miei (eventuali) passaggi sbagliati ma non riesco a capire (ammesso tu non stia cazzeggiando come credo) in che modo la Lazio possa finirci in mezzo, non parliamo mica di violazioni atte a portare vantaggi sportivi alla società ma (nel caso) di una persona fisica che, con l'aiuto dei due indagati su tutti i giornali, avrebbe fatto preparare un dossier (vero? Falso?) su un altra persona (Gravina).
Tra l'altro, letta l'audizione di Cantone alla Camera (alcuni passaggi) e sentite le sue parole ai giornali (quelle in cui parla di contatti del finanziere e il magistrato con "personaggi" legati alla Lazio) mi sembra chiaro che in mano ha poco (almeno finora) infatti lo ha ascoltato e non lo ha indagato.
Al contrario, la procura di Roma (in base a quel dossier?) quel signore in Figc lo ha indagato (certo non vuol dire rinviato a giudizio), infatti ieri si è affrettato a dire che si è voluto far indagare (si come no) per poter chiarire chi sono i mandanti (certo, come se non lo sapesse), che ha chiarito tutto, portato documenti etc.
Di questa battaglia legata a ciò che sappiamo o immaginiamo (i rapporti tra i due, in particolare la vendita forzata della Salernitana in cui qualcuno non ha guadagnato quasi un cazzo) a noi cosa ci frega? Se a Perugia (Cantone) scoprirà chi sono le centinaia di mandanti (visto il numero di persone attenzionate), tra cui uno in particolare a noi vicino, sarà un problema che riguarda lui come persona fisica (la vedo dura comunque, prima o poi ci riusciranno, ma non è cosa semplice mi pare di capire), non come presidente della Lazio.
Se a Roma l'indagine avviata in base a quel dossier (vero? Falso?) porterà al rinvio a giudizio del presidente della Figc, a noi (come società) in che modo ci riguarderebbe?
Ecco perché non mi frega nulle di come va a finire questa storia (certo, poi sul campo, con l'AIA che sta sotto la Figc, per noi non sarà semplice purtroppo, però questa è un altra storia).
Fine di uno sproloquio che leggeranno in due (forse).
Volevo solo capire, non stavo cazzeggiando comunque, era una domanda per capire.
Citazione di: Goceano il 09 Mar 2024, 10:43
Volevo solo capire, non stavo cazzeggiando comunque, era una domanda per capire.
Ok, pensavo stessi giocando per la solita battuta "cosa rischia la Lazio?", che è vera eh, prima o poi un modo per metterci in mezzo lo trovano (ecco, 'ste battaglie potrebbero essere un rischio per questo, specie se le perdi), ma riguardo questa cosa specifica (pur non essendo un avvocato) non riesco proprio a intravedere nulla a cui possa appigliarsi la giustizia sportiva per rompere il cazzo a noi.
Rispondo a Genesis: se emergesse una complicità di Lotito nel "dossieraggio" contro il presidente della FIGC io penso che Lotito sarebebe radiato. Anche perché i ruoli inquirenti e giudicanti della giustizia sportiva sono molto vicini a Gravina (e a Malagó).
Poi, parlando del merito del "dossier", un ragionamento comttofattuale spiega in un certo modo quello che è accaduto.
Gravina, mentre vende un bene che amministra (diritti televisivi della federazione che presiedeva), fa un affare molto lucroso con chi deve comparare (Bogarelli).
E già questo è, quanto meno, inappropriato.
Anzi no, Bogarelli lo mette in contatto con "qualcuno-non si sa - chi", un terzo, interessato guarda caso alla collezione di libri antichi di Gravina, terzo che mette un sacco di soldi (1.2 milioni) ma poi, al momento di pagare, non paga Gravina, eh no!!, paga un quarto (la figlia della compagna di Gravina) mentre si compra una casa. Ossia bonifica la somma a chi sta vendendo la casa alla figlia della compagna do Gravina.
Ossia, la classica triangolazione della corruzione: i soldi al corrotto non li paga il corruttore, ma un soggetto ulteriore, vicino al corrittore, che li fa arrivare ad un soggetto diverso dal corrotto (ma saldamente legato a quest'ultimo).
Se i soldi fossero arrivati a Gravina, avrei avuto più dubbi. Letta così, mi pare quasi certo che il marcio ci sia.
Poi, deprecabile che tutto nasca perché qualche verme ti spia nella mutande. Ma Gravina dovrebbe farsi da parte, subito.
Citazione di: Il nostro Giorgione il 09 Mar 2024, 16:07
Rispondo a Genesis: se emergesse una complicità di Lotito nel "dossieraggio" contro il presidente della FIGC io penso che Lotito sarebebe radiato. Anche perché i ruoli inquirenti e giudicanti della giustizia sportiva sono molto vicini a Gravina (e a Malagó).
Poi, parlando del merito del "dossier", un ragionamento comttofattuale spiega in un certo modo quello che è accaduto.
Gravina, mentre vende un bene che amministra (diritti televisivi della federazione che presiedeva), fa un affare molto lucroso con chi deve comparare (Bogarelli).
E già questo è, quanto meno, inappropriato.
Anzi no, Bogarelli lo mette in contatto con "qualcuno-non si sa - chi", un terzo, interessato guarda caso alla collezione di libri antichi di Gravina, terzo che mette un sacco di soldi (1.2 milioni) ma poi, al momento di pagare, non paga Gravina, eh no!!, paga un quarto (la figlia della compagna di Gravina) mentre si compra una casa. Ossia bonifica la somma a chi sta vendendo la casa alla figlia della compagna do Gravina.
Ossia, la classica triangolazione della corruzione: i soldi al corrotto non li paga il corruttore, ma un soggetto ulteriore, vicino al corrittore, che li fa arrivare ad un soggetto diverso dal corrotto (ma saldamente legato a quest'ultimo).
Se i soldi fossero arrivati a Gravina, avrei avuto più dubbi. Letta così, mi pare quasi certo che il marcio ci sia.
Poi, deprecabile che tutto nasca perché qualche verme ti spia nella mutande. Ma Gravina dovrebbe farsi da parte, subito.
Gravina da tempo si doveva dimettere, ma sta messo bene e ha spalle grosse a quanto pare.
Riguardo la (possibile) radiazione di Lotito, ammesso e concesso possano provare che dietro ci sia lui (dalle parole di Cantone mi sembra parecchio difficile), non coinvolgerebbe comunque la società di cui è proprietario, il "problema" nel caso sarebbe lui, o no? E comunque uscirebbe fuori una lotta tremenda, non si farebbe certo cacciare senza battere ciglio.
https://www.dagospia.com/rubrica-30/sport/triplice-fischio-orsato-va-gravina-chiede-commissariamento-389556.htm
credo sia importante metterlo anche qui.
Post di più di 10 righe, solo se sei FD.
Ho maturato da anni il convincimento che i destini del 26 maggio sono cambiati allorché - miracolo o abilità di Lotito forse non lo sapremo mai - fu designato Orsato.
https://www.sololalazio.it/2024/04/24/gravina-su-lotito-dobbiamo-capire-come-sia-possibile-che/
un estratto:
"Ci sono poi soggetti che pensano di gestire il mondo del calcio a proprio piacimento. Mi riferisco a Lotito e al 'lotitismo'."
Gravina attacca Lotito, lotta fra titani. Sicuramente gli arbitraggi di merda che abbiamo avuto sono frutto del caso.
Citazione di: biancocelestedentro il 24 Apr 2024, 13:34
Gravina attacca Lotito, lotta fra titani. Sicuramente gli arbitraggi di merda che abbiamo avuto sono frutto del caso.
eh ma mo vedrai co le sedi preposte...
24 APRILE 2024
11:51
Scontro FIGC-Lega Serie A, Gravina contro Casini e Lotito: "Vogliono gestire il calcio a proprio piacimento"
Tensione altissima e scontro sempre più aspro tra FIGC e Lega Serie A. Gabriele Gravina ha riposto alle durissime dichiarazioni di Lorenzo Casini e ha attaccato anche Claudio Lotito.
Tensione altissima e scontro sempre più aspro tra FIGC e Lega Serie A. Gabriele Gravina ha riposto alle durissime dichiarazioni del presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini, con parole molto forti durante il suo intervento a "Il Foglio a San Siro": "Mi ha sorpreso in modo particolare,parlare di derive autoritarie penso sia una mancanza di rispetto, nelle cariche istituzionali questo è fondamentale. Fino a qualche tempo fa la Federazione era ritenuta immobile e incapace di fare proposte, quando poi promuove un piano strategico approvato all'unanimità viene accusata di autoritarismo. Abbiamo il dovere di far rispettare il quadro normativo".
Cosa aveva detto Lorenzo Casini al Senato in audizione alla Commissione cultura e sport? Queste le sue parole: "Il sistema calcio presenta una arretratezza di modelli organizzativa e fragilità istituzionali. Come l'eccessivo accentramento di poteri in capo a una sola figura, il presidente federale. Servirebbe una maggiore autonomia della Serie A, sul modello inglese, dove il veto della federazione è una clausola residuale di salvaguardia qualora la lega dovesse adottare soluzioni sproporzionate".
Il numero della Lega Serie A ha proseguito così il suo intervento: "Ci sono stati atteggiamenti quasi autoritari da parte della federazione, cito il tentativo di sopprimere il diritto di intesa delle leghe sull'ordinamento dei campionati. Il sistema delle istituzioni sportive è uno dei rarissimi casi di sistema parallelo alternativo rispetto a quello che è l'ordinamento statale, insieme alla chiesa. Se non si introducono quelli che la scienza americana chiama meccanismi di 'checks and balances' rispetto ai poteri, il rischio che ci possano essere delle derive di tipo autoritario è elevato".
Gravina ha risposto, come anticipato, con parole molto forti e ha colto l'occasione per rispondere anche a Claudio Lotito: "C'è una strategia evidente della Lega Serie A, dobbiamo capire fino in fondo come sia possibile che in Italia alcuni personaggi possano fare parte del consiglio federale, del consiglio di Lega, sia proprietario di una società di calcio, sia anche senatore. Sulla litigiosità Federazione-Lega starei attento, io ho uno splendido rapporto con tanti presidenti. Ci sono poi soggetti che pensano di gestire il mondo del calcio a proprio piacimento. Mi riferisco a Lotito e al lotitismo".
Gravina, quello che difendeva le plusvalenze della juve
https://stream24.ilsole24ore.com/video/italia/calcio-lotito-scontro-gravina-parole-abodi-non-ho-mancato-rispetto-nessuno/AFRGoBnD
Mi sarei leggermente rotto il cazzo di vedere la Lazio danneggiata (anche) a causa delle guerre personali tra il presidente ed il resto della ciurma
Allora ricapitolando: è una guerra tutti contro tutti in cui veramente è difficile capire i motivi sottostanti e le alleanze. Di sicuro tutti gli attori in campo sono interni alla destra politica.
Ultimamente Abodi, Ministro dello sport del governo Meloni, ha difeso Gravina per la questione dossieraggi (schierandosi implicitamente contro Lotito).
Malagò ha provato a mediare, ma Abodi ha lasciato intendere che pure Malagò ha fatto il suo tempo...
https://www.flashscore.it/news/calcio-serie-a-casini-attacca-gravina-e-difende-lotito-le-personalizzazioni-non-servono-al-calcio-italiano/jms0YjID/
Sul rapporto con la Federcalcio, il presidente di Lega ha assicurato, allo stesso modo, che "la Lega e la Figc sono distanti. La Serie A ha bisogno di maggiore autonomia"
Il presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini, a Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1 interviene nella polemica tra il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ed il patron della Lazio, Claudio Lotito: "Cosa penso quando Gravina parla di "Lotitismo'? Credo sia una personalizzazione che non serve al calcio italiano".
I rapporti tra Figc e Lega sono turbolenti: "La maggiore distanza è che nel piano strategico della Federazione mancano alcuni temi che per la Serie A sono molto importanti per riformare davvero il calcio italiano: una maggiore autonomia della Lega Serie A sul modello inglese, una maggiore autonomia e indipendenza del sistema arbitrale, una giustizia sportiva ancora più efficiente e indipendente e l'istituzione di organismi di controllo finanziario realmente indipendenti", conclude
Niente : Lotito è l'alfiere della Lega Calcio, e ha dietro di lui diverse squadre.
Gli arbitraggi killer però ce li mandano ovviamente solo a noi..
Citazione di: kelly slater il 29 Apr 2024, 19:09
https://www.flashscore.it/news/calcio-serie-a-casini-attacca-gravina-e-difende-lotito-le-personalizzazioni-non-servono-al-calcio-italiano/jms0YjID/
Sul rapporto con la Federcalcio, il presidente di Lega ha assicurato, allo stesso modo, che "la Lega e la Figc sono distanti. La Serie A ha bisogno di maggiore autonomia"
Il presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini, a Radio Anch'io Sport su Rai Radio 1 interviene nella polemica tra il presidente della Figc, Gabriele Gravina, ed il patron della Lazio, Claudio Lotito: "Cosa penso quando Gravina parla di "Lotitismo'? Credo sia una personalizzazione che non serve al calcio italiano".
I rapporti tra Figc e Lega sono turbolenti: "La maggiore distanza è che nel piano strategico della Federazione mancano alcuni temi che per la Serie A sono molto importanti per riformare davvero il calcio italiano: una maggiore autonomia della Lega Serie A sul modello inglese, una maggiore autonomia e indipendenza del sistema arbitrale, una giustizia sportiva ancora più efficiente e indipendente e l'istituzione di organismi di controllo finanziario realmente indipendenti", conclude
Niente : Lotito è l'alfiere della Lega Calcio, e ha dietro di lui diverse squadre.
Gli arbitraggi killer però ce li mandano ovviamente solo a noi..
è chiaro che se questa è la posizione della Lega evidentemente è la posizione della maggioranza delle societa' che la Lega comprende....è chiaro anche che le strisciate e forse le merde saranno la minoranza contraria...possono mai auspicare " organismi di controllo finanziari indipendenti " ??? " autonomia della classe arbitrale " ??? " modello inglese " coi soldi suddivisi ancor piu' tra tutti ?? per loro sarebbe la fine, per il calcio italiano una panacea
https://www.sportmediaset.mediaset.it/calcio/seriea/milan-inter-juve-e-roma-sfiduciano-casini-non-ci-rappresenti_81925207-202402k.shtml
FATTO FOOTBALL CLUB
Nel calcio italiano adesso è tutti contro tutti: anche gli arbitri si rivoltano contro Gravina
di Lorenzo Vendemiale | 13 MAGGIO 2024
Prima la Serie A contro se stessa, classica lotta fra bande che non fa più notizia. Poi la Serie A contro la Federcalcio, e anche qui siamo più o meno alle solite. Quindi la Figc contro il governo, per la famosa Agenzia di vigilanza economica sui club che è diventato un caso nazionale. Adesso ci si mettono pure gli arbitri: persino i fischietti si rivoltano contro il presidente Gabriele Gravina. Ormai nel calcio italiano è tutti contro tutti, il sistema sta franando sotto i piedi di chi lo governa.
Una categoria senza pace – Colpa dell'ultima idea di Gravina, che vuole introdurre il suffragio universale tra i fischietti, proposta non concordata con la base (paradossale per chi fino a ieri si lamentava delle riforme calate dall'alto dal governo, no?), che ha scatenato una sommossa. Ma per spiegare bene le implicazioni di questa riforma bisogna fare un passo indietro. E non è esagerato prenderla così alla lontana e ritornare addirittura alla fine dell'era Nicchi: il padre-padrone degli arbitri aveva tenuto l'Aia sotto una cappa di terrore e controllo. Nessuno lo rimpiange, ma saltato lui è stato come scoperchiare il vaso di Pandora. Il suo successore Alfredo Trentalange ha avuto vita breve: aveva promesso innovazione e trasparenza ma ne sono successe di tutti colori (lo scandalo dei giudizi manipolati esploso comunque sotto il suo mandato, rimborsopoli, infine il caso del "procuratore narcotrafficante" D'Onofrio) ed è stato costretto a dimettersi da Gravina. La Figc allora ci ha messo Carlo Pacifici, l'attuale numero uno, che però non ha pacificato un bel niente. Oggi l'Aia è un'associazione dilaniata dalle lotte intestine: da una parte l'ala vicina alla Federazione e a Gravina, il designatore Gianluca Rocchi, lo stesso Pacifici; dall'altra Trentalange (che intanto è stato assolto da tutte le accuse) e il suo storico vice Duccio Baglioni, in mezzo una serie di pontieri, incerti, o chi semplicemente non vorrebbe schierarsi. Persino il Comitato è spaccato a metà. Ingestibile, ingovernabile. E qui arriviamo all'attualità e alla riforma di Gravina.
Il suffragio elettorale, una mossa per ricchi? – La Federazione ha deciso di cambiare lo statuto, con alcune novità: le principali sono la durata biennale della carica di designatore (per dare più stabilità) e il suffragio universale; fino ad oggi i fischietti eleggevano nelle sezioni i loro delegati (in base alla dimensione del collegio) e questi indicavano il presidente, da domani voterebbero tutti direttamente. Ufficialmente la riforma nasce per rispondere alla richiesta di maggior democrazia contenuta nei nuovi principi Coni. In realtà, è evidente l'intenzione di cambiare la storia delle prossime elezioni: se si votasse oggi, quasi sicuramente prevarrebbe la parte più lontana dalla Figc, potrebbe tornare persino Trentalange. Uno smacco per Gravina. Un rischio che, per quanto minimo (gli arbitri contano appena il 2% in Figc), la Federazione non vuole correre. Di qui la mossa di bloccare l'iter elettorale, che sarebbe dovuto partire nelle scorse settimane, prendendo tempo e ora cambiando le regole del gioco. Forse qualcuno pensa che col voto diretto un grande nome come Rocchi (il candidato preferito da Gravina) avrebbe più chance.
Le proteste e il doppio ruolo di Pacifici – Peccato che la riforma non sia stata per nulla gradita dal mondo degli arbitri. La base è in rivolta, in particolare i presidenti di sezione che praticamente da volontari mandano avanti il movimento sul territorio e si vedrebbero privati dell'unica cosa che hanno davvero, il potere politico: presenteranno un documento unitario, minacciando dimissioni di massa. Anche Pacifici a parole si è subito schierato contro la riforma del suo "alleato" Gravina, criticandone il metodo e promettendo battaglia in consiglio federale, ma la sua posizione è quantomeno ambigua visto che dalla Figc filtra che il presidente e il suo vice Alberto Zaroli erano al corrente e aveva condiviso i contenuti. L'opposizione è pronta a chiedergliene ufficialmente conto in Comitato.
Una riforma "politica" – Se per giusta in linea di principio (il voto diretto è meno manipolabile rispetto a quello delegato), la riforma di Gravina pecca però nella sostanza e nella forma. Anche l'Aia sa di dover allargare la propria base elettorale, ma non si può non tener conto delle specificità di un'associazione dove, su circa 30mila associati, un buon 20% è fatto da minorenni, e per altrettanti il mestiere di arbitro è una parentesi che si conclude nel giro di 1-2 anni, meno della durata di un mandato: far votare tutti in maniera indiscriminata potrebbe non essere necessariamente un esercizio di democrazia. E poi l'intento politico è fin troppo smaccato: perché allora non far votare anche tutte le società in Lega Dilettanti, o tutti i calciatori nell'Aic? In questo clima, non è più così scontato che la riforma vada in consiglio federale per l'approvazione già martedì, come nei piani di Gravina. Rispetto al muro contro muro, un'alternativa (forse anche per provare a pacificare l'associazione in futuro) potrebbe essere una terza via: la mediazione promossa insieme a Michele Affinito da Antonio Zappi, figura manageriale attualmente a capo del Veneto, vicino ai vertici Aia (Orsato e Rocchi), non del tutto sgradito alla Federazione ma accettato dalla base, che riformerebbe l'Aia dall'interno (il compromesso: no al suffragio universale ma aumentare i delegati da 340 a 1000, fra cui di diritto i presidenti di sezione). Intanto però il risultato è che l'associazione degli arbitri – la figura che per antonomasia dovrebbe rappresentare la terzietà nel gioco del pallone – è attraversata da lotte intestine e trame politiche. E questo perché sono i vertici del calcio italiano, a partire da Gravina, ad averla politicizzata. Una situazione semplicemente inaccettabile. Poi il pallone piange se il governo ci mette le mani.
premessa: Mulè è vice presidente della Camera, e attualmente pezzo discretamente grosso di FI, e oltretutto della stessa corrente "ronzulliana" di cui lo stesso Lotito fa parte, ovvero quella che rivendica un'autonomia più spiccata rispetto al governo Meloni (e che spesso flirta col cosiddetto "centro" di renzi e/o calenda).
Gravina (che si è aumentato, ricordiamolo, lo stipendio da 36mila a 240mila euro l'anno) non ha apparentemente sponsor politici (anche se si vociferò di una sua candidatura alla regione Abruzzo da parte di pd e m5s!!!! :puke:
Mulè a Gravina: 'Voi antistorici, la politica è la gente'
Il presidente della Figc aveva intimato ai parlamentari di non fare invasione di campo
ROMA, 30 giugno 2024, 18:32
Redazione ANSA
"Si rassegnino Gravina e tutti quelli che difendono un sistema antistorico: la politica è la gente, i tifosi, e il Parlamento rappresenta il popolo.
Guai a metterne in discussione l'autorita'". Giorgio Mulè, vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia che con il suo emendamento al dl Sport mette in forte discussione l'attuale organizzazione federale, ha seguito la partita della nazionale tifando come tutti. "Ero con familiari e amici - racconta al telefono con l'ANSA - e alla fine ho quasi frantumato un servizio di bicchieri, tanto era il nervosismo per l'arrendevolezza della mia nazionale. Ma non e' questione di una singola partita...". Prima ancora della delusione da tifoso, nei giorni scorsi aveva firmato un testo da inserire nel dl Sport che smantellerebbe il sistema per come lo conosciamo attribuendo autonomia a una Lega di Serie A in stile Premier League.
Gravina nei giorni scorsi era già stato critico e nella conferenza stampa in Germania in cui ha intimato alla politica di non fare invasione di campo con richieste di dimissioni ha ribadito le critiche alla norma. "Leggo che di notte e' stato presentato l'emendamento di un deputato di Forza Italia...", uno dei passaggi dello scetticismo espresso dal presidente Figc.
"Ho gia' evitato di rispondere a Gravina quando ha liquidato il mio emendamento come 'provocazione' , dimostrando in questo un interesse personale e personalistico, quando invece quello e' un emendamento di sistema che va oltre le persone", dice ancora Mulè. "Se il presidente della Figc riuscisse a guardare oltre il suo naso, si renderebbe conto che questo sistema fa acqua da tutte le parti ed e' naufragato con la nazionale agli ultimi Europei - e' la covinzione di Mulè -. Ma quello degli Europei e' solo l'ultimo episodio di una serie di errori che si sommano per la difesa di un sistema antistorico, che io voglio cambiare. E non lo faccio col favore delle tenebre - aggiunge alludendo alle parole di Gravina - come magari sono abituati a fare in federazione con manovre che sanno del vecchio teatrino della politica. Lo faccio alla luce del sole, nel luogo che e' deputato a farlo, il Parlamento; e guai se si mette in discussione l'autorita' dell Parlamento che rappresenta il popolo italiano. Se ne faccia una ragione Gravina, se ne facciano una ragione tutti coloro che difendono l'indifendibile "La politica sono le persone, sono i cittadini, i tifosi. La politica rappresenta il popolo italiano. Forse Gravina non ha capito una cosa fondamentale, la politica non e' la brutta bestia o il fantasma che viene a turbare il suo sonno di notte, non e' portatrice di interessi particolari, rappresenta gli interessi del popolo - prosegue il vicepresidente della Camera -. Lui non vive in una torre d'avorio". Gravina "parla di provocazione, e tra l'altro mi ricorda in questo Alberto Sordi, 'tu m'hai provocato e io me te magno...', ma se ha qualcosa da dire su quell'emendamento, entrasse nel merito, lui e gli altri, e dicesse cosa ha di sbagliato. Ma non dicono nulla, perche' difendono un sistema antistorico condannato dalle figure barbine che continuiamo a inanellare in ambito internazionale".
https://x.com/mirkonicolino/status/1807696651970085156?t=yFMGXujxwQqYB1HdjE8bzg&s=19
È vera sta notizia?
Certo che è vera.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/07/01/la-figc-multata-dallantitrust-oltre-4-milioni-di-euro-abuso-di-posizione-dominante-nellorganizzazione-dei-tornei-giovanili/7607223/
L'accusa: dalla Federcalcio "una complessa strategia per avere il monopolio"
di Daniele Fiori | 1 LUGLIO 2024
Una multa da oltre 4 milioni di euro per abuso di posizione dominante. Non è esattamente un bel periodo per la Figc: mentre la Federcalcioè alle prese con le conseguenze dell'Europeo più disastroso della storia della Nazionale italiana, arriva anche la mazzata dell'Antitrust. L'Autorità ha sanzionato la Federazione italiana giuoco calcio, accusandola di aver abusato della propria posizione dominante nel mercato dell'organizzazione dei tornei di calcio giovanili a carattere agonistico. In particolare, secondo l'Antitrust, la Figc ha escluso gli Enti di Promozione Sportiva e limitato la loro attività nel settore delle competizioni amatoriali.
"Una complessa strategia per avere il monopolio"
Lo scorso 24 maggio i funzionari dell'Agcm (l'Autorità garante della concorrenza e del mercato) avevano svolto ispezioni nelle sedi nazionali e campane di Figc e Figc-Settore giovanile scolastico con l'ausilio del Nucleo speciale Antitrust della Guardia di Finanza. All'esito degli accertamenti, è emersa quella che l'Antitrust in una nota definisce " una complessa strategia" messa in atto almeno a partire dall'1 luglio 2015. Quindi esattamente 9 anni fa. In cosa consiste questa strategia? Secondo l'Autorità, si è realizzata innanzitutto attraverso la mancata stipula, da parte della Figc, delle convenzioni richieste dal Regolamento Eps del Coni (2014) per lo svolgimento dell'attività agonistica. Ciò ha consentito alla Federazione di precludere agli Eps l'accesso al mercato dell'organizzazione di eventi a carattere agonistico, garantendo così a sé stessa una posizione di sostanziale monopolio.
"I tornei 12-17 anni considerati attività agonistica"
L'Antitrust muove anche una seconda accusa, che farebbe parte della stessa strategia della Figc: la Federazione ha usato in modo strumentale il proprio potere regolatorio, considerando illegittimamente come agonistica l'attività amatoriale svolta dagli Enti di Promozione Sportiva con calciatori compresi tra i 12 e i 17 anni. Inoltre, sempre stando agli accertamenti dell'Antitrust, la Figc ha imposto anche per gli atleti fino ai 12 anni (per definizione non rientranti nell'attività agonistica) il convenzionamento tra la Federazione e gli Eps e la pre-autorizzazione dell'evento, limitando così la libertà delle Associazioni Sportive Dilettantistiche affiliate alla Figc e dei loro atleti con doppio tesseramento di partecipare ai tornei organizzati dagli Eps. In questo modo, conclude l'Autorità, "è stata ridotta la capacità degli Enti di Promozione Sportiva di esercitare una sufficiente pressione competitiva sulla Federazione, ostacolando e/o indebolendo la concorrenza nel mercato dell'organizzazione di eventi ludico-amatoriali".
Figc: "Faremo ricorso al Tar"
La Federcalcio ricorre al Tar del Lazio contro la sanzione da oltre 4 milioni di euro dell'Antitrust. La Figc infatti in una nota spiega di ritenere la sanzione "ingiustificata, basata su argomentazioni documentalmente riscontrabili e su un ragionamento giuridico errato. Peraltro – prosegue la nota – tale sanzione è stata irrogata con le stesse motivazioni con le quali era stata sanzionata la federazione sport equestri in analogo procedimento, decisione poi annullata dal Consiglio di Stato". La Figc ribadisce "l'assoluta correttezza del proprio operato" e annuncia appunto la notifica di ricorso con richiesta di sospensiva.
Mai visto uno così disperatamente attaccato alla poltrona come Gravina.
https://www.sololalazio.it/2024/07/17/abodi-contro-gravina-se-questa-e-la-ripartenza-del-calcio-non-ci-siamo/
Adesso sarebbe il momento buono, per Lotito, per pretendere una risposta sul nostro primo scudetto, tuttora negato
dopo l'attacco pure del Ministro, sarebbe ora di dare la spallata definitiva a Gravina, a Lotito possiamo imputare tutto ma certo non di non sapersi muovere nell'ambito Lega/Federazione, avere a capo della Federazione ( che ricordiamoci è quella che paga gli arbitri ) non dico uno a favore ma almeno neutro alla Lazio non farebbe male, perche pure quest'anno c'abbiamo messo del nostro come societa' e giocatori in campo, ma i soliti 7/8 punti ce l'hanno rubati 8)
Citazione di: PARISsn il 18 Lug 2024, 17:07
dopo l'attacco pure del Ministro, sarebbe ora di dare la spallata definitiva a Gravina, a Lotito possiamo imputare tutto ma certo non di non sapersi muovere nell'ambito Lega/Federazione, avere a capo della Federazione ( che ricordiamoci è quella che paga gli arbitri ) non dico uno a favore ma almeno neutro alla Lazio non farebbe male, perche pure quest'anno c'abbiamo messo del nostro come societa' e giocatori in campo, ma i soliti 7/8 punti ce l'hanno rubati 8)
il problema è che il ministro è tifoso della Lazio, perciò gravina se deve darci contro fa "cumulo" di entrambi i personaggi e ci propina una "doppia dose" di arbitraggi sfavorevoli... :=))
Citazione di: alasinistra il 18 Lug 2024, 14:14
Adesso sarebbe il momento buono, per Lotito, per pretendere una risposta sul nostro primo scudetto, tuttora negato
Ma sai che c***o je frega a Lotito del 1915 :)
Citazione di: mr_steed il 18 Lug 2024, 17:28
il problema è che il ministro è tifoso della Lazio, perciò gravina se deve darci contro fa "cumulo" di entrambi i personaggi e ci propina una "doppia dose" di arbitraggi sfavorevoli... :=))
eh pero' il Ministro dello sport è quello che lo paga ( attraverso il coni ) e qui poi non si tratta di essere laziali o juventini, questo nella sua presidenza ha fallito la qualificazione ai mondiale ed era la seconda di seguito, abbiamo fatto un europeo penoso, sta indagato per la questione dei tornei giovanili, sotto inchiesta per autoriciclaggio...in un paese normale questo il massimo che si potrebbe avvicinare allo sport sarebbe vedere un torneo di pulcini 8)
la fase costituente...
https://www.alfredopedulla.com/la-lettera-di-gravina-il-mio-impegno-per-un-calcio-in-equilibrio/
il discorso di Gravina a me per principio starebbe pure bene, e cioe' perche i pochi che hanno i soldi debbono contare piu' dei tanti che sono poveri ? il fatto è che lui questo discorso non lo fa per spirito di " democrazia " ma solamente perche le leghe minori lo votano e se le tiene buone e poi visto che si parla alla fine di calcio, " la cosa piu' importante tra le cose meno importanti " come disse qualcuno, perche la cosa che i ricchi contano piu' dei poveri va bene in tutte le cose davvero importanti ( dove non dovrebbe esserlo ) e nel calcio no ? la sussidiarita'?? giustissima, non si tocca, ma perche devi anche avere lo stesso peso politico ? sarebbe bello che in fabbrica gli operai avessero la stessa voce in capitolo del padrone che li paga, nel prendere decisioni, ma non è cosi', pero' praticamente nel calcio funziona cosi'...senza soldi della serie A la C e i Dilettanti sparirebbero e sta cosa deve avere un peso secondo me
Citazione di: mr_steed il 29 Lug 2024, 16:05
la fase costituente...
https://www.alfredopedulla.com/la-lettera-di-gravina-il-mio-impegno-per-un-calcio-in-equilibrio/
Maannasseaffanculo
"Quote sui diritti tv a Gravina? Da Floridi dichiarazioni calunniose": il presidente Figc annuncia querela contro l'uomo di Lotito
"Quote sui diritti tv a Gravina? Da Floridi dichiarazioni calunniose": il presidente Figc annuncia querela contro l'uomo di Lotito
di F. Q. | 22 Settembre 2024
Il presidente della Federcalcio Gabriele Gravina ha dato mandato ai suoi avvocati per "agire nelle sedi giudiziarie competenti" dopo che oggi il Fatto Quotidiano ha raccontato del contenuto della testimonianza agli atti dell'inchiesta della Procura di Perugia di Emanuele Floridi, esperto di marketing, prima collaboratore e amico di Gravina e poi diventato uomo di fiducia di Claudio Lotito. Floridi accusa senza particolari giri di parole Gravina: "Avrebbe dovuto incassare una percentuale" sulla cessione dei diritti tv della Lega Pro, dice ai pm, e questa cifra "gli doveva essere versata da Bogarelli (...) ovviamente non in modo formale". La vicenda è quella che lega l'affare tra l'assegnazione di una consulenza sui diritti tv della Lega Pro di calcio – di cui Gravina è stato presidente fino al 15 ottobre 2018 – alla società Isg di Marco Bogarelli (scomparso nel 2021) per 250 mila euro in cinque anni, alla compravendita di una collezione di libri antichi di proprietà di Gravina che Bogarelli stava per acquistare versando 350 mila euro che sarebbero poi stati utilizzati dalla figlioccia di Gravina come caparra per l'acquisto di un appartamento. Soldi alla fine restituiti. Il caso ha generato un'inchiesta oggi incardinata alla Procura di Roma che vede Gravina indagato per autoriciclaggio.
Per gli avvocati di Gravina Leo Mercurio e Fabio Viglione le dichiarazioni di Floridi sulle presunte percentuali da incassare sono "totalmente fantasiose e per l'effetto calunniose". "Queste attività di illecita creazione di dossier – scrivono ancora i legali in una nota – con accuse ed illazioni costruite a tavolino, delle quali la Procura di Perugia si sta occupando, sono evidentemente alimentate da artificiose ricostruzioni i cui autori risponderanno in tribunale. Il presidente Gravina è estraneo a qualunque condotta illecita ed ha sempre agito con onestà e nel pieno rispetto delle regole".
Dal canto suo Floridi risponde: "Leggo nuovamente che il dott. Gabriele Gravina annuncia querele nei miei confronti continuando nell'opera sistematica di lesione della mia reputazione. A tal proposito, augurando al dottor Gravina che le autorità accertino la sua estraneità a ogni accusa che gli viene mossa, debbo ricordare che quanto riportato dai media questa mattina è evidentemente riferito a stralci di un interrogatorio da me reso davanti al pm di Perugia, inopinatamente reso pubblico nonostante la sua secretazione. Sottolineo nuovamente che sono stato ascoltato dalla Procura come 'persona informata sui fatti' e confermo che mi limiterò, se necessario, a rispondere, in modo documentato, esclusivamente nelle sedi competenti".
da llsn
In relazione alla nota recentemente pubblicata dall'Ansa, a voce del direttore sportivo della Lazio Angelo Fabiani e in cui spiegava la sua estraneità alle accuse di dossieraggio nei confronti del presidente della Figc Gabriele Gravina, vi pubblichiamo un lancio di agenzia diffuso da AdnKronos per spiegare in maniera più dettagliata la questione che vede coinvolto il numero uno della Federcalcio.
L'inchiesta su Gabriele Gravina, già presidente della Lega Pro, è stata trasmessa a Roma direttamente dal procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo. "Un'azione che certifica che l'indagine esplorativa del Gruppo Sos della Direzione nazionale antimafia, all'epoca guidata dal luogotenente della Guardia di finanza Pasquale Striano, finito sotto inchiesta a Perugia insieme all'ex pm Antonio Laudati (nel frattempo andato in pensione), non era un'attività di dossieraggio", ricostruisce La Verità. Tant'è, viene spiegato nell'articolo pubblicato oggi, "che la Procura di Roma ha subito aperto un fascicolo che ha prodotto una recente richiesta di sequestro preventivo da 140.000 euro che ha diviso i giudici. Il gip, infatti, non l'ha accolta e la Procura ha fatto ricorso al Riesame. Proprio al Riesame è stato depositato un approfondimento delegato dal pm di Piazzale Clodio Maria Sabina Calabretta al Nucleo di Polizia valutaria della Guardia di finanza che si è concentrato 'sulle modalità con le quali Gravina avrebbe più volte simulato la vendita di una collezione di libri antichi di sua proprietà facendo ricorso a contratti d'opzione a titolo oneroso, per giustificare formalmente la retrocessione di parte della somme pagate annualmente dalla Lega Pro in favore della Igs Ltd'". Ricostruzione che conferma le scoperte della Verità e "che smonta l'ipotesi del complotto ventilata da Gravina".
"Il contratto al centro dell'attività investigativa - si legge sul quotidiano - è stato firmato il 16 ottobre 2018, coincidenza, un giorno prima delle dimissioni di Gravina. E ci sarebbero delle 'somme', secondo la Guardia di Finanza, che 'sarebbero retrocesse a Gravina quale utilità garantita a fronte del patto corruttivo'. Si tratta di un accordo quinquennale (scadenza al 30 giugno 2023) per un corrispettivo di 250.000 euro per ogni stagione sportiva, ovvero 1.250.000 euro per le cinque stagioni. E i risconti, proprio come aveva svelato la Verità, gli investigatori li avrebbero cercati nel carteggio tra la vicesegretaria della Lega Pro Chiara Faggi e Caterina Cameli della Isg (nominativo che compare tra quelli ricercati da Striano nelle banche dati)".
La Isg, secondo la ricostruzione dei finanzieri, "avrebbe 'corrisposto a Gravina le somme promesse attraverso un contratto di consulenza con una società londinese, la Ginko, che aveva opzionato una collezione di libri storici posseduti da Gravina e valutati 1 milione di euro'". La Verità ricostruisce quindi i movimenti bancari: gli inquirenti "si sono concentrati su sette bonifici ricevuti dal manager da due diverse società straniere per un totale pari a 320.000 euro".
https://www.alfredopedulla.com/serie-a-undici-le-squadre-contrarie-al-ricorso-contro-il-nuovo-statuto-figc/
alla fine le "solite note":
Atalanta, Bologna, Como, Fiorentina, Inter, Juventus, Monza, Parma, Roma, Udinese e Venezia.
Essendo un tema che riguarda il calcio italiano (anche se non solo) credo sia questo il topic giusto...
Il calcio e l'ipocrisia del "segno rosso": chi è accusato di stupro gioca lo stesso
Come ogni anno, in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, i club professionistici partecipano a iniziative e campagne sociali. Con un gigantesco paradosso: tra i testimonial ci sono anche uomini accusati di violenza sessuale o addirittura condannati in primo grado. Gli statuti dei club non prevedono linee di condotta specifiche. Il confronto con l'estero
In campo contro la violenza sulle donne, di nuovo, come ogni anno, ma restando allo stesso tempo ambigui sul tema come pochi altri ambienti nel nostro paese. In tutti i campionati professionistici, i giocatori porteranno un segno rosso sul volto e messaggi per sensibilizzare sulla violenza di genere, lo faranno in occasione della Giornata internazionale contro la violenza sulle donne di lunedì 25 novembre. Con un gigantesco paradosso: tra i testimonial di questa iniziativa avremo probabilmente anche quattro giocatori già condannati per stupro in primo grado.
Il caso più noto è quello di Manolo Portanova della Reggiana (Serie B), condannato a 6 anni nel dicembre 2022, quello più recente coinvolge Michael Liguori, stella del Padova capolista nel girone A della Serie C, 3 anni e 4 mesi nello scorso ottobre. Altri due giocano in Serie C: sono Gianni Manfrin della Virtus Verona e Santiago Visentin del Cerignola, condannati a 6 anni nel gennaio 2023 assieme ad altri tre compagni, all'epoca tutti della formazione veneta.
Ma l'elenco è purtroppo lungo: Carmine Cretella, con Liguori al Padova, è rinviato a giudizio con l'accusa di aver stuprato una 14enne a Messina nel 2020, quando il calciatore aveva 18 anni. E di nuovo in B, al Catanzaro ma in prestito dal Torino, gioca Demba Seck, due volte accusato di revenge porn. In uno dei due casi è in corso un'indagine nei confronti del pm, sospettato di aver agito per favorire il calciatore per ragioni di tifo.
Un quadro abbastanza allarmante, che non può non sollevare la questione su come il calcio italiano si accosta al tema della violenza sulle donne. Oltre alle iniziative di facciata, urge una profonda riflessione sulle responsabilità dell'intero sistema. Portanova gioca regolarmente perché, come diceva nell'ottobre del 2023 il presidente della Reggiana Carmelo Salerno, i calciatori non devono essere modelli di vita e ai club deve interessare solo ciò che fanno in campo, almeno fino a una sentenza definitiva. Per lo stesso motivo, il Padova ha di recente ribadito che non prenderà alcun provvedimento nei confronti di Liguori e di Cretella.
Le cose sono un po' più complicate di così. Prendiamo il caso di Seck. Il pm Enzo Bucarelli è stato accusato, nell'agosto 2023, di aver spinto la vittima a ritirare le accuse, di aver cancellato delle prove e di aver avvertito in anticipo il Torino di una perquisizione, telefonando al team manager Marco Pellegri. Il club granata ha quindi avuto un ruolo, seppur penalmente non rilevante, nell'indagine sul suo giocatore: «Il pm è un mito, sta cercando di aiutarci», aveva detto Pellegri all'allora allenatore del Torino Ivan Jurić.
Per quanto riguarda Manolo Portanova, a fine marzo del 2022 venne convocato dal ct dell'U21 Paolo Nicolato e schierato in due partite della Nazionale giovanile, sebbene le accuse nei suoi confronti fossero note dal giugno precedente. Il 28 marzo, il giorno prima di scendere in campo contro la Bosnia e tre dopo aver affrontato il Montenegro, Portanova veniva rinviato a giudizio. Se l'attività che prosegue con i club viene spiegata anche con ragioni di diritto del lavoro, nessun avvocato avrebbe mai impugnato una mancata convocazione in Nazionale.
Cosa succede all'estero
In Francia sembrano più sensibili. Un mese fa l'allenatore della Nazionale di rugby Fabien Galthié ha fatto sapere che Oscar Jégou e Hugo Auradou, accusati di stupro durante la tournée estiva in Argentina, non verranno selezionati finché la loro posizione non sarà stata chiarita. In una intervista con L'Equipe ha detto di non aver dormito per settimane: «Hanno un dovere di testimonianza nei confronti dei giovani».
Fuori dall'Italia si agisce in modo diverso. Nel gennaio 2023 il difensore brasiliano Dani Alves è stato arrestato a Barcellona con l'accusa di stupro, il suo club – i messicani del Pumas – lo ha immediatamente licenziato. In Spagna, Alves è stato sottoposto agli arresti domiciliari, per il rischio di fuga all'estero e per le difficoltà nell'ottenere le estradizioni dal Brasile.
Una cosa che invece non accadde in Italia con Robinho, ritenuto responsabile di uno stupro avvenuto a Milano nel 2013, ai tempi in cui giocava nel Milan: un anno dopo lasciò la Serie A e non rientrò più in Italia. Nel 2022 è stato condannato a 9 anni in Cassazione, ma solo lo scorso marzo le autorità brasiliane lo hanno arrestato per scontare la pena in Sudamerica.
Il mestiere del calciatore necessita di ampia libertà di movimento a causa dei trasferimenti anche internazionali: autorità e società sportive sono davanti a un evidente problema quando si parla di accuse così gravi. Alla fine di dicembre del 2021 il centrocampista Nahitan Nández ricevette un mandato d'arresto in Uruguay per violenze sulla moglie, ma nel frattempo prese un aereo per tornare a Cagliari, dove giocava: nell'agosto 2023 ha pagato un risarcimento alla vittima, non è più rientrato nel suo paese, rifiutando anche le convocazioni della Nazionale. Grazie al suo mestiere di calciatore ha potuto scampare all'arresto.
Una questione di sistema
È difficile non riconoscere delle responsabilità da parte dell'intero sistema in questi episodi. Gli statuti dei club non prevedono linee di condotta specifiche per casi del genere, la prassi che si è affermata nel nostro paese è sostanzialmente quella di ignorare le accuse e anche le condanne, fino alla sentenza definitiva. Una soluzione molto comoda per le società: i processi di questo tipo in Italia possono durare molti anni, decisamente più della durata media del contratto di un giocatore. Far finta di nulla conviene.
Per capirci, il caso Liguori riguarda fatti del 2018 e solo un mese fa si è arrivati alla sentenza di primo grado; nel frattempo, in Islanda, il caso di Albert Gudmundsson – attaccante oggi alla Fiorentina, accusato di molestie nel giugno 2023 - è arrivato alla sentenza di primo grado a inizio ottobre 2024, in poco più di un anno (il giocatore è stato assolto, ma l'accusa ha fatto ricorso). E durante questo periodo la Federcalcio islandese ha deciso di sospendere il giocatore dalla Nazionale.
Le incongruenze
I club italiani preferiscono non prendere provvedimenti per timore di cause legali, si trincerano dietro l'impossibilità di impedire di lavorare a una persona che non ha ricevuto condanne definitive. Ma anche questo punto presenta grosse contraddizioni. Nel momento in cui Portanova ha ricevuto la condanna in primo grado, il Genoa – suo club dell'epoca – ha smesso di convocarlo e alla prima occasione utile lo ha ceduto.
La giustificazione sopra riportata diventa ancora più ambigua se consideriamo che è perfettamente normale che un giocatore possa essere escluso dai convocati della sua squadra per contrasti con l'allenatore o semplicemente perché quest'ultimo non lo ritiene adeguato al progetto tecnico. In questi casi, nessuno teme che il giocatore in questione porti il club in tribunale, la conseguenza che se ne trae è che nel calcio italiano sia legittimo essere messi fuori rosa per ragioni tecniche, ma non se si è accusati di violenza sessuale.
Alla luce di tutto questo, le iniziative nei campi di calcio per il 25 novembre non possono non apparire fini a sé stesse. Le società sono in prima linea quando si tratta di lanciare messaggi di senso generale, ma fanno ben più di un passo indietro davanti ai casi specifici: quale può essere la loro credibilità?
https://www.editorialedomani.it/fatti/25-novembre-calcio-ipocrisia-segno-rosso-giocatori-accusati-stupro-giocano-portanova-liguori-manfrin-visentin-st2znobq (https://www.editorialedomani.it/fatti/25-novembre-calcio-ipocrisia-segno-rosso-giocatori-accusati-stupro-giocano-portanova-liguori-manfrin-visentin-st2znobq)
Fino al terzo grado di giudizio non sei colpevole, non è difficile.
Citazione di: Dissi il 25 Nov 2024, 09:32
Fino al terzo grado di giudizio non sei colpevole, non è difficile.
Su questo non ci piove. Ma (stando agli esempi citati nell'articolo) all'estero sembrano avere una sensibilità diversa sul tema. Tutto qui.
essendo più inerente (oltre che idea di Lotito) posto anche qui
https://www.open.online/2024/11/25/figc-del-piero-presidente-gravina-candidati-serie-a/
Citazione di: mr_steed il 26 Nov 2024, 00:39
essendo più inerente (oltre che idea di Lotito) posto anche qui
https://www.open.online/2024/11/25/figc-del-piero-presidente-gravina-candidati-serie-a/
Ecco infatti, volevo segnalare proprio questa notizia.
Dopo le voci estive su Marotta candidato alternativo ora spunta Del Piero.
Questo per non illudersi sulla sponda da cui arriverebbe il sostituto, nel caso il governo riuscisse a fare fuori Gravina (ci stanno provando).
Che sia idea di Lotito non lo so, non ci credo tanto.
Gravina annuncia che si ricandida, la festa è finita. Verrà rieletto con un plebiscito.
Citazione di: ironman il 29 Nov 2024, 12:14
Gravina annuncia che si ricandida, la festa è finita. Verrà rieletto con un plebiscito.
ma non c'è un limite ai mandati?
tra lui e malagò si faranno 20 anni di potere, manco nella spagna di franco
non voleva ricandidarsi, ma aveva un "impegno morale"...
"Certe forme di aggressione che ho ricevuto nelle ultime settimane, e che non hanno precedenti in un Paese civile come l'Italia [...]"
https://www.alfredopedulla.com/lannuncio-di-gravina-mi-ricandido-alla-presidenza-della-figc/
Citazione di: mr_steed il 29 Nov 2024, 12:24
non voleva ricandidarsi, ma aveva un "impegno morale"...
"Certe forme di aggressione che ho ricevuto nelle ultime settimane, e che non hanno precedenti in un Paese civile come l'Italia [...]"
https://www.alfredopedulla.com/lannuncio-di-gravina-mi-ricandido-alla-presidenza-della-figc/
dovrebbe dedicarsi al commercio di libri antichi, visto che gli riesce così bene ....
sondaggio sul sito di pedullà riguardo la ri-candidatura di gravina...
(https://i.postimg.cc/ncRZ6jpW/Screenshot-2024-11-29-at-19-26-01-Lazio-trasferta-ad-Amsterdam-vietata-ai-tifosi-biancocelesti-La-d.png) (https://postimages.org/)
Settantuno anni, andasse in pensione per favore.
Citazione di: biancocelestedentro il 29 Nov 2024, 21:09
Settantuno anni, andasse in pensione per favore.
Petrucci ne ha 79 ma la poltrona di basket non la molla.
Brutte notizie per il latinista, messo in netta minoranza anche per la nuova guida della serie A. Casini sembra tagliato fuori, 15 società sembrano decise di votare Enzo Simonelli. Lazio tra le 5 che non si sono accodate per ora.
Si vota il 9 dicembre.
Tre già ci sono (Juventus, Atalanta e Milan). A quanto pare ne stanno per arrivare altre. Quasi fatta per la seconda squadra dell'Inter (sarebbe già pronta dalla stagione 2025/2026). Progetto avanzato anche in casa Sassuolo, Napoli e Fiorentina. Ci pensano anche le merde (ma pare siano leggermente indietro rispetto alle altre). Valutano la situazione anche altre realtà.
Quindi in pratica ne stanno per diventare 7, se non 8.
Bho, a me sinceramente sembrano un po' troppe. Ma chiaramente i club hanno capito che al di là dell'esborso iniziale nel medio periodo conviene farle e quindi giustamente ci provano. Il problema è capire se conviene al movimento trasformare la C in una sorta di campionato delle seconde squadre o se ha senso un qualche tipo di limitazione o una loro diversa collocazione.
Quella delle seconde squadre è una delle riforme fortemente volute da Gravina, in pratica.
Citazione di: S.S. Termopiliano il 20 Dic 2024, 08:42
Tre già ci sono (Juventus, Atalanta e Milan). A quanto pare ne stanno per arrivare altre. Quasi fatta per la seconda squadra dell'Inter (sarebbe già pronta dalla stagione 2025/2026). Progetto avanzato anche in casa Sassuolo, Napoli e Fiorentina. Ci pensano anche le merde (ma pare siano leggermente indietro rispetto alle altre). Valutano la situazione anche altre realtà.
Quindi in pratica ne stanno per diventare 7, se non 8.
Bho, a me sinceramente sembrano un po' troppe. Ma chiaramente i club hanno capito che al di là dell'esborso iniziale nel medio periodo conviene farle e quindi giustamente ci provano. Il problema è capire se conviene al movimento trasformare la C in una sorta di campionato delle seconde squadre o se ha senso un qualche tipo di limitazione o una loro diversa collocazione.
Quella delle seconde squadre è una delle riforme fortemente volute da Gravina, in pratica.
Se alla fine gran parte delle squadre faranno la squadra b, secondo me non avrebbe più senso inserirle in serie c... sarebbe più logico fare una sorta di "campionato riserve"...
O magari arrivare ad una A chiusa con le squadre con più seguito sul modello NBA e riformare tutti i campionati minori... che, considerando il divario che si sta creando con le big, alla fine sarebbe la situazione più logica...
Ma sarebbe troppo "intelligente" come scelta, quindi non la faranno mai...
Si andrà avanti con le solite riformine malfatte, che fanno comodo a qualcuno nel breve periodo ma senza alcuna visione più ampia del futuro...
:rotflol:
https://www.alfredopedulla.com/gravina-mi-ricandido-come-presidente-vogliamo-completare-un-percorso-di-valore-e-di-valori/
Citazione di: mr_steed il 24 Dic 2024, 16:05
:rotflol:
https://www.alfredopedulla.com/gravina-mi-ricandido-come-presidente-vogliamo-completare-un-percorso-di-valore-e-di-valori/
Strano...sembrava cosi restio :D
fare un campionato delle squadre B non avrebbe senso, lo scopo è proprio quello di far formare sti ragazzi in campionati competitivi, dove trovi avversarie toste che lottano per salire o non retrocedere con in rosa vecchi o meno vecchi marpioni di categoria che ti fanno vedere i sorci verdi, è cosi che poi fai esordi' un Savona in serie A e tutti a dire chi cazz'è Savona ma era uno con gia' 90 partite di serie C sulle spalle, insomma " leggermente " temprato gia' a 21 anni, se ricominciano a gioca' tra di loro non sarebbe altro che un altro campionato primavera, ripeto secondo me non avrebbe senso
Citazione di: mr_steed il 24 Dic 2024, 16:05
:rotflol:
https://www.alfredopedulla.com/gravina-mi-ricandido-come-presidente-vogliamo-completare-un-percorso-di-valore-e-di-valori/
di valore soprattutto visto che sta nel CdA di 3 banche.... 8)
Non so se fosse già stata segnalata questa notizia di circa un mese fa.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/11/27/figc-tesserato-associazione-arbitri-giuliano-amato-procedimento-contro-gravina/7783238/amp/
Citazione di: biancocelestedentro il 29 Dic 2024, 00:34
Non so se fosse già stata segnalata questa notizia di circa un mese fa.
https://www.ilfattoquotidiano.it/2024/11/27/figc-tesserato-associazione-arbitri-giuliano-amato-procedimento-contro-gravina/7783238/amp/
Con tutto il rispetto mi sembrano cavolate come accuse. Il fatto quotidiano cerca di ingigantire tutto come al solito, fa il suo mestiere. Figuriamoci se uno come Gravina cada in queste trappole.
Scaduti i termini delle presentazioni candidature. Gravina candidato unico e invincibile.
Citazione di: ironman il 30 Dic 2024, 16:44
Con tutto il rispetto mi sembrano cavolate come accuse. Il fatto quotidiano cerca di ingigantire tutto come al solito, fa il suo mestiere. Figuriamoci se uno come Gravina cada in queste trappole.
Scaduti i termini delle presentazioni candidature. Gravina candidato unico e invincibile.
cioè tu dai delle consulenze a una società. Poi il proprietario di quella società ti versa una caparra di 200.000 euro per comprarti dei libri che poi non acquista e tu ti tieni la caparra. E per te è una cavolata ? ma in che mondo vivi ?
Gravina candidato unico e ce lo terremo sul groppone per altri 4 anni, Lotito consigliere della federazione uscente non sara' ricandidato, in compenso ci saranno Marotta, Scaroni, Percassi, Fenucci tra gli altri..." er potere de Lotito ".... 8)
Citazione di: mazzok il 30 Dic 2024, 17:34
cioè tu dai delle consulenze a una società. Poi il proprietario di quella società ti versa una caparra di 200.000 euro per comprarti dei libri che poi non acquista e tu ti tieni la caparra. E per te è una cavolata ? ma in che mondo vivi ?
Operazione che puzza "de stecca" lontano un miglio.
Però provarlo in tribunale è altra storia.
Purtroppo
Citazione di: TheVoice il 30 Dic 2024, 18:25
Operazione che puzza "de stecca" lontano un miglio.
Però provarlo in tribunale è altra storia.
Purtroppo
Se anche per gravina vale la giustizia sportiva non c'è bisogno di un tribunale ordinario.
https://www.repubblica.it/sport/calcio/serie-a/2024/12/30/news/figc_elezioni_gravina_unico_candidato_presidente_lotito_consigliere-423913702/?ref=RHLF-BG-P5-S4-T1
Citazione di: PARISsn il 30 Dic 2024, 18:21
Gravina candidato unico e ce lo terremo sul groppone per altri 4 anni, Lotito consigliere della federazione uscente non sara' ricandidato, in compenso ci saranno Marotta, Scaroni, Percassi, Fenucci tra gli altri..." er potere de Lotito ".... 8)
Magari restando fuori dal palazzo susciterà forse meno antipatie, perché finora abbiamo visto in azione soprattutto quelle invece del suo famigerato potere.
Mi consolo con questo pensiero e gli chiedo di occuparsi piuttosto della squadra, stadio, leggi in parlamento (inclusa la questione sponsor scommesse). Non è che gli mancheranno gli impegni.
1) Mio caloroso invito: leggere l'articolo che segue che parla della spartizione delle poltrone concordata dopo un incontro Marotta-Gravina. Intitolata "Piano antilotito".
https://storiesport.it/indiscreto/gravina-vede-marotta-via-al-piano-anti-lotito-si-a-candidatura-figc-riesame-ultimo-ostacolo-carraro-jr-in-lega-b-benedice-giorgetti/
2) Domanda: Sperando che abbiate letto quanto sopra, nel caso improbabile Gravina avesse qualche guaio giudiziario, la maggioranza bulgara che lo eleggerà lo sostituirà con il fedelissimo Abete, con lo stesso Marotta o darà retta a un Lotitone senza alleati?
Gravina: "La Juventus è un modello ideale per il calcio italiano"
https://www.alfredopedulla.com/gravina-la-juventus-e-un-modello-ideale-per-il-calcio-italiano/
https://www.alfredopedulla.com/gravina-avverte-i-club-stop-ai-passaggi-di-proprieta-senza-garanzie/
Citazione di: mr_steed il 30 Apr 2025, 21:11
https://www.alfredopedulla.com/gravina-avverte-i-club-stop-ai-passaggi-di-proprieta-senza-garanzie/
non sembra una cosa sbagliata stavolta, una garanzia per il cambio di proprietà dovrebbe essere il minimo sindacale.
Punto di vista su gravina proveniente da Napoli e dintorni.
https://www.ilnapolista.it/2025/06/ora-ponzio-gravina-portera-acerbi-nelle-scuole-come-esempio-di-fedelta-alla-nazionale/?fbclid=IwY2xjawKu7NxleHRuA2FlbQIxMQBicmlkETAzNzhwWjJyZ1pwaG1XdzZEAR6ZGPyqkuzZzwZ2f44cgOyRCABhnnxPy7CKJTbVCfthXhPaRTkGIkoXXOFH4g_aem_Dyu235lvQxC2Z1jwbr6YPA
Se non si dimette è una merd@.
Direi che si può sintetizzare meglio:
Citazione di: maury68 il 08 Giu 2025, 17:02
Se non si dimette è una merd@.
Si in effetti :)
Citazione di: maury68 il 08 Giu 2025, 17:02
Se non si dimette è una merd@.
potevi limitarti a scrivere le ultime 3 parole a prescindere dal fatto che si dimetta
Riccardo Cucchi perfetto su FB:
Non ricordo a memoria di aver mai visto un CT dare le dimissioni da solo rimanendo sulla panchina della nazionale ancora per una partita. È stato esonerato? Se è così chi avrebbe dovuto annunciarlo? L' esonerato?
Fermo restando che Spalletti doveva dimettersi, mi domando se questo è il comportamento che devono tenere una Federazione e il suo Presidente.
Citazione di: angeloadamo il 08 Giu 2025, 22:51
Riccardo Cucchi perfetto su FB:
Non ricordo a memoria di aver mai visto un CT dare le dimissioni da solo rimanendo sulla panchina della nazionale ancora per una partita. È stato esonerato? Se è così chi avrebbe dovuto annunciarlo? L' esonerato?
Fermo restando che Spalletti doveva dimettersi, mi domando se questo è il comportamento che devono tenere una Federazione e il suo Presidente.
(https://i.ibb.co/5WwGKc3F/veri-interisti-professionisti.gif) (https://ibb.co/BVFcnsJN)
Citazione di: angeloadamo il 08 Giu 2025, 22:51
Riccardo Cucchi perfetto su FB:
Non ricordo a memoria di aver mai visto un CT dare le dimissioni da solo rimanendo sulla panchina della nazionale ancora per una partita. È stato esonerato? Se è così chi avrebbe dovuto annunciarlo? L' esonerato?
Fermo restando che Spalletti doveva dimettersi, mi domando se questo è il comportamento che devono tenere una Federazione e il suo Presidente.
una situazione assurda: spalletti avrebbe dovuto dire a gravina che la prossima partita della nazionale se la poteva allenare da solo...
allenare da esonerato in questo modalità ridicola non mi pare molto dignitoso...
Citazione di: mr_steed il 09 Giu 2025, 10:39
una situazione assurda: spalletti avrebbe dovuto dire a gravina che la prossima partita della nazionale se la poteva allenare da solo...
allenare da esonerato in questo modalità ridicola non mi pare molto dignitoso...
non credo che il termine dignità rientri nel loro vocabolario
Citazione di: mr_steed il 09 Giu 2025, 10:39
una situazione assurda: spalletti avrebbe dovuto dire a gravina che la prossima partita della nazionale se la poteva allenare da solo...
allenare da esonerato in questo modalità ridicola non mi pare molto dignitoso...
E se invece avesse chiesto lui di restare per non chiudere con uno 0-3?
Visto che regala lo stipendio di un anno non avrebbero potuto dirgli di no a nulla. Se stasera c'è lui in panca vuol dire che abbia voluto così.
La mia interpretazione è questa:
gravina e spalletti si sono incontrati e gravina avrà detto che per salvare capra e cavoli c'era bisogno di esonerarlo, promettendo o garantendo a spalletti qualcosa (che col tempo verrà fuori, mi auguro) che ha permesso di assistere ad una conferenza stampa surreale, l'unica alla quale ho assistito ad un mea culpa assoluto dell'allenatore che nel contempo tesse le lodi del suo presidente "sempre vicino, sempre presente".
Si tenga conto che l'allenatore in questione è uno di quelli con l'ego più sviluppato e, da buon toscano di provincia, non dovrebbe essere capace di ingoiare il rospo senza colpo ferire.
Ora spalletti troverà squadra (juve, viola sono ancora libere) e Ragnieri verrà per salvare l'onore dell'Itaglia.
bisognava tappare il buco stasera. Poi la prossima sarà a settembre, c'è tempo.
Diciamo che abbiamo assistito a cose che in altri paesi (leggermente più seri) non immaginano nemmeno sotto effetto di droghe
Ranieri non ha accettato l'incarico di CT
Citazione di: edge24 il 10 Giu 2025, 09:22
Ranieri non ha accettato l'incarico di CT
A prescindere da Ranieri, mo voglio proprio vedere a chi l'affidano questa nazionale, la situazione mi sembra gravina :=))oltre all'ennesima figura demmerda, perchè un tecnico italiano che rifiuta la nazionale italiana fa fare una discreta figura demmerda ai vertici del calcio italiano. Avanti così
Ho appena sentito alla radio che il viscido ranieri ha rifiutato la nazionale; ed ho sentito i primi commenti che parlano di scelta saggia. Quindi per la bellissima narrazione italiana se un giocatore rifiuta la nazionale dopo essere stato preso per il culo dal ct è da radiare e se lo fa un allenatore è un saggio. Siete strani forte, in itaglia.
Ieri era dato per certo oggi rifiuta... scelta saggia... :=))
Prendessero uno cattivo che gli faccia capire che non contano un cazzo se non lo dimostrano sul campo e che la maglia azzurra va onorata... fosse pure Gattuso.
per me gravina va su klopp
Se salta Gravina (e non salta) ce metteranno Malagò, statene certi dalla padella alla brace.
Citazione di: GoodbyeStranger il 10 Giu 2025, 09:49
Ieri era dato per certo oggi rifiuta... scelta saggia... :=))
tattica per forzare la mano.
Se mi volete col doppio incarico bene sennò non vengo.
Ora er sor gravina dovrà trovare l' escamotage normativo per bypassare l'incompatibilità.
Er ferrino intanto novello Cincinnato aspetta ed "evita polemiche"
Vicenda disgustosa
Gira voce di De Zozzi ....... :asrm
Citazione di: alasinistra il 10 Giu 2025, 10:28
Gira voce di De Zozzi ....... :asrm
totty no?
peccato che er barone non ce sta più sennò un sondaggetto gravina l'avrebbe fatto pure con lui
disgustorama, gravina più che un allenatore cerca una persona popolare per coprirsi mediaticamente, tanto con questa squadra de pippearsugo dove pensi di andare?
"Buongiorno fratello, ho deciso di rinunciare. I Friedkin mi avevano lasciato libero di scegliere, ma io ho promesso di smettere, se avessi continuato non avremmo preso Gasperini , voglio solo pensare alla Roma"
ma è davvero vero che questo è il messaggio che il viscido ha inviato stamattina a zazzaroni?
è davvero vero che lo chiama fratello?
Citazione di: tommasino il 10 Giu 2025, 10:39
"Buongiorno fratello, ho deciso di rinunciare. I Friedkin mi avevano lasciato libero di scegliere, ma io ho promesso di smettere, se avessi continuato non avremmo preso Gasperini , voglio solo pensare alla Roma"
ma è davvero vero che questo è il messaggio che il viscido ha inviato stamattina a zazzaroni?
è davvero vero che lo chiama fratello?
In realtà aveva scritto
"yo, bro"
Rifiutare la nazionale.. assurdo
Citazione di: tommasino il 10 Giu 2025, 10:39
"Buongiorno fratello, ho deciso di rinunciare. I Friedkin mi avevano lasciato libero di scegliere, ma io ho promesso di smettere, se avessi continuato non avremmo preso Gasperini , voglio solo pensare alla Roma"
ma è davvero vero che questo è il messaggio che il viscido ha inviato stamattina a zazzaroni?
è davvero vero che lo chiama fratello?
pure gravina farà parte di quel loro "cavalierato"? chissà perché non mi sorprenderebbe affatto questa cosa...
Citazione di: Fla il 10 Giu 2025, 10:47
Rifiutare la nazionale.. assurdo
Al momento, è il peggior incarico per un allenatore, tutto da perdere e niente da guadagnare.
Quasi sicuramente andrai agli spareggi, dove si incontrano nazioni valide, non scarse e in una partita secca può succedere di tutto.
Se passi, al sorteggio dei mondiali sarai in quarta fascia, rischi un girone tipo Argentina, Olanda e Nigeria.
Chi te lo fa fare, se hai alternative ?
Citazione di: genesis il 10 Giu 2025, 10:51
Al momento, è il peggior incarico per un allenatore, tutto da perdere e niente da guadagnare.
Quasi sicuramente andrai agli spareggi, dove si incontrano nazioni valide, non scarse e in una partita secca può succedere di tutto.
Se passi, al sorteggio dei mondiali sarai in quarta fascia, rischi un girone tipo Argentina, Olanda e Nigeria.
Chi te lo fa fare, se hai alternative ?
Non sono d'accordo; credo che sia uno dei momenti più bassi della nostra nazionale.
Chi entra adesso non può che fare un po' meglio.
Citazione di: tommasino il 10 Giu 2025, 10:54
Non sono d'accordo; credo che sia uno dei momenti più bassi della nostra nazionale.
Chi entra adesso non può che fare un po' meglio.
Vero ma, con la situazione che ho descritto, potrebbe non bastare.
questa nazionale se si potesse iscrivere al nostro campionato starebbe serenamente nella parte destra della classifica, bisognerebbe solo stabilire a che altezza
Repubblica ha in homepage, come prima notizia, il rifiuto del macellaretto.
Segue agiografia completa, una cosa che non si era vista manco col papa ...
Citazione di: tommasino il 10 Giu 2025, 10:39
"Buongiorno fratello, ho deciso di rinunciare. I Friedkin mi avevano lasciato libero di scegliere, ma io ho promesso di smettere, se avessi continuato non avremmo preso Gasperini , voglio solo pensare alla Roma"
ma è davvero vero che questo è il messaggio che il viscido ha inviato stamattina a zazzaroni?
è davvero vero che lo chiama fratello?
E ti stupisci???
Il corriere di trigoria ha una tradizione...che si tramanda da decenni. Credo, forse, con A. Vocalelli si era interrotta, ma per poco.
Questo rifiuto, fosse avvenuto a favore di qualsiasi altra squadra, sappiamo tutti ovviamente che sarebbero partite le condanne e lo sdegno.
Invece ora si vuole far passare che la roma è più importante della Nazionale.
Ma come riescono a non sentirsi degli idioti non lo capisco. Io mi sentirei in difficoltà sia come diretto interessato che come tifoso.
A buongiorno fratello non ci posso credere :lol: :lol: :lol:
DDR, Cannavaro o Gattuso.
Per Pioli c'è il problema della penale da pagare per la rescissione unilaterale.
Citazione di: genesis il 10 Giu 2025, 11:55
DDR, Cannavaro o Gattuso.
Per Pioli c'è il problema della penale da pagare per la rescissione unilaterale.
Li dovrebbero prendere tutti e 3. Gente che ha vinto il mondiale e pallone d'oro e può dare almeno un po di motivazione ai giocatori e fargli fare le "goleade" che servirebbero nelle prossime partite.
Poi con la Norvegia ci sta di perdere ormai.
Ma da uno come ranieri che ci si può aspettare?
Ragnieri agisce da vecchia volpe.
Ha smesso, una prima volta a Cagliari, perchè non se lo filava più nessuno, comunque salvando una squadra che aveva portato in A a colpi di buciodeculo.
E' tornato sui suoi passi per le merde, visto che peggio di quanto avevano fatto Dagniele e Juric non si poteva fare.
Anche qui buciodeculo e mafia hanno fatto il resto.
Ora non è tornato sui suoi passi semplicemente perchè il "miracolo", nonostante il buciodeculo, è impossibile anche a fronte del fatto che qui gli arbitri non li manda gravina.... :asrm
Anche Pioli avrebbe detto no, pare, sembra.
difrancesco non lo stanno considerando? strano...
comunque gianpaolo non ha rinnovato col lecce: io ci farei un pensierino dato che coi giocatori attuali forse è meglio qualcuno abituato alle salvezze...
Di francesco mi sembra l'unico, tra quelli citati, che considero un allenatore degno di questo nome ma, al contrario del macellaretto, non è dotato del buciodeculo necessario per primeggiare.
Credo che alla fine andranno in ginocchio da Mancini, con un bel fracco di soldi, e lo designeranno allenatore.
Ma allenatori federali?
Gentile?
Citazione di: DaMilano il 10 Giu 2025, 14:43
Ma allenatori federali?
Gentile?
Nome non casuale? Roba che si fa esplodere appena varca i cancelli della FIGC
https://www.open.online/2023/08/04/claudio-gentile-procuratori-calcio-nazionale/
(https://www.open.online/2023/08/04/claudio-gentile-procuratori-calcio-nazionale/)
Gentile, Tardelli, Donadoni sono stati segati nel corso del tempo e non hanno più avuto occasioni nè altre opportunità di allenare dal sistema mafioso insito nella FIGC :asrm
gentile? del tutto incompatibile considerando come l'hanno trattato facendolo fuori da anni, anche dall'allenare altre squadre...
sarebbe più compatibile bagni semmai :p
a proposito di squadre giovanili e del fatto che la federazione ha ridotto così l'intero sistema...
Chiude l'arbitro nello spogliatoio e lo aggredisce: la follia di un genitore al torneo di calcio under 12
https://www.open.online/2025/06/09/arezzo-genitore-aggredisce-arbitro-torneo-calcio-under-12/
Che figura Gravina, gli stanno dicendo tutti di no, nessuno si vuole accollare questa patata bollente con il rischio di fare figuracce. E ancora sta là, ma proprio gente senza faccia, basta che mantiene il posto. Che vergogna
Citazione di: Laziale-forever il 10 Giu 2025, 11:05
E ti stupisci???
Il corriere di trigoria ha una tradizione...che si tramanda da decenni. Credo, forse, con A. Vocalelli si era interrotta, ma per poco.
Te lo raccomando il Corriere di Vocalelli. Ai tempi di calciopoli cominciò a difendere la Lazio solo dopo la sentenza di primo grado, quando furono sicuri che le immensamente merde fossero in champions. Intellectual prostitution as usual.
L'unico periodo in cui il trigoriere fu equidistante, fu ai tempi di Xavier Jacobelli, che infatti durò poco.
Richiamano Spalletti, con parrucca e baffi, così non lo riconosce nessuno
Citazione di: tommasino il 10 Giu 2025, 10:04
per me gravina va su klopp
L'ho già scritto sul topic della Nazionale, questi non li resuscita neanche Gesù Cristo sceso appositamente dalla croce.
Citazione di: genesis il 10 Giu 2025, 11:55
Per Pioli c'è il problema della penale da pagare per la rescissione unilaterale.
Per Spalletti non c'era lo stesso una penale perché aveva un accordo con De Laurentis per non allenare per un certo periodo o ricordo male io?
Citazione di: alasinistra il 10 Giu 2025, 14:58
Gentile, Tardelli, Donadoni sono stati segati nel corso del tempo e non hanno più avuto occasioni nè altre opportunità di allenare dal sistema mafioso insito nella FIGC :asrm
Gentile e Donadoni segati pure se valevano qualcosa ma Tardelli come allenatore ha avuto sia successi, soprattutto con le nazionali giovanili e nelle serie inferiori con squadre di club, che rovesci come diversi esoneri, ma credo che alla fine venga ricordato soprattutto per la stagione disastrosa che ebbe quando allenò l'inter. Comunque parliamo di uno poco più giovane del fettina, entrambi oramai ampiamente in età pensionabile.
Ma Spalletti è stato esonerato o s'è dimesso?
Un esonero senza piano B, così, de botto, senza senso?
Gravina se tenesse alla nazionale imporrebbe una norma in cui in ogni club di serie A deve avere almeno 15 tesserati convocabili dalla nazionale.
Ci sono squadre in A dove in certe partite non c'è un solo italiano in campo, è chiaro che questa deriva dettata dai costi inferiori per gli stranieri debba essere limitata se vogliamo alzare il livello della nazionale.
Mamma mia spero proprio che Gravina non ti ascolti :D
Citazione di: Gulp il 10 Giu 2025, 21:19
Mamma mia spero proprio che Gravina non ti ascolti :D
allora non lamentatevi del livello dei giocatori. I top club continueranno a comprare stranieri più economici e gli italiani non cresceranno mai.Avremo sempre mezzi giocatori.
Tutti rimpiangono le squadre degli anni 90/00 la tanta scelta che i ct avevano, ma guardate anche quanti italiani c'erano nelle rose.
In olanda non c'è nessuna squadra senza olandesi in campo. mai. In Italia inda Mila e reuma tra le altre spesso si.
Forse anche per quello hanno un ricambio continuo e competizione tra i giocatori.
Noi abbiamo la gente contata e pure scarsa
Il nostro Riccardo Cucchi, sempre molto pacato, sulla FIGC conferma una posizione dura (e sono sempre d'accordo con lui, e, lo so che e' un sogno irrealizzabile ma:...quanto mi piacerebbe averlo alla comunicazione)
È inutile girarci intorno. A questa Nazionale manca qualità. E non da oggi.
In Italia non crescono più talenti, non si coltivano talenti. Da più generazioni.
Perché non si crede nei vivai, perché nelle scuole calcio non si valorizza la tecnica individuale e si dà priorità alla tattica e alla fisicità.
E perché i bambini non giocano più per strada o in parrocchia.
Il processo di "privatizzazione" del calcio costringe le famiglie a spendere patrimoni per far giocare i propri figli escludendo fasce di popolazione che non possono permetterselo.
In tutto questo FIGC assente. Mancano progetti, visione, idee innovative. E i presidenti occupano la carica per anni impedendo la crescita di nuovi dirigenti.
Spalletti ha commesso molti errori. Di più ne ha commessi Gravina. Entrambi hanno un problema: mettere se stessi davanti a tutto e prima degli interessi della Nazionale.
Auguro a chiunque verrà scelto per la panchina azzurra ogni fortuna. Ma certo non gli si potrà chiedere di camminare sulle acque.
Citazione di: Warp il 10 Giu 2025, 21:45
In olanda non c'è nessuna squadra senza olandesi in campo. mai.
Visto che vivi lì, sai per caso se questo è un dato in qualche modo spontaneo o se dipenda da qualche norma federale?
Perché ho l'impressione che l'imposizione di un numero minimo di giocatori originari di un paese in rosa o in campo sarebbe limitativa della libera circolazione e dunque in contrasto con l'ordinamento europeo.
Il fatto che i nostri siano pochi dipende non solo dai costi, ma anche e soprattutto dal fatto che sono mediamente scarsi. Insomma, non vedo questi fenomeni costretti a giocare in B o a emigrare, a causa del numero degli stranieri. Per me è un discorso soprattutto di formazione.
Citazione di: hafssol il 11 Giu 2025, 08:07
Visto che vivi lì, sai per caso se questo è un dato in qualche modo spontaneo o se dipenda da qualche norma federale?
Perché ho l'impressione che l'imposizione di un numero minimo di giocatori originari di un paese in rosa o in campo sarebbe limitativa della libera circolazione e dunque in contrasto con l'ordinamento europeo.
Il fatto che i nostri siano pochi dipende non solo dai costi, ma anche e soprattutto dal fatto che sono mediamente scarsi. Insomma, non vedo questi fenomeni costretti a giocare in B o a emigrare, a causa del numero degli stranieri. Per me è un discorso soprattutto di formazione.
no non credo ci sia alcuna norma specifica, ma è una prassi dovuta al fatto che in Olanda molte squadre hanno vivai interessanti, non solo l'ajax che lo fa da sempre.
La fondazione cruijff fa un lavoro pazzesco in tutto il paese creando campetti bellissimi nelle aree periferiche che sono sempre strapieni di ragazzini e ragazzine che fanno tornei dalla mattina alla sera. nessun vandalismo perche tutti ci tengono al loro campetto e guai a chi glielo rovina ;) con tornei cittadini e provinciali.
(https://i.ibb.co/gby6Hq9n/foto-31-5-2024-16-Nieuw-Kunstgras-Cruyff-Court-Huiderlaan-Beverwijk.jpg) (https://ibb.co/vC1Dgyqt)
i nostri ragazzi sono scarsi perche invece abbiamo "privatizzato" il calcio, nelle primavera è pieno di ragazzi presi a destra e sinistra senza andare a guardare nei campetti di periferia e di piccole città.
levata di scudi a difesa di sir fettina su dagospia, dove si accusa gravina di aver esonerato spalletti contando sulla disponibilità presuntamente accordatagli dar macellaretto e di aver aizzato la stampa contro ranieri in seguito alla sua disdetta...ora, io non ho idea di quale sia la verità, ma nel dubbio mi auguro si smolecolino nell'etere un po' tutti: er norcino, la figc, gravina, la nazionale, la rioma, etc...
Però Barigelli costretto a scagliarsi contro er fettina ci voleva.
Citazione di: JoeStrummer il 11 Giu 2025, 13:02
Però Barigelli costretto a scagliarsi contro er fettina ci voleva.
per espiare si è messo una sciarpa del cucs a mo' di cilicio
da leggere fino alla fine
Italo che amava l'Italia
di Luca Pisapia
La storia di Italo che amava l'Italia. E che ama il calcio di Yamal, Mbappé, Saka e Musiala, ma non sarà mai come loro
Italo che amava l'Italia era nato una notte di luglio del 2006. Era la notte in cui la Nazionale italiana vinceva i Mondiali di Germania. Per questo all'anagrafe i genitori dopo Italo gli diedero anche i nomi Gianluigi, Gennaro, Fabio e Grosso. Italo che amava l'Italia era troppo piccolo all'epoca per ricordarsi gli Europei del 2008 in cui fummo umiliati dalla Spagna. O i Mondiali di Sudafrica 2010 in cui non riuscimmo nemmeno a superare un girone facilissimo. I suoi primi ricordi della Nazionale italiana risalgono agli Europei del 2012, quando arrivammo in finale avanti grazie ai gol dell'altrimenti detestato e vituperato Mario Balotelli. Anche se poi pure lì fummo umiliati dalla Spagna.
Nonostante questo però, Italo che amava l'Italia decise che il pallone era la sua grande passione. Anche perché era piuttosto bravo a giocare, uno dei migliori della sua età. Aspettava quindi fiducioso di vedere gli azzurri al Mondiale del 2014. Ma anche lì l'Italia non riuscì nemmeno a passare i gironi. In quasi dieci anni di vita, a Italo che amava l'Italia era stata quindi preclusa la possibilità di vedere la Nazionale italiana in una partita a eliminazione diretta di un Mondiale. Quelle partite da dentro e fuori che segnano la storia del calcio. Ma Italo che amava l'Italia non sapeva che il peggio doveva ancora venire. Non avrebbe più visto l'Italia giocare ai Mondiali.
Italo che amava l'Italia nonostante le umiliazioni della Nazionale
Nella sua adolescenza, mentre la sua bravura come calciatore si estendeva oltre i confini regionali, le cose continuarono infatti a peggiorare. Dopo Paraguay, Nuova Zelanda, Costa Rica e Slovacchia, Italo che amava l'Italia avrebbe infatti visto la nazionale Italiana umiliata da Svezia, Svizzera, Irlanda del Nord e Macedonia del Nord. Incapace addirittura di qualificarsi ai Mondiali 2018 e 2022. Certo, dopo la pandemia avrebbe visto gli azzurri vincere gli Europei. Ma l'immagine simbolo di quella competizione era la foto di un vecchio difensore italiano che strattonava un giovane attaccante inglese. Nulla a che vedere con i video che si scambiava con gli amici sulle magie dei giovani calciatori europei delle altre squadre.
E nonostante la Serie A sia così noiosa che pure i tifosi si dedicano ad altro
Anche perché nemmeno a livello di club il calcio italiano aveva fatto granché dalla sera di luglio in cui nacque Italo che amava l'Italia, e che per questo si dovette accollare anche i nomi di Gianluigi, Gennaro, Fabio e Grosso. Giusto una Champions con il Milan nel 2007 e una con l'Inter nel 2010. Poi il nulla assoluto. Nel deserto che seguì, solo un'Europa League dell'Atalanta, che sembrava però una di quelle imprese isolate di chi regala la prima e unica competizione continentale della storia ai loro piccoli Paesi. E anche all'interno del Paese le cose nel calcio non andavano meglio. Tra scandali, scommesse, corruzioni, inchieste, fallimenti, il calcio italiano era precipitato nel sottoscala della storia.
Le partite della Serie A erano talmente noiose che all'estero le televisioni neppure compravano i diritti per trasmetterle. I suoi giocatori così scarsi che nessuna grande squadra europea li voleva. I suoi dirigenti così inadeguati che le squadre italiane erano le più indebitate di tutta Europa. Gli stadi così fatiscenti e i biglietti così costosi che pure i tifosi avevano cominciato a dedicarsi ad altro, tipo commerciare in panini o in parcheggi. O a spararsi addosso l'uno con l'altro. Eppure a leggere i giornali e a guardare le televisioni sembrava che il calcio italiano fosse sempre il migliore del mondo.
Italo che amava l'Italia è uno straniero nella sua Nazione
Ma nel 2025, come tutti i ragazzini appena maggiorenni, Italo che amava l'Italia non leggeva i giornali e non guardava le televisioni. Le sue fonti d'informazione erano la rete globale e orizzontale delle sue connessioni. Per questo sapeva benissimo che la Nazionale italiana avrebbe faticato a qualificarsi anche per i Mondiali del 2026, nonostante le squadre partecipanti sarebbero passate da 32 a 48. E lo sapeva non tanto perché conoscesse le statiche di ogni attaccante della Norvegia. Ma perché conosceva le statistiche dell'Istat e sapeva di vivere in un Paese vecchio e stanco, di cui la Nazionale era specchio. Un Paese dove gli stipendi erano tra i più bassi di Europa, il lavoro tra i più precari e meno qualificati, la sanità pubblica distrutta, l'istruzione calpestata. E i diritti quasi nulli.
Così nel 2025 Italo che amava l'Italia continuava ad amare il calcio, e a guardare in rete in video di Yamal, Mbappé, Saka, Musiala. Anche se forse non avrebbe mai visto l'Italia ai Mondiali. Ma quello che lo intristiva di più era che lui, il cui talento calcistico era oramai riconosciuto a livello nazionale, per l'Italia che pure amava non avrebbe mai potuto giocare. Perché quella sera di luglio del 2006 era nato in Italia da genitori provenienti dalla diaspora africana. E per questo, fino al giorno in cui era diventato maggiorenne, non era mai stato considerato un cittadino italiano. Perché a differenza di Yamal, Mbappé, Saka, Musiala e tutti altri fenomeni del calcio europeo, nati nei loro Paesi da genitori stranieri e subito diventati cittadini, Italo che amava l'Italia pur essendo nato nel suo Paese era sempre stato uno straniero.
Me so fermato alla seconda riga quando parla di Europei 2008 in cui saremmo stati umiliati dalla Spagna. Magari Italo era piccolo ma Luca Pisapia dormiva.
Abbiamo perso ai rigori contro la squadra che poi vincerà tutto. Mo continuo, ma con più diffidenza.
Italo che arriva sempre in orario, è scritto???
Mah, si, il proposito finale lo condivido, ma ci arriva con una secchiata di luoghi comuni che la metà basta. Anche perché, per dire, si lancia nell'imperturbabile e abbastanza polverosa filippica da fila alla posta, o fermata dell'autobus sull'Itaglia e gli Itagliani che acchiappa clic ma spiega poco. E secondo me è anche spostare il problema su un piano diverso. Come se il calcio fosse il solo sport praticato nel paese e quindi l'Itaglia e gli Itagliani non pagando le tasse, oppure è tutto un magna magna e quindi la nazionale non va ai mondiali. Semplice, diretto. E' cosi. Come se altrove fosse diverso, come se altrove invece tutti buttano la carta nei secchi al parco e tutti, ma proprio tutti pagano le tasse.
Come se invece lo sport italiano non stia ottenendo grandissimi risultati in altri sport, anche non necessariamente di nicchia, come l'atletica, il tennis, la pallavolo, il golf e altri...
Ma anche solo restando al calcio, io credo che abbiano anche rotto il cazzo questi articoli in cui si fa un grande calderone. Dove si passa all'esaltazione dell'Inter o delle merde allenate dal grande Ranieri. Poi quando c'è un problema con la nazionale allora il problema del calcio italiano sono che le squadre sono troppo indebitate. Mai che facciano veramente i nomi. Mai che si facciano veramente i nomi.
Io Luca Pisapia lo posso anche prendere sul serio, come ho scritto il suo proposito finale lo condivido, ma non solo per lo sport ma anche per l'intera società. Ma prima deve scrivere, nero su bianco, che l'Inter, il Milan, la Juventus e le merde, ovvero quattro delle prime cinque società di calcio per audience sono indebitate in maniera indecente e, non intervenendo, si droga ogni competizione. Mai uno che facesse un nome. Eppure non serve essere un giornalista d'inchiesta per sapere quante centinaia di milioni di euro l'Inter brucia ogni anno.
Sproloquio ridicolo per parlare ancora di cittadinanza a due giorni da un chiaro risultato referendario
Chiaro in che senso ?
Non so in che senso lo intendi ma dalla tornata referendaria del fine settimana di netto e indiscutibile non mi pare che sia uscito qualcosa. A parte ovviamente un eventuale "moriremo tutti".
Insomma, le percentuali 70/30 non sono 55/45 o 60/40
Inoltre è il quesito dove si sono registrati il maggior numero di No, l'unico dove addirittura in alcune zona ha proprio vinto il No
Citazione di: italicbold il 11 Giu 2025, 14:15
ha sbagliato con gli europei 2012.
per il resto pisapia bastona pesante anche i club, non risparmia critiche.
Questo pezzo credo sia un po provocatorio anche alla luce del referendum, ma dice la verità. Tutte le nazionali piu importanti europee sono piene di ragazzi delle varie diaspore.
Solo gli italiani mantengono anacronisticamente per l'europa occidentale la nazionale "all white" tranne rarissime eccezioni che si contano su una mano. Se aprissimo un po la società ne gioverebbe anche il calcio.
Nel calcio però mi pare non si siano mai fatti problemi a naturalizzare i Camoranesi, luiz felipe,jorginho,retegui,thiago Motta,schelotto,Ledesma...etc...come in altri sport.
Poi certo se uno è forte gioca x il Brasile o l'Argentina, non aspetta di riciclarsi nell'Italia
per me la cosa maggiormente positva dell'articolo è che ha citato la EL dell'atalanta ma non la "coppaconferencedellefiere" degli spurghi :=))
Citazione di: SodaLazio il 11 Giu 2025, 15:13
Nel calcio però mi pare non si siano mai fatti problemi a naturalizzare i Camoranesi, luiz felipe,jorginho,retegui,thiago Motta,schelotto,Ledesma...etc...come in altri sport.
Poi certo se uno è forte gioca x il Brasile o l'Argentina, non aspetta di riciclarsi nell'Italia
non parlo dei giocatori fatti e finiti, ma dei giovani, aprire la società, consentire a tutti di riuscire se capaci e non solo se dotati di genitori in grana.
Ma mi rendo conto, e non è una cosa personale verso di te, che il tema è delicato e l'idea di avere giocatori con radici diverse da quelle solidamente italiane, non piace alla autorevole massa.
Parliamo d'altro.
Se il calcio italiano fa schifo da 15 anni e non ci sono giocatori è colpa de gravina e non un problema anche sociale e culturale
Premettendo che io sono per lo ius soli, abbiamo traccia di gente nata, cresciuta e calcisticamente formata in Italia che poi e' andata a fare le fortune di una nazionale estera?
Perche' secondo me il problema non sta tanto nel non intercettare le varie diaspore, ma piu' nel formare nuovi calciatori.
Non e' che le varie federazioni lavorano meglio di quella italiana?
Citazione di: Warp il 11 Giu 2025, 14:59
ha sbagliato con gli europei 2012.
Ovviamente era un dettaglio, ma poi parla anche di umiliazione agli europei del 2012.
Secondo me la vis pugnandi gli ha preso la mano. Perdemmo in finale sempre contro la Spagna e, se non ricordo male, ci furono parecchi infortuni.
Citazione di: Warp il 11 Giu 2025, 14:59
per il resto pisapia bastona pesante anche i club, non risparmia critiche.
Questo pezzo credo sia un po provocatorio anche alla luce del referendum, ma dice la verità. Tutte le nazionali piu importanti europee sono piene di ragazzi delle varie diaspore.
Solo gli italiani mantengono anacronisticamente per l'europa occidentale la nazionale "all white" tranne rarissime eccezioni che si contano su una mano. Se aprissimo un po la società ne gioverebbe anche il calcio.
Sul proposito, come me, sfondi una porta aperta, l'ho anche scritto che è una strada obbligata.
Ma lui parla genericamente di club senza fare nomi. E cosi è troppo facile. Perché appunto, si resta nell'
è tutto un magna magna. Nel tutti colpevoli nessun colpevole. Ripeto, finché non si fanno i nomi, che tutti sanno, che tutti conoscono, è solo l'ennesima filippica da barsport.
Citazione di: italicbold il 11 Giu 2025, 15:28
I nomi è inutile farli perche lo fanno tutti. Sarebbe da fare i nomi di chi non lo fa.
Pure il didascalico moralizzatore ha riempito nel corso di 20 anni la primavera di ragazzini presi in albania Romania e chissa dove finiti poi chissà dove. Meglio non indagare su quelle e altre vicende nebulose che riguardano tutti i club italiani.
Siamo capaci di ricostruire un movimento dal basso come fecero Belgio Germania Inghilterra Olanda e altri dopo le disfatte delle loro nazionali?
Da li bisogna ripartire e non fare come si pensa sempre in italia ,con soluzioni semplicistiche, cambiando il vertice e lasciando tutto uguale sotto.
Citazione di: Warp il 11 Giu 2025, 15:26
Ma mi rendo conto, e non è una cosa personale verso di te, che il tema è delicato e l'idea di avere giocatori con radici diverse da quelle solidamente italiane, non piace alla autorevole massa.
Parliamo d'altro.
Scusa se riprendo il tema ma per chiarire , per me Balotelli Ndour etc...sono italiani e nessun problema
Quelli che ho citato prima invece no, sono acquisiti tramite ricerche di antenati, come fosse il mercato dei passaporti, come Koleosho ed allora non mi garbano molto.
Fra l'altro a livello giovanile conta anche poco la cittadinanza, ormai anche le giovanili sono piene di stranieri
Comunque interessante la domanda di Barcode, sarei curioso di conoscere le risposta
Citazione di: Barcode il 11 Giu 2025, 15:27
Premettendo che io sono per lo ius soli, abbiamo traccia di gente nata, cresciuta e calcisticamente formata in Italia che poi e' andata a fare le fortune di una nazionale estera?
Perche' secondo me il problema non sta tanto nel non intercettare le varie diaspore, ma piu' nel formare nuovi calciatori.
Non e' che le varie federazioni lavorano meglio di quella italiana?
Mi sa che i migliori italiani che giocano per una nazionale estera sono Asllani (arrivato qui a due anni) e Kumbulla. Con la Romania mi sa nessuno. Poi ci sono quelli che giocano per nazionali particolari tipo Capradossi per l'Uganda e Rontini per le Filippine. Un ragazzo di Olbia ha esordito con la nazionale bengalese in queste settimane.
Citazione di: Maremma Laziale il 11 Giu 2025, 16:06
Mi sa che i migliori italiani che giocano per una nazionale estera sono Asllani (arrivato qui a due anni) e Kumbulla. Con la Romania mi sa nessuno. Poi ci sono quelli che giocano per nazionali particolari tipo Capradossi per l'Uganda e Rontini per le Filippine. Un ragazzo di Olbia ha esordito con la nazionale bengalese in queste settimane.
Credo che ci sia anche Zalewski che gioca per la Polonia.
Citazione di: italicbold il 11 Giu 2025, 16:33
Credo che ci sia anche Zalewski che gioca per la Polonia.
pero sono italiani con doppia cittadinanza, come lo sono le mie figlie, per dire, Italo olandesi.
Io parlo di gente tipo nico Williams nati in spagna da genitori del Ghana, mi pare.
Citazione di: Warp il 11 Giu 2025, 16:38
pero sono italiani con doppia cittadinanza, come lo sono le mie figlie, per dire, Italo olandesi.
Io parlo di gente tipo nico Williams nati in spagna da genitori del Ghana, mi pare.
Gnonto
Citazione di: Warp il 11 Giu 2025, 16:38
pero sono italiani con doppia cittadinanza, come lo sono le mie figlie, per dire, Italo olandesi.
Io parlo di gente tipo nico Williams nati in spagna da genitori del Ghana, mi pare.
Si, ma quella differenza è dovuta semplicemente allo ius soli, esistente in Olanda, e lo ius sanguinis in Italia. Nico Williams non è nato con la nazionalità spagnola. Zalewski è nato in Italia da genitori Polacchi con la cittadinanza italiana. Aveva entrambe.
Citazione di: italicbold il 11 Giu 2025, 16:33
Credo che ci sia anche Zalewski che gioca per la Polonia.
aggiungo Audero per l'Indonesia, ma credo che sia la nazionalità del padre
Mi ritrovo con la critica di italicbold, tutti tengono famiglia e nomi non ne fanno, tranne quando c'è da puntare l'indice contro la Lazio.
E comunque agli europei del 2008 fummo umiliati dall'Olanda nella prima partita.
Citazione di: biancocelestedentro il 11 Giu 2025, 19:49
Mi ritrovo con la critica di italicbold, tutti tengono famiglia e nomi non ne fanno, tranne quando c'è da puntare l'indice contro la Lazio.
E comunque agli europei del 2008 fummo umiliati dall'Olanda nella prima partita.
mah guarda io non voglio passare per l'avvocato difensore di Pisapia (che non ne ha bisogno), ma se leggete quello che scrive su valori.it, manifesto, facebook o altri social non lo si può accusare di essere reticente col mondo del calcio.
Tanto per dire questo è un post della settimana scorsa post finale champions
la character assassination messa in atto dalla gazzetta dello sport contro simone inzaghi con ben quattro articoli a partire dall'editoriale del direttore oltre che vigliacca ha il nemmeno tanto velato scopo di difendere la disastrosa guida dirigenziale di beppe marotta che ha costruito una squadra di mezzi giocatori venduti come fenomeni sugli stessi media (a partire dal fantasmatico lautaro fino al patetico barella) e come tali strapagati con il monte ingaggi più alto della serie a (il doppio del napoli due volte su quattro campione d'italia in faccia all'inter) mezzi giocatori circondati da vecchie senza mai essere state glorie che sono indice di una squadra costruita per vincere subito e occultare bilanci che avrebbero meritato l'esclusione da tutti i campionati nazionali e continentali ma questa strategia eccellente a livello mediatico e ridicola a livello sportivo non ha portato alcun risultato segnando così il fallimento dirigenziale del potentissimo beppe marotta molto più di quello tecnico di simone inzaghi con buona pace dei servi sciocchi che abitano il giornalismo sportivo italiano
La tocca piano... :=))
In italia si ha paura del nuovo, del diverso, dei giovani e dei cambiamenti conseguenti che porterebbero al rischio di perdere il proprio piccolo orticello.
Oltre al problema che ogni discussione o pensiero viene ridotta ad una questione di tifo.
Finché ci sarà questo pensiero non migliorerà niente, tanto meno il calcio.
Citazione di: Des1900 il 12 Giu 2025, 07:36
In italia si ha paura del nuovo, del diverso, dei giovani e dei cambiamenti conseguenti che porterebbero al rischio di perdere il proprio piccolo orticello.
Oltre al problema che ogni discussione o pensiero viene ridotta ad una questione di tifo.
Finché ci sarà questo pensiero non migliorerà niente, tanto meno il calcio.
esatto. In Italia c'è questa logica perversa per cui se cambi il capo cambia tutto e lo abbiamo visto mille volte che non è così. Anzi spesso si cambia il capo proprio per lasciare tutto uguale.
Le rendite di posizione sono dure da abbattere.
Se a qualcuno interessa, Pisapia interviene sabato al Pigneto insieme a WM4:
https://edizionialegre.it/notizie/contrattacco-2025/
''L'unico modello di calcio veramente sostenibile è quello inglese, il più legato alla tradizione. In Inghilterra, il sabato pomeriggio non ci sono partite trasmesse in televisione perché la gente riempie gli stadi delle categorie minori. La finale di FA Cup è il secondo evento calcistico più seguito al mondo, dopo la finale di Champions League, eppure da cent'anni conserva gli stessi rituali e si gioca sempre a Wembley, non in luoghi esotici come l'Arabia Saudita.
In quel contesto si cerca di preservare l'identità del movimento calcistico, evitando che cada completamente nella logica della globalizzazione. È così che loro sono diventati tutti ricchi, mentre i nostri "ricchi" sono i più poveri d'Europa. Il calcio è uno sport profondamente emozionale: se gli togli l'emozione, a livello televisivo non rimane certo lo spettacolo migliore del mondo. L'emozione vive attraverso il bambino che va allo stadio, ma il futuro è compromesso se ci si rivolge solo al pubblico degli highlights.
Per migliorare, si potrebbe almeno iniziare dalle piccole cose. Per esempio, rinunciare alle tournée estive all'estero e riportare la Coppa Italia ad agosto, coinvolgendo anche le grandi squadre. Le partite potrebbero essere giocate sui campi delle squadre di Serie C, permettendo loro di generare incassi utili per sopravvivere durante l'anno. Tuttavia, si obietterebbe subito che ci sono problemi di ordine pubblico: come potrebbe la Juventus giocare a Campobasso?
La Coppa Italia, così com'è ora, è un evento marginale, concepito su misura per l'audience televisiva degli ultimi turni. Ma il calcio vero non è questo. Il calcio è il Bayern Monaco che perde contro una squadra di Serie C.''
(Maurizio Sarri)
mi era sfuggito questo molto condivisibile editoriale di pedullà su gravina...
https://www.alfredopedulla.com/gravina-con-il-cerino-in-mano/
Per quel che mi riguarda spero che la nazionale non vinca più nulla fin quando campo (poi magari muoio tra un mese eh), ma per lo schifo che hanno fatto con Immobile e in generale il trattamento riservato ai Laziali mi auguro di saltare altri 10 mondiali
al netto delle variegate e gravi colpe di Lotito...
si può dire che da parte della figc far iniziare le nuove regole dell'IDL con l'inizio dell'anno solare e non con l'inizio della stagione 25-26 è una discreta porcata oltre che una cosa senza senso che porta anche ad uno squilibrio nel corso di una stessa stagione?
A quanto pare il genio ne sta per partorire un'altra...
La proposta di Gravina per rivoluzionare il calcio: due retrocessioni e due promozioni tra Serie A e Serie B
Il presidente della FIGC vuole cambiare e diminuire il sistema di promozioni e retrocessioni tra i campionati professionistici italiani: la proposta di riforma potrebbe arrivare a dicembre.
"La riforma del calcio italiano è già in atto, anche se forse si percepisce meno di quanto dica la realtà. È partita con l'approvazione del piano strategico a marzo 2024: un vero e proprio piano industriale che incide molto sul tema della sostenibilità. Stiamo cercando di mettere in sicurezza i conti del nostro calcio, ormai sempre più in difficoltà. C'è però confusione: si parla spesso di "riforma del calcio" intendendo solo la riforma dei campionati. E quando si parla di riforma dei campionati si riduce tutto alla diminuzione delle squadre professionistiche".
"È sei anni che lo ripeto: per cambiare il numero delle squadre serve il consenso di tutte le componenti. E oggi questo consenso non c'è. Stiamo parlando di qualcosa che potrà avvenire nel breve termine. Poi ci sono alcuni temi. Le 100 squadre professionistiche sono troppe. Siamo l'unica federazione al mondo con tre livelli professionistici. Serve coraggio: il decreto legislativo 36 consente di passare al semiprofessionismo con sgravi fiscali importanti per la Lega Pro. È un atto di responsabilità. Quello che va affrontato in maniera decisa è il turnover che è eccessivo e dannoso. In Serie A retrocede il 15%, in Serie B il turnover è sul 35% delle squadre, in C il 20%. È insostenibile. In C, negli ultimi quattro anni, tre retrocesse su quattro sono fallite".
"Il sistema va "raffreddato": turnover più basso, distribuzione più equilibrata delle risorse. Serve una visione complessiva, non solo numerica. Non basta ridurre il professionismo: bisogna intervenire su sostenibilità economica, sviluppo, infrastrutture. C'è l'esigenza di raffreddare il sistema. Probabilmente il 10% di turnover in A, il 20% in B e il 20% in C è un'altra soluzione che realisticamente, con un po' di buon senso e buona volontà, entro dicembre io farò questo tipo di proposta".
https://www.goal.com/it/liste/proposta-gravina-rivoluzionare-calcio-due-retrocessioni-due-promozioni-serie-a-serie-b/blt2ea98bbf957e47da (https://www.goal.com/it/liste/proposta-gravina-rivoluzionare-calcio-due-retrocessioni-due-promozioni-serie-a-serie-b/blt2ea98bbf957e47da)
Ok che la riforma dei campionati è necessaria. Ma in che modo ridurre addirittura a 2 le retrocessioni (immagino lasciando le 20 squadre) aiuterebbe il sistema? Per me si rischia di peggiorarlo...
In pratica crei 2 campionati in cui a gennaio metà squadre sono già in vacanza....
A parte l'assurdità della proposta ma se gli serve il consenso di tutte le squadre (e quindi anche quello di Lotito) sta freschissimo.
Gravina è un personaggio clamorosamente [...].
Citazione di: AquiladiMare il 21 Nov 2025, 08:23
In pratica crei 2 campionati in cui a gennaio metà squadre sono già in vacanza....
Basterebbe prevedere dei playout molto allargati con un premio per chi si è classificato meglio tipo giocare in casa e due risultati su tre. Coinvolgi le ultime 8 con partite secche, tabellone 13-20, 14-19 ecc. Chi vince si tira fuori e restano le perdenti che continuano a spareggiare finché rimangono le ultime due perdenti, ancora meglio l'ultima diretta in B e spareggiano dalla 12 alla 19 con lo stesso criterio. A quel punto è conveniente
1- fare più punti possibili per evitare i play out
2- avere una posizione migliore e giocare in casa gli spareggi.
E comunque l'ultima che rimane del play out farei fare una finale con una che sale da un playoff allargato in serie B, con la sola prima in classifica che sale diretta.
Penso che tante partite "molli" contro alcune squadre, senza fare nomi, non si vedrebbero più.
Citazione di: kurt il 21 Nov 2025, 10:20
Penso che tante partite "molli" contro alcune squadre, senza fare nomi, non si vedrebbero più.
Sei ottimista, per me anche così certe partite continuerebbero a non essere quelle in cui dover fare i punti.
edit
:rotflol:
«I tifosi italiani al primo passo falso chiedono le teste. Se vado via, vinciamo i Mondiali?»
https://www.open.online/2025/12/03/italia-nazionale-calcio-mondiali-gabriele-gravina-spalletti-mancini/
Citazione di: mr_steed il 03 Dic 2025, 16:59
:rotflol:
«I tifosi italiani al primo passo falso chiedono le teste. Se vado via, vinciamo i Mondiali?»
https://www.open.online/2025/12/03/italia-nazionale-calcio-mondiali-gabriele-gravina-spalletti-mancini/
Intanto iniziasse a levare le tende e poi vediamo.
Non si sa mai che porta pure sfiga.
Roby Baggio aveva preparato un dossier anni fa per il rilancio del movimento, ovviamente lo hanno silurato. Un ex di quel prestigio lo vedrei bene in quel ruolo. No a romanisti più o meno travestiti.
posto anche qui... nonostante gli "orrori verbali" che fanno sembrare l'articolo scritto dalla ragazzina della pubblicità tv di un noto marchio di caffè campano... ma almeno non avranno usato la AI :=))
https://www.calcioefinanza.it/2023/10/18/commissariamento-figc-coni/
Malagò: "La serie A è tutta con me".
is the new "il mondo è miooo!" (cit. per VdM)
del resto lui si definisce pure un "soggetto terzo"...
https://www.repubblica.it/sport/calcio/2026/04/14/news/malago_serie_a_tutta_con_me_abodi_sconfitta_in_bosnia_senza_senso-425283059/
(ma lo deve votare solo la A? le altre leghe non votano? o il loro voto è di "un dio minore"?)
Citazione di: mr_steed il 14 Apr 2026, 20:01Malagò: "La serie A è tutta con me".
is the new "il mondo è miooo!" (cit. per VdM)
del resto lui si definisce pure un "soggetto terzo"...
https://www.repubblica.it/sport/calcio/2026/04/14/news/malago_serie_a_tutta_con_me_abodi_sconfitta_in_bosnia_senza_senso-425283059/
(ma lo deve votare solo la A? le altre leghe non votano? o il loro voto è di "un dio minore"?)
(https://static.wikia.nocookie.net/villains/images/f/f8/Dr_Nazo-removebg-preview_%282%29.webp/revision/latest?cb=20240428113228&path-prefix=it)
Una foto recente di megalo'...
Tommasi e l'ipotesi FIGC: "Candidarmi? Ci sono presidenti che fanno i senatori"
https://www.sololalazio.it/2026/04/15/tommasi-e-lipotesi-figc-candidarmi-ci-sono-presidenti-che-fanno-i-senatori/
https://www.alfredopedulla.com/la-nota-della-figc-gravina-ha-informato-il-consiglio-sui-motivi-che-lo-hanno-indotto-alle-dimissioni/
Assocalciatori e Assoallenatori si schierano con Malagò, dopo l'appoggio della serie A di nord, centro e sud (incluse quindi Roma e Napoli).
Oserà il governo andare contro questa corazzata a cui aggiungiamo l'UEFA-FIFA con un commissario?
NO. Altra battaglia politica persa dal latinista, solo contro tutto il mondo calcistico. A questo punto si ricordi di essere anche presidente della Lazio e cominci a pensare al futuro della squadra.
Scenario brutto brutto dal nostro punto di vista.
Peraltro anche scelta non del tutto razionale da parte del diretto interessato che, al netto dello spesso velo piscioruggine che l'accompagna, è pur sempre un dirigente navigato che guidato lo sport ad alti livelli e conseguendo dei risultati: impelagarsi in un mondo del calcio immutabile e in crisi vuol dire rischiare di compromettere il suo finale di carriera.
Comunque stica della sua immagine e carriera, mi preoccupa molto di più l'aspetto politico e l'essere ampiamente "prima romanista" che qualsiasi altra cosa.