questi primi mesi di campionato hanno detto, con chiarezza, che tutte le "grandi squadre" possono "perdere contro chiunque". la Lazio non fa eccezione. la Lazio anzi, in virtù del proprio gioco, tende a esaltare questo principio: se riesce a prendere in mano la partita e se riesce farlo per tutti i novanta minuti, solitamente lascia poco o niente all'avversario, se invece non ci riesce, per tutta la partita o anche solo per frazioni importanti di essa, solitamente resta con niente in mano. la Lazio non ha contromisure, non ha mezze misure, o tutto o nulla. questo non per gli episodi, non per la sfortuna, in questo incidono magari direzioni arbitrali spesso disgustosamente avverse, ma insomma la Lazio, solitamente, raccoglie quello che la sua cifra tecnica e le scelte tattiche del suo allenatore le consentono di raccogliere. quanto però questo raccolto sarà soddisfacente - in campionato e nelle coppe (almeno nelle coppe che restano) - è presto per dirlo, ora. ci sono ancora sette mesi da giocare e tutto o quasi è ancora possibile
resta la questione marchetti. o meglio resta da capire quanto la prestazione di marchetti abbia contribuito alla sconfitta con il milan. o meglio ancora, a questo punto, resta da capire se è legittomo discutere delle prestazioni individuali e di quanto o se esse incidano o possano incidere sulla determinazione di questo o di quel risultato
chi sottolinea le responsabilità di marchetti - questo leggo - lo fa per negare il ridimensionamento cui sembra destinata la Lazio (e quindi per negare le responsabilità della società in questo ridimensionamento)? chi invece nega le responsabilità individuali per riportare le responsabilità, al solito, sempre, tutte, sulla dimensione a loro dire inadeguata della squadra - chiedo - perché lo fa?
me lo chiedo anche perché, a rileggere quello che tanti difensori di marchetti, oggi, sono stati capaci di scrivere, ieri, su berisha (dopo la mattanza con il chievo), su hoedt (dopo il disastro di Napoli contro higuain), su radu, su lulic, su "nonno" klose, sul ripescato mauri, per non dire di patrick o di mauricio, direi che il sospetto di una strumentalità di certe prese di posizione appare con evidenza estrema. c'è forse un criterio - sì, io credo proprio che ci sia - per cui di qualche giocatore, certo in virtù di prestazioni quanto meno discutibili, si può dire tutto il male possibile, mentre di altri giocatori, anche di fronte a prestazioni almeno altrettanto discutibili, si deve avere la buona creanza di tacere?