E' stato il tormentone del mercato invernale e probabilmente lo sarà anche di quello estivo. Un affare saltato all'ultimo istante per i continui ripensamenti di una società, il Santos, e di un fondo di investimenti inglese che vorrebbe cercare di trarre il maggior profitto possibile dalla trattativa. E da una eventuale cessione. Parliamo ovviamente di Felipe Anderson, 20 anni compiuti lo scorso 15 aprile e un futuro radioso davanti a sé. Dice qualcuno. La Lazio lo vuole fortemente, a breve tenterà di nuovo un assalto nella speranza che possa trattarsi di quello decisivo. Quasi 10 milioni – secondo alcuni – la cifra che Lotito sarebbe disposto a sborsare per assicurarsi il giovane centrocampista. In Patria c'è chi azzarda addirittura paragoni con assoluti talenti del calibro di Ganso, altri invece si limitano a considerarlo una delle più grandi promesse del calcio verdeoro. O almeno questo è quanto si apprende da siti e giornali. Ma già da qualche tempo aleggia nell'ambiente biancoceleste uno strano sentore, una sensazione. Perché si parla sempre e solo di quello che il brasiliano potrà essere e non di quello che sta facendo o ha fatto? La risposta? Semplice: Felipe Anderson non gioca mai. Spesso si tende ad etichettare come dei fuoriclasse alcuni giocatori, limitandosi ad osservarne qualche pregevole giocata su internet senza però averne mai effettivamente visto una partita. Forse anche per questo negli ultimi tempi la nostra redazione ha ricevuto diverse segnalazioni, alcune delle quali direttamente dal lontano Brasile. Molti tifosi hanno manifestato il loro malumore circa la mancata riuscita dell'affare e continuano a farlo, spinti dalla delusione degli ultimi anni, ogniqualvolta il nome di Anderson si ripresenti; altri hanno invece espresso le loro perplessità non tanto sull'aspetto economico, quanto su quello meramente tecnico del calciatore. A questo proposito riportiamo la testimonianza di Lorenzo, un tifoso laziale che vive con la famiglia su una meravigliosa isola della costa paulista, a pochi km in linea d'aria da Santos. Lorenzo, seppur lontano da Roma, è sempre vicino a tutte le dinamiche del mondo biancoceleste. Segue le radio (rigorosamente RadioSei), si informa sui vari portali che parlano di Lazio. In una lunga lettera che ci ha fatto recapitare nei giorni scorsi e che pubblicheremo nel prossimo numero di Lazialità, il nostro amico e fratello laziale tocca anche l'argomento Felipe Anderson:
" [...] Per quanto riguarda l'obiettivo di mercato o presunto tale Felipe Anderson, vi posso dire che non gioca quasi per niente, il tecnico Muricy Ramalho gli preferisce altri giocatori più giovani che provengono dalla primavera (GIVA) e la tifoseria lo definisce un'eterna promessa e non vedono l'ora che vada via, perlomeno lo leggo nei commenti dei tifosi del Santos. Il motivo non lo so, ma per quelle poche volte che ho avuto l'opportunità di vederlo non mi ha affatto entusiasmato, si è sempre limitato a fare il "compitino", anzi una delle poche volte che il tecnico gli ha dato l'opportunità di giocare – se non sbaglio contro il Mirassol – è stato espulso ingenuamente (doppia ammonizione), fischiato dalla tifoseria ed ha preso 3 in pagella (i giornalisti brasiliani nelle pagelle sono sempre molto severi). Se poi un giorno sarà un grande giocatore questo non lo so, ma per adesso non lo sta dimostrando. E' una scommessa che La Lazio non può permettersi [...] ".
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