Francesco Totti

Aperto da BiancoAzzurro, 05 Mag 2010, 22:52

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simcar

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Citazione di: disincantato il 07 Mag 2010, 08:44
oggi vi segnalo un articolo (vabbè, si fa per dire) stile Minculpop di un tal Carmellini sul Tempo.
Non so come postarlo.

Alcune chicche.
Oltre ovviamente a Balotelli e Mourinho provocatori e titty e l'a.s.trigoria parti lese (un evergreen), il sublime della comicità la raggiunge quando scrive che "gli interisti picchiano come fabbri martellando il mediocre Rizzoli".  :puke2:

questo supera anche il miglior Renga :hail:

Non ho più parole

jp1900

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Citazione di: Deleterio il 07 Mag 2010, 09:20
Già Mourinho, ora insinua il tentativo della Roma di pagare il Siena per contrastare l'Inter.

Insinua? Guarda che è vero!



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eaglefly1978

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ROMA, 7 maggio - Il capitano della Roma scrive in esclusiva per il Corriere dello Sport-Stadio oggi in edicola.


Il calcio è sempre stato la mia vita e lo sarà anche in futuro. Fin da quando ero bambino ho praticato questo sport, sono nato con il pallone tra i piedi, ho avuto la fortuna di cominciare a giocare con la mia squadra del cuore, di arrivare a essere il capitano e di vincere quello che ho potuto vincere, senza nessun tipo di aiuto, ma con l'orgoglio di indossare la maglia della Roma. Il mio matrimonio con questa società è lungo e duraturo e chiuderò la mia carriera dentro la mia seconda casa, Trigoria.

Tutto questo mi ha fatto diventare, a detta di tutti, il giocatore più rappresentativo di questa società, non solo in Italia, ma anche nel mondo. Ho sempre sentito l'affetto sincero dei tifosi e la vicinanza affettuosa della proprietà. La mia è stata una scelta di cuore, quella di aver dato una parola e di averla mantenuta, giocare con questa maglia, con la quale mi sento gratificato sia dal punto di vista economico, sia per le soddisfazioni professionali. Tutto questo in virtù di una parola data, non sono mai voluto andare via perché ho preferito vincere e guadagnare di meno, ma restare legato a questi colori. Io parlo poco ma quello che dico mantengo. Basta andare a leggere le mie interviste, ho sempre detto di voler restare in questa città per difenderne l'onore sportivo, sempre e comunque.

Chi vive nello sport sa che ci sono momenti belli e brutti. In quelli positivi sono tutti vicini a farti i complimenti, a farti fotografie, a chiederti maglie e a millantare antiche amicizie. Nei momenti negativi mi trovo da solo, con la mia famiglia, i miei figli, i miei genitori, con gli amici di sempre, con i dirigenti e le persone che lavorano con me e che mi hanno sempre stimato, prima come ragazzo e come uomo, e poi come professionista. Nella mia carriera momenti brutti ne ho passati, sia per le sconfitte, sia per gli infortuni e sia per i miei errori, che ho sempre pagato in prima persona. Nessuno mi ha mai fatto sconti. Mi sono sempre assunto le responsabilità davanti a tutti, senza avere nessun rimorso per decisioni prese. Chiedo solo una cosa, fuori e dentro Trigoria. Il rispetto in tutte le decisioni e le scelte, come io ho sempre rispettato tutto e tutti e se ho sbagliato sono stato il primo a chiedere scusa.

Mercoledì sera ho sbagliato, questo è innegabile, ma poi va tutto ricollegato e riportato alla realtà dei fatti. In questi anni ogni sfida con l'Inter è sempre stata carica di polemiche. Prima e dopo le partite. Insieme a decisioni arbitrali discutibili, in questo caso sempre a nostro sfavore. Probabilmente ci abbiamo rimesso scudetti e trofei, ma siamo usciti dal rettangolo di gioco sempre con l'onore di indossare questa maglia. Alla finale di Coppa Italia si è arrivati dopo quindici giorni di polemiche. A cominciare dal derby, dove tutto è stato strumentalizzato per la mia esultanza, di cui mi sono subito scusato. La vittoria a Parma, con la speranza che si era riaccesa e il giorno successivo con Lazio-Inter. Su quella partita noi romani e romanisti ci siamo già espressi. Infine si è arrivati alla partita con l'Inter, che tutti aspettavano e che tutti - sottolineo tutti - ci hanno chiesto di giocare con temperamento e aggressività agonistica.

Sul campo i miei compagni inizialmente e io successivamente, abbiamo messo in pratica quello che tutti ci hanno chiesto, anche a livello mediatico. Mi ha dato l'impressione sin dall'inizio, seguendo la partita dalla panchina, che l'Inter aveva un atteggiamento di lamentela verso la terna arbitrale, contestando anche in modo colorito le decisioni prese. Basta vedere gli atteggiamenti di Eto'o, che solitamente ha comportamenti pacati e tranquilli. Anche loro sentivano molto la partita. Sono entrato in campo con la voglia di ribaltare il risultato. Certamente non ero nel migliore stato d'animo. Avrei voluto dare il mio contributo dall'inizio, ma rispetto sempre le decisioni del tecnico, senza mai avere nessun atteggiamento polemico. Ho fatto lo stesso anche in precedenti partite.

Durante la gara "lui" ha avuto nei riguardi dei miei compagni un atteggiamento provocatorio e questo è avvenuto anche in passato contro di noi. Ricordate la linguaccia a Panucci, o quello che è successo con Mexes, o la sua esultanza sotto la nostra curva? Tutto questo, sempre dallo stesso calciatore, è stato fatto in quasi tutti gli stadi italiani e anche in Europa ed è probabilmente questo uno dei motivi per i quali nel proprio gruppo non è mai stato ben accetto ed è sempre visto da altri club o dalla Nazionale stessa come un elemento di disturbo. Certo, ho sbagliato nel commettere quel fallo, ma io sono sempre stato il primo a riconoscere i miei errori e a giustificare chi contro di me ha compiuto falli di gioco che mi hanno procurato anche infortuni gravi, ma privi di malafede, vedi Vanigli, che ho subito scagionato. Chi mi conosce sa perfettamente che una mia reazione viene sempre generata da una provocazione. Sentire che un calciatore alle prime armi, ma con grandi doti, offenda ripetutamente i miei tifosi, la mia città, il mio senso di appartenenza a Roma, oltre a me personalmente, dicendomi che sono finito, è insopportabile. Non vuole essere una giustificazione, ma è semplicemente la verità di quello che è accaduto. Non si può tollerare che "lui" abbia sempre la possibilità di provocare tutti, compresi i suoi tifosi e quelli avversari e nessuno prenda in considerazione preventivamente i suoi atteggiamenti. Come ripeto ho sbagliato, sarò sanzionato, ma ho avuto una strana sensazione. Al momento della mia espulsione non c'è stato nessun mio avversario che abbia preso le difese... di "lui". Questo qualcosa mi fa pensare.

Vorrei precisare anche altre cose. L'argomento politici e vip. Tanti si sono scatenati in commenti e giudizi pesanti. Questi personaggi sono quelli che dal calcio traggono solo vantaggi e visibilità. Frequentano le tribune autorità, le aree ospitalità, invitano i calciatori a eventi, chiedendogli autografi e maglie. Tutto sempre gratis... Ma non ho mai visto nessuno di loro chiedere un autografo o una maglia a un [...]. Da alcuni di loro in questo caso - e non è la prima volta ­ come tale sono stato trattato. Non mi meraviglierei se tra qualche tempo qualcuno dovesse trovarsi coinvolto in qualche disavventura giudiziaria, magari per reati vari, che possono riguardare sia le persone che i beni della comunità. Fortunatamente la mia famiglia mi ha comunque insegnato che il silenzio è la migliore risposta quando si incontrano questi personaggi, per disprezzarli.

C'è un'altra questione che mi preme chiarire. Chi ama veramente la Roma, chi è tifoso e ha senso di appartenenza a questi colori capisce cosa rappresenta questa squadra per noi. E chi si permette di giudicare se qualcosa che viene fatto è in linea con la storia della Roma probabilmente c'entra poco con la nostra appartenenza. Sono personaggi di passaggio, che usano la nostra fede per farsi pubblicità. Spesso la gente, sia dentro che fuori Trigoria, pensa che se io non parlo, non vedo e non so ciò che accade. Ma dopo venti anni di carriera con la Roma so perfettamente tutto di tutti. Posso avere mille difetti, ma quelli della trasparenza e della lealtà nei rapporti con le persone sono valori che nessuno mi potrà mai togliere.

È inutile che da domani qualcuno dimostri la solidarietà al sottoscritto. Già ho ricevuto diversi sms che apparentemente hanno dimostrato nel privato la loro vicinanza, ma sono gli stessi che pubblicamente hanno preso subito le distanze da me. Sono tante le persone che ti dicono andiamo e facciamo. Poi ti giri e pochi vengono e pochi fanno. Sono stato e continuerò a essere un grande parafulmine per questa squadra e questa società e l'ho fatto e lo farò sempre. Con orgoglio, perché so di avere la stima come persona e come calciatore della proprietà, di alcuni dirigenti e soprattutto di chi condivide con me giornalmente e con lealtà professionale il proprio compito. E so di avere dalla mia parte anche i tifosi, quelli veri, che mi hanno sempre sostenuto e mi sosterranno senza farsi confondere da false voci o falsi atteggiamenti di tante persone che ruotano intorno a noi.

Quando indosso questa maglia ho sempre la stessa emozione della prima volta. Continuerò a indossarla con orgoglio e restando sempre il primo difensore della nostra città e dei nostri tifosi. Senza illuderli con atteggiamenti spettacolari, come fa qualcuno, che poi nel privato e al momento dei fatti si tira indietro. La Roma appartiene alla sua tifoseria e va rispettata da tutti nel mondo, per storia, unicità di tradizioni e cultura.




Tralasciando il contenuto (davvero patetico) e la forma (con una pletora di aggettivi al troglodita assolutamente sconosciuti) mi spiegate come possa una qualsiasi persona NORMODOTATA (escludendo, pertanto, i trigorioti) pensare che quest'individuo, in una sola giornata, possa aver messo su carta più concetti di quanti ne possano aver partoriti complessivamente in tutti i suoi 34 anni di vita i tre neuroni che giocano a corda e a saltacavallina nel suo cervello?

Deleterio

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Citazionesi è arrivati alla partita con l'Inter, che tutti aspettavano e che tutti - sottolineo tutti - ci hanno chiesto di giocare con temperamento e aggressività agonistica. Sul campo i miei compagni inizialmente e io successivamente, abbiamo messo in pratica quello che tutti ci hanno chiesto, anche a livello mediatico

Ranieri che aveva detto nella conferenza stampa prepartita?
"Mi raccomando di giocare a calcio. Sono armadi: se non giochiamo a calcio perdiamo."
E la truppa che fa? Giocano come gli chiedono i conducenti radiofonici.
E poi si domandano perché il destino ce l'ha con loro.


nestorburma

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Vorrei precisare anche altre cose. L'argomento politici e vip. Tanti si sono scatenati in commenti e giudizi pesanti. Questi personaggi sono quelli che dal calcio traggono solo vantaggi e visibilità. Frequentano le tribune autorità, le aree ospitalità, invitano i calciatori a eventi, chiedendogli autografi e maglie. Tutto sempre gratis... Ma non ho mai visto nessuno di loro chiedere un autografo o una maglia a un delinquente. Da alcuni di loro in questo caso - e non è la prima volta ­ come tale sono stato trattato. Non mi meraviglierei se tra qualche tempo qualcuno dovesse trovarsi coinvolto in qualche disavventura giudiziaria, magari per reati vari, che possono riguardare sia le persone che i beni della comunità.

Un messaggio feroce in pieno Corleonestyle

Chi ama veramente la xxxx, chi è tifoso e ha senso di appartenenza a questi colori capisce cosa rappresenta questa squadra per noi. E chi si permette di giudicare se qualcosa che viene fatto è in linea con la storia della xxxx probabilmente c'entra poco con la nostra appartenenza. Sono personaggi di passaggio, che usano la nostra fede per farsi pubblicità.

Montali a casa.

radar

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Il rospo, a forza di gonfiarsi, prima o poi, molto presto, esploderà

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Deleterio

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Citazione di: nestorburmai]Chi ama veramente la xxxx, chi è tifoso e ha senso di appartenenza a questi colori capisce cosa rappresenta questa squadra per noi. E chi si permette di giudicare se qualcosa che viene fatto è in linea con la storia della xxxx probabilmente c'entra poco con la nostra appartenenza. Sono personaggi di passaggio, che usano la nostra fede per farsi pubblicità.[/i]

Montali a casa.
ai domiciliari  :lol:

ralphmalph

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Citazione di: N.G.E. il 07 Mag 2010, 09:41
Lui è il Gladiatore di Russell Crowe, «a un mio cenno scatenate l'inferno». La differenza è che l'eroe cinematografico incarnava i valori trasmessigli da Marco Aurelio, non da Er Patata.

:lol: :lol: :lol: :lol: :lol:

uforobot

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In realtà la versione originale era questa...

Citazione di: eaglefly1978 il 07 Mag 2010, 12:02
ROMA, 7 maggio - Il capitano della Roma scrive in esclusiva per il Corriere dello Sport-Stadio oggi in edicola.


Il calcio è sempre stato la mia vita e lo sarà anche in futuro, visto che mi pagheranno fino a 40 anni malgrado non mi regga più in piedi. Fin da quando ero bambino ho praticato questo sport, sono nato con il pallone tra i piedi, ho avuto la fortuna di cominciare a giocare con la mia squadra del quore, di arrivare a essere il capitano e di vincere quello che ho potuto vincere(?), senza nessun tipo di aiuto, salvo quello di arbitri, politici, giornalisti e banche, ma con l'orgoglio di indossare la maglia della Roma. Il mio matrimonio con questa società è lungo e duraturo e chiuderò la mia carriera dentro la mia seconda casa, Trigoria, anche se cammino a stento.

Tutto questo mi ha fatto diventare, a detta di tutti, il giocatore più rappresentativo di questa società, non solo in Italia, ma anche nel mondo grazie agli spot che mi ha procurato costanzo. Ho sempre sentito l'affetto sincero dei tifosi e la vicinanza affettuosa della proprietà, che continua a essere tale malgrado oltre 300 milioni di buffi. La mia è stata una scelta di quore, quella di aver dato una parola e di averla mantenuta, giocare con questa maglia, con la quale mi sento gratificato sia dal punto di vista economico, sia per le soddisfazioni professionali. Tutto questo in virtù di una parola data, non sono mai voluto andare via perché ho preferito vincere e guadagnare di meno, ma restare legato a questi odori. Io parlo poco e male ma quello che dico mantengo. Basta andare a leggere le mie interviste, o sempre detto di voler restare in questa città per difenderne l'onore sportivo, sempre e comunque.

Chi vive nello sport sa che ci sono momenti belli e brutti. In quelli positivi sono tutti vicini a farti i complimenti, a farti fotografie, a chiederti moglie e a millantare antiche amicizie. Nei momenti negativi mi trovo da solo, con la mia famiglia, i miei figli, i miei genitori, con gli amici di sempre, con i dirigenti e le persone che lavorano con me e che mi hanno sempre stimato, prima come ragazzo e come uomo, e poi come professionista. Nella mia carriera momenti brutti ne ho passati, sia per le sconfitte, sia per gli infortuni e sia per i miei errori, che ho sempre pagato in prima persona. Nessuno mi ha mai fatto sconti e infatti sono stato espulso 13 volte in carriera (le altre me le hanno abbonate Rizzoli, tagliavento e C.). Mi sono sempre assunto le responsabilità davanti a tutti, senza avere nessun rimorso per decisioni prese. Chiedo solo una cosa, fuori e dentro Trigoria. Il rispetto in tutte le decisioni e le scelte, come io ho sempre rispettato tutto e tutti, soprattutto poulsen, il giocatore su cui sono saltato sopra e i tifosi della Lazio e se ho sbagliato sono stato il primo a chiedere scusa, dopo che costanzo mi ha chiamato.

Mercoledì sera ho sbagliato, questo è innegabile, ma poi va tutto ricollegato e riportato alla realtà dei fatti. In questi anni ogni sfida con l'Inter è sempre stata carica di polemiche, malgrado i giornali romani abbiano sempre cercato di stemperarle. Prima e dopo le partite. Insieme a decisioni arbitrali discutibili, soprattutto a nostro favore. Probabilmente ci abbiamo rimesso scudetti e trofei, ma siamo usciti dal rettangolo di gioco sempre con l'odore di indossare questa maglia. Alla finale di Coppa Italia si è arrivati dopo quindici giorni di polemiche e dopo aver eliminato squadroni come triestina, catania e udinese. A cominciare dal derby, dove tutto è stato strumentalizzato per la mia esultanza, di cui mi sono subito scusato. La vittoria a Parma, con un mio gol regolarissimo segnato in mezzo a due arcigni difensori,con la speranza che si era riaccesa e il giorno successivo con Lazio-Inter. Su quella partita noi romani e romanisti ci siamo già espressi. Infine si è arrivati alla partita con l'Inter, che tutti aspettavano e che tutti - sottolineo tutti - ci hanno chiesto di giocare con temperamento e aggressività agonistica.

Sul campo i miei compagni inizialmente e io successivamente, abbiamo messo in pratica quello che tutti ci hanno chiesto, anche a livello mediatico: burdisso ha abbattuto subito snejder e nel corso della partita perrotta, taddei e mexes hanno cercato di abbatterne altri. Mi ha dato l'impressione sin dall'inizio, seguendo la partita dalla panchina, che l'Inter aveva un atteggiamento di lamentela verso la terna arbitrale, contestando anche in modo colorito le decisioni prese. Basta vedere gli atteggiamenti di Eto'o, che solitamente ha comportamenti pacati e tranquilli. Anche loro sentivano molto la partita. Sono entrato in campo con la voglia di ribaltare il risultato. Certamente non ero nel migliore stato d'animo. Avrei voluto dare il mio contributo dall'inizio, ma rispetto sempre le decisioni del tecnico, senza mai avere nessun atteggiamento polemico. Ho fatto lo stesso anche in precedenti partite.

Durante la gara "lui" ha avuto nei riguardi dei miei compagni un atteggiamento provocatorio e questo è avvenuto anche in passato contro di noi. Ricordate la linguaccia a Panucci, o quello che è successo con Mexes, o la sua esultanza sotto la nostra curva? Oppure quando a ponte milvio con l'under 21 i nostri tifosi gli hanno tirato le banane? Tutto questo, sempre dallo stesso calciatore, è stato fatto in quasi tutti gli stadi italiani e anche in Europa ed è probabilmente questo uno dei motivi per i quali nel proprio gruppo non è mai stato ben accetto ed è sempre visto da altri club o dalla Nazionale stessa come un elemento di disturbo. Certo, ho sbagliato nel commettere quel fallo, ma io sono sempre stato il primo a riconoscere i miei errori e a giustificare chi contro di me ha compiuto falli di gioco che mi hanno procurato anche infortuni gravi, ma privi di malafede, vedi Vanigli, che ho subito scagionato. Chi mi conosce sa perfettamente che una mia reazione viene sempre generata da una provocazione. Sentire che un calciatore alle prime armi, ma che ha già vinto molto più di me, ma con grandi doti, offenda ripetutamente i miei tifosi, la mia città, il mio senso di appartenenza a Roma, oltre a me personalmente, dicendomi che sono finito, è insopportabile. Non vuole essere una giustificazione, ma è semplicemente la verità di quello che è accaduto. Non si può tollerare che "lui" abbia sempre la possibilità di provocare tutti, compresi i suoi tifosi e quelli avversari e nessuno prenda in considerazione preventivamente i suoi atteggiamenti. Come ripeto ho sbagliato, sarò sanzionato, ma ho avuto una strana sensazione. Al momento della mia espulsione non c'è stato nessun mio avversario che abbia preso le difese... di "lui". Questo qualcosa mi fa pensare.

Vorrei precisare anche altre cose. L'argomento politici e vip. Tanti si sono scatenati in commenti e giudizi pesanti. Questi personaggi sono quelli che dal calcio traggono solo vantaggi e visibilità. Frequentano le tribune autorità, le aree ospitalità, invitano i calciatori a eventi, chiedendogli autografi e maglie. Tutto sempre gratis... Ma non ho mai visto nessuno di loro chiedere un autografo o una maglia a un [...]. Da alcuni di loro in questo caso - e non è la prima volta ­ come tale sono stato trattato. Non mi meraviglierei se tra qualche tempo qualcuno dovesse trovarsi coinvolto in qualche disavventura giudiziaria, magari per reati vari, che possono riguardare sia le persone che i beni della comunità. Fortunatamente la mia famiglia mi ha comunque insegnato che il silenzio è la migliore risposta quando si incontrano questi personaggi, per disprezzarli.

C'è un'altra questione che mi preme chiarire. Chi ama veramente la Roma, chi è tifoso e ha senso di appartenenza a questi colori capisce cosa rappresenta questa squadra per noi. E chi si permette di giudicare se qualcosa che viene fatto è in linea con la storia della Roma probabilmente c'entra poco con la nostra appartenenza. Sono personaggi di passaggio, che usano la nostra fede per farsi pubblicità. Spesso la gente, sia dentro che fuori Trigoria, pensa che se io non parlo, non vedo e non so ciò che accade. Ma dopo venti anni di carriera con la Roma so perfettamente tutto di tutti. Posso avere mille difetti, ma quelli della trasparenza e della lealtà nei rapporti con le persone sono valori che nessuno mi potrà mai togliere.

È inutile che da domani qualcuno dimostri la solidarietà al sottoscritto. Già ho ricevuto diversi sms che apparentemente hanno dimostrato nel privato la loro vicinanza, ma sono gli stessi che pubblicamente hanno preso subito le distanze da me. Sono tante le persone che ti dicono andiamo e facciamo. Poi ti giri e pochi vengono e pochi fanno. Sono stato e continuerò a essere un grande parafulmine per questa squadra e questa società e l'ho fatto e lo farò sempre. Con orgoglio, perché so di avere la stima come persona e come calciatore della proprietà, di alcuni dirigenti e soprattutto di chi condivide con me giornalmente e con lealtà professionale il proprio compito. E so di avere dalla mia parte anche i tifosi, quelli veri, che mi hanno sempre sostenuto e mi sosterranno senza farsi confondere da false voci o falsi atteggiamenti di tante persone che ruotano intorno a noi.

Quando indosso questa maglia ho sempre la stessa puzza della prima volta. Continuerò a indossarla con orgoglio e restando sempre il primo difensore della nostra città e dei nostri tifosi, visto quanto mi pagano. Senza illuderli con atteggiamenti spettacolari, come fa qualcuno, che poi nel privato e al momento dei fatti si tira indietro. La Roma appartiene alla sua tifoseria e va sputacchiata da tutti nel mondo, per storia, unicità di tradizioni e culo.




genesis

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S'è svejato !!!

Napolitano su Totti: "Un atto inconsulto"

(Highliths di Repubblica)

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genesis

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zorba

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Citazione di: genesis il 07 Mag 2010, 12:25
S'è svejato !!!

Napolitano su Totti: "Un atto inconsulto"

(Highliths di Repubblica)

Premesso che almeno il Presidente Napolitano poteva astenersi dal dare giudizi (un bel "no comment", a mio modesto avviso, sarebbe stato di gran lunga più opportuno), mentre adesso già mi immagino i commenti dei tifosi riommici "marione style" (ma che te metti a parlà pure te che manco c'eri e hai mannato 'a riserva.........), direi che sarebbe auspicabile, a questo punto, un bell'incontro definitivamente pacificatore tra Totti e Balotelli, con una stretta di mano a favore dei fotografi.

La cosa rischia di diventare incontrollabile.

Conte Tacchia

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Ma veramente credete che siano sue parole?
Ma come fa uno del genere ad esprimere dei pensieri.
Ma l'avete guardato bene in faccia e avete notato l'espressione che ha ... e dai su.

kelly slater

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"Sentire che un calciatore alle prime armi offenda ripetutamente i miei tifosi, la mia città, il mio senso di appartenenza alla Roma, oltre a me personalmente, dicendomi che sono finito, è insopportabile..."

ah cioe' balotelli dicendo che totti è finito, automaticamente offende i suoi tifosi la sua citta' il suo popolo, l'impero
e probabilmete anche tutto il pianeta terra!!!  :lol: :lol: :lol: :lol:


ma chi c.azzo se crede d'esse questo?


Centurio

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Balotelli dice che stó fenomeno gli ha dato del negro di merda.

Mi aspetto le reazioni sdegnate dei nostri politici.

BiancoAzzurro

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Citazione di: eaglefly1978 il 07 Mag 2010, 12:02
ROMA, 7 maggio - Il capitano della Roma scrive
Mi son fermato qui.

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Mark Lenders

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Citazione di: eaglefly1978 il 07 Mag 2010, 12:02
ROMA, 7 maggio - Il capitano della Roma scrive in esclusiva per il Corriere dello Sport-Stadio oggi in edicola.


Il calcio è sempre stato la mia vita e lo sarà anche in futuro. Fin da quando ero bambino ho praticato questo sport, sono nato con il pallone tra i piedi, ho avuto la fortuna di cominciare a giocare con la mia squadra del cuore, di arrivare a essere il capitano e di vincere quello che ho potuto vincere, senza nessun tipo di aiuto, ma con l'orgoglio di indossare la maglia della Roma. Il mio matrimonio con questa società è lungo e duraturo e chiuderò la mia carriera dentro la mia seconda casa, Trigoria.

Tutto questo mi ha fatto diventare, a detta di tutti, il giocatore più rappresentativo di questa società, non solo in Italia, ma anche nel mondo. Ho sempre sentito l'affetto sincero dei tifosi e la vicinanza affettuosa della proprietà. La mia è stata una scelta di cuore, quella di aver dato una parola e di averla mantenuta, giocare con questa maglia, con la quale mi sento gratificato sia dal punto di vista economico, sia per le soddisfazioni professionali. Tutto questo in virtù di una parola data, non sono mai voluto andare via perché ho preferito vincere e guadagnare di meno, ma restare legato a questi colori. Io parlo poco ma quello che dico mantengo. Basta andare a leggere le mie interviste, ho sempre detto di voler restare in questa città per difenderne l'onore sportivo, sempre e comunque.

Quando indosso questa maglia ho sempre la stessa emozione della prima volta. Continuerò a indossarla con orgoglio e restando sempre il primo difensore della nostra città e dei nostri tifosi. Senza illuderli con atteggiamenti spettacolari, come fa qualcuno, che poi nel privato e al momento dei fatti si tira indietro. La Roma appartiene alla sua tifoseria e va rispettata da tutti nel mondo, per storia, unicità di tradizioni e cultura.


Vorrei schivare i pochi concetti per concentrarmi sulla fuffa, in particolare le parti in grassetto.
1) Tu non sei Roma, razzista maledetto, analfabeta, antisportivo, violento e rosicone.
2) Le parole storia e cultura accostate alla as roma non hanno alcun senso.
Si vergogni il ghost writer e chi pubblica questa sporcizia.

Mark Lenders

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Salvo solo l' "unicità di tradizioni": in effetti quella di perdere le finali secche in casa è una tradizione davvero unica.

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