un bell'articolo, peccato averlo scorto solo ora
Stasera la vera rivoluzione è tifare Germania, altro che Grecia
Marco Sarti
Contro il buonismo imperante, stasera Linkiesta per il quarto di finale degli europei tiferà per i tedeschi. Tra Davide e Golia, stiamo con Golia che è serio e rigoroso, e ci piace. La Germania sarà antipatica, però è a lei che tutti si aggrappano per provare a tenere in piedi l'Europa.
Va bene, ci siete riusciti. Stasera tiferò Germania, credo che sia la prima volta in assoluto. Mi avete costretto, siete responsabili. Accuso voi: giornalisti, politici, benpensanti, moralisti. Italiani. La Grecia non la sopporto già più. Chissà se i più distratti se ne saranno accorti: stasera non si giocherà il quarto di finale degli europei di calcio, ma il derby dello spread. La sfida di Golia contro Davide. Il rigore tedesco contro l'orgoglio ellenico. Siamo al festival del luogo comune, mi avete esasperato.
È una settimana che ogni giornale italiano dedica un articolo al giorno a questa partita. Oggi il Corriere della Sera pubblica persino le formazioni. Ironico-metaforiche, ovviamente. Parmenide «padre dell'ontologia, a custodia dell'essere» in porta. Difesa a quattro con Saffo, Fidia, Eraclito e Aristofane. In attacco Socrate e Aristotele, che «pratica un calcio di sostanza». E basta. La Grecia è la squadra cenerentola degli Europei? Che perda. Già tanto che ha superato il girone.
«Sfida alla Germania, l'Italia tifa Grecia» titola in prima pagina Il Messaggero. Ma perché? Io sono italiano, eppure della squadra greca non ne posso più sentire parlare. Non vedo l'ora che venga eliminata. Perché devo sentirmi dire per chi devo tifare? Quella di stasera è una partita di calcio, mica una metafora della vita. Invece no: sui quotidiani e al bar mi spiegano che dobbiamo stare tutti dalla parte della rivelazione degli Europei. Della squadra simpatia del torneo. Ma tutti chi? Pure io che il Chievo l'ho sempre odiato?
Il vicesegretario Pd Enrico Letta l'ha confermato in televisione. Lui tifa per la Grecia per motivi di «romanticismo». E si aspetta che come lui si schieri «tre quarti d'Europa». Sbaglia. Stasera con la Grecia si schiererà l'intero continente. Esclusi, forse, i tifosi tedeschi. Ecco perché io sto con loro. Finiamola con questo buonismo imperante. Volete parlare di belle favole? Ricordiamo gli Europei del 2004 in Portogallo. Vinti a sorpresa proprio dai greci. Ecco, i romantici si consolino con quello. Magari si rivedano la finale di otto anni fa. E la smettano di angosciare noi altri.
Ma certo, di fronte c'è «la Germania più odiata» spiega in un titolo Repubblica. Buttare fuori la squadra di Joachim Loew equivarrebbe a prendere a calci l'antipatica Angela Merkel. Quella che vuole soffocare la crescita europea strozzandoci tutti con il suo rigorismo. Ma anche quella cui tutti si appoggiano per tenerla in piedi quest'Europa.
Ma oggi siamo tutti buonisti. E tutti omologati. I buoni sentimenti stanno con la Grecia. «Noi offesi dai tedeschi come amanti traditi»: La Stampa raccoglie il grido di dolore dello scrittore greco Petros Markaris. «Nonostante le efferatezze dei nazisti li amavamo più dei liberatori americani. Ma ora...». E via così: i tedeschi popolo austero, l'intransigenza di Angela Merkel, «le frequenti campagne denigratorie della stampa tedesca»... Stasera nessuno tifa per la Germania? La tifo io. Anzi, la tifiamo noi. Visto che in redazione mi hanno autorizzato a parlare a nome de Linkiesta. Gli italiani di buon cuore stanno tutti con la cenerentola d'Europa? Io sto con la Germania. Perché chi crede che sostenere la "povera" Grecia sia una scelta coraggiosa, si sbaglia. Stavolta la vera rivoluzione è stare dalla parte della squadra più forte.