Giancarlo Dotto Aveva Ragione

Aperto da Barocco, 10 Dic 2014, 23:27

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Rugiule

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Citazione di: Barocco il 10 Dic 2014, 23:27

Lui ha davvero una fiducia esagerata nella sua banda e la formazione che ha scelto gli dava tutte le garanzie possibili. Non poteva prevedere che De Sanctis inciampasse in quella gaffe da presunzione (tipica di un uomo la cui personalità è più forte del talento di portiere) e che Destro si nascondesse tutto il tempo.

Giancarlo Dotto per Dagospia

9 Dicembre 2014 ore 17.58

Vabbè, quello che doveva dire l'ha detto: so na banda e lui ha una fiducia esagerata, perfetto!  :asrm

riccio72

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Citazione di: cbea il 11 Dic 2014, 09:55
sto [...] c'ha ripensato oggi


Giancarlo Dotto per Dagospia




Botta tremenda. Quella di Nasri. E tutto quello che si porta via. Sfratto brutale. Esultano inglesi e gabbiani. Vince il migliore. Mezzo City, ma troppo City. Roma più che mai depressa tra calcio e cronaca. Qualificazione che sembrava impensabile all'inizio, dopo il sorteggio, poi probabile, dunque possibile, stasera inverosimile. Ora le piaghe cominciano a essere tante e sarà dura ripartire. L'Europa League, ma la chiamerei Europa Langue, somiglia a una punizione, l'ultimo crinale di un incubo senza fine.




Premesse subito non buone. Un macigno la posta in gioco e Olimpico che sembra una fumeria d'oppio invece che quel ribollente inferno promesso alla vigilia. Disagio palpabile e respirabile, una impotentia gaudendi da trauma troppo recente. Dopo lo stupro calcistico del Bayern, la Roma ha perso non solo l'innocenza ma anche quell'attitudine fondamentale che Rudi Garcia chiama il piacere di giocare insieme. Piacere perduto. E tanti dubbi da convertire in domande urgenti.




La prima. Condannandosi all'idolatria per Totti, la Roma si è negata la chance di costruire un'alternativa possibile a tanto immenso giocatore e, anche ieri sera, una formazione più competitiva. A questi ritmi Totti non esiste e, senza il sostegno di una sincronica marea da dietro,  senza un attaccante credibile, si calcia a vuoto. Il solo Gervinho non basta. Lui non può essere allo stesso tempo quello che inventa cose e quello che trasforma. Se a questo aggiungi il solito Pjanic spettrale e calligrafico, capisci rapido che le prospettive non sono da brindisi.



La Roma apprende in fretta che il Manchester, anche così mutilato, è brutta bestia. La tentazione dello 0 a 0 è un serpente ipnotico che si allunga sulla banda di Garcia quando non riesce a cogliere quel poco che crea. E quando Nasri fa di qua quello che Pjanic e Totti non fanno di là, la storia è già finita. Anche perchè la iella è nera e Manolas (il migliore) trova solo il palo. Morale sotto i tacchi e polmoni vuoti. Non c'è bisogno di aspettare il secondo gol di Zabaleta e i fischi dell'arbitro.



Perché Roma è depressa? Per i fatti di cronaca godo come un riccio (appunto...), per i rsutlati calcistici ancora di più! Depresso a chi?

E poi non cita i gabbiani! Prima li illude e poi? Mo do vanno sti porelli a defecare?

gentlemen

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Citazione di: Barocco il 10 Dic 2014, 23:27
CALCIO DOTTO - MI GIOCO FACCIA E (EVENTUALE) REPUTAZIONE. LA ROMA DI RUDI GARCIA DOMANI SERA FARÀ IMPAZZIRE DI GIOIA I SUOI TIFOSI E L'OLIMPICO SARÀ UNA FESTA. ORA VI RACCONTO PERCHÉ:

Mi gioco faccia e (eventuale) reputazione. La Roma di Rudi Garcia domani sera farà impazzire di gioia i suoi tifosi e l'Olimpico sarà una festa. Non dovesse accadere, chiedo a tutti i gabbiani di Trastevere e Testaccio di scaricarmi addosso fino a domenica inclusa i loro schifosi escrementi per punirmi di tanta vaticinante tracotanza. Lo so che la Roma passerà e ora vi racconto perché.

Garcia, Totti, De Rossi, Florenzi e tutti gli altri lo devono a sé, prima che ai loro tifosi. Aggiungo Walter Sabatini. Lui è contagioso anche da distanza. Sanno di essere una grande squadra, ma hanno bisogno di darsi una prova inequivocabile, un poster gigante da inchiodare nella mente, perché quello che sanno diventi quello che sono. La partita con il Manchester City arriva ideale. Non ci sono scuse.
Questa Roma deve anche brutalmente rispondere alla parte mortifera e antropofaga della città, quella dotata di tastiere e microfoni. Non tutti, certo, ma i più rumorosi, quelli che riescono a certificare la propria esistenza solo arruolandosi in un plotone d'esecuzione. I bersagli cambiano, la sete di sangue mai.

Gentucola che ha un solo modo di rimpinzare il proprio ego malconcio, sparare e massacrare. E' questo miserabile luna-park il peggio della Roma pallonara. L'ultima grande novità, in fatto di entità da impallinare, è Rudi Garcia (De Rossi ci ha fatto il callo o forse no, sicuramente no, ce ne sono di pieghe amare sotto la barba).
Venerato fino poche settimane fa, si dice e si mormora del francese di sangue andaluso che si è "romanizzato", che è diventato "arrogante" e che, soprattutto, si è "innamorato", che a Roma equivale a dire "rin[...]to". Si rimprovera a Garcia quello per cui lo si celebrava fino a ieri. Di essere stato temerario contro il Bayern, suicida nell'aggiudicarsi uno scudetto non ancora vinto, pazzo e sconsiderato nelle scelte a Mosca e con il Sassuolo.
Cecchini di ogni sponda ci spiegano con la solita, infallibile scienza del poi che il tecnico romanista ha privilegiato il Manchester al Sassuolo. Ridicolo. Garcia voleva quella vittoria sabato sera più di ogni altra cosa. Parliamo di un uomo che fa dell'ottimismo il suo metodo e dell'empatia la sua chiave d'accesso.
Lui ha davvero una fiducia esagerata nella sua banda e la formazione che ha scelto gli dava tutte le garanzie possibili. Non poteva prevedere che De Sanctis inciampasse in quella gaffe da presunzione (tipica di un uomo la cui personalità è più forte del talento di portiere) e che Destro si nascondesse tutto il tempo.

L'ottimismo di Garcia non è la mortadella negli occhi del fesso ma un esercizio ascetico di grande livello. Serve a questa città come un elisir di vita. Ha salvato la chiesa Roma più che depressa di un anno e mezzo fa e sappiamo dove l'ha sospinta dove nessuno immaginava.

E' vero, qua e là, può anche essere il suo limite (è sottile il bordo tra la preghiera dell'ottimista e lo slancio suicida), ma è quanto di meglio Roma e la Roma possano augurarsi da qui all'eternità, un allenatore straniero (ma straniero davvero, alla Camus, senza codici da spartire), che ama la vita e se ne fotte dei fegatosi pettegoli e amplificati. Uno straniero che, però, sente quando è il momento di non esserlo più, sotto la Sud.


Giancarlo Dotto per Dagospia

9 Dicembre 2014 ore 17.58
Non si smentiscono mai....sono gli zimbelli d'Europa !!!!

Tarallo

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Pjianic spettrale e calligrafico.

A Dotto, ma vaffanculo, va'.

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Rugiule

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Fermi tutti, GABBIANI, GABBIANI, non pinguini!

canguro

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Citazione di: Barocco il 10 Dic 2014, 23:27
CALCIO DOTTO - MI GIOCO FACCIA E (EVENTUALE) REPUTAZIONE. LA ROMA DI RUDI GARCIA DOMANI SERA FARÀ IMPAZZIRE DI GIOIA I SUOI TIFOSI E L'OLIMPICO SARÀ UNA FESTA. ORA VI RACCONTO PERCHÉ:

Mi gioco faccia e (eventuale) reputazione. La Roma di Rudi Garcia domani sera farà impazzire di gioia i suoi tifosi e l'Olimpico sarà una festa.

Giancarlo Dotto per Dagospia

9 Dicembre 2014 ore 17.58

E' abbastanza noto che certe pratiche (tipo prenderloalculo), se ripetute nel tempo , fanno impazzire di gioia e danno anche assuefazione.
Bravo dotto, c'hai preso in pieno, la roma di rudi garcia vi ha fatto questo regalo e...che festa sia!! Ti auguro e Vi auguro altre 100 di queste feste, ve lo meritate.

kelly slater

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Citazione di: Tarallo il 11 Dic 2014, 11:03
Pjianic spettrale e calligrafico.

A Dotto, ma vaffanculo, va'.

anche perchè se vuoi applicare della poesia a una cosa come la mmerda o sei Piero Manzoni o fai ride i polli

porgascogne

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Citazione di: cbea il 11 Dic 2014, 09:55
Condannandosi all'idolatria per Totti, la Roma si è negata la chance di costruire un'alternativa possibile a tanto immenso giocatore e, anche ieri sera, una formazione più competitiva. A questi ritmi Totti non esiste e, senza il sostegno di una sincronica marea da dietro,  senza un attaccante credibile, si calcia a vuoto. Il solo Gervinho non basta. Lui non può essere allo stesso tempo quello che inventa cose e quello che trasforma. Se a questo aggiungi il solito Pjanic spettrale e calligrafico, capisci rapido che le prospettive non sono da brindisi.

vuppunto non ha torto, a me sembrano più mazzate (si, condìte dalla solita intortata de leccate) che carezze

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GuyMontag

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Citazione di: porgascogne il 11 Dic 2014, 11:16
vuppunto non ha torto, a me sembrano più mazzate (si, condìte dalla solita intortata de leccate) che carezze

Fino ad un certo punto. E' la convenienza del momento. Al prossimo tacco a centrocampo il fesso ritornerà il pallone d'oro alla carriera e il vestito uscito dalla lavanderia post-pigeon (o seagull, a piacere)

Tarallo

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Citazione di: GuyMontag il 11 Dic 2014, 11:27
Fino ad un certo punto. E' la convenienza del momento. Al prossimo tacco a centrocampo il fesso ritornerà il pallone d'oro alla carriera e il vestito uscito dalla lavanderia post-pigeon.

Avoja.
Un film visto tre volte l'anno da quando sono nato.

robylele

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Citazione di: GuyMontag il 11 Dic 2014, 11:27
Fino ad un certo punto. E' la convenienza del momento. Al prossimo tacco a centrocampo il fesso ritornerà il pallone d'oro alla carriera e il vestito uscito dalla lavanderia post-pigeon (o seagull, a piacere)

per dire, anche nell'annata degli 8 gol subiti a Lecce e Bergamo (oltre 2 derby persi) si trovò il modo di esaltare qualcosa. Ad esempio la propositività e la linea verde.

italicbold

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arkham

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Peccato che quest'anno al Turone d'oro si corra solo per il secondo posto. Ma di fronte a tanta superiorità, alzo le braccia.

mdfn

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Accostare l'educatore a Camus è una bestemmia. Ma non voglio accanirmi con chi, pur non avendo mai avuto una faccia, ritiene di potersela giocare a piacimento. Per cui ben vengano i gabbiani.

9 gennaio

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Citazione di: Barocco il 10 Dic 2014, 23:27
CALCIO DOTTO - MI GIOCO FACCIA E (EVENTUALE) REPUTAZIONE. LA ROMA DI RUDI GARCIA DOMANI SERA FARÀ IMPAZZIRE DI GIOIA I SUOI TIFOSI E L'OLIMPICO SARÀ UNA FESTA. ORA VI RACCONTO PERCHÉ:

Mi gioco faccia e (eventuale) reputazione. La Roma di Rudi Garcia domani sera farà impazzire di gioia i suoi tifosi e l'Olimpico sarà una festa. Non dovesse accadere, chiedo a tutti i gabbiani di Trastevere e Testaccio di scaricarmi addosso fino a domenica inclusa i loro schifosi escrementi per punirmi di tanta vaticinante tracotanza. Lo so che la Roma passerà e ora vi racconto perché.

Garcia, Totti, De Rossi, Florenzi e tutti gli altri lo devono a sé, prima che ai loro tifosi. Aggiungo Walter Sabatini. Lui è contagioso anche da distanza. Sanno di essere una grande squadra, ma hanno bisogno di darsi una prova inequivocabile, un poster gigante da inchiodare nella mente, perché quello che sanno diventi quello che sono. La partita con il Manchester City arriva ideale. Non ci sono scuse.
Questa Roma deve anche brutalmente rispondere alla parte mortifera e antropofaga della città, quella dotata di tastiere e microfoni. Non tutti, certo, ma i più rumorosi, quelli che riescono a certificare la propria esistenza solo arruolandosi in un plotone d'esecuzione. I bersagli cambiano, la sete di sangue mai.

Gentucola che ha un solo modo di rimpinzare il proprio ego malconcio, sparare e massacrare. E' questo miserabile luna-park il peggio della Roma pallonara. L'ultima grande novità, in fatto di entità da impallinare, è Rudi Garcia (De Rossi ci ha fatto il callo o forse no, sicuramente no, ce ne sono di pieghe amare sotto la barba).
Venerato fino poche settimane fa, si dice e si mormora del francese di sangue andaluso che si è "romanizzato", che è diventato "arrogante" e che, soprattutto, si è "innamorato", che a Roma equivale a dire "rin[...]to". Si rimprovera a Garcia quello per cui lo si celebrava fino a ieri. Di essere stato temerario contro il Bayern, suicida nell'aggiudicarsi uno scudetto non ancora vinto, pazzo e sconsiderato nelle scelte a Mosca e con il Sassuolo.
Cecchini di ogni sponda ci spiegano con la solita, infallibile scienza del poi che il tecnico romanista ha privilegiato il Manchester al Sassuolo. Ridicolo. Garcia voleva quella vittoria sabato sera più di ogni altra cosa. Parliamo di un uomo che fa dell'ottimismo il suo metodo e dell'empatia la sua chiave d'accesso.
Lui ha davvero una fiducia esagerata nella sua banda e la formazione che ha scelto gli dava tutte le garanzie possibili. Non poteva prevedere che De Sanctis inciampasse in quella gaffe da presunzione (tipica di un uomo la cui personalità è più forte del talento di portiere) e che Destro si nascondesse tutto il tempo.

L'ottimismo di Garcia non è la mortadella negli occhi del fesso ma un esercizio ascetico di grande livello. Serve a questa città come un elisir di vita. Ha salvato la chiesa Roma più che depressa di un anno e mezzo fa e sappiamo dove l'ha sospinta dove nessuno immaginava.

E' vero, qua e là, può anche essere il suo limite (è sottile il bordo tra la preghiera dell'ottimista e lo slancio suicida), ma è quanto di meglio Roma e la Roma possano augurarsi da qui all'eternità, un allenatore straniero (ma straniero davvero, alla Camus, senza codici da spartire), che ama la vita e se ne fotte dei fegatosi pettegoli e amplificati. Uno straniero che, però, sente quando è il momento di non esserlo più, sotto la Sud.


Giancarlo Dotto per Dagospia

9 Dicembre 2014 ore 17.58

L'enfasi me ricordava qualcuno...  :srm:

... Il più grande concerto dal vivo degli ultimi anni è durato 4 minuti ed è stato un coro a cappella che ha stramaccionato via la svogliata e inchiodata al prato Roma del primo tempo. A cui perdono tutto il liquidame dei primi 45 minuti perché mi porta alla serata epica di una finale. Con il caldo del mese di maggio. Il profumo dei glicini e del gelsomino che arriva fin dentro le narici mentre in motorino me ne andrò all'Olimpico nella serata più erotica degli ultimi anni. Perché c'è da fare sesso con la Lazio. E godere. Perché sarà così. Perché non può che essere così. Perche Dio lo vuole.
E anche Satana è della stessa identica idea. E ho quaranta giorni ora per apparecchiare la tavola, scegliere la tovaglia adatta, le posate giuste, il grande e ghiacciato vino consono al banchetto che ho in mente. Perché io ho quella serata davanti agli occhi da settimane. Anche se non se ne sa ancora con esattezza la data perché quel giorno un filosofo dell'inutilità umana ha scelto di portarci tutti all'ennesima e fastidiosa chiamata alle urne. Indicheremo un sindaco, un'amministrazione, un nuovo primo cittadino a cui mandare gli improperi mentre rimbalziamo sulle buche della città come sassi negli stagni. Non c'era altra data possibile per la politica che quella già decisa da tempo e decretata come unica e benedetta per la finale di Coppa Italia? Ok, non importa. Ne tirasssero fuori un'altra. Ci dessero in fretta il fatidico numero da stampare nella mente ed evidenziare sul calendario in cucina.
Nulla potrà fermarci. Abbiamo il Papa dalla nostra parte che ha scelto un nome che è una garanzia per tutti noi. E abbiamo il calciatore in attività più forte del mondo degli ultimi venti anni di storia del calcio. Che altro abbiamo? Abbiamo mezza stella d'argento da sceriffi già cucita sul rosso della maglia. Chi ce la strappa? Lotito e i suoi pennuti boys? La mala sorte? Un arbitraggio maledetto? Nulla. Tranquilli. Nulla potrà toglierci quello che è giusto, stabilito e deciso. Me ne tornerò senza voce, senza casco, senza sonno e senza fame. E nel tragitto che mi riporterà a casa farò un bel giro largo e passerò a Trastevere, mi farò tutto il lungotevere in un senso e nell'altro, salirò al Gianicolo e poi al Pincio, traverserò piazza Navona e Fontana di Trevi, urlerò in Prati, davanti a Vanni, tutto il mio amore per la Roma. E me ne tornerò a casa sfinito, sporco e sudato. Farò una lunga doccia. E mi siederò a tavola, sorridente. E realmente soddisfatto di essere nato qui. E da lombi saggi.

sergione

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Citazione di: Eagle_70 il 11 Dic 2014, 00:52


-nun ho capito... passa lui quì o dovemo anna' noi a trastevere e testaccio?
-basta che se sbriga, e' dal gol de nasri che me la sto a tene'
Scusami, ma sto ridendo come un pazzo da circa 5 minuti. :since

mizio67

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Disfatta Roma: i gabbiani a caccia del giallorosso Dotto
Sport 11/12/2014 3 ore fa - Paolo Signorelli
dotto Giancarlo Dotto
Giancarlo Dotto e la sua figuraccia senza precedenti. Martedì, giorno della vigilia del big match di Champions Roma-Manchester City, il giornalista non romano ma giallorosso, aveva dichiarato di essere pronto a giocarsi la faccia e la reputazione che la squadra di Rudi Garcia avrebbe superato il turno.

Sfacciato come pochi, non si era lasciato andare soltanto a queste dichiarazioni. Talmente sicuro del suo team, aveva anche fatto una promessa. "Se non dovesse accadere, chiedo a tutti i gabbiani di Trastevere e Testaccio di scaricarmi addosso fino a domenica inclusa i loro schifosi escrementi per punirmi di tanta vaticinante tracotanza. Lo so che la Roma passerà".

Beh, vista l'eliminazione della squadra giallorossa e la prova deludente dei capitolini di ieri, per Dotto adesso si fa davvero dura. Come si comporterà? Si giustificherà? Ma, soprattutto, manterrà la sua promessa? Difficile, anche se la sua storica figura di m.... rimarrà comunque per sempre impressa nella mente di tutti. Anche perché le sue parole sono state pubblicate in un articolo (a firma sua) su Dagospia. E, come tutti sanno, il detto è "verba volant, scripta manent".



Intanto, il giornalista di Valdagno, è diventato bersaglio di tutte le prese in giro possibili e immaginabili da parte dei tifosi laziali. Sui social network si sta scatenando l'ironia nei suoi confronti e tutti adesso gli chiedono di tener fede alle parole pronunciate. Peccato però che questa mattina abbia avuto la faccia tosta di fare il vago e di scrivere un altro pezzo in cui non ha fatto nessun accenno ai suoi proclami pre gara.

"Dopo lo stupro calcistico del Bayern, la Roma ha perso non solo l'innocenza ma anche quell'attitudine fondamentale che Rudi Garcia chiama il piacere di giocare insieme", ha titolato Dotto sempre su Dagospia.

Va bene, siamo d'accordo: la faccia e la reputazione l'ha persa e sicuramente anche un po' di credibilità. L'unica modo per tornare ad essere credibili è che davvero passi a Trastevere, a Testaccio e si prostri agli uccelli ed "ai loro schifosi escrementi".

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Citazione di: 9 gennaio il 11 Dic 2014, 14:09
L'enfasi me ricordava qualcuno...  :srm:

... Il più grande concerto dal vivo degli ultimi anni è durato 4 minuti ed è stato un coro a cappella che ha stramaccionato via la svogliata e inchiodata al prato Roma del primo tempo. A cui perdono tutto il liquidame dei primi 45 minuti perché mi porta alla serata epica di una finale. Con il caldo del mese di maggio. Il profumo dei glicini e del gelsomino che arriva fin dentro le narici mentre in motorino me ne andrò all'Olimpico nella serata più erotica degli ultimi anni. Perché c'è da fare sesso con la Lazio. E godere. Perché sarà così. Perché non può che essere così. Perche Dio lo vuole.
E anche Satana è della stessa identica idea. E ho quaranta giorni ora per apparecchiare la tavola, scegliere la tovaglia adatta, le posate giuste, il grande e ghiacciato vino consono al banchetto che ho in mente. Perché io ho quella serata davanti agli occhi da settimane. Anche se non se ne sa ancora con esattezza la data perché quel giorno un filosofo dell'inutilità umana ha scelto di portarci tutti all'ennesima e fastidiosa chiamata alle urne. Indicheremo un sindaco, un'amministrazione, un nuovo primo cittadino a cui mandare gli improperi mentre rimbalziamo sulle buche della città come sassi negli stagni. Non c'era altra data possibile per la politica che quella già decisa da tempo e decretata come unica e benedetta per la finale di Coppa Italia? Ok, non importa. Ne tirasssero fuori un'altra. Ci dessero in fretta il fatidico numero da stampare nella mente ed evidenziare sul calendario in cucina.
Nulla potrà fermarci. Abbiamo il Papa dalla nostra parte che ha scelto un nome che è una garanzia per tutti noi. E abbiamo il calciatore in attività più forte del mondo degli ultimi venti anni di storia del calcio. Che altro abbiamo? Abbiamo mezza stella d'argento da sceriffi già cucita sul rosso della maglia. Chi ce la strappa? Lotito e i suoi pennuti boys? La mala sorte? Un arbitraggio maledetto? Nulla. Tranquilli. Nulla potrà toglierci quello che è giusto, stabilito e deciso. Me ne tornerò senza voce, senza casco, senza sonno e senza fame. E nel tragitto che mi riporterà a casa farò un bel giro largo e passerò a Trastevere, mi farò tutto il lungotevere in un senso e nell'altro, salirò al Gianicolo e poi al Pincio, traverserò piazza Navona e Fontana di Trevi, urlerò in Prati, davanti a Vanni, tutto il mio amore per la Roma. E me ne tornerò a casa sfinito, sporco e sudato. Farò una lunga doccia. E mi siederò a tavola, sorridente. E realmente soddisfatto di essere nato qui. E da lombi saggi.


Cazzarola, non mi abituerò mai.
E' sempre una sensazione particolare...

pandev66

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Il grande vate (r) ha risposto su dagospia


CALCIO DOTTO - DOPO LA PIOGGIA DI SFOTTÒ, RISPONDE GIANCARLO DOTTO: "LA MIA PREVISIONE SULLA ROMA NASCE DAL BRIVIDO EROTICO CHE PROVO NEL DARMI IN PASTO A PREVEDIBILISSIMI TUMULTI DI MASSA"

"Solo un [...] può pensare che si possa essere tanto [...] da prestare il fianco con una profezia (la Roma che batte il Manchester City) tanto spericolata quanto infondata. Mi piace dimostrare come tante oneste personcine, tanti padri di famiglia, possano trasformarsi in turpi lapidatori. Il mio senno di prima smanaccia la calma piatta dei vostri amati giornalisti e del loro strombazzato senno di poi...

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In breve: ma che c'avevate creduto ?
Sesa che la Rioma nun vale un tubo - veramente lui dice "il calcio italiano..."

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