Giustizia Sportiva - Palazzi, FIGC e CONI

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Offline Chuppy

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Giustizia Sportiva - Palazzi, FIGC e CONI
« il: 16 Giu 2015, 14:09 »
da Rep...bblica.it

http://www.repubblica.it/rubriche/spycalcio/2015/06/16/news/palazzi_pregi_e_difetti_ma_ora_rischia_di_saltare-116971864/

Palazzi, pregi e difetti. Ma ora rischia di saltare


Stefano Palazzi, nato a Napoli  il 12 settembre 1960, magistrato  (militare), è
in Figc dal 1990. Ha  fatto tutta la trafila: componente  dell'Ufficio Indagini
sino  al  1993, poi  sostituto  alla Procura  federale  di cui  è  diventato il
responsabile nel  2005 (il  28 settembre  2012, sotto  la presidenza  Abete, il
consiglio federale gli ha rinnovato la carica). Persona per bene, e all'antica:
parla con gli atti, solo di  recente Tavecchio l'ha chiamato in una  conferenza
stampa dove Palazzi ha  potuto spiegare una parte  del suo lavoro (immane).  Un
errore è  stato quello  di creare  una Superprocura,  inquirente e  requirente:
questo ha  complicato la  cose. Ma  la colpa  non è  di Palazzi. Lui conosce la
giustizia sportiva meglio di chiunque  altro, fra i difetti una  certa lentezza
in alcuni casi (non tutti) e il  fatto che è troppo accentratore. Si fida  solo
dei suoi  fedelissimi. E  questo ha  provocato qualche  problema: adesso, dalla
prossima stagione, ci saranno tre  procure regionali (a Milano, Roma  e Napoli)
che si occuperanno dei  casi che riguardano i  dilettanti, in pratica oltre  il
60% di tutta la mole di lavoro. Una riforma voluta dal presidente Tavecchio che
da anni aveva questa idea e che dovrebbe portare benefici perché a Roma,  nella
sede centrale, resteranno solo le questioni più scottanti e importanti,  quelle
che  riguardano il  calcioscommesse e  i dirigenti  (Lotito, Macalli,  Belloli,
eccetera). La Figc entro fine  giugno deve nominare i responsabili  delle varie
procure: secondo alcune voci, Palazzi non sarebbe più il procuratore centrale e
verrebbe  "relegato" alla  procura napoletana.  Per lui  sarebbe uno  schiaffo:
potrebbe essere anche tentato di dimettersi. Ma non è ancora detto che succeda:
Tavecchio ha stima di Palazzi e conosce il lavoro che ha fatto in tutti  questi
anni. Alla  fine, il  superprocuratore potrebbe  anche salvarsi.  Di sicuro, ci
tiene  moltissimo  a  portare  avanti  i  "suoi"  procedimenti  che  riguardano
calcioscommnesse (Cremona e  ora anche Catanzaro)  e dirigenti vari  (Lotito in
testa). Palazzi è anche molto  rispettoso del lavoro delle varie  Procure della
Repubblica,  e questo  (a volte)  rende più  lente le  sue indagini  e le  sue
decisioni. Il generale di Brigata dei carabinieri Enrico Cataldi, a capo  della
Superprocura del  Coni, forse  vorrebbe che  i casi  fossero chiusi con maggior
sollecitudine: fra i due ci sono stati attriti sin da quando è stato varato  il
nuovo codice di giustizia sportiva,  voluto da Giovanni Malagò e  affidato alle
cure di uno staff  di esperti (ma qualcosa  in futuro andrà corretto).  Ci sono
stati anche due incontri fra Cataldi  e Palazzi, voluti da Malagò e  Tavecchio,
per cercare  di riportare  il sereno.  Ad oggi  la situzione  è la  seguente: i
rapporti personali sono  compromessi e Palazzi  fatica nel consegnare  le carte
del suo lavoro a Cataldi (ultimamente ad esempio non ne è stata recapitata  una
a Palazzo H...).

A rendere la Procura Figc  piuttosto seccata, inoltre è stato  l'atto clamoroso
della Lega Pro, che ha chiesto che fosse Cataldi ad occuparsi di tutti gli atti
che riguardano  la Lega  e non  più Palazzi  col suo  staff. Uno  schiaffo alla
procura Figc (vedi Spy Calcio  del 15 giugno) che crea  tensioni istituzionali:
Tavecchio si è sentito oggi con Malagò, appena rientrato da Baku. La  richiesta
di Macalli (che  ricordiamo è anche  vicepresidente Figc tenuto  a galla sinora
grazie a Lotito...) potrebbe essere considerata irricevibile dagli uffici Coni.
E la  Figc? E'  rimasta spiazzata  (e seccata):  a via  Allegri sostengono  che
questa mossa è "irrituale" perché non  ha precedente e che crea "sorpresa"  (se
Macalli aveva atti nuovi  perché non li ha  fatti avere a Palazzi?).  Tavecchio
torna domani  a Roma  e vedrà  le carte:  il suo  alleato di governo Macalli ha
fatto una mossa  imprudente. Se il  30 giugno non  sarà votato il  bilancio, ci
saranno nuove elezioni, o il  commissariamento della Lega Pro. E  l'era Macalli
nella ex Lega  di serie C  sarà conclusa. Per  Tavecchio è arrivato  il momento
delle scelte: ma forte anche dell'appoggio del Coni, stavolta è davvero  pronto
a fare la voce grossa.


 

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