Citazione di: Ranxerox il 29 Mag 2011, 23:21
Secondo me invece il gioco del Barcellona è l'essenza stessa del Guardiola calciatore.
Un grandissimo centrocampista con due piedi fatati e la capacità di trovare sempre i compagni liberi con passaggi di prima, a due tocchi o con i lanci, grandissima visione di gioco e una padronanza non comune nel controllo di palla perchè con la palla ci parlava.
Uno che sapeva come far giocare al meglio i suoi compagni perchè in qualsiasi situazione si trovassero, era sempre in grado di farsi trovare libero in aiuto e prima che la palla gli arrivasse sapeva già dove distribuire.
Il punto di riferimento basso su cui ha ruotato per tanti anni il Barça.
Secondo me il suo modo di giocare l'ha trasmesso paro paro alla squadra che allena, perchè come dice perfettamente il buon Tarallo ha rimesso il PALLONE al centro del gioco e soprattutto perchè tutti e undici, fuoriclasse compresi, lavorano in maniera che il portatore abbia sempre un paio di soluzioni agevoli per lo scarico. Non si muovono tanto ma si muovono bene e fanno camminare soprattutto la palla.
Il mio giudizio però è di parte, perchè ho sempre avuto un debole per lui.
Infatti, come già scritto in altro topic, è l'unico giocatore a cui ho chiesto l'autografo (rimediato il giorno che fece le controanalisi all'Acqua Acetosa) oltre a quelli dei giocatori della Lazio.
Il che mi costò clamorosi perculeggiamenti dei miei amici romici, il giorno che decise di andare alla Broma.
Unica macchia in una carriera esemplare,
una ferita che ancora sanguina!!.
esatto. tutto esatto.
principi di gioco: ogni giocatore ha almeno due opportunità di scarico del pallone, una in ampiezza (spesso due) e una in profondità.
guardiola ha imposto un tipo di gioco in cui esiste un solo caposaldo: possesso. che duri il più a lungo possibile, attraverso il gioco a due tocchi palla a terra. e non importa se non si trovano sbocchi, intanto la palla ce l'abbiamo noi, prima o poi qualcosa accadrà. senza fretta, come se il risultato non interessi granché ma sia solo una gara a chi fa più passaggi.
è una via del tutto rivoluzionaria forse perché talmente semplice ed intuitiva da poter essere messa in pratica da qualsiasi squadra al mondo, anche quella peggiore. stop e passaggio, scarico e circolazione palla, una squadra all'opera, tutti per uno e naturalmente messi (se ce l'hai) per tutti. altrimenti basta il tutti per uno.
non serve grandissima tecnica individuale, ma appena discreta. questo è un sistema di gioco che per le squadre normali può diventare la vera arma in più.
ma attenzione: perché i giocatori del barcellona sono tutti fenomeni a livello di tecnica individuale: xavi e iniesta sono due centrocampisti che potrebbero giocare con palla incollata al piede e non gliela toglieresti nemmeno se fossero bendati e con le infradito al posto degli scarpini.
ed è proprio questa la rivoluzione: nonostante siano tecnicamente due giocatori di un altro pianeta, nessuno dei due si sognerebbe mai di prendere iniziative personali, a meno di situazioni tattiche estreme, tipo pressing avversario particolarmente efficace, grande inferiorità numerica in una determinata zona di campo, squadra sbilanciatissima.
in condizioni normali, invece, i due non tentano mai l'iniziativa palla al piede anche quando potrebbero: qualsiasi altra squadra con due giocatori così in mezzo al campo, la vedresti come suol dirsi "costruita attorno a loro". qualsiasi altra squadra, con palla a uno dei due sarebbe ferma in attesa della loro decisione: magari saltano un uomo e creano la superiorità (tipo la Lazio con palla a Hernanes o Zarate), oppure lanciano dalla parte opposta a 50 metri di distanza sul terzino opposto che sta avanzando, oppure tagliano dentro per la punta. chi lo sa? al barcellona i loro compagni invece lo sanno, la palla quando è in possesso di xavi o iniesta viaggerà rasoterra al secondo tocco, non ci saranno invenzioni particolari o decisioni inattese, solo tutto ciò che è conosciuto a livello collettivo, nessuna sorpresa.
per chi ci gioca assieme, ovvio.
chi ci gioca contro è costretto a correre a vuoto per lunga parte dell'incontro, impossibilitato a fare pressing perché vorrebbe dire esporsi a fatali sortite che i giocatori del barcellona possono trovare in qualunque istante, costretto soltanto a marcare appena al di là della propria area con due linee schiacciatissime in modo da creare grande concentrazione davanti la propria porta per cercare di mortificare i tagli alle spalle dei difensori da parte degli attaccanti laterali.
il barcellona ha una grande forza, quella di costringere gli avversari a giocare soltanto in quella maniera, ti fa fare solo mosse obbligate, non ti permette di scegliere. lo abbiamo visto contro il real e in finale contro il manchester.
il segreto del barcellona è lo stesso identico che caratterizza il calcio e ce lo fa amare in tutta la sua semplicità e bellezza: il passaggio della palla al compagno. una squadra.