Oggi leggevo l'editoriale di Criscitiello sulla giornata di campionato (tra l'altro fa i complimenti a Lotito per la campagna acquisti). A un certo punto dopo aver analizzato gli errori di mercato delle grandi se ne esce con queste righe dedicate al processo di Napoli. Leggete:
"Napoli è diventata anche la capitale di Calciopoli: volevamo capirci qualcosa in più di come va davvero il calcio italiano, ma, oltre a starci capendo sempre meno, ci stiamo facendo tante risate come se fosse un'infinita barzelletta. Per la Giustizia non è un bel messaggio verso l'esterno e l'estero. Venerdì scorso tutti gli organi di informazione erano curiosi di ascoltare le deposizioni di Abete e Collina: personaggi di un certo calibro, chi Presidente della F.I.G.C., chi nuovo designatore dell'Uefa; dalle loro parole è emerso che tutto quello che veniva deciso nei sorteggi arbitrali era a norma di regolamento. Ma davanti agli occhi abbiamo ancora quel titolo di giornale: "Ecco come truccavano i sorteggi". Non ci stiamo capendo molto, ci stiamo perdendo. Ma quei sorteggi erano truccati oppure no? In attesa delle centosettanta intercettazioni telefoniche abbiamo capito solo una cosa: il nome "Collina" fu pronunciato dall'ex Presidente dell'Inter, Giacinto Facchetti. Tra le tante cose poco chiare del "Processo del martedì", più divertente quasi di quello del lunedì, come un ex Dirigente, quale Franco Baldini, possa dare una mano alla Giustizia. Prima che gli venga concessa la giusta credibilità, vorremmo porre delle domande a Baldini e saremmo entusiasti casomai fosse possibile ottenere delle risposte pubbliche. Se parliamo di 80 mila dollari per una patente, che poi si trasforma in passaporto, cosa gli torna in mente? Cosa ci faceva alla Motorizzazione di Latina per promuovere la causa dell'interista Alvaro Recoba? Baldini saprebbe rispondere ai PM cosa rischia chi viene coinvolto in un passaggio di residenze false? Ricordiamo di aver letto sul Corriere della Sera le dichiarazioni di Lele Oriali, il giorno dopo aver ricevuto il benservito dall'Inter. "È una grave macchia, lo so, ma ha presente il signore che compare sempre al fianco di Fabio Capello? Sì, Franco Baldini. Ecco, devo tutto a lui. Mi disse che c'era questa possibilità eccetera eccetera, e che le carte erano in regola. Salvo poi lasciarmi nella cacca". Parole di Oriali. Un altro paio di domande: cosa ci faceva il Colonnello Auricchio a pranzo a Trigoria? E, soprattutto, dove sono finiti i soldi della Roma per l'acquisto di Philippe Mexes, quando Rosella Sensi aveva ricevuto garanzie per le quali l'operazione sarebbe avvenuta a costo zero? Aspettiamo delle risposte prima di girare le stesse domande alla F.A. (la Federazione di calcio inglese)."
Sapevo che Auricchio si era valso della collaborazione di "Pupo" Baldini nell'inchiesta, ma secondo la vulgata tale collaborazione si era sviluppata dopo che Baldini aveva già lasciato le cacche (di qui l'affermazione che egli avesse collaborato all'indagine nell'interesse supremo del calcio pulito e non per favorire una parte). Se fosse confermata quest'affermazione (anzi, questa domanda) di Criscitiello va a posto un altro tassello per completare l'identikit del mandante di calciopoli. Per parte mia, a differenza di quanto pensano gli juventini che lo hanno individuato negli intrecci Telecom-Moratti, sono convinto che questi vada ricercato dalle parti di Trigoria, e lo penso da quando uscirono (illegalmente) gli stralci delle intercettazioni sull'ignobile fogliaccio allora diretto da Richard Moon.