Vedo che la discussione si è spostata sui portieri quale cartina di tornasole dell'operato di Tare.
E forse, in una certa misura, è proprio così.
Se dovessi valutare il DS negli ultimi due anni, l'impressione che ne ricavo è che si comporta come un giocatore di poker quando si alza la posta: tic, sudore delle ascelle, secchezza delle fauci.
Quando ad un certo punto del mercato non arriva (ad esempio) nessun portiere - perché qualcuno bluffa, qualcuno prova ad inserirsi (il Napoli con Provedel) e qualche altro procuratore ci gioca su - il rischio di trovarsi con il cerino in mano genera terrore.
Terrore tutto sommato legittimo e giustificato (in particolare modo se si gioca senza portiere, un po' meno se si tratta del vice-Immobile), se non fosse per il fatto che non ci sono alternative immediatamente fattibili, con la conseguenza di essere costretto a sforare il budget ed intaccare così risorse destinati ad altri ruoli.
E la colpa della mancanza del piano B va a mio avviso imputata al sistema di relazioni su cui Tare stesso fa affidamento e che è, alla prova dei fatti, tutto sommato piuttosto limitato.
A quel punto, la sua voglia di dimostrare di essere all'altezza del compito trova sfogo nella ricerca della genialata, provando a tirare fuori qualche coniglio dal cilindro per smarcarsi dall'assedio e salvare la faccia.
Un'altra cosa che mi infastidisce sono le smentite.
Io non ho mai sentito da Tare dire "Sì, siamo sul giocatore X", salvo quando messo alle strette oppure in pieno warpometro.
Al di là del problema della riservatezza (anche se spesso mi pare che andiamo ben oltre i livelli della STASI), mi domando se non sia opportuno pasturare un po' di mangime ai giornalisti, anche per fare da sponda a qualche procuratore che magari, anzi magara, ti restituisce poi il favore.