Il 14 aprile la roma cambia proprietà

Aperto da eaglefly1978, 24 Mag 2010, 12:57

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ian

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Citazione di: Kalle il 16 Set 2010, 12:46
Già sorpassato ed in fuga....

:x

Beh, ancora deve ragalargli dei terreni edificabili e farci una campagna elettorale insieme, pero' per il resto sta sulla buona strada pure lui

ES

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Citazione di: eaglefly1978 il 16 Set 2010, 12:40
Sono dichiarazioni che mi lasciano sconcertato.

Mi auguro, per gli azionisti Unicredit, che siano soo dichiarazioni di facciata, e che alla fine il management della banca tuteli ESCLUSIVASMENTE i propri interessi.
Capisco che A PARITA' DI OFFERTA i piscioruggine possano essere venduto a chi garantisca il progetto migliore, ma qui si sta dichiarando ai quattro venti che invece di perseguire la minimizzazione della perdita sull'esposizione debitoria di Italpetroli, vendendo a chi le porta più denaro in cassa (fosse anche Bin Laden) e rientrando il più possibile, la banca sia disposta a rimetterci per il bene daaa maggica, dei suoi tifosi e del futuro acquirente.

Se ciò dovesse veramente accadere andrebbe a scapito di milioni di azionisti Unicredit a cui della rioma non frega una emerita ceppa e vorrebbero vedere, ogni tanto, qualche centesimo di dividendo.

Sintesi eccezionale

umanoide69

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http://www.tuttomercatoweb.com/?action=read&id=229545

ESCLUSIVA TMW - Fedun-Roma: la replica di Lukoil

La Lukoil, compagnia petrolifera russa, sceglie Tuttomercatoweb per una precisazione circa le voci che parlano di un possibile interesse del vice presidente dell'azienda, Leonid Fedun, nei confronti dell'As Roma. "La nostra partecipazione nel campo calcistico - precisa la Lukoil a TMW - si esaurisce nell'essere sponsor generale del Club "Spartak" che appartiene al Sig. Fedun. Tutto ciò che riguarda l'interesse personale del Sig.Fedun per il Club Roma, non interessa la sfera di competenza della compagnia petrolifera Lukoil".

Come abbiamo già spiegato ieri, il gruppo Lukoil, pur rappresentando una delle tre principali industrie petrolifere del Paese, non costituisce una potenza economica del livello, ad esempio, della Gazprom, e le cifre di cui si parla in questi giorni non rappresenterebbero uno scherzo per lo stesso Fedun, che ci viene disegnato come un imprenditore estremamente accorto e cauto. Difficile quindi, credere che possa interessarsi ad acquisire l'As Roma.

Biafra

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L'impero del male:

TRA LE VARIE CORDATE, PERLOPIÙ FANTASIOSE, CHE VORREBBERO COMPRARE LA ROMA, IN POLE POSITION C'È LA "CORDATA DEI PARIOLI", PILOTATA DIETRO LE QUINTE DA MONTEZEPREZZEMOLO E MEGALÒ MALAGÒ, PER METTERE TOTTI & COMPAGNI NELLE MANI SICURE E RICCHE DEL GIOVANE SCEICCO DI ABU DHABI, GIà AZIONISTA DELLA FERRARI
GIOVANNI MALAGO


Il disastroso risultato della partita della Roma in Champions League ha rovinato il sonno di Giovannino Malagò, il presidente di Canottieri Aniene che non ha mai nascosto la sua passione per la squadra capitolina.

L'imprenditore romano che è entrato nella leggenda per le telefonate mattutine dell'Avvocato, non ha mai nascosto il suo amore per la Magica, un amore che gli è stato ricambiato da Francesco Totti. All'inizio di agosto, quando la magistratura ha messo i sigilli all'Acquaniene, il Pupone ha gridato a squarciagola: "Giovannino sto con te!".

Adesso il bel Megalò teme fortemente che salti per aria un progetto coltivato con grande riserbo insieme all'amico Luchino di Montezemolo. Da tempo Giovannino coltiva l'idea di mettere le mani sulla squadra romana, e il 22 luglio scorso ha dichiarato con il cuore in mano: "per la Roma farei tutto, anche il presidente", poi ha aggiunto: "non escludo gli sceicchi".

Più di tanto non ha voluto dire e si è chiuso nel riserbo: "non posso parlare, mi dispiace, faccio parte del consiglio di amministrazione di Unicredit. Sono al corrente di alcune cose ma per un discorso di Consob non posso aggiungere altro". Quell'altro lo può aggiungere Dagospia che nella sua infinita miseria ha anticipato due settimane fa l'interesse del Fondo sovrano Mubadala che ha come suo principale esponente Khalifa bin Zayd Al Nahyan, il braccio operativo del sultano di Abu Dhabi, tifoso scatenato del pallone.
Luca di Montezemolo

Il Fondo Mubadala è proprietario del Manchester City e ha un rapporto strettissimo con Luchino di Montezemolo. Non a caso gli arabi hanno comprato il 5% della Ferrari e sono soci in joint-venture con PoltronaFrau. Alla fine di agosto Luchino si è recato negli Emirati e ha visitato il "Ferrari World" di Abu Dhabi, un parco a tema che sarà aperto al pubblico il 28 ottobre per esaltare le rosse di Maranello e il made in Italy.

Sulla base di questi rapporti si può dire tranquillamente che tra le varie cordate, perlopiù fantasiose, che vorrebbero comprare la Roma, in pole position c'è la "cordata dei Parioli", pilotata dietro le quinte dal presidente della Ferrari e dal 51enne Megalò. Quest'ultimo può mettere sul piatto la sua amicizia con Alessandro Profumo perché, come si è detto, siede nel consiglio di Unicredit.
Abu-Dhabi

Del progetto Giovannino avrebbe parlato anche con Corradino Passera durante la vacanza di agosto nella villa di Sabaudia dove insieme a Monica Bellucci, il banchiere di IntesaSanPaolo e la moglie Giovanna Salza hanno giocato sulla spiaggia con la paletta e il secchiello.

Il tandem Megalò-Montezemolo è dotato di un naso lungo per gli affari e considera il brand della Roma molto appetibile. Al di là dei numeri c'è anche un aspetto politico che non va sottovalutato: mettere la Roma nelle mani sicure e ricche del giovane sceicco di Abu Dhabi potrebbe essere un colpo di immagine tipicamente berlusconiano che Montezemolone potrebbe giocare da "terzopolista" con l'entusiasmo dei tifosi.

I sondaggi presentati dall'amico Pagnoncelli martedì sera a "Ballarò" lo danno al secondo posto dopo il Presidente Napolitano. Forse Pagnoncelli, che è stato consulente di Luchino ai tempi di Confindustria, ha calcato un po' la mano, ma se la "cordata dei Parioli" si prenderà la Roma con gli azionisti arabi e con Giovannino presidente, i consensi per Montezuma andrebbero alle stelle.

http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/articolo-18619.htm

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Regina

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20 settembre 2010
Libia: soddisfatti per l'investimento

di Fabio Perego

MILANO - Terremoto al vertice di Unicredit. E' la resa dei conti tra i soci e l'amministratore delegato, Alessandro Profumo, che si prepara a lasciare la banca. Domani, nel tardo pomeriggio, e' stato convocato un Cda straordinario con all'ordine del giorno i rapporti con il top management e in quell'occasione il banchiere - e' l'attesa - e' pronto a presentare le dimissioni. In caso di addio di Profumo, alla guida del gruppo dal 1997, almeno per un periodo di transizione - si fa notare - sara' lo stesso presidente Dieter Rampl ad assumerne le deleghe, in attesa che venga individuato un successore. Nulla tuttavia e' ufficiale e chi conosce bene Profumo sa che ''non e' uno che si rassegna''. I nomi che circolano in queste ore per il posto di a.d. sono quelli gia' usciti: da Gianpiero Auletta Armenise (gia' alla guida di Ubi Banca) a Matteo Arpe, ex numero uno di Capitalia ora a Banca Profilo, da Fabio Gallia, a Claudio Costamagna. Da parte di Profumo nessun commento malgrado il pressing dei cronisti che lo hanno seguito in serata, quando dopo aver lasciato verso le 20 la sede di Piazza Cordusio, ha partecipato al Concerto civile Giorgio Ambrosoli in ricordo del magistrato Guido Galli. A fare venire l'ennesimo (e l'ultimo) mal di pancia agli azionisti, a partire dalle Fondazioni, (che nel tempo hanno dovuto digerire anche due aumenti di capitali e bilanci non soddisfacenti) e' stato il rafforzamento del capitale nella banca della libica Lia. Un blitz, in poco di un mese, con il fondo sovrano che il 28 luglio ha superato la soglia del 2% e poi il 31 agosto ha portato la propria quota al 2,59% (ufficilizzata oggi dalla Consob). Partecipazione che sommata a quella della Central Bank Of Lybia (che ha 4,98% ed oggi ha detto di essere ''estremamente soddisfatta'' per l'investimento), ha portato il paese nordafricano oltre il 7,5%. Mosse di cui il presidente Rampl e' stato tenuto allo scuro, mentre Profumo si e' difeso affermando di non essere stato lui a sollecitarne la crescita. A surriscaldare ancora di piu' il clima ha contributo anche, nel fine settimana, l'attacco frontale lanciato dal quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung. Pagine che il banchiere ha letto di ritorno dagli Stati Uniti. Il giornale di Monaco titolava: 'Mister Arrogance e' tornato', partendo proprio dalla 'affaire' Libia, e insistendo molto sui contrasti al vertice parlando di crescente pressione sul manager. La mina e' esplosa, proprio nel vivo della riorganizzazione per la Banca Unica e delle trattative (che ripartono il 22 settembre) con i sindacati sui 4.700 esuberi. Del resto i malumori in Unicredit non sono nuovi. Ad aprile in occasione del via libera al 'Bancone' il vice presidente vicario ed espressione nel board di Cariverona, Luigi Castelletti (presente sia venerdi' scorso che oggi di buon ora in sede) lascio' il tavolo del cda e si astenne dal votare. E non mancano gia' i commenti. ''Chi sbaglia, paga'', tuona il sindaco di Verona, Flavio Tosi che poi aggiunge: ''Profumo e' sicuramente un manager di alto profilo, ma questa vicenda l'ha gestita un po' 'in proprio'.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/economia/2010/09/20/visualizza_new.html_1761344558.html

rio2

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di gente disposta a metterci qualche euro dietro gentile richiesta di "don giulio" ne hanno trovata parecchia, il problema e' che non trovano il fess.....ehm il magnate che deve rilevare la quota di maggioranza visto che tutti hanno declinato l'invito (dando come detto disponibilità ad acquisire piccole quote).

Centurio

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la asRomaunicredit sta per cambiare proprietario, Profumo pare che voglia dimettersi dopo che i libici di Gheddafi hanno ottenuto piú del 7% delle azioni.

simcar

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Citazione di: Centurio il 21 Set 2010, 09:45
la asRomaunicredit sta per cambiare proprietario, Profumo pare che voglia dimettersi dopo che i libici di Gheddafi hanno ottenuto piú del 7% delle azioni.

Secondo voi, questo potrebbe essere un bene o un male per l'ASunicredit?

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AquiladiMare

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Citazione di: simcar il 21 Set 2010, 09:56
Secondo voi, questo potrebbe essere un bene o un male per l'ASunicredit?

secondo me un male... anche se oramai il loro scopo è quello di venderla al prezzo più alto possibile

Drake

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da Repubblica.it

di MATTEO PINCI
Roma, futuro a stelle e strisce?

ROMA - Un futuro a stelle e strisce per la Roma? In un momento in cui la squadra giallorossa fatica sul campo, tra risultati deludenti, polemiche e i fischi dei tifosi delusi, Unicredit e Rothschild Italia continuano a lavorare per la cessione del club.

FRONTE AMERICANO - In attesa dell'approvazione del bilancio (cda fissato per il 27 settembre), e successivamente dell'invio dell'information memorandum ai soggetti che hanno mostrato interesse per l'affare Roma - che dovrà necessariamente contenere i dati di un esercizio destinato a chiudere in "rosso" di 10 milioni  - si fanno avanti due piste statunitensi. L'istituto di Piazza Cordusio, come riferisce Milano Finanza, potrebbe aver individuato un nuovo potenziale acquirente in John J. Fisher. Il magnate statunitense è il proprietario di una multinazionale che controlla due "giganti" dell'abbigliamento casual come Gap e Banana Republic. E che, già nel 2008, in piena trattativa Soros, aveva manifestato il proprio interesse con una lettera inviata all'avvocato della famiglia Sensi, Antonio Conte. In autunno è prevista l'apertura, a Milano, del primo store italiano (tre piani, 7772,4 metri quadri) del marchio Gap. Che, nella primavera del 2011, arriverà anche a Roma, dove dovrebbe occupare gli spazi della libreria Mondadori in via del Corso. Quale migliore spot, per un'entrata trionfale nel mercato italiano, di un investimento importante nella Roma?

POSSIBILITA' - Nonostante il nome di Fisher non compaia
tra le 23 manifestazioni d'interesse registrate da Rothschild e Unicredit, il magnate riceverà in ogni caso dalla banca l'info memo sulla Roma.
Patrimonio da oltre un miliardo di dollari (dati Forbes), possibilità di investimento pressoché illimitata e garanzia di straordinaria stabilità economica (altroché): tutte carte che ne farebbero il candidato ideale all'acquisizione del club. Manca solo la volontà di entrare nell'affare. Fino ad oggi.

NON SOLO FISHER - Sempre dagli Stati Uniti, va registrato l'interessamento di un gruppo, azionista della franchigia di baseball di San Francisco, che sarebbe potenzialmente interessato a visionare numeri e cifre del dossier Roma. A stimolare l'interesse soprattutto l'eventualità di poter realizzare l'impianto sportivo del club, che grazie anche all'esperienza maturata nello sport professionistico americano, consentirebbe di allargare il giro d'affari della società. Per questo, il gruppo ha affidato ad uno studio legale italiano il compito di effettuare un'analisi di fattibilità di un investimento di questo tipo. Presto per parlare di interesse concreto. Ma il fronte americano è l'ennesima testimonianza della bontà dell'affare Roma. (21 settembre 2010)

eaglefly1978

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Citazione di: Drake il 21 Set 2010, 12:59
da Repubblica.it

...

POSSIBILITA' - Nonostante il nome di Fisher non compaia
tra le 23 manifestazioni d'interesse
registrate da Rothschild e Unicredit, il magnate riceverà in ogni caso dalla banca l'info memo sulla Roma.
Patrimonio da oltre un miliardo di dollari (dati Forbes), possibilità di investimento pressoché illimitata e garanzia di straordinaria stabilità economica (altroché): tutte carte che ne farebbero il candidato ideale all'acquisizione del club. Manca solo la volontà di entrare nell'affare. Fino ad oggi.

...


Ma de che c@XXo stanno a parlà?

Mò Unicredit s'è preso 'sto cadavere (Profumo già ci ha rimesso le penne) e st afacendo come i venditori porta a porta proponendo questo fantomatico "dossier" a qualsiasi azienda terrestre (e non).

Non succede, ma se succede che finisce in mano a qualche bandito (prtchè, in definitiva, l'unico interesse della banca è rientrare dei soldi) sai le risate?

mazzok

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Citazione di: eaglefly1978 il 21 Set 2010, 13:04
Ma de che c@XXo stanno a parlà?

http://www.europarl.europa.eu/news/public/story_page/063-81943-253-09-37-911-20100910STO81932-2010-10-09-2010/default_it.htm

Pubblicità su internet, il Parlamento chiede misure più severe

La sintesi

    * La direttiva sulle pratiche commerciali sleali va aggiornata per prendere in conto la pubblicità su internet
    * La Commissione ha attivato un sito in 22 lingue per la tutela dei consumatori


Esempi di pubblictà ingannevole: "Complimenti! Hai vinto 100 euro!"
                                                     "Tutti vogliono la roma" (Ndm)


Come tutti almeno una volta nella vita, anche a voi sarà capitato di prendervi qualche clamorosa fregatura: biglietti che sembrano regalati e poi si rivelano salatissimi, "offerte speciali" che costano la metà altrove, montagne di premi vinti e mai recapitati...Il Parlamento ha iniziato a indagare sul tema della pubblicità ingannevole, e pubblicherà presto un rapporto.

Farmaci che promettono miracoli e si rivelano inefficaci, promozioni stile "liquidazione - cessione - fino ad esaurimento scorte", mai poi il negozio resta al suo posto, premi indesiderati, batterie di pentole rifilate senza il nostro accordo, insistenti venditori di enciclopedie...

Tutto questo non succede solo in Italia, ma in tutta Europa, e anche nel commercio transfrontaliero. Per questo l'UE ha approvato una direttiva sulle pratiche commerciali sleali, ed ha aperto un sito dove i consumatori possono chiedere aiuto e consultare le regole UE.

Pubblicità su internet: occhio agli abusi

Il Parlamento vuole andare ancora più a fondo. Lunedì 11 settembre il popolare francese Philippe Juvin ha presentato alla commissione Mercato interno del Parlamento la sua relazione sull'impatto della pubblicità sul comportamento dei consumatori.

La relazione vuole analizzare l'applicazione e l'efficacia della direttiva europea sulle pratiche commerciali sleali, e evidenziare che - su internet - sono nate nuove forme di pubblicità ingannevole, come gli annunci nascosti nei blog, sui forum o sui social network, e la pubblicità mirata. Può capitare che le informazioni messe a disposizioni dall'utente su un sito vengono estrapolate per fini pubblicitari, senza il suo esplicito accordo.

Educare il consumatore a essere smaliziato

Secondo Juvin, la cui relazione verrà approvata dal Parlamento a fine novembre, i consumatori devono sviluppare "un atteggiamento critico riguardo alla qualità dei contenuti online", e chiede alla Commissione europea di lanciare una campagna di informazione, per spiegare ai cittadini come proteggere la loro privacy su internet.

Il rapporto suggerisce anche di inserire la dicitura "informazione pubblicitaria" negli spot su internet, come già accade per la televisione. Il parlamentare francese è anche preoccupato della pubblicità aggressiva nei confronti dei bambini, e chiede un'analisi di impatto per valutare se sia opportuno proibire certe réclame.

Che fare in caso di truffa?

Il sito speciale della Commissione offre aiuto in caso di pratiche commerciali scorrette. Nella 'lista nera' sono inclusi 31 casi di abuso, come le informazioni fuorvianti sul prezzo, la vendita di prodotti illegali camuffati, le false reclame, le finte vendite promozionali...

Nel sito potete verificare se il vostro caso è coperto dalla legge europea. Troverete gli indirizzi delle associazioni di consumatori nazionali, e della rete dei Centri Europei dei Consumatori, che potete consultare.

Se l'associazione o la rete CEC conferma che il reclamo è giustificato, dovete rivolgervi all'autorità nazionale dei consumatori, che avvierà la procedura presso il tribunale e potrà eventualmente interrompere la pratica scorretta.

Racconta il tuo caso!

E tu, sei mai stato vittima della pubblicità ingannevole, di truffe o "furbate" commerciali? Raccontaci il tuo caso e come te la sei sbrigata su Facebook, seguendo il link in basso!

RIF. : 20100910STO81932

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spook

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Mancano solo gli islandesi e gli aborigeni dell'Amazzonia poi abbiamo completato a livello mondiale chi ha avuto interesse ad "accattarsi" i canidi...

simcar

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Posso diventare anche io giornalista, adesso scrivo che il futuro della Lazio si tinge a stelle e strisce, perchè la prima squadra della capitale, può essere acquistata da Bill Gates. La trattatativa è avanzata e sta per essere conclusa. L'unica problema è la volontà del magnete statunitense di entrare nell'affare.

Palo

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Mio nonno mi diceva sempre che era a buon punto per "fidanzarsi" (al nipotino le cose venivano dette con parole "medicate") con Brigitte Bardot (capite di che tempi si parlava).

Le cose, a suo dire, erano al 50%! Il suo assenso c'era, mancava quello della francesina ...

Alex 73

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Ma la Kiss & Lincula S.p.A. s'è fatta avanti?  :rotfl2:

gentlemen

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Intanto vediamo cosa succede con le dimissioni dell'AD di UNicredit.

eaglefly1978

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Citazione di: gentlemen il 21 Set 2010, 15:11
Intanto vediamo cosa succede con le dimissioni dell'AD di UNicredit.

Ho sentito da qualche parte che ad Unicredit si stia pensando di variare lo statuto per permettere la gestione di una squadra di calcio qualora non si riuscisse a vendere la squadra in tempi brevi, acquisendone il controllo diretto.

Poi ho letto di invii di brochure informative a società americane e non che non si sono neanche sognate di mandare lettere di interesse nei tempi e nei modi previsti da banca Rotschild, una sorta di porta a porta come venditori di enciclopedie.

Facendo due più due si potrebbe cominciare ad ipotizzare che tutto questo interesse la squadra piscioruggine non lo susciti poi molto, e che Unicredit stia realmente rischiando di tenersela sul groppone...sbaglio?


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Monteverde74

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Citazione di: eaglefly1978 il 21 Set 2010, 15:17
Ho sentito da qualche parte che ad Unicredit si stia pensando di variare lo statuto per permettere la gestione di una squadra di calcio qualora non si riuscisse a vendere la squadra in tempi brevi, acquisendone il controllo diretto.

Poi ho letto di invii di brochure informative a società americane e non che non si sono neanche sognate di mandare lettere di interesse nei tempi e nei modi previsti da banca Rotschild, una sorta di porta a porta come venditori di enciclopedie.

Facendo due più due si potrebbe cominciare ad ipotizzare che tutto questo interesse la squadra piscioruggine non lo susciti poi molto, e che Unicredit stia realmente rischiando di tenersela sul groppone...sbaglio?
che poi non so quanto gli converrebbe...

eaglefly1978

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Citazione di: Monteverde74 il 21 Set 2010, 15:27
che poi non so quanto gli converrebbe...

Ai piscioruggine o alla banca? Perchè se parli di questi ultimi non sarebbe una strategia ma una scelta necessitata dalla mancanza di compratori...

Certo che un paio d'anni in mano alla banca non sarebbero malaccio, vorrei vedere cosa direbbero i riomanisti che hanno esultato quando Unicredit ha "sfilato" la rioma alla famiglia Sensi...  8)

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