frangiesco totti, l'antisportivo per eccellenza, il rosicone major, il pessimo esempio per i bambini, il re degli ignoranti, lo sputacchiatore/calpestatore/scalciatore numero uno, è da sempre, come ben si sa, osannato dalle folle tribali fomentate ad arte da campagne stampa/radio/tv/etc
Lo scandalo senza fine della costruzione di questo finto mito (trasformare un ottimo giocatore e un perfetto deficiente in un campione assoluto dentro e fuori dal campo di gioco) è passato dapprima attraverso la esagerazione di alcune qualità del primate in questione e quindi, quando cio' non era più sufficiente, attraverso il rovesciamento bello e buono di alcune realtà: lo sputo a Poulsen è diventato lo sputo di Poulsen, la reazione vergognosa antisportiva e becera su Balotelli è diventata la nobile difesa della città di Roma tutta (?), non fare nessun record (tipo diventare 5' o dopo un po' 4' o dopo ancora un po' 3' nella classifica dei bombers) è diventato un record (?).
Oggi, infatti, la leggenda dell'idiota si regge ormai esclusivamente sulle bugie, le contraddizioni non contraddette, l'equivoco confezionato dai mangianti/varriali/mauri&Co ad arte per i bori trogloditi che tutto se bevono, niente se ricordano, in un trionfo di sinapsi che collassano.
Es: mercoledì sera scorso nel teatrino della ilariadamico ('na vergogna) appare a un certo punto il cretino impresentabile a grugnire due banalità senza senso sulla fresca, ennesima sveja, rimediata dai caproni.
Non so se lo avete sentito.
Esso inizia dicendo "'o sapete come so' fatto io, nun antepongo mai me stesso alla squadra", e già qui..., tutti zitti di fronte a questa prima cazzata/bugia/ a questo ribaltamento della realtà (il nostro ha sempre anteposto se stesso alla squadra) detto (suggerito) ad arte per affermare (e far credere ai beceri) il falso.
Proseguendo nel belato, il cretino ha difeso er mìste (con buona pace dell'amico capitan eliocorno), e attaccato la società che a suo dire non ha messo a sua disposizione (der mìste) i giocatori adatti.
Oggi (ieri) la società afferma il contrario ("ogni acquisto è stato condiviso con Zeman"), e nessuno
dice niente, nessun giornalista gli domanderà che minchia hai detto, tanto nessun tifoso si chiederà ma questo ce sta a prende per il culo.
In effetti, dopo averci riflettuto, io ritengo che totti abbia, come sempre, parlato a vanvera, con parzialissima coscienza di cio' che stava dicendo, ignaro e scevro non solo da ogni obbligo di consecutio, ma anche di ogni logica, o di ogni responsabilità futura circa la assennatezza o la coerenza o la verità delle proprie affermazioni.
Ma questa è una giustificazione solo mia: il caravanserraglio mediatico, invece, lo vuole così: scemo, ignorante, blaterante a casaccio: tanto la mistificazione degli eventi, l'insabbiamento delle menti e la caciara sono sempre lì, pronte, a far tornare i conti.
Grazie papà, grazie generale Vaccaro, ora e sempre.
ian