Il Sole 24 Ore: la roma è in stato di tensione finanziaria

Aperto da gingiula, 15 Ott 2010, 08:55

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giorgione2014

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Citazione di: sharp il 24 Gen 2014, 15:42
Ma tipo i soldi dell'emiro di perugia quello che  "può comprare l'intera serie a" o soldi veri ??

No perché in questi anni da loro dovevano arrivare una serie di super magnati da Soros ai Russi passando pwr l'emiro di Bologna quello che c'aveva la figlia impiegata al comune la punto ed il figlio carabiniere, poi oh vabbè tutto può essere, ad oggi però campano grazie ad unidebit e a delle plusvalenze sul mercato che definire strane/assurde è un eufemismo.

Io prima di fasciarmi la testa aspetterei che le.cose siano verificate.

A breve risorgerá ml che ci ragguaglierá sul numero di cessi presenti nella villa dell'ennesimo magnate intenzionato a comprarseli


inviato dal mio S3  sempre Forza Lazio e asriommammerda

a proposito di plisvalenze, il psg offre 45 milioni per pianic, che è stato poi dichiarato incedibile. quindi tutto sto bisogno de soldi non me pare che ce sia........

JoePetrosino

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Citazione di: giorgione2014 il 25 Gen 2014, 06:49
a proposito di plisvalenze, il psg offre 45 milioni per pianic, che è stato poi dichiarato incedibile. quindi tutto sto bisogno de soldi non me pare che ce sia........

pensa un po' che fenomeni..
per un giocatore a scadenza 2015..
come Hernanes

robylele

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Citazione di: reds1984 il 24 Gen 2014, 16:24
credo che stavolta sia tutto vero.
ma noi vinceremo lo scudetto del bilancio

cos'è che t'ha convinto stavolta?   :)

Citazione di: giorgione2014 il 25 Gen 2014, 06:49
a proposito di plisvalenze, il psg offre 45 milioni per pianic, che è stato poi dichiarato incedibile. quindi tutto sto bisogno de soldi non me pare che ce sia........

a me risulta Pastore+5 ml. Evidentemente a qualcuno piace raccontare frescacce per aumentare la tiratura..

Citazione di: giorgione2014 il 24 Gen 2014, 14:00
tempo un anno e il rioma sarà cinese.

dopo essere stata russa, libica e americana è giusto che diventi cinese.   :lol:


sharp

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pastore + 5 = se valuti il primo 40 stamo a 45 pippi

secondo me glielo vendono a giugno a sei mesi dalla possibilità di accasarsi dove vuole, a 60 pippi,
e qualcuno se ne uscirà che non ci vede niente di strano

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reds1984

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pare che rinnovi con clausola a 30, qui di au revoir pjanic
Citazione di: robylele il 25 Gen 2014, 09:35
cos'è che t'ha convinto stavolta?   :)

radio radio.
spero di sbagliare, ovvio

robylele

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Citazione di: sharp il 25 Gen 2014, 13:28
pastore + 5 = se valuti il primo 40 stamo a 45 pippi

secondo me glielo vendono a giugno a sei mesi dalla possibilità di accasarsi dove vuole, a 60 pippi,
e qualcuno se ne uscirà che non ci vede niente di strano

pastore forse era quotato 40 due anni fa. Adesso per il PSG vale (immagino) grossomodo la metà. Altrimenti non se ne vorrebbe disfare.


AndreaeAlessio

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Citazione di: sharp il 25 Gen 2014, 13:28
...
secondo me glielo vendono a giugno a sei mesi dalla possibilità di accasarsi dove vuole, a 60 pippi,
e qualcuno se ne uscirà che non ci vede niente di strano
ora con la campagna acquisti che hanno appena fatto potrebbero pure limitarsi a piazzare un po' di quelli che hanno preso adesso facendo 4 o 5 milioni di plusvalenza per ogni cessione.
Io sono straconvinto che unicredit fa da burattinaio a questa cessioni.
Ormai non falliscono più.
Però il topic non lo chiuderei. Magari lo modificherei:

"Gli intrallazzi di Unicredit per non far fallire i sacchidemmerda"

vigilare sui loro bilanci è cosa buona e giusta ... anche se inutile, putroppo.

per pianic la fanno più "pulita", prima rinnova e poi lo cedono, se lo cedono.


NatoIl9Gennaio

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Citazione di: AndreaeAlessio il 03 Feb 2014, 17:35
ora con la campagna acquisti che hanno appena fatto potrebbero pure limitarsi a piazzare un po' di quelli che hanno preso adesso facendo 4 o 5 milioni di plusvalenza per ogni cessione.
Io sono straconvinto che unicredit fa da burattinaio a questa cessioni.
Ormai non falliscono più.
Però il topic non lo chiuderei. Magari lo modificherei:

"Gli intrallazzi di Unicredit per non far fallire i sacchidemmerda"

vigilare sui loro bilanci è cosa buona e giusta ... anche se inutile, putroppo.

per pianic la fanno più "pulita", prima rinnova e poi lo cedono, se lo cedono.
C'e' forse una correlazione tra la cessione di alitalia e i soldi regalati dagli emiri per marquinos??  :^^

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AndreaeAlessio

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ma perchè vogliamo parlare di Osvaldo?
comprato, messo in panchina, dato in prestito alla juve pagando anche una parte dello stipendio.
tutto in tre mesi.


Eagle78

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http://www.calcioefinanza.it/roma-fair-play-finanziario-champions-plusvalenze-pallotta-sabatini/

La Roma vince sul campo ma la Champions è a rischio per i conti


Mentre la stampa sportiva non perde occasione per magnificare l'ottimo lavoro fatto dall'attuale dirigenza della Roma, e in particolare dal direttore sportivo Walter Sabatini, nel calciomercato 2013/2014, quei pochi investitori professionali che ancora operano sul titolo della società giallorossa continuano ad interrogarsi sulla sostenibilità nel medio termine della politica fin qui seguita dal club presieduto da James Pallotta.

Se è infatti vero che Sabatini ha saputo vendere al meglio, sia nella sessione estiva del calciomercato, sia in quella invernale, reinvestendo nel migliore dei modi le risorse incamerate, è altrettanto vero che, alla luce dell'attuale struttura dei ricavi caratteristici del club giallorosso (che anche per la stagione in corso non dovrebbero superare i 130 milioni di euro), le importanti plusvalenze realizzate grazie alle cessioni di Marquinhos, Lamela, Osvaldo e Bradley non basteranno alla Roma per chiudere in equilibrio il bilancio al 30 giugno 2014. Salvo colpi di scena negli ultimi giorni del mercato di gennaio (la possibile cessione di Pjanic al Paris Saint-Germain sembra essere stata per ora congelata), la società presieduta da Pallotta, per ammissione degli stessi amministratori, dovrebbe terminare l'esercizio in corso con una perdita, inferiore ai 39,9 milioni del 2012/2013, ma comunque ancora sostenuta.

L'eventuale qualificazione da parte della squadra guidata da Rudi Garcia alla prossima Champions League avrà infatti impatti positivi sui conti relativi alla prossima stagione e non su quelli dell'esercizio in corso, sul quale potrebbero invece pesare i premi (circa 6 milioni di euro) che la società si è impegnata a corrispondere ai giocatori in caso di ritorno nella massima competizione europea per club (cui si aggiungono 300 mila euro per l'ad Italo Zanzi e 150 mila euro per il dg Mauro Baldissoni).

Ma non è certo quello dei premi l'aspetto che più preoccupa. L'interrogativo cui molti si pongono, ma al quale la società non ha ancora dato una risposta, riguarda la compatibilità dei bilanci del club giallorosso con i principi fissati nel regolamento Uefa sul Fair play finanziario.

La Roma ha infatti chiuso gli esercizi 2011/2012 e 2012/2013, quelli che saranno presi in considerazione in fase di prima applicazione del regolamento sul Financial fair play, con una perdita netta aggregata di circa 98 milioni, ben superiore ai 45 milioni indicati dalla Uefa come soglia massima accettabile. Il rischio di una clamorosa esclusione dalle competizioni europee della prossima stagione, con ciò che ne consegue da un punto di vista economico, apparirebbe dunque concreto. Almeno sulla carta.


Anche escludendo, come previsto nel regolamento gli investimenti effettuati dal club nel settore giovanile, e applicando la cosidetta "clausola Paolillo" (dal nome dell'ex dg dell'Inter, Ernesto Paolillo), che consente ai club di escludere dai costi rilevanti ai fini del Fair play finanziario (ma solo per l'esercizio 2011/2012) gli ingaggi dei giocatori sotto contratto prima del 1°giugno 2010 (tra cui gli onerosi stipendi del capitano Francesco Totti e di un'altra bandiera giallorossa come Daniele De Rossi), il rosso degli ultimi due esercizi dovrebbe essere comunque superiore ai 50 milioni. Gli spazi per convincere l'Uefa a concedere comunque alla Roma la licenza per le prossime competizioni europee appaiono dunque molto stretti.

Sul punto gli amministratori della Roma non si sono ancora pronunciati ufficialmente, anche perché finora quasi nessuno si è preso la briga di sollevare pubblicamente un tema così scomodo. Nella relazione al bilancio al 30 giugno 2013 la formula utilizzata è infatti alquanto vaga. "Non è da escludere", si legge nel documento, "che al fine di soddisfare i parametri previsti per il sistema di licenza Uefa vengano richiesti ai soci ulteriori mezzi finanziari o si ricorra alla cessione dei calciatori. Qualora la Società non fosse in grado di rispettare i suddetti requisiti, la stessa potrebbe non essere in grado di partecipare alle competizioni europee".

Se l'Uefa dovesse dunque mostrarsi intransigente nell'applicazione del regolamento sul Fair Play finanziario, come ha lasciato intendere il presidente Michel Platini nelle sue ultime uscite pubbliche, la Roma potrebbe dunque trovarsi nella paradossale situazione di essere finalmente tornata competitiva sul campo, tanto da poter ambire alla Champions, ma di rischiare di rimanerne esclusa per gli errori gestionali delle ultime due stagioni.

StylishKid

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Alla riga sulla plusvalenza di bradley me so' fermato.

LIMORTACCIVOSTRA LA PLUSVALENZA SU BRADLEY!

Ro

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Se non sbaglio il Malaga quest'anno è stato escluso dalla EL, anche le merde saranno escluse?  :lol: :lol: :lol: :lol:

AVANTI LAZIO

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AndreaeAlessio

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Citazione di: Eagle78 il 04 Feb 2014, 15:09
http://www.calcioefinanza.it/roma-fair-play-finanziario-champions-plusvalenze-pallotta-sabatini/

La Roma vince sul campo ma la Champions è a rischio per i conti


Mentre la stampa sportiva non perde occasione per magnificare l'ottimo lavoro fatto dall'attuale dirigenza della Roma, e in particolare dal direttore sportivo Walter Sabatini, nel calciomercato 2013/2014, quei pochi investitori professionali che ancora operano sul titolo della società giallorossa continuano ad interrogarsi sulla sostenibilità nel medio termine della politica fin qui seguita dal club presieduto da James Pallotta.

Se è infatti vero che Sabatini ha saputo vendere al meglio, sia nella sessione estiva del calciomercato, sia in quella invernale, reinvestendo nel migliore dei modi le risorse incamerate, è altrettanto vero che, alla luce dell'attuale struttura dei ricavi caratteristici del club giallorosso (che anche per la stagione in corso non dovrebbero superare i 130 milioni di euro), le importanti plusvalenze realizzate grazie alle cessioni di Marquinhos, Lamela, Osvaldo e Bradley non basteranno alla Roma per chiudere in equilibrio il bilancio al 30 giugno 2014. Salvo colpi di scena negli ultimi giorni del mercato di gennaio (la possibile cessione di Pjanic al Paris Saint-Germain sembra essere stata per ora congelata), la società presieduta da Pallotta, per ammissione degli stessi amministratori, dovrebbe terminare l'esercizio in corso con una perdita, inferiore ai 39,9 milioni del 2012/2013, ma comunque ancora sostenuta.

L'eventuale qualificazione da parte della squadra guidata da Rudi Garcia alla prossima Champions League avrà infatti impatti positivi sui conti relativi alla prossima stagione e non su quelli dell'esercizio in corso, sul quale potrebbero invece pesare i premi (circa 6 milioni di euro) che la società si è impegnata a corrispondere ai giocatori in caso di ritorno nella massima competizione europea per club (cui si aggiungono 300 mila euro per l'ad Italo Zanzi e 150 mila euro per il dg Mauro Baldissoni).

Ma non è certo quello dei premi l'aspetto che più preoccupa. L'interrogativo cui molti si pongono, ma al quale la società non ha ancora dato una risposta, riguarda la compatibilità dei bilanci del club giallorosso con i principi fissati nel regolamento Uefa sul Fair play finanziario.

La Roma ha infatti chiuso gli esercizi 2011/2012 e 2012/2013, quelli che saranno presi in considerazione in fase di prima applicazione del regolamento sul Financial fair play, con una perdita netta aggregata di circa 98 milioni, ben superiore ai 45 milioni indicati dalla Uefa come soglia massima accettabile. Il rischio di una clamorosa esclusione dalle competizioni europee della prossima stagione, con ciò che ne consegue da un punto di vista economico, apparirebbe dunque concreto. Almeno sulla carta.


Anche escludendo, come previsto nel regolamento gli investimenti effettuati dal club nel settore giovanile, e applicando la cosidetta "clausola Paolillo" (dal nome dell'ex dg dell'Inter, Ernesto Paolillo), che consente ai club di escludere dai costi rilevanti ai fini del Fair play finanziario (ma solo per l'esercizio 2011/2012) gli ingaggi dei giocatori sotto contratto prima del 1°giugno 2010 (tra cui gli onerosi stipendi del capitano Francesco Totti e di un'altra bandiera giallorossa come Daniele De Rossi), il rosso degli ultimi due esercizi dovrebbe essere comunque superiore ai 50 milioni. Gli spazi per convincere l'Uefa a concedere comunque alla Roma la licenza per le prossime competizioni europee appaiono dunque molto stretti.

Sul punto gli amministratori della Roma non si sono ancora pronunciati ufficialmente, anche perché finora quasi nessuno si è preso la briga di sollevare pubblicamente un tema così scomodo. Nella relazione al bilancio al 30 giugno 2013 la formula utilizzata è infatti alquanto vaga. "Non è da escludere", si legge nel documento, "che al fine di soddisfare i parametri previsti per il sistema di licenza Uefa vengano richiesti ai soci ulteriori mezzi finanziari o si ricorra alla cessione dei calciatori. Qualora la Società non fosse in grado di rispettare i suddetti requisiti, la stessa potrebbe non essere in grado di partecipare alle competizioni europee".

Se l'Uefa dovesse dunque mostrarsi intransigente nell'applicazione del regolamento sul Fair Play finanziario, come ha lasciato intendere il presidente Michel Platini nelle sue ultime uscite pubbliche, la Roma potrebbe dunque trovarsi nella paradossale situazione di essere finalmente tornata competitiva sul campo, tanto da poter ambire alla Champions, ma di rischiare di rimanerne esclusa per gli errori gestionali delle ultime due stagioni.
grazie Eagle78!!!
questa è musica per le mie orecchie.
questo topic deve sta sempre in vista altroché chiuderlo!!!

Drake

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Citazione di: AndreaeAlessio il 04 Feb 2014, 16:40
grazie Eagle78!!!
questa è musica per le mie orecchie.
questo topic deve sta sempre in vista altroché chiuderlo!!!
Non fateci la bocca, vi ricordo sommessamente che il loro proprietario è lo sponsor della Champions League.

AndreaeAlessio

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non spero certo che li escludano dalla coppa per problemi di bilancio.
Ma neppure credo che falliranno mai.
Però non mi dispiace poter spiegare ai miei figli, unici Laziali in classi di riommici, che un conto è avere un bilancio in pareggio e un conto è vincere spendendo soldi che non si hanno.

... e loro capiscono.



robylele

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l'autore dell'articolo rischia la vita, secondo me.

:(

COLDILANA61

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Citazione di: Drake il 04 Feb 2014, 16:46
Non fateci la bocca, vi ricordo sommessamente che il loro proprietario è lo sponsor della Champions League.

Io mi immagino trasversalità in parlamento che manco in Bulgaria ...

Gasparri , D'Alema , Cicchitto , Cento , ....

... La società civile Malagò , Palamara , Zoro , Dandini  ...

... il giornalismo sportivo Caputi , Sanipoli , fotia ...

... internet Ciceruacchio , RaySugar e un altro paio ...

 

Zanzalf

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Citazione di: Eagle78 il 04 Feb 2014, 15:09
il rosso degli ultimi due esercizi dovrebbe essere comunque superiore ai 50 milioni. Gli spazi per convincere l'Uefa a concedere comunque alla Roma la licenza per le prossime competizioni europee appaiono dunque molto stretti.

"Comunque", la licenza je la dovrebbero dà "COMUNQUE".
L'anima delli meglio mortacci vostra.

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Tyler87

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Citazione di: Drake il 04 Feb 2014, 16:46
Non fateci la bocca, vi ricordo sommessamente che il loro proprietario è lo sponsor della Champions League.
Come volevasi dimostrare...

GIA' ORA I CLUB MENO VIRTUOSI POTRANNO CERCARE UN ACCORDO CON LA UEFA
Un segnale che l'Uefa possa mostrarsi meno intransigente che in passato sul tema dell'equilibrio finanziario dei club potrebbe essere colto anche dalla recente pubblicazione (prontamente segnalata daLa Biblioteca del Tifoso Bilanciato, tifosobilanciato.it) dell'edizione 2014 del regolamento che disciplina le procedure di funzionamento del Club financial control body (Cfcb), il comitato preposto alla raccolta e valutazione di tutti i dati provenienti dai club relativamente al rispetto della normativa sul Fair play finanziario, nonché alla proposta di sanzioni in caso di violazione della stessa.platini
Michel Platini
Rispetto alla versione in vigore precedentemente (emanata il 18 maggio 2012, contestualmente al regolamento sul Financial fair play) è stato introdotto un importante cambiamento. Fino ad oggi, infatti, il Cfcb, al termine della verifica sui conti dei club, poteva decidere di chiudere il caso, inviare il file alla Camera Arbitrale per le opportune valutazioni, oppure «prendere ogni altre iniziative ritenuta opportuna». Nella nuova formulazione, invece, le azioni sono state maggiormente dettagliate e circoscritte. Al termine delle indagini il Cfcb può ora decidere di: a) chiudere il caso, senza conseguenze per la società sportiva; b) applicare, con l'accordo del club, tre tipi di misure disciplinari: avvertimento («warning»), ammonizione («reprimand») o una multa fino ad 100 mila euro; c) inviare il file alla Camera Arbitrale; d) concludere con il club un accordo transattivo in relazione ai punti previsti dall'allegato XI del regolamento sul Financial fair play attualmente in vigore.
Tale allegato, già allo stato attuale, prevede che, nel caso in cui una società non rispetti pienamente tutti i requisiti previsti dal regolamento sul Fair play finanziario, il Club financial control body possa comunque concedere il proprio nulla osta a fronte dell'impegno concreto del management a raggiungere il break-even negli anni a venire. Un impegno che deve però essere supportato dalla presentazione di un business plan attendibile e da concreti segnali di un'inversione di tendenza nella gestione del club già negli ultimi esercizi.A prima vista, dunque, le modifiche apportate al regolamento sul funzionamento del Cfcb, pur stabilendo in modo chiaro la possibilità per i club, che pur non avendo ancora raggiunto l'equilibrio tra costi e ricavi hanno comunque intrapreso un percorso virtuoso, di raggiungere un accordo transattivo con la Uefa, non cambiano nella sostanza il regolamento sul Fair play finanziario, ma potrebbero rappresentare un segnale di minore intransigenza.

NatoIl9Gennaio

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Tutto questo e' uno scandalo vero.
Tutto dipende da quanto sei potente.

A me questo calcio 2.0 fa veramente schifo, di una ipocrisia e falsita' intollerabili.

Che presa per il cul@.  :stop

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