Come detto in vari post, ieri mattina sono andato con i mei figli a visitare la tomba di Luigi Bigiarelli.
L'abbiamo volutamente fatto senza sciarpe o bandiere, perche'quello che era in gioco non era una vittoria della Lazio.
Non mi sarei mai messo a pregare per una vittoria calcistica.
Ieri, e lo sappiamo tutti, era un giorno importante per la citta' di Roma.
Lo sappiamo tutti che Lazio e Roma non sono la stessa cosa.
Fuori di Roma forse non capiscono, ma noi lo sappiamo bene.
La differenza tra noi e loro non e' come genoa e samp o milan e inter o juve toro.
Noi siamo nati semplicemente come societa' sportiva.
Questo era il sogno (la visione come si dice oggi) di lui, Luigi Bigiarelli: avere una grande societa' sportiva a Roma.
Un posto dove fare sport, dove portare la passione per il sano agonismo. Non un goffo tentativo di riscatto dalla propria mediocrita'.
Il roma (e cominciamo tutti a usare l'articolo giusto) fondato dall'omuncolo di carropoli invece era proprio questo: il tentativo di usare la fama della citta' eterna (il brand come dicono oggi) per la gloria di uno squallido regime e di una accozzaglia di popolino locale + immigrati ignoranti richiamati a roma dal regime stesso.
Come sappiamo il povero Bigiarelli e' morto molto prima che tutto cio' accadesse e penso che se lo avesse visto gli avrebbe dato il giusto nome: vergogna.
Questa e' la differenza e quando posso la spiego a chi non e' di Roma, quasi sempre con successo.
Purtroppo negli anni l'appropiazione del nome della citta' e' andata avanti e siamo arrivati a ieri.
Da un lato noi che rimaniamo una societa' sportiva contro cui c'e' un evidente accanimento mediatico e giudiziario e una tifoseria sempre piu' in preda alla sindrome da accerchiamento.
Dall'altro, il solito goffo tentativo di appropriarsi del nome roma ha creato una societa' con i conti da galera, che e' tenuta in vita dal potere romano che l'ha creata, e una tifoseria che ha una visione della realta' assurda (noi dopo ieri penseremmo al possibile fallimento, loro no, alla rifondazione senza pensare a dove verrebbero questi soldi).
Questa tifoseria, che vede nel tifo una via di riscatto, con i loro modi coatti e violenti e' il principale problema dell citta' eterna.
Spero quindi che ieri sia stata la spallata decisiva.
Spero che parta finalmente la spirale che li porti con i conti in tribunale.
Questa era la speranza che ieri mi ha portato sulla tomba di Luigi Bigiarelli.
La speranza di un romano, non di un tifoso della SS Lazio.