Calcio
22/07/2011 - IL CASO
Roma col brivido, tensioni sui conti
tra DiBenedetto e UnicreditROMA
Separati al traguardo. E se il finale non appare in discussione, forte è il malumore fra gli schieramenti in campo. Thomas DiBenedetto, presidente della Roma designato e a capo della cordata Usa che ha messo le mani sul club giallorosso, ed Unicredit, partner strategico nell'operazione e in gioco con il 40 per cento del club capitolino, improvvisamente hanno cominciato a guardarsi con una diffidenza mai conosciuta fino ad ora.
Questione di conti (in rosso) e di comunicazioni interrotte. Questione di ultimatum da rispettare e di svolte inattese. «Ripensamenti da parte di DiBenedetto? Non ho motivo di pensare che ci sia motivo perché possano esistere. Noi come Unicredit - così l'avvocato Roberto Cappelli, numero uno di Trigoria fino alla svolta societaria - abbiamo fatto tutto quello che c'era da fare per il closing: adesso la palla è ai nostri amici americani...». Perché parlare della possibilità di qualche colpo di scena proprio sui titoli di coda? Spifferi italiani raccontano di una banca in parte spiazzata dai segnali, o meglio non segnali, che arrivano da Boston, quartier generale di DiBenedetto. «Non sono qua per cambiare il vostro calcio, ma solo per fare business e, attraverso il business, acquistare i giocatori migliori per la Roma...», così il tycoon Usa una settimana fa nel blitz a Trigoria. Per DiBenedetto la priorità è proprio quella di creare il più accreditato management possibile per esplorare il quasi inesplorato settore del merchandising o del marketing giallorosso e solo di conseguenza il mercato calciatori. Rumors vicino all'imprenditore a stelle e strisce lo ritraggono indispettito per cifre di bilancio da prevedere più in rosso di quanto già fatto.
Il momento del brindisi finale si avvicina (oggi Unicredit dovrebbe annunciare l'atteso closing) e lo fa accompagnandosi a brividi inaspettati. Le parti restano ben allineate e coperte e l'obiettivo è quello di far filtrare all'esterno meno sbandamenti possibile, ma il cammino dei rapporti si è complicato: voci raccontano di un DiBenedetto impegnato anche nelle ultime ore a limare quel 60 a 40 in fatto di percentuali che grava sugli americani come eredità di antiche pendenze economiche. Alle tensioni a livello del vertice giallorosso si devono sommare quelle che arrivano dal basso. Nella Roma al lavoro a Brunico c'è spazio per il muso lungo di Totti, in cerca di certezze da parte dei nuovi dirigenti dopo che il prossimo direttore generale Franco Baldini ne ha messo in dubbio l'impegno. Luis Enrique, intanto, lavora con l'ipad e canta l'inno della Maggica, ma deve ancora inseguire un portiere (lasciata cadere la pista Heinze, per Stekelenburg mancano due milioni di euro). Per fortuna che è arrivato l'argentino Heinze, 33 anni, svincolato dall'Olympique Marsiglia: contratto con bonus a gettone di presenza.
http://www3.lastampa.it/sport/sezioni/calcio/lstp/412542/