Keita Balde Diao (Topic ufficiale)

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Re:Keita Balde Diao (Topic ufficiale)
« Risposta #14760 il: 25 Giu 2020, 12:42 »
Artista!
Più che altro arista.
Sempre di maiale si tratta.

Offline Dissi

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17822
Re:Keita Balde Diao (Topic ufficiale)
« Risposta #14761 il: 25 Giu 2020, 14:54 »
Per aver scritto una cosa del genere secondo me due sono le possibilità.
La polvere al posto del cervello (e non lo escludo) oppure una grossa forma di rancore.
Tipo che magari si é proposto per tornare e la società ha risposto

me giocherei una palla su questa ipotesi
Re:Keita Balde Diao (Topic ufficiale)
« Risposta #14762 il: 26 Giu 2020, 12:28 »
 :asrm

Online Janky

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699
Re:Keita Balde Diao (Topic ufficiale)
« Risposta #14763 il: 27 Giu 2020, 00:42 »
Ricostituirà la coppia d’oro con tounkara nella viterbese.
Povero Tounkara
Re:Keita Balde Diao (Topic ufficiale)
« Risposta #14764 il: 29 Giu 2020, 11:16 »
un poro scemo, e pure ingrato. ha buttato via la carriera.

Offline Drake

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4068
Re:Keita Balde Diao (Topic ufficiale)
« Risposta #14765 il: 08 Lug 2020, 11:45 »
Bravo Balde questa volta.
https://www.corriere.it/sport/20_luglio_07/keita-balde-l-aiuto-150-lavoratori-conosco-sofferenza-se-non-mi-fossi-esposto-sarebbero-strada-d9c52176-c07b-11ea-ad66-3c342f8d70f1.shtml?refresh_ce-cp

Keita Baldé Diao, attaccante del Monaco e del Senegal, ex di Lazio e Inter, ha procurato e pagato per un mese alloggio, vitto e vestiario per 150 lavoratori stagionali senegalesi a Llerida in Catalogna, la regione dov’è nato e cresciuto. Almeno una dozzina di hotel e strutture della cittadina si erano rifiutati di ospitare i braccianti agricoli prima dell’intervento del calciatore e solo di recente il comune catalano si è fatto carico della situazione.

Come è nata l’iniziativa?
«Ho visto il video del portavoce dei lavoratori: mi sono commosso per la vicenda, l’ho contattato e abbiamo iniziato pensare a come risolvere il problema».

All’inizio si era mosso in forma anonima?
«Sì, ma c’erano questioni burocratiche che stavano complicando le cose e sono dovuto uscire alla luce. È andata bene così: se non mi fossi esposto credo che i lavoratori avrebbero continuato a dormire in strada».

Si è confrontato con una realtà nuova?
«No, la conosco bene, perché vengo da genitori africani che hanno dato tutto per arrivare in Europa e dare un futuro migliore ai loro figli: per questo quando vedo situazioni del genere provo sempre ad aiutare. L’ho fatto con tutto il cuore, perché mi ritengo un ragazzo di cuore: non era una cosa pensata per finire su Instagram, ma per risolvere un problema. Così è stato».

Ha visitato la «porta» degli schiavi, sull’isola di Gorée in Senegal, dove venivano scelti i lavoratori da condurre in America?
«Sì e ogni volta che vado mi viene la pelle d’oca, per tutto ciò che significa quel luogo. Lì ti spiegano bene cosa accadeva in quegli anni, una realtà durissima: la storia è sempre meglio conoscerla».

Da Rashford a Hamilton, da Kaepernick a Thuram junior: cresce il movimento degli atleti che si espongono con gesti concreti e simbolici. Ma nel calcio si fa abbastanza per contrastare il razzismo?
«Gli episodi si ripetono puntualmente purtroppo. E io darei tutti i soldi che ho guadagnato in questi anni, se servissero a far sparire il razzismo. Ma dipende dall’educazione e dai valori delle persone. Non è semplice».

L’esultanza in ginocchio non l’hanno utilizzata molti giocatori bianchi: che ne pensa?
«Deve essere un gesto spontaneo e non sempre nella foga del momento uno ci pensa. Ma se accade, ben venga».

Negli stadi italiani c’è più razzismo che altrove?
«In Italia il problema si ripresenta spesso e bisogna fare in modo che accada meno. A volte sono pochi scemi a comportarsi male. Però c’è gente cattiva, che cerca di attirare l’attenzione e non va sottovaluta».

Alcuni suoi colleghi dall’estero dicono «non andate a giocare in serie A» a causa del razzismo. Che ne pensa?
«Chi non vive in Italia e non conosce tutte le belle persone che ci sono da voi, può essere spaventato quando succedono certi episodi. Io mi sono trovato benissimo e non giudico un Paese per cento che sbagliano: però — tutti insieme — dobbiamo cercare di abbassare quel numero».

Lei e Mané del Liverpool come siete visti in Senegal?
«Siamo dei modelli, molto amati. Abbiamo gli stessi progetti, nei nostri villaggi d’origine: aiutiamo a costruire scuole, moschee, ospedali, strade. Il presidente ci ha convocato, è un onore. E il nostro sogno è che escano altri dieci Mané e dieci Keita».

Cosa le rimane della Masia, il mitico settore giovanile del Barcellona dove è cresciuto?
«Disciplina, rispetto e valori: sicuramente non è un caso che da lì escano sempre buoni giocatori».

Lei è arrivato giovanissimo in Italia, cosa è rimasto nel suo bagaglio dell’esperienza in serie A?
«Con la Lazio sono cresciuto, ho imparato tanto e sono diventato grande. Con l’Inter è stata un’esperienza breve ma molto intensa. Calcisticamente, mi è rimasta la componente tattica italiana, soprattutto nel posizionamento senza palla».

Come vive l’anomalia del calcio francese che si è fermato definitivamente il 30 aprile a causa della pandemia?
«Volevamo finire il campionato e i club ci hanno provato. Almeno siamo felici di aver ripreso gli allenamenti per la prossima stagione».

Che sogni ha per il futuro?
«Per adesso sto bene qua a Monaco, ho altri due anni di contratto. Cerco di migliorarmi tutti i giorni. E non solo dentro a un campo di calcio».

Online gentlemen

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12652
Re:Keita Balde Diao (Topic ufficiale)
« Risposta #14766 il: 08 Lug 2020, 12:22 »
Bravo Balde questa volta.
https://www.corriere.it/sport/20_luglio_07/keita-balde-l-aiuto-150-lavoratori-conosco-sofferenza-se-non-mi-fossi-esposto-sarebbero-strada-d9c52176-c07b-11ea-ad66-3c342f8d70f1.shtml?refresh_ce-cp

Keita Baldé Diao, attaccante del Monaco e del Senegal, ex di Lazio e Inter, ha procurato e pagato per un mese alloggio, vitto e vestiario per 150 lavoratori stagionali senegalesi a Llerida in Catalogna, la regione dov’è nato e cresciuto. Almeno una dozzina di hotel e strutture della cittadina si erano rifiutati di ospitare i braccianti agricoli prima dell’intervento del calciatore e solo di recente il comune catalano si è fatto carico della situazione.

Come è nata l’iniziativa?
«Ho visto il video del portavoce dei lavoratori: mi sono commosso per la vicenda, l’ho contattato e abbiamo iniziato pensare a come risolvere il problema».

All’inizio si era mosso in forma anonima?
«Sì, ma c’erano questioni burocratiche che stavano complicando le cose e sono dovuto uscire alla luce. È andata bene così: se non mi fossi esposto credo che i lavoratori avrebbero continuato a dormire in strada».

Si è confrontato con una realtà nuova?
«No, la conosco bene, perché vengo da genitori africani che hanno dato tutto per arrivare in Europa e dare un futuro migliore ai loro figli: per questo quando vedo situazioni del genere provo sempre ad aiutare. L’ho fatto con tutto il cuore, perché mi ritengo un ragazzo di cuore: non era una cosa pensata per finire su Instagram, ma per risolvere un problema. Così è stato».

Ha visitato la «porta» degli schiavi, sull’isola di Gorée in Senegal, dove venivano scelti i lavoratori da condurre in America?
«Sì e ogni volta che vado mi viene la pelle d’oca, per tutto ciò che significa quel luogo. Lì ti spiegano bene cosa accadeva in quegli anni, una realtà durissima: la storia è sempre meglio conoscerla».

Da Rashford a Hamilton, da Kaepernick a Thuram junior: cresce il movimento degli atleti che si espongono con gesti concreti e simbolici. Ma nel calcio si fa abbastanza per contrastare il razzismo?
«Gli episodi si ripetono puntualmente purtroppo. E io darei tutti i soldi che ho guadagnato in questi anni, se servissero a far sparire il razzismo. Ma dipende dall’educazione e dai valori delle persone. Non è semplice».

L’esultanza in ginocchio non l’hanno utilizzata molti giocatori bianchi: che ne pensa?
«Deve essere un gesto spontaneo e non sempre nella foga del momento uno ci pensa. Ma se accade, ben venga».

Negli stadi italiani c’è più razzismo che altrove?
«In Italia il problema si ripresenta spesso e bisogna fare in modo che accada meno. A volte sono pochi scemi a comportarsi male. Però c’è gente cattiva, che cerca di attirare l’attenzione e non va sottovaluta».

Alcuni suoi colleghi dall’estero dicono «non andate a giocare in serie A» a causa del razzismo. Che ne pensa?
«Chi non vive in Italia e non conosce tutte le belle persone che ci sono da voi, può essere spaventato quando succedono certi episodi. Io mi sono trovato benissimo e non giudico un Paese per cento che sbagliano: però — tutti insieme — dobbiamo cercare di abbassare quel numero».

Lei e Mané del Liverpool come siete visti in Senegal?
«Siamo dei modelli, molto amati. Abbiamo gli stessi progetti, nei nostri villaggi d’origine: aiutiamo a costruire scuole, moschee, ospedali, strade. Il presidente ci ha convocato, è un onore. E il nostro sogno è che escano altri dieci Mané e dieci Keita».

Cosa le rimane della Masia, il mitico settore giovanile del Barcellona dove è cresciuto?
«Disciplina, rispetto e valori: sicuramente non è un caso che da lì escano sempre buoni giocatori».

Lei è arrivato giovanissimo in Italia, cosa è rimasto nel suo bagaglio dell’esperienza in serie A?
«Con la Lazio sono cresciuto, ho imparato tanto e sono diventato grande. Con l’Inter è stata un’esperienza breve ma molto intensa. Calcisticamente, mi è rimasta la componente tattica italiana, soprattutto nel posizionamento senza palla».

Come vive l’anomalia del calcio francese che si è fermato definitivamente il 30 aprile a causa della pandemia?
«Volevamo finire il campionato e i club ci hanno provato. Almeno siamo felici di aver ripreso gli allenamenti per la prossima stagione».

Che sogni ha per il futuro?
«Per adesso sto bene qua a Monaco, ho altri due anni di contratto. Cerco di migliorarmi tutti i giorni. E non solo dentro a un campo di calcio».

Messo da parte l'aspetto economico, nel quale ha stravinto, a livello calcistico si è buttato via, peccato, un talento che con Inzaghi, e nella Lazio, sarebbe molto cresciuto.
Suicidio sportivo, come Zarate e Diakitè (guarda chi ho tirato fuori... :) :)).

Online FeverDog

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Re:Keita Balde Diao (Topic ufficiale)
« Risposta #14767 il: 17 Ott 2020, 20:35 »
Troppa importanza
Re:Keita Balde Diao (Topic ufficiale)
« Risposta #14768 il: 17 Ott 2020, 20:37 »
ma ancora esiste sto topic e ancora ce scrivete?
Re:Keita Balde Diao (Topic ufficiale)
« Risposta #14769 il: 17 Ott 2020, 21:26 »
Solo indifferenza per il bimbominkia
Re:Keita Balde Diao (Topic ufficiale)
« Risposta #14770 il: 18 Ott 2020, 01:04 »
S’è inquartato di muscoli stammerda.
E ha fatto il coatto.
S’è pure imbruttito, somiglia ad Aldair.
Porello.

Online Hicks

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Re:Keita Balde Diao (Topic ufficiale)
« Risposta #14771 il: 18 Ott 2020, 10:30 »
Se ripenso che qualcuno st'estate lo rivoleva..
 

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