Keita Balde Diao (Topic ufficiale)

Aperto da Biancolazio, 19 Set 2013, 23:32

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Dissi

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Citazione di: italicbold il 25 Giu 2020, 11:05
Per aver scritto una cosa del genere secondo me due sono le possibilità.
La polvere al posto del cervello (e non lo escludo) oppure una grossa forma di rancore.
Tipo che magari si é proposto per tornare e la società ha risposto

me giocherei una palla su questa ipotesi

Grande Puffo

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Janky

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Citazione di: Adler Nest il 25 Giu 2020, 10:18
Ricostituirà la coppia d'oro con tounkara nella viterbese.
Povero Tounkara

ZombyWoof

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un poro scemo, e pure ingrato. ha buttato via la carriera.

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Drake

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Bravo Balde questa volta.
https://www.corriere.it/sport/20_luglio_07/keita-balde-l-aiuto-150-lavoratori-conosco-sofferenza-se-non-mi-fossi-esposto-sarebbero-strada-d9c52176-c07b-11ea-ad66-3c342f8d70f1.shtml?refresh_ce-cp

Keita Baldé Diao, attaccante del Monaco e del Senegal, ex di Lazio e Inter, ha procurato e pagato per un mese alloggio, vitto e vestiario per 150 lavoratori stagionali senegalesi a Llerida in Catalogna, la regione dov'è nato e cresciuto. Almeno una dozzina di hotel e strutture della cittadina si erano rifiutati di ospitare i braccianti agricoli prima dell'intervento del calciatore e solo di recente il comune catalano si è fatto carico della situazione.

Come è nata l'iniziativa?
«Ho visto il video del portavoce dei lavoratori: mi sono commosso per la vicenda, l'ho contattato e abbiamo iniziato pensare a come risolvere il problema».

All'inizio si era mosso in forma anonima?
«Sì, ma c'erano questioni burocratiche che stavano complicando le cose e sono dovuto uscire alla luce. È andata bene così: se non mi fossi esposto credo che i lavoratori avrebbero continuato a dormire in strada».

Si è confrontato con una realtà nuova?
«No, la conosco bene, perché vengo da genitori africani che hanno dato tutto per arrivare in Europa e dare un futuro migliore ai loro figli: per questo quando vedo situazioni del genere provo sempre ad aiutare. L'ho fatto con tutto il cuore, perché mi ritengo un ragazzo di cuore: non era una cosa pensata per finire su Instagram, ma per risolvere un problema. Così è stato».

Ha visitato la «porta» degli schiavi, sull'isola di Gorée in Senegal, dove venivano scelti i lavoratori da condurre in America?
«Sì e ogni volta che vado mi viene la pelle d'oca, per tutto ciò che significa quel luogo. Lì ti spiegano bene cosa accadeva in quegli anni, una realtà durissima: la storia è sempre meglio conoscerla».

Da Rashford a Hamilton, da Kaepernick a Thuram junior: cresce il movimento degli atleti che si espongono con gesti concreti e simbolici. Ma nel calcio si fa abbastanza per contrastare il razzismo?
«Gli episodi si ripetono puntualmente purtroppo. E io darei tutti i soldi che ho guadagnato in questi anni, se servissero a far sparire il razzismo. Ma dipende dall'educazione e dai valori delle persone. Non è semplice».

L'esultanza in ginocchio non l'hanno utilizzata molti giocatori bianchi: che ne pensa?
«Deve essere un gesto spontaneo e non sempre nella foga del momento uno ci pensa. Ma se accade, ben venga».

Negli stadi italiani c'è più razzismo che altrove?
«In Italia il problema si ripresenta spesso e bisogna fare in modo che accada meno. A volte sono pochi scemi a comportarsi male. Però c'è gente cattiva, che cerca di attirare l'attenzione e non va sottovaluta».

Alcuni suoi colleghi dall'estero dicono «non andate a giocare in serie A» a causa del razzismo. Che ne pensa?
«Chi non vive in Italia e non conosce tutte le belle persone che ci sono da voi, può essere spaventato quando succedono certi episodi. Io mi sono trovato benissimo e non giudico un Paese per cento che sbagliano: però — tutti insieme — dobbiamo cercare di abbassare quel numero».

Lei e Mané del Liverpool come siete visti in Senegal?
«Siamo dei modelli, molto amati. Abbiamo gli stessi progetti, nei nostri villaggi d'origine: aiutiamo a costruire scuole, moschee, ospedali, strade. Il presidente ci ha convocato, è un onore. E il nostro sogno è che escano altri dieci Mané e dieci Keita».

Cosa le rimane della Masia, il mitico settore giovanile del Barcellona dove è cresciuto?
«Disciplina, rispetto e valori: sicuramente non è un caso che da lì escano sempre buoni giocatori».

Lei è arrivato giovanissimo in Italia, cosa è rimasto nel suo bagaglio dell'esperienza in serie A?
«Con la Lazio sono cresciuto, ho imparato tanto e sono diventato grande. Con l'Inter è stata un'esperienza breve ma molto intensa. Calcisticamente, mi è rimasta la componente tattica italiana, soprattutto nel posizionamento senza palla».

Come vive l'anomalia del calcio francese che si è fermato definitivamente il 30 aprile a causa della pandemia?
«Volevamo finire il campionato e i club ci hanno provato. Almeno siamo felici di aver ripreso gli allenamenti per la prossima stagione».

Che sogni ha per il futuro?
«Per adesso sto bene qua a Monaco, ho altri due anni di contratto. Cerco di migliorarmi tutti i giorni. E non solo dentro a un campo di calcio».

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Citazione di: Drake il 08 Lug 2020, 11:45
Bravo Balde questa volta.
https://www.corriere.it/sport/20_luglio_07/keita-balde-l-aiuto-150-lavoratori-conosco-sofferenza-se-non-mi-fossi-esposto-sarebbero-strada-d9c52176-c07b-11ea-ad66-3c342f8d70f1.shtml?refresh_ce-cp

Keita Baldé Diao, attaccante del Monaco e del Senegal, ex di Lazio e Inter, ha procurato e pagato per un mese alloggio, vitto e vestiario per 150 lavoratori stagionali senegalesi a Llerida in Catalogna, la regione dov'è nato e cresciuto. Almeno una dozzina di hotel e strutture della cittadina si erano rifiutati di ospitare i braccianti agricoli prima dell'intervento del calciatore e solo di recente il comune catalano si è fatto carico della situazione.

Come è nata l'iniziativa?
«Ho visto il video del portavoce dei lavoratori: mi sono commosso per la vicenda, l'ho contattato e abbiamo iniziato pensare a come risolvere il problema».

All'inizio si era mosso in forma anonima?
«Sì, ma c'erano questioni burocratiche che stavano complicando le cose e sono dovuto uscire alla luce. È andata bene così: se non mi fossi esposto credo che i lavoratori avrebbero continuato a dormire in strada».

Si è confrontato con una realtà nuova?
«No, la conosco bene, perché vengo da genitori africani che hanno dato tutto per arrivare in Europa e dare un futuro migliore ai loro figli: per questo quando vedo situazioni del genere provo sempre ad aiutare. L'ho fatto con tutto il cuore, perché mi ritengo un ragazzo di cuore: non era una cosa pensata per finire su Instagram, ma per risolvere un problema. Così è stato».

Ha visitato la «porta» degli schiavi, sull'isola di Gorée in Senegal, dove venivano scelti i lavoratori da condurre in America?
«Sì e ogni volta che vado mi viene la pelle d'oca, per tutto ciò che significa quel luogo. Lì ti spiegano bene cosa accadeva in quegli anni, una realtà durissima: la storia è sempre meglio conoscerla».

Da Rashford a Hamilton, da Kaepernick a Thuram junior: cresce il movimento degli atleti che si espongono con gesti concreti e simbolici. Ma nel calcio si fa abbastanza per contrastare il razzismo?
«Gli episodi si ripetono puntualmente purtroppo. E io darei tutti i soldi che ho guadagnato in questi anni, se servissero a far sparire il razzismo. Ma dipende dall'educazione e dai valori delle persone. Non è semplice».

L'esultanza in ginocchio non l'hanno utilizzata molti giocatori bianchi: che ne pensa?
«Deve essere un gesto spontaneo e non sempre nella foga del momento uno ci pensa. Ma se accade, ben venga».

Negli stadi italiani c'è più razzismo che altrove?
«In Italia il problema si ripresenta spesso e bisogna fare in modo che accada meno. A volte sono pochi scemi a comportarsi male. Però c'è gente cattiva, che cerca di attirare l'attenzione e non va sottovaluta».

Alcuni suoi colleghi dall'estero dicono «non andate a giocare in serie A» a causa del razzismo. Che ne pensa?
«Chi non vive in Italia e non conosce tutte le belle persone che ci sono da voi, può essere spaventato quando succedono certi episodi. Io mi sono trovato benissimo e non giudico un Paese per cento che sbagliano: però — tutti insieme — dobbiamo cercare di abbassare quel numero».

Lei e Mané del Liverpool come siete visti in Senegal?
«Siamo dei modelli, molto amati. Abbiamo gli stessi progetti, nei nostri villaggi d'origine: aiutiamo a costruire scuole, moschee, ospedali, strade. Il presidente ci ha convocato, è un onore. E il nostro sogno è che escano altri dieci Mané e dieci Keita».

Cosa le rimane della Masia, il mitico settore giovanile del Barcellona dove è cresciuto?
«Disciplina, rispetto e valori: sicuramente non è un caso che da lì escano sempre buoni giocatori».

Lei è arrivato giovanissimo in Italia, cosa è rimasto nel suo bagaglio dell'esperienza in serie A?
«Con la Lazio sono cresciuto, ho imparato tanto e sono diventato grande. Con l'Inter è stata un'esperienza breve ma molto intensa. Calcisticamente, mi è rimasta la componente tattica italiana, soprattutto nel posizionamento senza palla».

Come vive l'anomalia del calcio francese che si è fermato definitivamente il 30 aprile a causa della pandemia?
«Volevamo finire il campionato e i club ci hanno provato. Almeno siamo felici di aver ripreso gli allenamenti per la prossima stagione».

Che sogni ha per il futuro?
«Per adesso sto bene qua a Monaco, ho altri due anni di contratto. Cerco di migliorarmi tutti i giorni. E non solo dentro a un campo di calcio».

Messo da parte l'aspetto economico, nel quale ha stravinto, a livello calcistico si è buttato via, peccato, un talento che con Inzaghi, e nella Lazio, sarebbe molto cresciuto.
Suicidio sportivo, come Zarate e Diakitè (guarda chi ho tirato fuori... :) :)).

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ma ancora esiste sto topic e ancora ce scrivete?

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Solo indifferenza per il bimbominkia

Sam Cromwell

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S'è inquartato di muscoli stammerda.
E ha fatto il coatto.
S'è pure imbruttito, somiglia ad Aldair.
Porello.

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Se ripenso che qualcuno st'estate lo rivoleva..


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sharp

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beh almeno sembra essere cresciuto, già è qualcosa,
comunque lo sfruttamento di questi ragazzi a due euro e senza nemmeno un tetto in testa,
si avvicina ai tempi in cui li si rapiva per farne schiavi da usare nelle piantagioni.
Una cosa giusta la dice, ora partirà la stagione della raccolta della frutta, che dobbiamo fare,
agli altri che arriveranno un tetto glielo volete far avere, e chiude dicendo (in sintesi)
ma che serve un altro (fortunato come me, inteso che se lo possa permettere), che debba casualmente
guardare qualche filmato del genere ed intervenire ??

RG-Lazio

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ho apprezzato molto il suo gesto di rispetto nonostante la marea di fischi.

Francamente mi dispiace della sua non evoluzione e penso che il grande errore sia stato quello di essersi fidato di uno [...] come Calenda.

Per quanto poi alla fine della fiera, probabilmente il giocatore é questo e di puó giá dire che i suoi momenti migliori li ha vissuti con la nostra maglia.

Probabilmente lo sa e si é mostrato rispettoso...dopo ieri, gli auguro un 15-16 goal...e lui sa quale porta deve prendere di mira in particolar modo.

Daje Balde

paolo71

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A me è sempre piaciuto in campo.
Lo avrei preso una volta venduto Correa.

Brixton

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A me in questi anni è parso uno a cui manca il sacro fuoco per fare il salto di qualità. Andando al Monaco probabilmente ha ottenuto la gran parte di quello che chiedeva alla professione di calciatore, cioè un ricco contratto. Delle affermazioni professionali, personali e di squadra, mi è sempre sembrato che gli interessasse poco. Almeno questa è l'impressione che mi ha trasmesso. Poi magari questo sacro fuoco, forse anche solo un fuocherello, lo trova in età matura. Già l'aver capito quale stronzata avesse fatto a farsi rappresentare da un attrezzo come Calenda è un piccolo segno.

seagull

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Si è lasciato male con la Lazio, il conto in banca è cresciuto, lui no come calciatore. Nessun dolore.

Miro68

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Citazione di: paolo71 il 20 Set 2021, 22:23
A me è sempre piaciuto in campo.
Lo avrei preso una volta venduto Correa.
peccato davvero per come è terminata la sua storia con la Lazio .. la qualità non gli è mai mancata . Con Sarri forse sarebbe sbocciato definitivamente.

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momi

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Io l'ho trovato imbolsito parecchio ed infatti è stato schierato in zona più centrale perchè secondo me ha messo su un sacco di muscoli ma ha perso un pò di spunto.


above us only sky

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Citazione di: momi il 21 Set 2021, 17:30
Io l'ho trovato imbolsito parecchio ed infatti è stato schierato in zona più centrale perchè secondo me ha messo su un sacco di muscoli ma ha perso un pò di spunto.
Stessa mia sensazione. Fisicamente (e sottolineo fisicamente) mi sembra stia avendo la stessa trasformazione di Vialli, da quello snello e agile della Cremonese a quello super pompato della Juventus.
Non mi piacciono le mancate esultanze da ex, perlopiù ipocrite e di facciata, ma nel suo caso voglio illudermi che fosse sincero. Anche perché, nonostante tutto, è un ragazzo a cui ero molto affezionato e su cui puntavo moltissimo

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