Di Biglia ce n'è uno solo, i difensori bravi scarseggiano, mentre sugli attaccanti pesa il rigore disciplinare imposto dalla società
Come contro il Palermo: dentro Mauri e ancora panchina per Keita, la quarta di fila per il diciannovenne talento spagnolo di origine senegalese. Non sarà un caso, ma l'esclusione della stellina biancoceleste comincia ad assumere i contorni dello stillicidio: perché il più forte di tutti, il ragazzino che fa sognare i laziali e sul quale mezza Europa ha messo gli occhi, continua a non giocare?
«Ho tante scelte a disposizione e Keita è una di queste – dice Pioli – Il ragazzo sta lavorando bene, presto tornerà a giocare, ha le potenzialità per diventare non solo un giocatore, ma un grande. Quando riterrò Keita necessario dall'inizio, allora lo impiegherò dall'inizio». Che la nuova panchina del talento spagnolo-senegalese sia frutto di considerazioni più disciplinari che tecniche è, per ora, solo una sensazione.
Di certo le parole arrivate in settimana dal procuratore non contribuiscono a dare i connotati di scelta tecnica all'ennesima esclusione.
I due articoli di Arzilli sul CDS di oggi.
Arzì, cominci a esagerare. Attento, poi ti scoprono.