Citazione di: FatDanny il 29 Lug 2016, 10:47
sinceramente non capisco il discorso per cui dovremmo resistere fino a fine agosto.
Per fare lo stesso errore dello scorso anno e tenerci nello spogliatoio mine vaganti?
A me non pare proprio che la questione sia unicamente legata al procuratore.
Sicuramente c'è anche questo, ma al cotempo me pare che Keita ce metta del suo e manco poco.
E' stato detto alla fine dello scorso anno: chi vuole andare vada. Bonifica dello spogliatoio.
Se ci fosse stata già la scorsa estate, probabilmente avremmo vissuto una stagione diversa e magari saremmo stati in grado anche di rafforzare maggiormente la squadra e chissà...
Evitiamo cazzate simili anche quest'anno per favore. Anzi, evitiamole da qui ai prossimi anni.
Dopo le stagioni positive non si serra il mercato in uscita (già du volte abbiamo commesso questo macroscopico errore) e soprattutto se ci sono giocatori scontenti si accompagnano cortesemente all'uscita.
Keita l'ha fatto capire e l'ha detto esplicitamente, ancor più esplicitamente e nettamente di candreva.
Non esiste che già legittimiamo la prossima bomba ad orologeria in casa nostra.
Si gioca a calcio anche senza Keita. L'abbiamo fatto per oltre 100 anni.
E co 25 milioni rafforziamo rosa e consolidiamo patrimonio, con un bel 25 mln di plusvalenza visto che Keita non l'abbiamo pagato.
Il ragionamento è giusto: chi vuole andare, vada.
Il problema è che non credo porteranno offerte a 25: il metodo di quella xxxxxxx merda di procuratore, non a caso molto vicino a Ruberini e ai riommers, è quello di creare l'incidente, forzare la mano e ridurre il prezzo di cessione (la differenza col prezzo di mercato funziona da provvista per la sue commissioni).
Quindi, la domanda non è più "è giusto lasciarlo andare", perché siamo d'accordo che, chi vuole, si accomodi, la porta è quella. Il tema è in che termini determinare il giusto prezzo dell'addio. Il sottoscritto, ad esempio, accetterebbe qualunque somma tra 15-20. La carriera di Keita, infatti, è andata; e il ragazzo, che mi fa pena davvero, non se ne rende conto.