La favoletta del santone contro il sistema

Aperto da cosmo, 14 Ago 2012, 09:42

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dies.irae

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Citazione di: vaz il 14 Set 2012, 15:05
mourinho è persona intelligente

è intelligente certo, ma rimane cmq un troll.

robylele

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Citazione di: dies.irae il 14 Set 2012, 15:11
è intelligente certo, ma rimane cmq un troll.


a me pare dica tutte cose giuste.
ricordiamo la geniale ''Prostituzione intellettuale'' e la spassosa ''ssero tituli'', il tutto condito da successi nazionali e internazionali con qualunque squadra, compreso il Porto Campione d'Europa.

non capisco perchè tu lo definisca un troll, specifica meglio.

robylele

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Citazione di: chuck6 il 14 Set 2012, 12:09
Oggi l'attesissima (da chi non se sa) intervista su Sette, dice che alla Lazio era meno penalizzato, mentre quando era alle merde gli hanno tolto 20 punti...

qui Zeman ha ragione.
Noi da sempre facciamo parte del grumo di potere, mentre la roma viene osteggiata mediante dei complotti.

:cat:

maverickiv2007

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vaz

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Mou non è un troll, visto che vince ovunque vada.
la differenza sta tutta lì, nei risultati.
A parte che è uno che studia e si documenta, Zeman studia al massimo l'inclinazione dei gradoni
Li sta a sfascià tutti

fabichan

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Citazione di: calimero il 14 Set 2012, 13:18
A parte la lampante differenza di caratura tecnica tra i due, testimoniata dai curricula personali dei 2 tecnici, credo che Mou prenda tutti per il sedere, mi sembra che il santone si prenda molto sul serio.

Ma poi: veramente vogliamo confondere Mourinho con ZEMAAA?
Due categorie diverse, sia come allenatore (non ci sarebbe bisogno di dirlo) sia da punto di vista intellettuale.

maverickiv2007

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La professionalità si vede anche dall'atteggiamento che hai verso chi ti ospita: Mourinho ha imparato l'italiano meglio del fesso in 2 mesi, non ha mai disprezzato l'Italia e soprattutto dall'alto del suo curriculum avrebbe potuto farlo.
Il boemo è rimasto boemo, parla peggio di Schumacher, ogni giorno lancia merda contro tutto e tutti tranne che la riomma e soprattutto ha un curriculum che Mondonico in confronto è Bearzot.
Ma de che volemo parlà?  :asrm

And159

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Volevo spezzare una lancia in favore di questo eroe,che purtroppo a breve pagherà il prezzo della sua onestà intellettuale e andràa guardare i fiori dalla parte delle radici.

da panorama.it

di Gcapuano
Romantico e personaggio fino in fondo. Uomo che non riesce più a sottrarsi al ruolo di oracolo e finisce quasi con l'esserne diventato prigioniero se è vero che, anche in un momento in cui la sua Roma sta crescendo circondata da consensi ed entusiasmi, Zdenek Zeman continua a far parlare di sè soprattutto per le sue bordate anti-sistema. L'attacco al presidente federale Abete e agli intrecci pallone-politica-finanza rischia, però, di essere un vero autogol per il boemo.

Zeman siede infatti sulla panchina della società che è il simbolo dell'influenza di politica e finanza nel mondo del calcio. A chi parlava quando ha detto che "i club non dovrebbero essere quotati in Borsa" e "il calcio dovrebbe star fuori dalla finanza e dalla politica"? Di sicuro non ai suoi dirigenti. La Roma è quotata in Borsa dal 23 maggio 2000, unica società italiana insieme a Lazio e Juventus. Certo, i risultati danno ragione al boemo considerato che il titolo fu collocato a 5,50 euro e oggi vale poco più di 60 centesimi (-89%), però il delisting di cui i vertici di Unicredit hanno parlato nei mesi scorsi non è ancora nemmeno un progetto e, per paradosso, proprio l'avvento di Zeman ha rilanciato le azioni che nell'ultimo mese hanno fatto segnare un performance record da +32%.

E di sicuro sottolineando la necessità di tenere la finanza fuori dal calcio il tecnico boemo non pensava alla composizione azionaria dell'As Roma dove c'è la holding Neep Roma che detiene il 78% delle quote e che a sua volta è divisa tra i soci americani (60%) e Unicredit (40%) con un uomo dell'istituto di credito come Claudio Fenucci presente nel Cda con il ruolo di amministratore delegato.

Del resto, è quasi impossibile scindere la storia recente della Roma da Unicredit e dal ruolo avuto dalla banca nella durissima vertenza con la famiglia Sensi per il rientro dai debiti di Italpetroli sotto cui ricadeva la Roma. Vicenda di trattative estenuanti e compromessi in cui Unicredit alla fine ha accettato di evitare al club il fallimento, pilotarlo verso Di Benedetto e soci e poi restare in società finanziandone anche le perdite. E' accaduto in modo clamoroso nel febbraio 2011 quando con 25 milioni di euro cash fu evitato alla squadra di incorrere nelle penalizzazioni previste dalla Figc per le società non in regola con i pagamenti ai tesserati). O, ancora, quando nell'estate 2010 fu finanziato l'acquisto di Marco Borriello dal Milan (15 milioni) per regalare a Ranieri la punta richiesta. La spiegazione? "Non svalutare il valore dell'asset".

Più di una volta l'intreccio tra Unicredit e la Roma suscitò polemiche e dubbi. E qui entrò in gioco la politica che ora Zeman chiede di tenere fuori. Celebre il tavolo apparecchiato dal sindaco di Roma Alemanno nel novembre 2009 cui si sedettero Mediobanca, Unicredit e i Sensi per cercare una soluzione ed evitare che il crac Italpetroli coinvolgesse anche il calcio. In un paio di occasioni la Lega Nord protestò con tanto di interrogazione al Ministro delle Finanze. Ma come? In piena crisi Unicredit chiude i rubinetti agli imprenditori del Nord Est e aiuta una società di calcio indebitata?

"Pura demagogia" gli rispose Massimo Calearo, uomo del Veneto finito all'Api dopo essere transitato per il Pd. Far fallire la Roma sarebbe stata operazione altamente impopolare. "Questo club non è solo dei Sensi ma è un capitale sociale e collettivo, una sorta di bene comune per la città e per gli oltre due milioni di tifosi fuori dalla Capitale" spiego Paolo Cento, uomo di sinistra alleato con Alemanno al grido 'Salviamo la Roma'. Sintesi perfetta e giova ricordare anche come la passione per i colori giallorossi ha unito le ideologie nel Roma club Montecitorio fondato nel 2003. Presidente onorario Giulio Andreotti, uno che nella storia della Roma e nei passaggi da un presidente all'altro ha contato qualcosa.

La Roma e la politica sono entità vicine, molto vicine. Basta dare un'occhiata alla tribuna autorità dell'Olimpico il giorno della partita. Ci sono parlamentari di destra e di sinistra, senza distinzione. In fondo non è un caso che, quando gli americani hanno annunciato una stretta sui biglietti omaggio ("Vogliamo trattare tutti i tifosi allo stesso modo"), il primo a rispondere sia stato Maurizio Gasparri: "Forse dovrebbero occuparsi di più della squadra". Diretto e immediato. Qualcuno avvisi Zeman prima della prossima esternazione

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dies.irae

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Citazione di: vaz il 14 Set 2012, 15:50
Mou non è un troll, visto che vince ovunque vada.
la differenza sta tutta lì, nei risultati.

allora intendiamo cose diverse per troll  ;)
io lo intendo come uno che cerca costantemente la provocazione. lui stesso ammise di farlo per attirare su di sè le pressioni, e lasciarne liberi i giocatori.
gli attacchi ai colleghi ad esempio, non se ne salva uno dalle sue cattiverie gratuite, amplificate a mille dai giornalai che vivono in attesa del suo prossimo attacco. per me sono del tutto censurabili.

non misuro il valore di uomo, dai suoi successi "materiali"


vaz

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Citazione di: dies.irae il 14 Set 2012, 17:09
allora intendiamo cose diverse per troll  ;)
io lo intendo come uno che cerca costantemente la provocazione. lui stesso ammise di farlo per attirare su di sè le pressioni, e lasciarne liberi i giocatori.

ok, ma un troll è qualcuno che la butta in caciara senza un fine, oltre quello di sfracassare le gonadi altrui.
Tutto quello che fa Mou ha un fine ultimo, che è vincere.

Splash

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Citazione di: dies.irae il 14 Set 2012, 17:09
allora intendiamo cose diverse per troll  ;)
io lo intendo come uno che cerca costantemente la provocazione. lui stesso ammise di farlo per attirare su di sè le pressioni, e lasciarne liberi i giocatori.
gli attacchi ai colleghi ad esempio, non se ne salva uno dalle sue cattiverie gratuite, amplificate a mille dai giornalai che vivono in attesa del suo prossimo attacco. per me sono del tutto censurabili.
Mourinho lo fa per ragioni psicologiche (buona parte credo , le altre li fa solo perchè ci trova gusto) , Zeman invece lo fa solo per dare un senso alla sua carriera da allenatore .
La differenza sta nel fatto che uno ha l'esposizione mediatica sopratutto perchè è un'allenatore vincente mentre l'altro ce l'ha solo perchè parla di doping e racconta di fare la guerra al sistema ...

Che poi stiamo parlando di uno che ha vinto in 12 anni di carriera :

Porto Portugal (2002–2004)

    Primeira Liga (2): 2002–03, 2003–04
    Taça de Portugal (1): 2002–03
    Supertaça Cândido de Oliveira (1): 2003
    UEFA Champions League (1): 2003–04
    UEFA Cup (1): 2002–03

Chelsea England (2004–2007)

    Premier League (2): 2004–05, 2005–06
    FA Cup (1): 2006–07
    Football League Cup (2): 2004–05, 2006–07
    FA Community Shield (1): 2005

Internazionale Italy (2008–2010)

    Serie A (2): 2008–09, 2009–10
    Coppa Italia (1): 2009–10
    Supercoppa Italiana (1): 2008
    UEFA Champions League (1): 2009–10

Real Madrid Spain (2010–present)

    La Liga (1): 2011–12
    Copa del Rey (1): 2010–11
    Supercopa de España (1): 2012

Individual

    Primeira Liga Manager of the Year (2): 2002–03, 2003–04
    Premier League Manager of the Year (2): 2004–05, 2005–06
    Premier League Manager of the Month (3): November 2004, January 2005, March 2007
    Serie A Manager of the Year (2): 2008–09, 2009–10
    Albo Panchina d'Oro (1): 2009–10
    Miguel Muñoz Trophy (2): 2010–11, 2011–12
    UEFA Manager of the Year (2): 2002–03, 2003–04
    UEFA Team of the Year (4): 2003, 2004, 2005, 2010
    Onze d'Or Coach of the Year (2): 2005, 2010
    FIFA World Coach of the Year (1): 2010
    IFFHS World's Best Club Coach (3): 2004, 2005, 2010
    World Soccer Magazine World Manager of the Year (3): 2004, 2005, 2010
    LPFP Awards Best Portuguese Manager in Foreign Countries (2): 2008–09, 2009–10
    BBC Sports Personality of the Year Coach Award (1): 2005
    La Gazzetta dello Sport Man of the Year (1): 2010[98]
    International Sports Press Association Best Manager in the World (1): 2010[99]
    Prémio Prestígio Fernando Soromenho (1): 2012[100]

Special awards

    Officer of the Order of Infante Dom Henrique
    Honoris causa – degree by the Technical University of Lisbon for his accomplishments in football[101]
    Football Extravaganza's League of Legends (2011)[102]

mentre l'altro in 29 anni di carriera ha vinto :

Licata

    Serie C2 (1): 1984–85

Foggia

    Serie B (1): 1990–91

Pescara

    Serie B (1): 2011–12

Non confondiamo la merda con la cioccolata

the dude

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oggi uscita la notizia della ragazzina nuotatrice che é andata in coma con il bicarbonato

Paolo Liguori su non so quale radio ha detto che Zeman (sottolineando allenatore delle cakke) sta facendo una battaglia contro i doping anche x prevenire che una ragazzina per recuperare dall´acido lattico non si prenda 24 cucchiai di bicarbonato, la citrosodina e un antidolorifico... finendo in coma

MI SONO ROTTO IL CAXXO DI TUTTO QUESTO INCENSO PELOSO !!!
MI SONO ROTTO IL CAXXO CHE SI FACCIA DI TUTTO PUR DI PARLAR  BENE DELLE CAKKE !!!

inoltre ieri l´infortunio (anzi, l´uscita anzitempo dall´allenamento) del cappetano é stato dato da RDS e Repubblica.it..... ma stiamo scherzando... siamo prossimi al "regime" ....

ALL`ITALIANO MEDIO NON FREGA UN CAXXO DEL CAPETANO !!!
.... mi auguro...

:asrm


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sigurd

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Citazione di: And159 il 14 Set 2012, 16:18
Volevo spezzare una lancia in favore di questo eroe,che purtroppo a breve pagherà il prezzo della sua onestà intellettuale e andràa guardare i fiori dalla parte delle radici.

da panorama.it

di Gcapuano
Romantico e personaggio fino in fondo. Uomo che non riesce più a sottrarsi al ruolo di oracolo e finisce quasi con l'esserne diventato prigioniero se è vero che, anche in un momento in cui la sua Roma sta crescendo circondata da consensi ed entusiasmi, Zdenek Zeman continua a far parlare di sè soprattutto per le sue bordate anti-sistema. L'attacco al presidente federale Abete e agli intrecci pallone-politica-finanza rischia, però, di essere un vero autogol per il boemo.

Zeman siede infatti sulla panchina della società che è il simbolo dell'influenza di politica e finanza nel mondo del calcio. A chi parlava quando ha detto che "i club non dovrebbero essere quotati in Borsa" e "il calcio dovrebbe star fuori dalla finanza e dalla politica"? Di sicuro non ai suoi dirigenti. La Roma è quotata in Borsa dal 23 maggio 2000, unica società italiana insieme a Lazio e Juventus. Certo, i risultati danno ragione al boemo considerato che il titolo fu collocato a 5,50 euro e oggi vale poco più di 60 centesimi (-89%), però il delisting di cui i vertici di Unicredit hanno parlato nei mesi scorsi non è ancora nemmeno un progetto e, per paradosso, proprio l'avvento di Zeman ha rilanciato le azioni che nell'ultimo mese hanno fatto segnare un performance record da +32%.

E di sicuro sottolineando la necessità di tenere la finanza fuori dal calcio il tecnico boemo non pensava alla composizione azionaria dell'As Roma dove c'è la holding Neep Roma che detiene il 78% delle quote e che a sua volta è divisa tra i soci americani (60%) e Unicredit (40%) con un uomo dell'istituto di credito come Claudio Fenucci presente nel Cda con il ruolo di amministratore delegato.

Del resto, è quasi impossibile scindere la storia recente della Roma da Unicredit e dal ruolo avuto dalla banca nella durissima vertenza con la famiglia Sensi per il rientro dai debiti di Italpetroli sotto cui ricadeva la Roma. Vicenda di trattative estenuanti e compromessi in cui Unicredit alla fine ha accettato di evitare al club il fallimento, pilotarlo verso Di Benedetto e soci e poi restare in società finanziandone anche le perdite. E' accaduto in modo clamoroso nel febbraio 2011 quando con 25 milioni di euro cash fu evitato alla squadra di incorrere nelle penalizzazioni previste dalla Figc per le società non in regola con i pagamenti ai tesserati). O, ancora, quando nell'estate 2010 fu finanziato l'acquisto di Marco Borriello dal Milan (15 milioni) per regalare a Ranieri la punta richiesta. La spiegazione? "Non svalutare il valore dell'asset".

Più di una volta l'intreccio tra Unicredit e la Roma suscitò polemiche e dubbi. E qui entrò in gioco la politica che ora Zeman chiede di tenere fuori. Celebre il tavolo apparecchiato dal sindaco di Roma Alemanno nel novembre 2009 cui si sedettero Mediobanca, Unicredit e i Sensi per cercare una soluzione ed evitare che il crac Italpetroli coinvolgesse anche il calcio. In un paio di occasioni la Lega Nord protestò con tanto di interrogazione al Ministro delle Finanze. Ma come? In piena crisi Unicredit chiude i rubinetti agli imprenditori del Nord Est e aiuta una società di calcio indebitata?

"Pura demagogia" gli rispose Massimo Calearo, uomo del Veneto finito all'Api dopo essere transitato per il Pd. Far fallire la Roma sarebbe stata operazione altamente impopolare. "Questo club non è solo dei Sensi ma è un capitale sociale e collettivo, una sorta di bene comune per la città e per gli oltre due milioni di tifosi fuori dalla Capitale" spiego Paolo Cento, uomo di sinistra alleato con Alemanno al grido 'Salviamo la Roma'. Sintesi perfetta e giova ricordare anche come la passione per i colori giallorossi ha unito le ideologie nel Roma club Montecitorio fondato nel 2003. Presidente onorario Giulio Andreotti, uno che nella storia della Roma e nei passaggi da un presidente all'altro ha contato qualcosa.

La Roma e la politica sono entità vicine, molto vicine. Basta dare un'occhiata alla tribuna autorità dell'Olimpico il giorno della partita. Ci sono parlamentari di destra e di sinistra, senza distinzione. In fondo non è un caso che, quando gli americani hanno annunciato una stretta sui biglietti omaggio ("Vogliamo trattare tutti i tifosi allo stesso modo"), il primo a rispondere sia stato Maurizio Gasparri: "Forse dovrebbero occuparsi di più della squadra". Diretto e immediato. Qualcuno avvisi Zeman prima della prossima esternazione

paladino della verità
che difese fino all'estremo sacrificio

MadBob79

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Citazione di: dies.irae il 14 Set 2012, 13:46
non dice che la giustificano. dice che prima di pronunciarsi devono leggere l'intervista integrale, non un virgolettato. è giusto dai.
cmq si riuniscono oggi, presto sapremo, forse già stasera

peccato che per il deferimento di Radu se so accontentati de un fotogramma senza vedere il filmato per intero: quello si che scagionava.

scintilla

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Se non sbaglio la carica di Abete deve essere rinnovata....la notizia è: la AsMafia c'ha un altro candidato

fabichan

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Citazione di: And159 il 14 Set 2012, 16:18
Volevo spezzare una lancia in favore di questo eroe,che purtroppo a breve pagherà il prezzo della sua onestà intellettuale e andràa guardare i fiori dalla parte delle radici.

da panorama.it

di Gcapuano
Romantico e personaggio fino in fondo. Uomo che non riesce più a sottrarsi al ruolo di oracolo e finisce quasi con l'esserne diventato prigioniero se è vero che, anche in un momento in cui la sua Roma sta crescendo circondata da consensi ed entusiasmi, Zdenek Zeman continua a far parlare di sè soprattutto per le sue bordate anti-sistema. L'attacco al presidente federale Abete e agli intrecci pallone-politica-finanza rischia, però, di essere un vero autogol per il boemo.

Zeman siede infatti sulla panchina della società che è il simbolo dell'influenza di politica e finanza nel mondo del calcio. A chi parlava quando ha detto che "i club non dovrebbero essere quotati in Borsa" e "il calcio dovrebbe star fuori dalla finanza e dalla politica"? Di sicuro non ai suoi dirigenti. La Roma è quotata in Borsa dal 23 maggio 2000, unica società italiana insieme a Lazio e Juventus. Certo, i risultati danno ragione al boemo considerato che il titolo fu collocato a 5,50 euro e oggi vale poco più di 60 centesimi (-89%), però il delisting di cui i vertici di Unicredit hanno parlato nei mesi scorsi non è ancora nemmeno un progetto e, per paradosso, proprio l'avvento di Zeman ha rilanciato le azioni che nell'ultimo mese hanno fatto segnare un performance record da +32%.

E di sicuro sottolineando la necessità di tenere la finanza fuori dal calcio il tecnico boemo non pensava alla composizione azionaria dell'As Roma dove c'è la holding Neep Roma che detiene il 78% delle quote e che a sua volta è divisa tra i soci americani (60%) e Unicredit (40%) con un uomo dell'istituto di credito come Claudio Fenucci presente nel Cda con il ruolo di amministratore delegato.

Del resto, è quasi impossibile scindere la storia recente della Roma da Unicredit e dal ruolo avuto dalla banca nella durissima vertenza con la famiglia Sensi per il rientro dai debiti di Italpetroli sotto cui ricadeva la Roma. Vicenda di trattative estenuanti e compromessi in cui Unicredit alla fine ha accettato di evitare al club il fallimento, pilotarlo verso Di Benedetto e soci e poi restare in società finanziandone anche le perdite. E' accaduto in modo clamoroso nel febbraio 2011 quando con 25 milioni di euro cash fu evitato alla squadra di incorrere nelle penalizzazioni previste dalla Figc per le società non in regola con i pagamenti ai tesserati). O, ancora, quando nell'estate 2010 fu finanziato l'acquisto di Marco Borriello dal Milan (15 milioni) per regalare a Ranieri la punta richiesta. La spiegazione? "Non svalutare il valore dell'asset".

Più di una volta l'intreccio tra Unicredit e la Roma suscitò polemiche e dubbi. E qui entrò in gioco la politica che ora Zeman chiede di tenere fuori. Celebre il tavolo apparecchiato dal sindaco di Roma Alemanno nel novembre 2009 cui si sedettero Mediobanca, Unicredit e i Sensi per cercare una soluzione ed evitare che il crac Italpetroli coinvolgesse anche il calcio. In un paio di occasioni la Lega Nord protestò con tanto di interrogazione al Ministro delle Finanze. Ma come? In piena crisi Unicredit chiude i rubinetti agli imprenditori del Nord Est e aiuta una società di calcio indebitata?

"Pura demagogia" gli rispose Massimo Calearo, uomo del Veneto finito all'Api dopo essere transitato per il Pd. Far fallire la Roma sarebbe stata operazione altamente impopolare. "Questo club non è solo dei Sensi ma è un capitale sociale e collettivo, una sorta di bene comune per la città e per gli oltre due milioni di tifosi fuori dalla Capitale" spiego Paolo Cento, uomo di sinistra alleato con Alemanno al grido 'Salviamo la Roma'. Sintesi perfetta e giova ricordare anche come la passione per i colori giallorossi ha unito le ideologie nel Roma club Montecitorio fondato nel 2003. Presidente onorario Giulio Andreotti, uno che nella storia della Roma e nei passaggi da un presidente all'altro ha contato qualcosa.

La Roma e la politica sono entità vicine, molto vicine. Basta dare un'occhiata alla tribuna autorità dell'Olimpico il giorno della partita. Ci sono parlamentari di destra e di sinistra, senza distinzione. In fondo non è un caso che, quando gli americani hanno annunciato una stretta sui biglietti omaggio ("Vogliamo trattare tutti i tifosi allo stesso modo"), il primo a rispondere sia stato Maurizio Gasparri: "Forse dovrebbero occuparsi di più della squadra". Diretto e immediato. Qualcuno avvisi Zeman prima della prossima esternazione

Bell'articolo, niente da dire.

fabichan

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Citazione di: dies.irae il 14 Set 2012, 17:09
allora intendiamo cose diverse per troll  ;)
io lo intendo come uno che cerca costantemente la provocazione. lui stesso ammise di farlo per attirare su di sè le pressioni, e lasciarne liberi i giocatori.
gli attacchi ai colleghi ad esempio, non se ne salva uno dalle sue cattiverie gratuite, amplificate a mille dai giornalai che vivono in attesa del suo prossimo attacco. per me sono del tutto censurabili.

non misuro il valore di uomo, dai suoi successi "materiali"

Mourinho lo fa per due motivi: oltre alle ragioni "psicologiche" di gestione della pressione sui giocatori che già avete sottolineato più o meno tutti, Mourinho PRENDE PER IL CULO I GIORNALISTI che fanno domande ad arte per creare la polemica.
Ragazzi, questo è un uomo di grande intelletto (oltre che grandissimo tecnico, ma questo si sa).

Zema non è niente, è il nulla, non esiste... anzi, ora che ci penso, ma di chi sto a parla'?

Rivolazionario

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Mou e Zeman, sono entrambi provocatori per raggiungere un vantaggio.
Se pero' Mou lo fa per convincere la squadra che e' piu' forte di tutto e tutti, riuscendoci nel 99 per cento dei casi, Zeman lo fa per un vantaggio personale.
Vince con i se e con i ma.
"Se non ci fosse stato il complotto avremmo avuto 20 punti in piu'".
Giustifica il suo integralismo con la sua scomodità presunta.
Che non porta vantaggi alla squadra.
Anzi.
La fa anche adagiare.
Mourinho invece la carica.

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StylishKid

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* 28.258
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Si è parlato di Zeman più negli ultimi tre mesi che nei passati 13 anni.
Vi giuro che fino alla stagione brillante del Pescara io (e anche tanti pennivendoli credo) non avevo idea di quale fosse stato il percorso professionale di Zeman da quando è stato cacciato dalla fogna putrida nel 1999.
E infastidisce molto che tutto questo carrozzone che gli gira intorno inevitabilmente contribuisce a distogliere l'attenzione da tutte le questioni extracalcistiche che riguardano le merde.

Aspetto fiducioso che ritorni nell'ombra.

:asrm

AquiladiMare

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Sta diventando antipatico a forza di esternare.....
La morale fatta da chi ha vinto meno di sonetti o mazzone non é credibile...

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