Citazione di: vavragol il 28 Set 2011, 13:28
Per quanto attiene alla questione cromatica però sappiamo bene che loro si vantano di avere i colori della città. Ora a prescindere dal fatto che nessuna città ha un colore preciso (vedi Napoli azzurra la squadra di calcio- giallorosso il comune) tendenzialmente si ricollegano i colori di una città agli stemmi del Comune che la rappresenta.
Sotto questo aspetto, per quanto i colori si sono via via modificati assumendo tonalità diverse, non si può negare che i loro sono più vicini a quelli rappresentati attualmente dagli Uffici Capitolini.
Ma nel passato è stato sempre così? Chi ha scelto quali erano i colori del Comune e, secondo alcuni, della città? Può, al contrario, la nascita della rioma aver influenzato addirittura la scelta dei colori comunali?
Per es. leggete la data in cui è stato approvato lo stemma SPQR http://it.wikipedia.org/wiki/Stemma_di_Roma ... neanche due mesi dopo la nascita dei piscioruggine. non è strano?
io ricordo molto nitidamente che in film come "Il Gladiatore" gli stemmi dell'esercito riportavano l'Aquila e i colori bianco e celeste.
Quindi i nostri colori, anche nell'antica Roma, erano rappresentativi dell'Impero.
Allora chi ha scelto quelli attuali?
Per quello che ne so io, ne il giallo-rosso nè il bianco-celeste hanno attinenza con la Roma antica e l'Impero.
I simboli dell'età Imperiale e del primo medioevo furono diversi: la lupa coi gemelli, l'Aquila, il fascio littorio, la croce, le chiavi di S.Pietro.
L'età "araldica", con l'avvento dei colori, ha origine nel XII secolo per motivi "militari": con l'introduzione dell'elmo chiuso, che impediva il riconoscimento del combattente, si rese necessaria la sua l'identificazione attraverso colori e figure dipinti sullo scudo e sul pennone della lancia. Da allora l'araldica "tracimò" in tutti gli altri ambiti sociali.
Nel momento in cui avvenne l'avvento dell' "età araldica", Roma era una larva di città, che ormai aveva perso memoria delle sue glorie imperiali, e infatti i suoi simboli divennero una matrona assisa su un trono, una
sky-line racchiusa da mura, addirittura un leone (quindi pure la lupa era scomparsa).
Nel Trecento apparve per la prima volta lo scudo, destinato a imporsi nel tempo, rosso con l'acronimo SPQR color oro.
L'uso di questo scudo si è trascinato, senza enfasi, quasi in sordina e molto meno usato dei simboli pontifici, fino all'annessione di Roma nello Stato unitario, e solo nel 1884 lo scudo divenne il "marchio" abituale della città, anche se fu reso ufficiale (come ha giustamente riportato vavragol), con un regio decreto del 1927.
Poi ci pensò il fascismo, con tutta la sua retorica, a ripristinare (anzi a re-inventare) i simboli pre-araldici del fascio littorio, della lupa e dell'Aquila (anzi Mussolini fece pure allestire due gabbioni, uno sul Campidoglio con una lupa che divenne sempre più spelacchiata per le intemperie, e l'altro sulla Rupe Tarpea con un'Aquila allo scopo di rinnovare le memorie imperiali).
Quindi i colori giallorossi non hanno attinenza nè con l'Impero nè, come paventava vavragol, con la nascita della squadra che esimi studiosi (sulla base di dati reali e inconfutabili) chiamano granatarancione ( e noi molto più popolarmente definiamo piscio-ruggine), ma con i colori di uno scudo che divenne simbolo abituale solo nel 1884.
Spero di non avervi annoiato.
Viva la squadra che ha i colori del cielo.