Il saldo dice che abbiamo venduto il capocannoniere (Immobile), il centravanti della nazionale (Balotelli) e il miglior difensore (Benatia). Non avremo più Zanetti, colonna della milior serie A dell'ultimo decennio.
Potremmo perdere anche la rivelazione del torneo (Cerci), rischiamo di mollare Cuadrado e sicuramente non avremo il miglior allenatore (Conte) dopo aver lasciato andare tutti quelli che avevano vinto in questi ultimi vent'anni nel calcio italiano: Mourinho, Ancelotti, Capello, Lippi, Zaccheroni, Mancini, Eriksson, cui va aggiunto Spalletti.
Certo, si tratta di perdite trascurabili se paragonate a quelle di Cavani-Lavezzi-Ibrahimovic-Nedved-Kaka-Del Piero-Snejder-Eto'o-Nesta-Pato & co. registrate negli ultimi quattro anni, ma la realtà è che pur nel progressivo impoverimento tecnico, la Serie A è incapace di trattenere quanto di meglio messo in mostra in ogni stagione. e le eccellenze sono giocatori che altrove non avrebbero giocato, che qui invece fanno la differenza: Llorente, Higuain, Gomez, Klose, Palacio, se vogliamo anche Tevez.
In entrata quest'anno ci sono De Vrij, Morata, Manolas, Vidic e davvero pochissimo altro.
Per il resto un cimitero degli elefanti, come la Grecia di qualche anno fa: Evra, Maicon, Cole, Marquez, Lugano, cui vanno aggiunti giocatori sul viale del tramonto che nell'impoverimento tecnico generale fanno pesare ancora tantissimo la propria classe: Totti, Pirlo, Buffon, Cassano.
Il rilancio del calcio italiano si può perseguire in tre soli modi:
1)riduzione della fiscalità e liberazione di risorse;
2)successi conseguiti sul campo a livello internazionale per il recupero dell'appeal storico del campionato italiano e l'aumento delle entrate dei club;
3)la politica dei vivai e degli stadi di proprietà per l'attrazione di capitali forti.
Vista la situazione del Paese il primo passo è impossibile, di conseguenza anche la seconda opzione è utopica a meno che di clamorosi e inaspettati successi (il calcio alla fine è anche un gioco oltre che un'industria), che però rischierebbero di restare isolati e velleitari.
La terza strada è l'unica percorribile ma ammesso che la si sappia percorrere, darebbe risultati in tempi medio lunghi, diciamo un decennio. E chi governa oggi se ne fotte dei vantaggi che potrebbe ottenere un altro fra dieci anni operando in un sistema più competitivo.
Mala tempora currunt.