Il momento culminante di un incontro di calcio è il gol. La palla entra, e il giocatore può dar libero sfogo alla sua gioia. In quell'attimo scompare tutto, si ritorna bambini, i soldi, il business, l'Evento, la stampa e le sue forzature, nulla conta più, è una liberazione, i freni inibitori svaniscono e l'emozione è pura, reale, spontanea...
Spontanea? Forse un tempo lo era. Chi non ricorda l'urlo belluino di Tardelli al mondiale in Spagna, un urlo che era l'urlo di una nazione, che conteneva gioia, rabbia, rivalsa, una corsa impazzita verso la panchina, la liberazione di un gruppo umiliato, offeso, sbeffeggiato, gooool, goool, la mente svuotata, un urlo primordiale, sgorgato dal cuore e dall'anima... oppure le esultanze dei nostri calciatori ai mondiali di Francia nel 1938, un braccio alzato, una pacca sulle spalle dai compagni, misurate, fiere e nobili, o quella di un Piola che segnò di testa in un derby, con la testa fasciata, un abbraccio e via mentre la ferita in fronte gli si apriva e il sangue sgorgava di nuovo...
Oppure le folli e allegre corse verso la curva, per raccogliere l'abbraccio della gente, Fiorini impazzito dopo il Gol della Storia, le braccia levate di Gazza al derby... esultanze spontanee, non calcolate, la quintessenza dello sport, del Gioco, della fratellanza con un popolo...
Non è più così. Oggi l'esultanza è studiata a tavolino, calcolata freddamente in allenamento, una scenografia arida e fittizia... e come al solito - come ci si può sbagliare? - il Boro è maestro in questa fiera della paccottiglia calcistica. Magliette beffarde preparate in settimana, dito in bocca, il pallone nascosto sotto la maglietta... e poi dediche a questo o quell'altro, a madri figlie mogli e fidanzate, a un compagno o al Signore, i ringraziamenti alla Kakà, e poi trenini, rumbe, simulazioni di coccole ai bambini, balli brasiliani o africani, scarpini lucidati...
Si assiste a tutto, ormai. L'esultanza di un cannoniere è diventata il suo marchio di fabbrica, si pensi alla mitraglietta di Batistuta, e l'esultanza finisce dritta dritta su una maglietta che alimenti il merchandising e la notorietà. Non è il dito di Chinaglia, non sono le feroci tre dita di Di Canio al termine di un derby, comunque perfettamente inquadrate nella trance agonistica, nell'ardore della battaglia, nella gioia, spaccona, verace e spontanea, anche un po' coatta me che prorompe dall'anima.
L'esultanza odierna (per fortuna non di tutti) è la santificazione dell'Evento Mediatico. Il calciatore sa di essere inquadrato dalle telecamere, sa che quanto più buffa ed originale sarà tanto più verrà ripresa, mandata su youtube, arricchirà le copertine delle rubriche "sportive".
E' un altro pezzo del Gioco del Calcio, dello Sport, che se ne va, che viene sostituito da una astuta manovra commerciale di calciatori sempre più PR di se stessi... C'è una squadretta islandese, mediocre sul campo, ma diventata famosa per le scenografie dopo i gol. Mimano lettere, biciclette, vogatori e quant'altro. Magari beccano fracche di gol, ma loro sono diventati famosi...
Sarà una stupidata, ma rimpiango le esultanze di un tempo. Rimpiango la mano sul cazzo di Simeone verso la sud. Volgare? Sicuro. Ma sincera e spontanea. Non aveva fatto le prove in settimana. Come spontaneo, in definitiva, era l'invito a quelli di là, era una comunicazione di servizio, per facilitarli nella soluzione del loro annoso problema...
(http://3.bp.blogspot.com/-Q0MFZvV3rTM/TaclXOEN8sI/AAAAAAAACRM/2ErIvenAeQg/s400/simeone-derby.jpg)
(http://38.media.tumblr.com/5273104456a9ce23c0f10fdd49577fde/tumblr_n2vxo27P1X1s2yegdo1_400.gif)
Speriamo che il prossimo anno non avremo esultanze simili.......
Quella più "studiata" dell'ultimo decennio è questa:
Sergio Ramos ha fatto meno sceneggiate e sì che aveva segnato al 93°...
Bleah!
(http://www.ilsussidiario.net/img/_THUMBWEB/lulic_radu_thumb400x275.jpg)
Mi è sempre rimasto impresso il fraterno tentativo di calcio nel sedere di Radu a Lulic. :)
Infatti, se ricordate uno spot della TIM, che mandavano per un certo periodo prima di ogni partita, era basato su una serie di ragazzini che "scimmiottavano" i comportamenti astrusi e un po' scemi dei goleadores (che in fondo, a loro volta avevano pensato di fare quelle cose per essere copiati e ripresi da qualcuno, in una spirale senza fine e senza molta logica...).
C'era il bambino cicciottello che si metteva le dita sotto gli occhi come Pazzini, quello spilungone che faceva cenno come a dire "non ho capito bene" vicino all'orecchio, proprio come fa Toni, quello che faceva la capriola (come tanti, tantissimi giocatori, da Obaoba Martins fino a Hernanes, passando anche per Miro Klose che una volta in Nazionale n'altro po' se scrocia... :lol: ) e poi, stranamente c'era quello che si levava lo scarpino e faceva finta di telefonare a casa.
Stranamente perchè questa "esultanza" (studiata, studiatissima in fase-pre, ovviamentissimamente...) a suo modo graziosa e simpatica, l'aveva fatta il Tata Gonzalez, uno che non segna proprio tantissimo, uno che a mia memoria l'ha fatta UNA SOLA VOLTA, non ricordo se col Bologna o col Chievo all'Olimpico.
Una sola volta, però evidentemente ha colpito nel segno, ha inciso sulla fantasia e sull'immaginazione, dei bambini e pure dei pubblicitari...
Di Canio che corre sotto la sud con l'indice alzato dopo il gol al derby del 15 gennaio 1989.
Questa l'esultanza della mia giovinezza.
Tutto l'orgoglio Laziale in quell'indice indirizzato verso quella fogna.
Citazione di: Nanni il 13 Ago 2014, 15:08
Infatti, se ricordate uno spot della TIM, che mandavano per un certo periodo prima di ogni partita, era basato su una serie di ragazzini che "scimmiottavano" i comportamenti astrusi e un po' scemi dei goleadores (che in fondo, a loro volta avevano pensato di fare quelle cose per essere copiati e ripresi da qualcuno, in una spirale senza fine e senza molta logica...).
C'era il bambino cicciottello che si metteva le dita sotto gli occhi come Pazzini, quello spilungone che faceva cenno come a dire "non ho capito bene" vicino all'orecchio, proprio come fa Toni, quello che faceva la capriola (come tanti, tantissimi giocatori, da Obaoba Martins fino a Hernanes, passando anche per Miro Klose che una volta in Nazionale n'altro po' se scrocia... :lol: ) e poi, stranamente c'era quello che si levava lo scarpino e faceva finta di telefonare a casa.
Stranamente perchè questa "esultanza" (studiata, studiatissima in fase-pre, ovviamentissimamente...) a suo modo graziosa e simpatica, l'aveva fatta il Tata Gonzalez, uno che non segna proprio tantissimo, uno che a mia memoria l'ha fatta UNA SOLA VOLTA, non ricordo se col Bologna o col Chievo all'Olimpico.
Una sola volta, però evidentemente ha colpito nel segno, ha inciso sulla fantasia e sull'immaginazione, dei bambini e pure dei pubblicitari...
Gonzales l'ha messa con il Brescia a Brescia se non sbaglio...
Come pure quest'altra esultanza
tipica di chi, per circa 30 secondi, non ha capito piu' niente. :) :) :)
E le esultanze pudiche anni ' 80?
Corsa e dopo 10 metri saltino con le braccia alzate, omoni barbuti che si trasformavano in bimbette alla baby dance al mare, in quei pochi secondi.
A me piacciono le esultanze grindcore...urlo esasperato con le vene del collo al massimo del pompaggio con corsa sotto il settore dei propri tifosi.
Io esulterei così.
Citazione di: Cialtron_Heston il 13 Ago 2014, 16:52
A me piacciono le esultanze grindcore...urlo esasperato con le vene del collo al massimo del pompaggio con corsa sotto il settore dei propri tifosi.
Io esulterei così.
con bestemmione all inclusive
Io penso alle MIE esultanze allo stadio: naturali, spontanee, semplici e da lesioni alle corde vocali e (da quando di sono i seggiolini con schienale) da frattura alle gambe ...
ah, con bestemmione All inclusive ... ovviamente
Pippo Inzaghi è uno dei più grandi di sempre anche per le sue esultanze. Sguaiate, smodate, verissime. Anche in amichevole esultava con gli occhi fuori dalle orbite per la goduria.
Di converso ho sempre odiato le coreografie fatte da più giocatori della squadra, mi danno l'idea di gente con la scenetta preparata a cui in realtà non frega nulla del risultato.
Ovvio ,bestemmione slow motion da 100 decibel.
Ove consentito ci si lancia in mezzo ai tifosi .
Insomma, una cosetta" vedo- non vedo"
(http://cdn.calciomercato.com/images/2014-08/borussia.dortmund.bayern.monaco.supercoppa.aubameyang.spiderman.2014.2015.356x237.jpg)
:down:
Tra l'altro, se non ricordo male, non è nemmeno originale
Citazione di: Barabba Terzo il 13 Ago 2014, 19:42
Pippo Inzaghi è uno dei più grandi di sempre anche per le sue esultanze. Sguaiate, smodate, verissime. Anche in amichevole esultava con gli occhi fuori dalle orbite per la goduria.
Di converso ho sempre odiato le coreografie fatte da più giocatori della squadra, mi danno l'idea di gente con la scenetta preparata a cui in realtà non frega nulla del risultato.
si è vero, inzaghi nella sua veridicità era quello che ti trasmetteva più emozioni quando segnava.
Citazione di: Maremma Laziale il 13 Ago 2014, 20:03
(http://cdn.calciomercato.com/images/2014-08/borussia.dortmund.bayern.monaco.supercoppa.aubameyang.spiderman.2014.2015.356x237.jpg)
:down:
Tra l'altro, se non ricordo male, non è nemmeno originale
Lo faceva cellerino bomber del Livorno...in Cile
Citazione di: Barabba Terzo il 13 Ago 2014, 19:42
Pippo Inzaghi è uno dei più grandi di sempre anche per le sue esultanze. Sguaiate, smodate, verissime. Anche in amichevole esultava con gli occhi fuori dalle orbite per la goduria.
Solo che se gli annullavano un goal per fuorigioco, dovevi aspettare che si facesse il giro di campo prima di dirglielo. :)
Citazione di: Salohcin il 13 Ago 2014, 21:08
Lo faceva cellerino bomber del Livorno...in Cile
C'era la punta ecuadoregna Otilino Tenorio, giocatore prematuramente scomparso alcuni anni fa
(http://4.bp.blogspot.com/_9abWrrDPs8k/SX8QLoPEgdI/AAAAAAAABTM/W0nbIvkAHdM/s320/otilini.jpg)
In seguito, Kaviedes, ex meteora perugina, omaggiò il suo compagno di nazionale
(http://sp7.fotolog.com/photo/23/55/38/esultanzepazze/1226927902238_f.jpg)
Comunque non è la prima volta nemmeno per Aubameyang
E se un giocatore dedica un gol al figlio, ad un compagno di squadra infortunato, ad un familiare o ad un amico che non c'è più...? Anche in quel caso non va bene?
Ovviamente sono d'accordo: per come la vedo io, chi pensa a cosa fare dopo un gol (senza sapere se segnerà) non è un giocatore, è finto. Siamo arrivati alla totale uguaglianza tra calcio reale e calcio virtuale.
Tutta la vita "la mano sul cazzo di Simeone". Sia per il gesto in sé, così autentico, potente, mi verrebbe da dire appropriato, e sia perché è una frase bellissima.
Ora, provando a mettermi dall'altra parte: il calcio si è evoluto e continua ad esistere. Personalmente sono rimasto appassionato a quello che c'era una volta, quello di oggi lo sento meno autentico; però è anche vero che per rimanere interessante deve rinnovarsi continuamente, anche infrangendo la sua supposta sacralità. Quindi dico pure che ben vengano i giovani profanatori, con le loro inutili esultanze preparate.
Insomma sulla questione io mi scindo. Istintivamente inorridisco, razionalmente sono favorevole [favorevole a prescindere, favorevole a ogni novità che turbi un ordine costituito, che provochi bruciore ai vdm anagrafici e per indole (categoria alla quale appartengo), e favorevole agli apritori di parentesi)].
Citazione di: Broccolino il 14 Ago 2014, 13:13
E se un giocatore dedica un gol al figlio, ad un compagno di squadra infortunato, ad un familiare o ad un amico che non c'è più...? Anche in quel caso non va bene?
No, ecco.
Quello va bene.
Mostrare una maglietta tipo Gonzalez con Scaloni nella semifinale di Coppa Italia è giusto.
Il concetto di base è il "preparare" un teatrino.
Il gol di per se è adrenalina pura e ti porta a reazioni che dipendono dal momento, dall'importanza del gol.
Voglio dire: un conto è segnare il 4o gol all'Empoli, con tutto il rispetto, altro è segnare il primo al Bayern Monaco in una finale di Coppa Campioni, per dire.
La mia preferita rimane quella del ritorno di Maradona ai mondiali.