Citazione di: DajeLazioMia il 22 Mag 2023, 08:14
L'equivoco è la composizione del cc in cui gioca. Per me.
Ormai interni di cc ci giocano parecchi "trequartisti", ruolo sempre meno presente negli schemi dei vari allenatori
Vero, ma infatti Luis è giocatore atipico per questo, momento di calcio. Lui nasce esterno offensivo, poi si distingue anche come seconda punta ed alla fine si adatta ad interno. Ma certe cose "di pensiero" gli mancano.
Nonostante sembrano due gare diverse, le statistiche di Lazio-Lecce ed Udinese-Lazio, sono pressoché identiche in quasi tutto anche se la percezione è diversa.
È evidente che, con M.Antonio, da un lato abbiamo palleggiato meglio (più lineari) mentre con Vecino abbiamo vinto qualche contrasto in più (e pure lui qualcuno lo ha perso) ma la palla usciva meno pulita.
Come con il Lecce siamo cresciuti di intensità nel secondo tempo, ma abbiamo fatto meno errori individuali o perso palloni sanguinosi e, sostanzialmente, non ci siamo mai fatti trovare con la squadra allungata 50 metri.
Ma anche l'Udinese (come il Lecce), ha avuto la possibilità di concludere verso la nostra porta una decina di volte.
Luis, che è stato comunque determinante, in più di un'occasione, in copertura, si è fatto trovare fuori posizione.
E questo a volte fa saltare l'equilibro.
È normale che con M. Antonio diventa ancora più difficile ovviare, rispetto a metterci un Vecino che ha più capacità di essere un vero e proprio mediano di rottura. Però quello che più spesso perde i tempi o la posizione è Luis. Anche più di M. Antonio che, tatticamente, è decisamente più ordinato.
Su Luis, se lo fai protagonista del centrocampo, gli devi comunque affiancare due altri centrocampisti che corrono parecchio, oltre ad un esterno offensivo che viene parecchio indietro a dargli una mano. Se no al nostro terzino gli viene a mancare il raddoppio quando attaccano da quella parte. A destra la catena funzione sempre molto meglio come meccanismi difensivi.