Andrei a cena con Luis solo per...
Il giorno é arrivato. Giusto sia arrivato e forse é arrivato fin troppo tardi, eppur fa un pó male. Fa male perché la classe di un 10 é merce rara. Soprattutto perché parliamo di un 10 classico forse arcaico. Un 10 che ha sempre la palla tra i piedi, la nasconde, la conduce, la palleggia, la lancia, la tira, la domina, la comanda, organizzando e disfacendo il fronte offensivo.
Arrivasti per sostituire Candreva e in tanti abbiamo osato avvicinarti a Juan Sebastian Veron. Ad oggi é forse una bestemmia, eppure quel tocco, quella tecnica, quel modo di determinare il gioco, di crearlo, di piegare lo spazio e il tempo é qualcosa che ho visto con i miei occhi solo in te e nella somma strega. La streghetta e il mago...insomma roba che non si spiega con le leggi naturali, come dicevo innanzi, qualcosa di ancestrale che rincorre l´erotismo proprio di ogni gioco.
Immagini e momenti, passaggi filtranti, finte, veli e dribbling si rincorrono nella memoria. Penso a quel goal, quando con una finta ne mettesti a sedere 4 o alle tante imbucate per Ciro e quei lanci sui quali Sergej devastava le difese. Che goduria.
Certo, negli ultimi tempi sei stato tossico come quella storia d´amore che non riesci a mollare, quel fare l´amore che é a al massimo simulacro dell´erotismo dei tempi belli.
Rubo la famosa frase di un giornalista di cui non ricordo il nome...andrei a cena con Luis Alberto solo per vedere come mi passa il sale. Ovviamente l´avresti passato rigorosamente con i piedi.
Buona fortuna Luis, al netto di tutto non posso non volere bene a quella gran faccia di c@zzo con i piedi fatati che ti ritrovi.