Se sono della Lazio da una vita, lo devo principalmente al disgusto per quei colori orribili e per la profonda repulsione che provo per i loro tipici tifosi, i loro calciatori più simbolici, i loro pseudogiornalisti, i loro speaker radiofonici, i loro parlamentari e tutto ciò che circonda questa squadretta misera, dal palmares misero, nata da una fusione di squadrette avvenuta durante l 'orribile ventennio. Rappresentano quella parte della romanità per la quale mi vergogno di essere nato in questa città. Grazie a dio, avendo avuto un papà romanista atipico e d'altri tempi, romano di sette generazioni, che amava questa città al punto che si commosse quando vincemmo lo scudetto del 1974, una parte di me continua ad essere fiero di quella romanità che è poco rappresentata, ma che esiste ed appartiene a tutti coloro che non sono insozzati da questa tracottanza, alimentata dallo scempio mediatico.
Mi fanno profondamente schifo e spero spariscano per sempre, tanto mio padre ora è in un mondo migliore, non ne soffrirebbe.